Fenal Uil Salerno: "Sicurezza sul lavoro, la svolta possibile con l'IA"
"Un progresso che può trasformarsi in scudo quotidiano contro infortuni e tragedie"
Redazione Irno24 26/09/2025 0
"La proposta dell’INAIL segna un passaggio cruciale nel dibattito sulla sicurezza: non più un costo da comprimere, ma un investimento sul futuro del Paese e sulla dignità dei lavoratori. Una visione che ribalta la logica del risparmio ad ogni prezzo e afferma con chiarezza che la vita viene prima del profitto. La vera novità è che finalmente l’intelligenza artificiale entra al servizio della sicurezza: strumenti capaci di prevenire i rischi, monitorare cantieri e macchinari, supportare i controlli e rendere più efficace la formazione.
Un progresso che può trasformarsi in scudo quotidiano contro infortuni e tragedie, se gestito con rigore e responsabilità. Ma la tecnologia da sola non basta. È indispensabile che ogni euro destinato alla sicurezza sia effettivamente utilizzato a questo scopo, senza ribassi né scorciatoie. Dalla dotazione dei DPO (Dispositivi di Protezione Obbligatori) alla manutenzione, dalla formazione continua alla vigilanza, ogni aspetto deve essere garantito con serietà e trasparenza.
La sicurezza non si sconta, non si negozia, non si baratta. È un diritto fondamentale che deve diventare cultura condivisa e impegno quotidiano. Per questo, l’appello è forte: che in ogni celebrazione religiosa venga ricordato il valore sacro della vita e il principio che si lavora per vivere, non per morire. Solo così la memoria delle vittime potrà trasformarsi in responsabilità collettiva e speranza concreta".
Il Segretario Generale FENEAL UIL Salerno, Patrizia Spinelli.
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Redazione Irno24 29/06/2026
Al "Ruggi" di Salerno prorogati i contratti di 110 precari, scadevano il 30/06
Importante boccata d'ossigeno per la sanità salernitana e per i diritti dei lavoratori. L’Azienda "Ruggi" ha deliberato la proroga di ben 110 contratti a tempo determinato, che erano ormai in scadenza il prossimo 30 giugno. Saranno estesi fino al 31 dicembre 2026, garantendo così la continuità occupazionale e, soprattutto, la tenuta dei servizi sanitari essenziali.
La decisione del management aziendale recepisce in pieno la ferma e tempestiva richiesta avanzata dalla FP CGIL Salerno, che aveva sollecitato il prolungamento dei contratti a fine anno per far fronte alla persistente carenza di organico e per assicurare l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), tutelando i turni nei reparti e l'efficienza dei servizi ospedalieri.
"Come abbiamo ribadito a più riprese - scrive il sindacato - ora ci aspettiamo l'immediato avvio delle procedure di stabilizzazione per tutto il personale a tempo determinato che ha già maturato i requisiti previsti dalla normativa vigente per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il lavoro nella sanità pubblica deve essere sinonimo di stabilità e dignità: solo così si garantisce il futuro del nostro sistema sanitario".
Redazione Irno24 31/05/2026
Porto abusivo armi e spaccio, nel salernitano blitz con 26 arresti
Nell’ambito di una più ampia operazione condotta a livello nazionale dalla Polizia di Stato, con il coordinamento della Direzione Centrale Anticrimine, la Squadra Mobile di Salerno, con la collaborazione di alcuni Commissariati della provincia, ha concluso un’articolata attività su tutto il territorio salernitano, finalizzata al contrasto dello spaccio di stupefacenti, del porto abusivo di armi e delle varie forme di criminalità diffusa.
L’azione, svolta nelle ultime 3 settimane, ha portato all’arresto di 26 soggetti, di cui 2 minorenni, e alla denuncia, in stato di libertà, di 39 persone, tra cui 4 minori. Sono stati sequestrati complessivamente circa 170 grammi di cocaina e crack, oltre a circa 30 grammi di cannabinoidi. Inoltre, sono state sequestrate 6 armi da fuoco, anche a canna lunga, tra cui un fucile a pompa ed una carabina, nonché munizionamento di vario calibro.
Particolare attenzione è stata riservata al contrasto del porto di armi bianche, soprattutto in ambito giovanile, con il rinvenimento di 7 armi bianche, tra cui coltelli, anche a serramanico, e bastoni. Nel corso dell’operazione, sono state identificate 4636 persone, di cui 138 minorenni. I controlli si sono concentrati all’interno di quartieri cittadini e nelle vicinanze di locali notturni, dove si registra un maggior consumo di droga.
Francesca Guglielmetti 07/03/2024
Riflessioni sulla Giornata della Donna secondo una prospettiva linguistica
Otto marzo. Da bambina, onestamente, era tutto più facile. Otto marzo = festa della donna. Un po' di auguri dati e ricevuti, qualche ramo di mimosa, forse un grazie in più, un po' di ironia che oggi, credo, sarebbe stata tacciata come “politicamente scorretta”. Famosa, a tal proposito, la frase che Salvatore rivolge alla moglie nel film “Cosí parlò Bellavista” (1984) per impedirle di partecipare alla manifestazione programmata, appunto, per l’8 marzo (“quando faranno la manifestazione della cameriera andrai pure tu”).
Poi, a seguire, andando avanti negli anni, sono arrivate, ferme restando le intramontabili mimose corredate da auguri, e magari anche da prodotti di pasticceria, le possibilità ludico/ricreative: dalla cena “solo donne”, possibilmente ben condita da alcool, allo striptease maschile. Il tutto accompagnato dal (possibilità, concessione, auspicio, realtà? Boh!) “dovrebbe essere sempre l’8 marzo”. Per arrivare, non so dire bene quando e come, alla svolta: da “festa della donna” a “giornata internazionale della donna”.
Svolta? In realtà credo si tratti più di un ritorno alle origini, dal momento che nel lontano 1922, anno in cui fu istituita in Italia, l’8 marzo non individuava una giornata di festa ma, appunto, “la giornata internazionale dei diritti della donna”. Quello che è venuto dopo ancora, ossia questo accanimento il più delle volte generatore di cacofonie, a mio vedere, sulle parole, un po' mi stranisce e un po' mi fa sorridere.
L’avvocata, la ministra, la giudice (o giudicessa??), l’ingegnera, e quanto altro ancora, su cui ci stiamo arrovellando, ci focalizza sulle parole facendo perdere di vista il linguaggio. I linguaggi, ahimè, mi sembrano quasi tutti ancora “maschili”. Il maschio “aiuta in casa”, “aiuta con i figli”, “solleva dai lavori domestici”, giammai sia detto che “fa la sua parte”.
La sessualità è ancora più intrisa di questa dialettica: davanti ad un tradimento, se ci pensiamo, quando si attribuisce a lei la responsabilità, non è difficile che la “lei” sia tacciata di meretricio; quando, invece, le leggerezze (magari ripetute) sono responsabilità di un lui non è difficile sentir dire che la “lei” o le “lei” con cui l’uomo si unisce siano, appunto, delle meretrici (lo so, lo diciamo in modo più crudo ma credo che qui, appunto, sia il caso di fare attenzione al linguaggio).
Insomma, o che lo si metta in atto o che lo si subisca, il tradimento in amore vede sempre attiva, da qualche parte, una donna di facili costumi. Certo il linguaggio è fatto di parole ma le parole, senza una dialettica coerente allo scopo, corrono il rischio di restare, appunto, solo parole.