La Regione Campania a sostegno dei Consorzi della DOP Economy

La legge di stabilità per il 2024 e il bilancio di previsione 24-26 hanno previsto oltre un milione di fondi

Redazione Irno24 30/12/2023 0

Un milione e 125mila euro nel triennio 2024-2026, in pratica 375mila euro per ciascuna annualità. È quanto è stato previsto dalla Regione Campania per sostenere i consorzi di tutela dei vini e delle produzioni agroalimentari di eccellenza campane DOP e IGP con la legge di stabilità regionale per il 2024 e relativo bilancio di previsione per il triennio 2024-2026.

"La scelta del Consiglio Regionale - sottolinea Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania - fa ben sperare che anche da parte delle istituzioni vi sia l’intenzione di sostenere i Consorzi ed i marchi che sono, sempre più, il biglietto da visita di una regione e dell’intero sistema Paese”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente di Fedagripesca Campania, Nicola De Leonardis: “Quanto appena approvato dimostra l’attenzione che il governo regionale pone a tutte le dinamiche, visto che la Dop Economy è diventata uno strumento di grande valore per tutto il sistema Paese e che deve esserlo ancora di più, anche per il sistema Campania".

"Come AssoIG – dichiara il presidente Tommaso Romano - forniremo il nostro supporto alle iniziative regionali che vanno verso il rafforzamento dei consorzi di tutela e delle IG, perché crediamo fermamente che rafforzarli, sostenendoli economicamente come nel caso specifico, ma anche instaurando dei tavoli di discussione permanenti, sia un buon viatico per far sì che la Campania sia al passo con altre regioni, che vantano un numero di marchi a volte inferiori, ma che lavorano in una logica di sistema".

AssoIG è l'Associazione delle Indicazioni Geografiche, è stata costituita ad agosto di quest’anno

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Redazione Irno24 13/06/2022

Salario minimo per legge, le preoccupazioni di Confesercenti Salerno

La proposta legislativa finalizzata all’introduzione di un salario minimo per legge vede la contrarietà della Confesercenti Provinciale di Salerno. "Un intervento per legge in tale ambito - dichiara il Direttore, Pasquale Giglio - porterebbe una possibile alterazione degli equilibri economici e negoziali raggiunti della contrattazione collettiva.

Infatti, se il valore minimo fissato dal Legislatore fosse più basso di quello stabilito dai contratti collettivi di lavoro, si correrebbe il rischio di disapplicazione degli stessi, poiché per le aziende il salario negoziale sarebbe considerato come mero ed incomprensibile costo ulteriore. Al contrario, se fosse più alto, l’ingerenza legislativa in tale campo determinerebbe uno squilibrio nella rinegoziazione degli ambiti. Conseguenza, non voluta, di tale disapplicazione contrattuale potrebbe essere il peggioramento delle condizioni generali dei lavoratori".

"Se lo spirito del salario minimo per legge è quello di combattere il lavoro nero - dichiara il Presidente, Raffaele Esposito - credo non raggiungerà mai il suo obiettivo; infatti i lavoratori in nero nella nostra provincia sicuramente non vedrebbero applicato il salario minimo, poiché la lotta al lavoro nero avrà un suo risultato solo garantendo la certezza delle regole, l’applicazione dei Contratti Collettivi vigenti e delle correlate attività rispettive degli organi di vigilanza.

Inoltre, l’introduzione del salario minimo non permetterebbe al lavoratore di superare la soglia di povertà, anzi avrebbe l’effetto di spiazzare i lavoratori a basso salario, relegandoli a percepire solo il minimo, oppure a trasformarli in disoccupati".

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Redazione Irno24 23/03/2020

Florovivaismo, il crollo vale 50 milioni di euro

L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio uno dei comparti agricoli più performanti della Campania, il florovivaismo. Coldiretti Campania comunica che sono a rischio 50 milioni di euro di fatturato e circa 20.000 addetti tra aziende agricole e indotto. Con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali ma anche per il blocco della mobilità, il mercato dei fiori è praticamente fermo.

"A soffrire – spiega Salvatore Loffreda, direttore Coldiretti Campania – è sia il mercato nazionale che quello estero, che vale l’80% del fatturato complessivo. I fiori dell’area vesuviana e salernitana hanno conquistato il mondo, facendosi apprezzare in eventi importanti come il Festival di Sanremo.

Ad oggi i camion già partiti sono tornati con il carico, costringendo le aziende a distruggere i prodotti, a causa dei blocchi al confine ed in dogana di tanti paesi, UE ed extra-UE, tenuto conto anche dei ritardi e delle difficoltà del trasporto su gomma.

Già prima dell’8 Marzo il mercato è calato del 60% fino ad arrivare all’80-90% di questi giorni per chiusura dei mercati di Francia e Germania. Oltre ai tir che rientrano con prodotti invenduti, l’incertezza è anche per quello già consegnato per cui non si ha la certezza del pagamento".

All’estero molti Paesi, come Croazia, Albania, Grecia e Romania, ma anche Spagna e Francia, dove sono dirette le piante da esterni Made in Italy, da giorni stanno facendo blocchi o richiedono quarantena agli autisti anche se loro concittadini mentre in Austria i controlli causano decine di km di code alla frontiera.

"Il settore ha bisogno di misure urgenti per dare liquidità alle aziende – spiega Coldiretti Campania – con finanziamenti a tasso zero ed una sospensione delle scadenze dei mutui, delle bollette, interventi straordinari come la cassa integrazione per i dipendenti ed interventi per sostenere le imprese che hanno perso la produzione per l’impossibilità di commercializzarla in conseguenza delle limitazioni nel commercio interno ed estero.

Senza credito d'emergenza da parte del governo e delle banche – conclude Coldiretti Campania – molte aziende nel settore della floricoltura falliranno nel giro di poche settimane. A causa della perdita della domanda, le aste mostrano non solo prezzi molto bassi, ma anche uno spin-off senza precedenti di prodotti di alta qualità. La posta in gioco è la sopravvivenza di molte aziende, sia i coltivatori che le società commerciali. La floricoltura occupa una posizione unica perché riguarda prodotti freschi: i fiori non possono essere conservati per una successiva commercializzazione".

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Redazione Irno24 30/01/2021

Geecom accelera ancora, ecco il componente e-commerce

Nuovo importante passo in avanti per Geecom, il CMS salernitano che sfida i colossi del web; aggiunto, infatti, un nuovo importante tassello: il componente e-Commerce. “Il componente e-commerce è in realtà pronto da tempo – spiega Andrea Pastore, CEO di Heliac Technologies (l’azienda salernitana ideatrice del progetto) – ma abbiamo preferito attendere prima di rilasciarlo pubblicamente. Esistono già diversi siti che lo utilizzano da oltre un anno”.

Il componente in questione rispecchia la filosofia degli altri proodtti Geecom: tanti sistemi di pagamento integrati e attivabili semplicemente con un click, diversi aspetti selezionabili per i prodotti, possibilità di usare il sito come catalogo e tanto altro. Il componente e-commerce, come tutti gli altri prodotti Geecom, è scaricabile gratuitamente dal sito www.geecom.org.

“Geecom è un software open source liberamente scaricabile da tutti senza alcuna limitazione. Il core business dell’azienda sono i servizi ad esso collegati: l’hosting, la consulenza e la formazione – evidenzia Pastore – e sono tutti servizi non obbligatori, per i quali ci si può rivolgere anche all’esterno. È chiaro che avendolo sviluppato noi abbiamo una marcia in più, ma nessuno è obbligato a contattarci”.

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