Gravi lesioni a coetaneo con tirapugni, arrestato minorenne a Salerno

L'aggressione il 31 Ottobre in piena movida cittadina, la vittima voleva sedare una lite

Redazione Irno24 11/12/2021 0

Nella mattinata odierna, su disposizione della Procura presso il Tribunale per i Minorenni, la Sezione Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Salerno ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare a carico di un minorenne, gravemente indiziato di lesioni gravi ai danni di un coetaneo.

I fatti si sono verificati la sera del 31 ottobre a Salerno nei luoghi della movida cittadina. Dalle indagini emergeva che la vittima, essendosi accorta che era sorta una discussione per futili motivi tra un suo amico ed un giovane sconosciuto, interveniva per sedare gli animi.

Malgrado le sue pacifiche intenzioni, lo sconosciuto, poi identificato nell'odierno arrestato, lo colpiva repentinamente più volte al volto, cagionandogli la frattura del naso e ferite lacero-contuse al viso e al corpo utilizzando un tirapugni. A seguito dei colpi ricevuti, la vittima riportava, come accertato con consulenza tecnica del Pubblico Ministero, lesioni gravi con indebolimento della funzione respiratoria.

Le tempestive indagini dei Carabinieri consentivano di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del minore, oggi raggiunto da ordinanza cautelare, e di ricostruire la dinamica dei fatti attraverso una serie di convergenti testimonianze, anche in ordine al comportamento tenuto dal minore dopo i fatti.

Si tratta dell'ennesimo episodio di gratuita ed insensata violenza giovanile avvenuto in centro, che dimostra, ancora una volta, la sempre più crescente pervasività della cultura della sopraffazione che tristemente caratterizza gli ambienti giovanili salernitani. Detenere un tirapugni ed un coltello è come avere con sè le chiavi di casa o il cellulare. E questo soprattutto nelle uscite serali, vissute non come occasione di svago e socializzazione ma come situazioni nella quali cercare motivi pretestuosi per dare sfogo alla violenza.

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Redazione Irno24 15/10/2020

"Agriturismi fantasma", frode alla UE: denunciati 3 imprenditori agricoli salernitani

Al termine di un’indagine per il contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno denunciato tre imprenditori agricoli per aver indebitamente percepito fondi europei per un importo che supera i 500mila euro.

Per ottenere gli incentivi, gli indagati, operanti nel salernitano, avevano infatti dichiarato alla Regione, ente responsabile della concessione dei benefici, di aver sostenuto le spese per il rifacimento di vecchi casolari di campagna, che avrebbero, a loro detta, adibito ad alloggi e sale ristorative con cui diversificare ed ampliare l’oggetto delle proprie imprese agricole.

I contributi, stanziati a fondo perduto dall’U.E. per il rilancio dell’agricoltura nell’entroterra, erano appunto destinati alla ristrutturazione di fabbricati rurali, per agevolare l’avvio e l’esercizio di attività agrituristiche, in grado di attirare una maggiore clientela e di portare ad un incremento del fatturato aziendale. Dalla documentazione acquisita e dal confronto con i progetti presentati è subito saltato all’occhio degli investigatori, però, il disallineamento tra quanto attestato dai richiedenti per aggiudicarsi i sussidi e il reale stato di avanzamento dei lavori.

I sopralluoghi delle Fiamme Gialle presso le strutture hanno poi confermato che gli imprenditori - peraltro sprovvisti dei requisiti di “coltivatori diretti”, necessari per l’accesso alle agevolazioni - non avevano rispettato l’impegno assunto di avviare nuovi agriturismi, essendosi limitati a ristrutturare i vecchi ruderi di proprietà per scopi privati (sostanzialmente, sistemare la casa di villeggiatura).

E’ scattata così, dopo le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno, la segnalazione alla Procura per l’indebita percezione degli aiuti comunitari e la truffa perpetrata ai danni del bilancio dell’Unione Europea. Accanto al procedimento penale, corre parallelo quello amministrativo, che comporta l’obbligo di restituire le somme illecitamente intascate, con in più una pesante sanzione amministrativa. Il tutto, per un ammontare complessivo che raggiunge il milione di euro.

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Redazione Irno24 30/10/2020

Traffico internazionale di droga e riciclaggio, 25 arresti: confiscate attività a Salerno

Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Caserta, Brescia, Taranto, Parma e Firenze, circa 300 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, supportati dai reparti territorialmente competenti, dal 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano (SA) e dal Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare - emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti di 25 indagati (23 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, con l’aggravante della transnazionalità del reato, “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “intestazione fittizia di beni”, “riciclaggio ed auto riciclaggio”, “truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.

Inoltre, nel medesimo provvedimento cautelare è stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di due attività commerciali salernitane (fra cui una pizzeria molto nota, “A' Puntella”) e della somma complessiva di € 165.000, prodotto dell’illecita attività degli indagati.

I provvedimenti scaturiscono da una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno nel mese di ottobre 2017 con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. È stata condotta con metodi tradizionali, con il supporto di attività tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ed è risultata particolarmente complessa poiché molti dei soggetti investigati, per condurre i loro traffici illeciti, sono ricorsi all’intestazione fittizia di schede telefoniche ed all’utilizzo di smartphone dotati di servizi di messaggistica di difficile intercettazione, venendo comunque scoperti.

L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un’associazione a delinquere, con ruoli e competenze ben definite, dedita alla commissione dei suddetti delitti, dotata di una notevole organizzazione gestionale, oltre che di rilevanti risorse finanziarie e svariati canali di rifornimento di stupefacente, principalmente del tipo cocaina. Gli esiti complessivi delle investigazioni hanno consentito di accertare che il salernitano Fiorenzo Parotti, promotore, organizzatore e finanziatore del sodalizio, aveva nel tempo assunto una posizione di assoluta primazia nell’ambito del traffico degli stupefacenti a Salerno sia in termini di introiti che di bacino di utenza, grazie ad una stabile collaborazione con la criminalità napoletana ed attraverso una ramificata rete di distribuzione in ambito provinciale (Acerno, Olevano sul Tusciano).

L’approvvigionamento avveniva per il tramite di diversi canali, tracciati sia in territorio continentale (Albania e Olanda), sia oltreoceano (Panama e Brasile), col precipuo fine di reperire lo stupefacente direttamente dai paesi di produzione, acquistandolo in ingenti quantità ad un prezzo più vantaggioso, grazie al progressivo incremento del volume di affari dell’organizzazione.

Il nome dell’operazione “El Fakir” è stato tratto proprio dalle indagini su quest’ultimo canale di rifornimento. Nel seguire i movimenti di Rosario Lumia, broker internazionale di origine napoletana in contatto con diversi cartelli della droga, era emerso il progetto di inviare una spedizione di cocaina nascosta all’interno di container provenienti da Panama; inizialmente era stato proposto addirittura il porto di Salerno quale destinazione finale, salvo poi virare su Algeciras in Spagna, non avendo le società intermediarie incaricate del trasporto rapporti commerciali diretti con l’Italia.

Il referente panamense dell’operazione era German Eliecer Chanis Aguilar, alias “EL Fakir” (il fachiro), allora latitante e ritenuto dalle autorità internazionali “altamente pericoloso”, nonché leader del gruppo paramilitare “frente 57” delle FARC, operante in molteplici attività criminali al confine tra Panama e Colombia. La spedizione non si concretizzava solo in ragione dell’arresto di El Fakir, avvenuto in Messico nel gennaio 2018. Per via della riconosciuta pericolosità di “El Fakir”, il suo rientro a Panama è avvenuto sotto la supervisione di un consistente dispositivo di sicurezza schierato presso l’Aeroporto Internazionale di Tocumen. Egli, infatti, oltre ad essere un narcotrafficante, era ricercato anche per omicidio e per reati vari commessi con esponenti legati alla criminalità organizzata.

In seguito a tale imprevisto, Lumia aveva individuato un’ulteriore rotta, questa volta dal Brasile, accordandosi per nascondere lo stupefacente in container di caffè destinati ad un’azienda operante nel settore della torrefazione con sede in Campania. Anche in questo caso il progetto non si realizzava solo per via del suo arresto, avvenuto a Napoli a maggio dello stesso anno. Le attività del sodalizio subivano comunque solo semplici rallentamenti, grazie al fatto che il canale di approvvigionamento con Olanda e Albania non aveva mai smesso di rifornire le rigogliose piazze.

La mentalità imprenditoriale dei sodali, in particolare del Parotti, non si è fermata alla gestione degli illeciti proventi provenienti dai fiumi di droga trafficati e spacciati. Le indagini, anche bancarie, hanno appurato come i proventi siano stati reinvestiti in attività economiche e commerciali, dopo la ripulitura del denaro mediante il passaggio su conti correnti di persone compiacenti, nell’evidente scopo di occultarne e renderne impossibile l’identificazione. Inoltre, la creazione di una nuova società mediante l’utilizzo di intestatari fittizi ha permesso agli indagati di realizzare la pizzeria salernitana di cui sopra, accedendo al finanziamento pubblico “Progetto Invitalia - Resto al Sud”, ricavandone tra i diversi vantaggi patrimoniali anche una parte a fondo perduto quantificata in € 70.000.

Da qui le connesse ipotesi delittuose di riciclaggio, auto riciclaggio, intestazione fittizia di beni e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nel corso dell’attività d’indagine, sono state già arrestate 8 persone in flagranza di reato, sequestrati 25 kg di stupefacente, orologi di pregio per un valore di € 75.000 ed oltre € 160.000 in danaro contante. La stima del fatturato complessivo dell’impresa criminale è di oltre 20 milioni di euro annui esentasse, cui vanno aggiunti quelli delle fiorenti attività commerciali costituite per ripulire il danaro.

NOTA STAMPA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

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Redazione Irno24 17/12/2020

Maxi operazione anti pedopornografia, perquisizioni in Campania e nel salernitano

Oltre 300 uomini della Polizia Postale dalle prime ore dell’alba hanno eseguito perquisizioni e arresti in flagranza in 53 province e 18 regioni italiane. Si tratta della più imponente operazione di Polizia degli ultimi anni contro la pedopornografia online. Dopo due anni di indagini condotte “sotto copertura”, con il coordinamento del Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online, sono stati identificati 432 utenti che, sfruttando le potenzialità delle diffusissime applicazioni WhatsApp e Telegram, partecipavano a “canali” e “gruppi” finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti violenze sessuali su minori; gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.

Dei 159 gruppi individuati dagli investigatori della Polizia Postale, 16 erano vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti. Ciascun gruppo era regolato da precise e severe norme di comportamento finalizzate a preservare l’anonimato del sodalizio criminale, oltre che dei singoli partecipanti. La violazione di tali regole comportava, infatti, l’espulsione da parte degli amministratori.

La lunga e capillare attività di indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto. Sono 81 gli italiani identificati dalla Polizia Postale in tutta la penisola, due dei quali, un ottico con collaborazioni universitarie napoletano di 71 anni e un disoccupato veneziano di anni 20, promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l’attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo.

Nel territorio campano sono state eseguite 7 perquisizioni, di cui 4 nella provincia di Napoli, 2 in quella di Caserta e 1 nella provincia di Salerno. Le attività di polizia giudiziaria eseguite hanno portato al sequestro di numerosi dispositivi in uso agli indagati. Uno di loro, un 25enne napoletano, è stato tratto in arresto perché trovato in possesso di un ingente quantitativo di foto e video a carattere pedopornografico che ritraevano violenze e abusi su minori in tenera età.

Quella della transnazionalità è una caratteristica che accomuna tutti i gruppi scoperti dagli agenti infiltrati. Sono, infatti, ben 351 gli utenti stranieri coinvolti nell’indagine, per ciascuno dei quali sono state raccolte tutte le tracce informatiche utili alla loro identificazione

L’attività svolta ha evidenziato come questo fenomeno criminale sia assolutamente trasversale, dal momento che tra gli indagati figurano persone di estrazione sociale ed età molto eterogenee, quali affermati professionisti, operai, studenti, pensionati, impiegati privati e pubblici, di cui un vigile urbano e diversi disoccupati, con età che oscillano tra i 18 e i 71 anni. Con riferimento, infine, al fattore geografico, si segnala che le regioni maggiormente interessate risultano essere la Lombardia e la Campania. In tali territori, infatti, risiede il 35% degli indagati. Le perquisizioni, emesse dalla Procura Distrettuale di Milano, hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pendrive, computer e account di mail e profili social.

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