Lotti AstraZeneca conformi, NAS dissequestra e restituisce ai centri vaccinali
A Marzo lo stop del lotto ABV 2856 dopo la morte di un sottufficiale della Marina
Redazione Irno24 26/05/2021 0
I Carabinieri dei NAS hanno stanno procedendo al dissequestro e restituzione dei vaccini AstraZeneca, lotto ABV 2856, già sequestrati nello scorso mese di marzo su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, a seguito della segnalazione riferita al caso con esito fatale del sottufficiale della Marina Militare Stefano Paternò, in servizio presso la base navale di Augusta.
La Procura della Repubblica di Siracusa, tra le prime in Italia ad avviare le indagini, a seguito dei responsi analitici pervenuti dal “R.I.V.M.” - Istituto Nazionale per la Salute Pubblica e l'Ambiente Olandese e dal Centro Nazionale per il Controllo e la Valutazione dei Farmaci dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, ha emesso un provvedimento di restituzione, a firma dal Sostituto Procuratore Dr. Gaetano Bono, che dispone la revoca del sequestro e la restituzione ai centri vaccinali delle dosi di vaccino sequestrato.
Le analisi, svolte in un contesto investigativo ad alto tasso tecnico e secondo coordinate scientifiche in costante aggiornamento e con l’interlocuzione di esperti, hanno stabilito che i lotti oggetto di attenzione, oltre ad essere corrispondenti per natura, caratteristiche e composizione con gli altri lotti di vaccino anti Covid analizzati, rispecchiano pienamente i parametri qualitativi e sono conformi al dossier di registrazione approvati dall’EMA, l’Agenzia Europea per i Medicinali.
Le dosi dissequestrate e restituite ai responsabili di ciascuna struttura sanitaria, dove erano custodite nel pieno rispetto delle linee guida sulle modalità di conservazione per garantire la catena del freddo, saranno destinate nuovamente agli HUB per il normale ciclo vaccinale in favore della popolazione.
Potrebbero interessarti anche...
Redazione Irno24 02/11/2023
Maltempo, stop scuole anche nei comuni della Valle dell'Irno
Il Sindaco di Fisciano, Vincenzo Sessa, in relazione allo stato di allerta arancione, ordina, dalle 21:00 di giovedì 2 novembre, fino alle 21:00 di venerdì 3, le seguenti misure per a tutela della pubblica incolumità: chiusura dei cimiteri cittadini; chiusura degli impianti sportivi all'aperto a gestione pubblica; interdizione a persone o mezzi nei parchi, giardini pubblici ed aree giochi;
chiusura dell’isola ecologica di via Prignano; chiusura di tutti gli istituti scolastici ed i servizi educativi per l’infanzia; d’intesa con il Rettore dell’Università di Salerno, la sospensione delle sole attività didattiche frontali, ad esclusione degli esami di profitto scritti e orali e delle sedute di laurea.
----------------------------
Visto il bollettino meteorologico di allerta arancione della Regione Campania, il sindaco di Siano, Giorgio Marchese, con specifica ordinanza, ha disposto per il 3 novembre la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, parchi gioco, ville comunali, cimitero.
----------------------------
Anche a Montoro non suonerà la campanella, venerdì 3 novembre. Il sindaco Giaquinto, infatti, al pari dei colleghi di Fisciano e Siano, ha disposto la chiusura di scuole ed asili.
----------------------------
A Pellezzano, le scuole erano già chiuse per il ponte di Ognissanti e riapriranno lunedì 6. Ad ogni modo, il sindaco Morra per il 3 novembre ha disposto la chiusura di cimitero e parchi pubblici.
Redazione Irno24 08/02/2024
Giornata del Malato, l'Arcivescovo di Salerno celebra la messa al "Ruggi"
“Non è bene che l’uomo sia solo. Curare il malato curando le relazioni”: è questo il tema della XXXII Giornata Mondiale del Malato, che anche l’Arcidiocesi di Salerno si prepara a celebrare. L’arcivescovo, mons. Andrea Bellandi, infatti, domenica 11 febbraio, alle ore 18:30, presiederà la messa presso la Cappella dell’Ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona” di Salerno.
Redazione Irno24 04/03/2026
Traffico rifiuti, maxi confisca ad imprenditori Acerra: immobili anche a Salerno
Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria - G.I.C.O. della Guardia di finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Napoli - Sezione Misure di Prevenzione, avente a oggetto un patrimonio del valore complessivo di oltre 204 milioni di euro, riconducibile ai fratelli G.P., C.P. e S.P., imprenditori di Acerra operanti nel settore del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali.
Il provvedimento rappresenta l’ultimo sviluppo di un articolato iter giudiziario avviato nel 2017, quando il patrimonio degli imprenditori fu sottoposto a sequestro di prevenzione, a seguito della loro condanna definitiva per disastro doloso continuato, e degli accertamenti patrimoniali che avevano evidenziato una marcata sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati. Le indagini dei finanzieri avevano infatti ricondotto una parte rilevante delle ricchezze accumulate ai proventi del traffico illecito di rifiuti nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
Dopo una prima confisca nel 2019, confermata in appello nel 2023, nell’aprile 2024 la Corte di Cassazione aveva annullato il provvedimento per vizi di carattere formale, disponendo la restituzione dei beni. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ritenendo tuttora sussistenti i presupposti della misura e permanenti gli elementi di pericolosità qualificata e di sproporzione patrimoniale, ha quindi disposto una nuova e approfondita ricognizione patrimoniale, estesa anche ai nuclei familiari.
Nel maggio 2024, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli ha nuovamente sequestrato i beni e, con decreto depositato il 19 febbraio 2026, all’esito dell’istruttoria camerale, ha disposto la confisca, ribadendo la perdurante pericolosità qualificata dei proposti, la strutturale e significativa sproporzione tra il patrimonio accumulato nel tempo e i redditi leciti dichiarati e l’inidoneità delle giustificazioni difensive atte a dimostrare, in modo plausibile e documentalmente riscontrabile, la provenienza delle risorse impiegate.
Il provvedimento di confisca, suscettibile di impugnazione, riguarda 8 compendi aziendali, con sedi nelle province di Napoli, Frosinone e Roma, 224 immobili ubicati nelle province di Napoli, Salerno, Caserta, Cosenza, Latina e Frosinone, 75 terreni, 70 rapporti finanziari, 72 autoveicoli, 3 imbarcazioni e 2 elicotteri, per un valore complessivo pari a euro 204.914.706.