Confcommercio Campania riunisce oltre mille imprese online: "Si valuti fase 2-bis l'11 Maggio"

Russo: "Bisogna ripartire nell'immediato"

Redazione Irno24 04/05/2020 0

Indennizzi e contributi a fondo perduto, prestiti tempestivi e garantiti a lungo termine a burocrazia zero, moratoria fiscale per tutto l'anno, sostegno per gli affitti dei locali commerciali. Sono i quattro pilastri indicati dal Presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, in un messaggio alle imprese, provenienti da tutti i settori del commercio campano, che oggi hanno partecipato all’assemblea virtuale “IOVOGLIORIPARTIRE - Diamo voce alle imprese”, organizzata da Confcommercio Campania.

Oltre mille le imprese collegate per discutere della fase 2, assieme ai rappresentanti di ogni comparto, attraverso proposte e richieste al Governo e alle istituzioni locali, da adottare per combattere la crisi Covid-19.

"La Regione e i Comuni devono fare la loro parte per sostenere l'economia e l'occupazione insieme a noi e, per questo, abbiamo riunito tutti i settori del mondo dell'impresa anche per valutare un’ipotesi, per alcuni settori ancora chiusi, di aprire l’11 maggio - ha dichiarato il Direttore generale di Confcommercio Campania, Pasquale Russo - Bisogna ripartire nell’immediato e, tenendo conto delle misure di sicurezza, abbiamo elaborato e proposto a tutti i livelli istituzionali protocolli sanitari adeguati per riaprire tutte le attività.

Siamo estremamente preoccupati: l’assenza di sussidi alle imprese, la pastoia burocratica per ottenere la liquidità sono il perfetto terreno di coltura della criminalità organizzata che sarà invece velocissima ad approfittare delle difficoltà dei tanti imprenditori”.

“Il momento è gravissimo, ma voglio sottolineare che gli imprenditori cercano con competenza, impegno e creatività nuove strade e nuove soluzioni per svolgere il proprio ruolo in ogni circostanza, anche avversa come quella che stiamo vivendo - ha puntualizzato Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio e Federalberghi Salerno - Purtroppo, le difficoltà non possono essere superate soltanto con la buona volontà, contando sulle nostre forze.

Le risposte della politica non sono tuttora all'altezza, servono decisioni importanti ed immediate che favoriscano una ripresa sostenibile delle nostre imprese. Noi vogliamo ripartire, con la forza, lo slancio, l’entusiasmo, la capacità e la professionalità che i nostri clienti ci hanno sempre riconosciuto”.

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Redazione Irno24 08/01/2021

Recovery Plan, Coldiretti: "Campania ha bisogno di green economy"

"L'agroalimentare ha cambiato il volto della Campania e restituito dignità ad un territorio su cui gravava un racconto cupo e negativo". Commenta così Gennarino Masiello, presidente regionale di Coldiretti e vicepresidente nazionale, la nuova versione del Recovery Plan che frena sulla destinazione green dei fondi europei.

"Con i tagli all’agroalimentare - denuncia Masiello - si ferma la decisa svolta verso la rivoluzione verde che la nostra regione ha messo in campo utilizzando gli stessi fondi comunitari. Vorrei ricordare da dove siamo partiti e dove siamo adesso. Vent'anni fa si raccontava di una terra martoriata dall'inquinamento e dall'abbandono dei campi. Oggi la Campania ha riconquistato l'attrattività nel mondo, che solo il Covid è riuscito a frenare spezzando i flussi turistici.

Siamo la regione d’Italia con il più alto numero di prodotti agroalimentari tradizionali, ben 531. Siamo a 56 tra Dop, Igp e Stg, con l’ultimo riconoscimento alla rucola della Piana del Sele. Abbiamo una crescita costante delle aziende biologiche. Nelle nostre cinque province, dalle aree interne alla costa, abbiamo il più alto livello di controllo sul territorio agricolo e sulle filiere.

In altre parole, la Campania è tornata ad essere la terra felix che stupiva i visitatori fin dai tempi dei romani. Eppure c'è ancora lavoro da fare, sull'economia circolare, sulle fonti rinnovabili, sulla gestione dei boschi, sull'agricoltura di precisione, sull'utilizzo sostenibile dell'acqua. Ecco perché chiediamo al Governo di non cambiare strategia, in un momento in cui proprio l’emergenza globale provocata dal Coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza.

Insieme a tutta l'Italia rischiamo di essere gli unici nell’Unione Europea a non valorizzare nei progetti il proprio potenziale agricolo ed alimentare, che rappresenta un realtà di primato a livello europeo ed internazionale. Bisogna ripartire dai nostri punti di forza nell’agroalimentare che – conclude Masiello – ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può offrire, con la rivoluzione verde, preziosi posti di lavoro green nei prossimi dieci anni, come dimostra il boom del 14% di nascite di nuove imprese agricole under 35 negli ultimi 5 anni, in netta controtendenza rispetto agli altri settori".

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Redazione Irno24 29/04/2021

Coldiretti Salerno: "Fare sistema per rilanciare economia sul territorio"

"E’ necessario avviare un Piano strutturale di rilancio della provincia di Salerno, creando una rete di tutti i principali attori socio economici del territorio e costruire una vera e propria alleanza tra Istituzioni, forze economiche e produttive, banche di credito cooperative locali e cittadini".

E’ la proposta lanciata dal direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano, con l’obiettivo di porre in essere soluzioni per contribuire a superare la crisi causata dalla pandemia che sta investendo anche il territorio salernitano. "In questa difficile congiuntura economica e sociale - spiega Tropiano - il mondo agricolo è pronto a fare la sua parte e a dare un contributo importante ma siamo convinti che sia necessario attivare, in un’ottica di sistema, tutte le sinergie possibili tra i vari attori istituzionali ed economici per valorizzare ogni risorsa che il territorio è in grado di esprimere.

Il settore agricolo e turistico possono rappresentare un motore di sviluppo, capaci come sono di trasferire il 'valore del territorio' in 'valore economico', sia in termini di prodotti che di servizi. Occorre quindi attivarsi senza indugi per valorizzare concretamente le produzioni locali a Km zero, attivando sempre più mercati agricoli in città, iniziative a filiera corta dal campo alla tavola, favorendo l’utilizzo delle eccellenze locali nella ristorazione privata e pubblica. Se già riuscissimo a promuovere, in tutti i ristoranti, gli alberghi e i locali della provincia, una carta dei vini locali e dell’olio di oliva, potremmo avere un forte indotto sui territori sia sotto il profilo di reddito che occupazionale. Lo stesso discorso potrebbe essere declinato per il comparto ortofrutticolo, della carne, dei formaggi e della pesca locale".

"Ma occorre fare sistema - ribadisce Tropiano - in primis attraverso una campagna comunicativa unitaria di rilancio di tutti i settori economici e avviare un progetto di interventi che renda possibile una strategia condivisa delle prospettive di sviluppo del territorio. Penso a tutte le associazioni di impresa, alle banche locali, alle istituzioni. Dobbiamo sviluppare interventi coordinati per il turismo, la valorizzazione dei prodotti agricoli e delle produzioni locali, la rivitalizzazione delle attività artigianali e commerciali nei centri storici".

"In questa fase - sottolinea il direttore di Coldiretti Salerno - è strategico il ruolo delle banche di credito cooperativo, per accompagnare le imprese nella rinascita ed evitare il ricorso a canali di finanziamento opachi e illegali. Necessario è l’impegno di tutti: non è più tempo che ognuno faccia per sé, ma è tempo di prendere coscienza dell’importanza della comunità, fatta di persone, di imprese, di radicamento al territorio. Occorre ripensare, ma anche rifondare in tempi brevi - conclude Tropiano - non restare in apnea, aspettando che la crisi passi".

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Redazione Irno24 01/12/2020

Ristori agriturismi campani respinti per burocrazia, Coldiretti punta sui "CAA"

Oltre al danno la beffa. Alcuni agriturismi – comunica Coldiretti Campania – già colpiti pesantemente dalle restrizioni da Covid, stanno ricevendo PEC dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione in cui si respinge l'istanza di ammissione al bonus previsto dal bando dello scorso settembre. "La domanda non è ammessa – si legge nelle missive – in quanto il richiedente non risulta iscritto nell'Albo Regionale degli operatori agrituristici e non risulta agli atti dell'Amministrazione documentazione attestante l'operatività dell'impresa".

Il paradosso è che spesso chi ha ricevuto il rifiuto del ristoro è attivo da molti anni, così come risulta all’Agenzia delle Entrate, ma non è stato inserito nell’Albo. La vicenda – spiega Coldiretti Campania – viene da lontano ed è il tipico caso di burocrazia inutile. Il presidente Masiello e il direttore Loffreda hanno inviato una nota al neo assessore all’agricoltura Caputo per affrontare e risolvere definitivamente la vicenda kafkiana.

"Si fa presente - scrivono i vertici di Coldiretti Campania – che in merito all’aggiornamento di detto Albo Regionale, la nostra organizzazione ha più volte sollevato la necessità di aggiornare l’attuale legge regionale sull’agriturismo del 2008, non più adeguata alla Riforma Delrio, che prevedeva un ruolo attivo delle Province nell’aggiornamento dell’Albo, poi trasferito ai Comuni ma senza un’efficace procedura.

Di fatto, ad oggi, l’aggiornamento di detto Albo è demandato all’azione degli stessi Comuni, che spesso omettono di comunicare ai competenti uffici dell’Assessorato Regionale l’inizio attività o la chiusura dei servizi agrituristici sul proprio territorio. Inoltre, gli Uffici tecnici comunali acquisiscono la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ma non hanno alcuna competenza per verificare la sussistenza dei requisiti dell’azienda per l’attivazione dei servizi agrituristici. Salvo poi scoprire frodi, come dimostrano le periodiche inchieste della magistratura e della Guardia di Finanza.

Per affrontare questa ed altre problematiche relative alla salvaguardia degli agriturismi, Coldiretti Campania nel marzo 2017 ha presentato alla Regione una articolata proposta per una nuova legge in materia, che valorizzi e tuteli la multifunzionalità agricola. La proposta di legge giace ancora in Commissione Agricoltura, dove si è tentato uno stravolgimento, snaturando così il vero agriturismo.

In attesa di riprendere un’ampia discussione sulla necessità di una nuova legge regionale sull’agriturismo – proseguono Masiello e Loffreda – si chiede all’Assessorato di intervenire per evitare che le comunicazioni di rigetto alle domande di sostegno possano produrre un paradosso: l’esclusione di chi ne ha diritto per comprovata attività e l’accoglimento per chi non ne ha diritto.

Coldiretti Campania propone, pertanto, all’Assessorato di prevedere l’aggiornamento dell’Albo Regionale degli operatori agrituristici esclusivamente attraverso i CAA (Centri di Assistenza Agricola), che detengono i fascicoli aziendali e sono in grado di asseverare la reale dimensione delle strutture, ovvero i posti letto e i coperti consentiti. Solo così l’Assessorato regionale potrà avere certezza della veridicità dell’elenco, grazie al vaglio preventivo che solo i centri di assistenza agricola sono in grado di effettuare".

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