Dalla Regione 15 milioni per il sostegno al comparto turistico

Contributo a fondo perduto nella misura del 60% dell'investimento

Redazione Irno24 08/06/2021 0

La Giunta Regionale ha approvato oggi una misura di sostegno alle micro, piccole e medie imprese del sistema turistico campano colpite alla crisi dovuto al Covid, programmando un finanziamento di 15 milioni di euro (fondi Por-Fesr). L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto nella misura del 60% dell'investimento proposto dall'impresa beneficiaria fino a un massimo di 200.000 euro.

"Dopo le importanti iniziative del Presidente De Luca per garantire sicurezza al comparto turistico - dichiara l'assessore al Turismo Felice Casucci - la ripartenza passa anche attraverso il sostegno delle micro, piccole e medie imprese della filiera industriale turistica (ricettività e intermediazione dell'offerta), agevolate sul versante del miglioramento dei servizi, anche in forma aggregata, della promozione e comunicazione, della digitalizzazione e dell'accessibilità, oltre che sul fronte delle spese relative a misure anti Covid. Un passo avanti nella direzione di una rinnovata competitività del sistema turistico campano e dei suoi livelli occupazionali".

Sempre per il comparto turistico, e in particolare per la mobilità, la Giunta Regionale ha riprogrammato una serie di interventi già attuati con successo nelle precedenti annualità: Piano di Mobilità turistica, che prevede tra l'altro la riattivazione delle tratte ferroviarie già esistenti e il recupero delle linee storiche dismesse; azioni di decongestionamento degli assi stradali delle costiere sorrentina e amalfitana.

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Redazione Irno24 19/03/2020

Cinquecentomila i punti vendita aperti durante l’emergenza, ecco i dati del salernitano

Sono mezzo milione gli esercizi commerciali e dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che restano aperti in base al decreto del Governo anti-Coronavirus.

Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull'intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633). La Campania svetta anche per numero di parafarmacie e punti vendita di articoli medicali e ortopedici.

Nel dettaglio, in provincia di Salerno, troviamo: 14 ipermercati, 499 supermercati, 48 discount, 2138 minimarket, 1645 punti vendita di surgelati, 266 farmacie, 139 parafarmacie, 538 punti vendita al dettaglio di prodotti per l'igiene personale. I numeri locali integrativi sono forniti dalla Camera di Commercio di Salerno.

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Redazione Irno24 01/04/2022

Confesercenti Salerno: "Masterplan litorale grande opportunità per imprese"

"Fanno ben sperare le parole istituzionali di ieri - fanno sapere da Confesercenti Salerno - a margine dell'incontro tenutosi a Paestum sul preliminare del Masterplan Salerno Sud, un progetto di riqualificazione della fascia costiera che comprende ben otto comuni ed oltre 50 km di costa da Salerno a Castellabate, coordinato dall'arkistar Boeri. Ottimi gli intenti e le finalità della progettazione, per la quale Confesercenti Salerno e distretto turistico “Riviera Salernitana” hanno aderito per mezzo della manifestazione di interesse promossa proprio dalla Regione.

Riteniamo strategica la progettualità in atto; quando sentiamo discorsi tesi alla riqualificazione, alla mobilità sostenibile, alle attenzioni verso l’ambiente, e quindi anche alla sostenibilità balneare e turistica, non possiamo che essere pienamente d'accordo. Confesercenti lungo la fascia costiera rappresenta molte realtà imprenditoriali turistiche e dei servizi, oltre quelle commerciali, anche per mezzo delle Confesercenti zonali storiche come quella di Eboli, di Battipaglia e di Capaccio Paestum.

Siamo certi che a breve si apriranno nuovamente i necessari confronti con il mondo della rappresentanza delle imprese che insistono lungo la fascia costiera, che hanno bisogno del supporto istituzionale e della tutela amministrativa, anche attraverso i nuovi strumenti urbanistici, per poter entrare a pieno titolo e con spirito propositivo nella nuova ed importante progettualità. Riqualificare le proprie attività di impresa, con la certezza delle dovute garanzie, anche amministrative, sarà un aspetto fondamentale perché siamo tutti in una fase di ripartenza dopo i mesi terribili della pandemia".

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Redazione Irno24 01/12/2020

Ristori agriturismi campani respinti per burocrazia, Coldiretti punta sui "CAA"

Oltre al danno la beffa. Alcuni agriturismi – comunica Coldiretti Campania – già colpiti pesantemente dalle restrizioni da Covid, stanno ricevendo PEC dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione in cui si respinge l'istanza di ammissione al bonus previsto dal bando dello scorso settembre. "La domanda non è ammessa – si legge nelle missive – in quanto il richiedente non risulta iscritto nell'Albo Regionale degli operatori agrituristici e non risulta agli atti dell'Amministrazione documentazione attestante l'operatività dell'impresa".

Il paradosso è che spesso chi ha ricevuto il rifiuto del ristoro è attivo da molti anni, così come risulta all’Agenzia delle Entrate, ma non è stato inserito nell’Albo. La vicenda – spiega Coldiretti Campania – viene da lontano ed è il tipico caso di burocrazia inutile. Il presidente Masiello e il direttore Loffreda hanno inviato una nota al neo assessore all’agricoltura Caputo per affrontare e risolvere definitivamente la vicenda kafkiana.

"Si fa presente - scrivono i vertici di Coldiretti Campania – che in merito all’aggiornamento di detto Albo Regionale, la nostra organizzazione ha più volte sollevato la necessità di aggiornare l’attuale legge regionale sull’agriturismo del 2008, non più adeguata alla Riforma Delrio, che prevedeva un ruolo attivo delle Province nell’aggiornamento dell’Albo, poi trasferito ai Comuni ma senza un’efficace procedura.

Di fatto, ad oggi, l’aggiornamento di detto Albo è demandato all’azione degli stessi Comuni, che spesso omettono di comunicare ai competenti uffici dell’Assessorato Regionale l’inizio attività o la chiusura dei servizi agrituristici sul proprio territorio. Inoltre, gli Uffici tecnici comunali acquisiscono la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ma non hanno alcuna competenza per verificare la sussistenza dei requisiti dell’azienda per l’attivazione dei servizi agrituristici. Salvo poi scoprire frodi, come dimostrano le periodiche inchieste della magistratura e della Guardia di Finanza.

Per affrontare questa ed altre problematiche relative alla salvaguardia degli agriturismi, Coldiretti Campania nel marzo 2017 ha presentato alla Regione una articolata proposta per una nuova legge in materia, che valorizzi e tuteli la multifunzionalità agricola. La proposta di legge giace ancora in Commissione Agricoltura, dove si è tentato uno stravolgimento, snaturando così il vero agriturismo.

In attesa di riprendere un’ampia discussione sulla necessità di una nuova legge regionale sull’agriturismo – proseguono Masiello e Loffreda – si chiede all’Assessorato di intervenire per evitare che le comunicazioni di rigetto alle domande di sostegno possano produrre un paradosso: l’esclusione di chi ne ha diritto per comprovata attività e l’accoglimento per chi non ne ha diritto.

Coldiretti Campania propone, pertanto, all’Assessorato di prevedere l’aggiornamento dell’Albo Regionale degli operatori agrituristici esclusivamente attraverso i CAA (Centri di Assistenza Agricola), che detengono i fascicoli aziendali e sono in grado di asseverare la reale dimensione delle strutture, ovvero i posti letto e i coperti consentiti. Solo così l’Assessorato regionale potrà avere certezza della veridicità dell’elenco, grazie al vaglio preventivo che solo i centri di assistenza agricola sono in grado di effettuare".

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