Fials Salerno chiede la proroga al 31 dicembre dei contratti OSS

Lopopolo: "È il momento di consolidare il personale, non di mantenerlo in precarietà"

Carlo Lopopolo

Redazione Irno24 01/04/2026 0

Dopo la decisione dell’Asl di prorogare i contratti degli operatori sociosanitari solo fino al 30 settembre 2026, la Fials Salerno chiede una revisione immediata del provvedimento e un adeguamento alle nuove condizioni normative e organizzative. "La proroga al 30 settembre è una scelta incomprensibile - dichiara Carlo Lopopolo, segretario generale Fials Salerno - soprattutto ora che la Regione Campania è uscita dal Piano di Rientro e che la Legge di Bilancio consente stabilizzazioni fino al 31 dicembre.

È il momento di consolidare il personale, non di mantenerlo in una condizione di precarietà. Gli operatori sociosanitari garantiscono da anni la tenuta dell’assistenza, spesso in condizioni difficili. Meritano rispetto, stabilità e continuità". La Fials Salerno auspica dunque una proroga dei contratti almeno fino alla fine dell'anno e l’attivazione immediata delle procedure di stabilizzazione previste dalla normativa vigente.

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E' stata inviata ai Direttori generali delle ASL e delle Aziende Ospedaliere una direttiva, a firma del Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, con la quale si fa obbligo di definire l'impiego del personale sanitario non vaccinato contro il Covid, in concomitanza con la disposta reintegra in servizio, tutelando la salute dei pazienti e degli operatori vaccinati.

Saranno quindi messe in campo le necessarie azioni dirette a contrastare ogni ipotesi di contagio, evitando il contatto diretto del personale non vaccinato con i pazienti. E' quanto si legge in una nota diffusa dalla Regione.

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Sono inoltre sempre presenti - fa sapere l'Asl Salerno - medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Altre specialità sono in corso di implementazione e saranno attivate a breve.

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Il tumore dell’endometrio rappresenta la neoplasia più comune dell’apparato riproduttivo femminile, con oltre 88mila diagnosi all’anno in Europa. Nonostante la prognosi sia strettamente legata alla precocità della diagnosi, attualmente non esiste uno screening di massa per la diagnosi precoce di questo tumore.

Di nuove ed esaltanti tipologie diagnostiche e di prevenzione si parlerà durante il convegno “Metabolomica in sanità pubblica: nuove metodiche di screening per il carcinoma endometriale”, che si terrà venerdì 16 dicembre, negli spazi del Salone dei Marmi del Comune di Salerno, dalle ore 9.

Per combattere efficacemente questa patologia, Theoreo e Hosmotic, due realtà campane impegnate nella ricerca scientifica in ambito biotecnologico, hanno unito gli sforzi con autorevoli istituzioni universitarie e cliniche campane, tra cui l’università di Salerno, l’università di Napoli Federico II, l’Irccs fondazione “G. Pascale” e la sezione di Avellino della Lilt (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), per creare un tool che possa essere utilizzato come strumento di prevenzione secondaria, quindi per uno screening di popolazione.

Questo strumento, denominato MEDEA (Metabolomics approach for the Early Detection of Endometrial Adenocarcinoma), è basato su una signature metabolomica e uno strumento di intelligenza artificiale che ne consente la sua analisi.

L’idea di fondo è che una patologia complessa come il cancro non possa essere studiata utilizzando singoli biomarcatori, cioè molecole alle quali attribuire l’onere di rappresentare un fenomeno complesso che a volte impiega anni per potersi compiere. Il cancro deve quindi essere studiato attraverso una dettagliata e profonda analisi di centinaia di molecole, che tutte insieme concorrono a descrivere il profilo biochimico di questa condizione.

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