Pil, Coldiretti: con +3,9% il record è in agricoltura

Più di 8 italiani su 10 considerano l’agricoltura importante per il rilancio dell’economia

Gennarino Masiello

Redazione Irno24 01/06/2021 0

A far segnare la maggiore crescita del PIL è l’agricoltura con un balzo del 3,9% del valore aggiunto in termini congiunturali ma ad aumentare è anche l’occupazione nei campi. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al primo trimestre del 2021 rispetto a quello precedente. Si tratta - sottolinea Coldiretti - della migliore performance tra tutti i settori produttivi con l’agricoltura che cresce dell’1,3% anche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’agricoltura italiana è una risorsa fondamentale per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e lavoro per il Paese come evidenzia l’indagine Coldiretti/Notosondaggi secondo la quale più di otto italiani su dieci (83%) considerano l’agricoltura importante per il rilancio dell’economia del Paese, con una percentuale di consensi che balzata del 19% nel 2021 rispetto a prima della pandemia.

Le aziende agricole italiane - prosegue la Coldiretti - non hanno mai smesso di lavorare per garantire la continuità delle forniture alimentari sugli scaffali di negozi e supermercati e consentire quindi alle famiglie di fare la spesa. Un ruolo ricoperto con responsabilità e dedizione da quasi 740mila imprese agricole impegnate per la tutela del paesaggio, lo sviluppo economico del Paese, la sicurezza e la salute attraverso la produzione di cibo.

A pesare su quasi una azienda agricola su cinque (18%) è stata la riduzione della domanda di prodotti provocata soprattutto dal crollo del turismo e dal taglio degli acquisti da parte dei bar, ristoranti e pizzerie costretti alla chiusura ma tra le preoccupazioni delle aziende c’è l’impatto dell’aumento dei costi di produzione (7,5%) secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

“Siamo di fronte ad cambiamento epocale – commenta Gennarino Masiello, vice presidente nazionale di Coldiretti – che vedrà l’agricoltura sempre più al centro di scelte strategiche intersettoriali, come presidio ambientale e sociale del territorio. Produrre cibo diventa cardine di una nuova visione dell’economia, dove qualità, salubrità, tracciabilità, innovazione, circolarità e sostenibilità sono concreti strumenti di sviluppo.

Occorre accompagnare questo processo con un profondo processo di sburocratizzazione, accelerando e rendendo efficiente la macchina amministrativa. È un treno che non possiamo perdere, in particolare in una regione come la Campania, superando inefficienze e ostacoli”.

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Redazione Irno24 07/04/2021

Anche da Salerno l'appello Fipe Confcommercio: "Vanno riformati i ristori"

"I contributi a fondo perduto ricevuti tra il 2020 e il 2021 dai titolari di bar e ristoranti sono stati ritenuti poco o per nulla efficaci dall’89,2% degli imprenditori, con 8 titolari su 10 che si sono visti ristorare il 10% circa di quanto perso lo scorso anno.

Una bocciatura che non può non essere presa in considerazione nel momento in cui si andranno a definire le modalità di erogazione dei sostegni che verranno distribuiti in seguito al prossimo scostamento di bilancio, annunciato in 20 miliardi di euro. Siamo consapevoli dello sforzo enorme fatto dal precedente governo per dare risposte ai titolari dei pubblici esercizi, in una situazione di pandemia, ma non possiamo nasconderci che le misure non sono state minimamente sufficienti. È importante dare aiuti di maggiore intensità a chi ha perso fatturato perché è stato costretto a chiudere".

Così Roberto Calugi, Direttore generale di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, nel corso dell’audizione informale davanti alle Commissioni V e VI del Senato, riunite in sessione congiunta in vista della conversione in legge del Dl Sostegni.

Da Salerno, non tardano a dare manforte le considerazioni di Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Campania nella sede territoriale: "È chiaro che la sopravvivenza di bar e ristoranti non passa per i sostegni passati e futuri che il Governo ha previsto e che si sono rivelati insufficienti e non adeguati a ristorare le perdite subite. Ciò che serve alle imprese, dopo 14 mesi di blocco delle attività, è riprendere a lavorare in sicurezza.

La vita sociale sembra scorrere tranquillamente anche in zona rossa, senza applicare il rigore dimostrato per commercianti, ristoratori, imprese del turismo e via dicendo. Questo paradosso ha determinato le più disparate reazioni, ma tutte mosse dalla disperazione ed accomunate dall’intenzione di riaprire le attività, tra gli esponenti delle diverse categorie commerciali che non riescono più a sostenere il prolungamento della chiusura dopo le festività pasquali".

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Redazione Irno24 02/09/2020

Prete: "Portare a termine la riforma delle Camere di Commercio"

La norma, contenuta nel DL agosto del Governo, che fissa un termine ultimo per gli accorpamenti che ridurranno a 60 il numero delle Camere di commercio italiane, rappresenta il passo decisivo per la chiusura di una riforma avviata ormai 5 anni fa. Lo sottolinea Unioncamere intervenuta in audizione dinanzi alla Commissione Bilancio del Senato.

“Bisogna concludere la riforma - ha affermato il vice presidente vicario di Unioncamere, nonchè presidente della Camera di Commercio di Salerno, Andrea Prete, nel corso dell’audizione - Questa riforma ha superato tutti i passaggi politici, quelli della giustizia amministrativa e anche la verifica costituzionale: Parlamento, Conferenza Stato Regioni, Tar, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale si sono espressi su questo tema nel corso del tempo. Gli accorpamenti delle Camere di commercio stanno portando risultati di efficientamento e risparmi concreti.

Come si è visto inoltre, Camere più grandi e più forti, con maggiori funzioni come internazionalizzazione e made in Italy, possono meglio supportare le imprese e i territori. Il sistema camerale vede oggi Camere grandi e anche molto grandi e Camere molto piccole – in termini di bacino di imprese, di ambito territoriale di riferimento, di budget – e ciò determina un assetto poco equilibrato”.

Oltretutto, chiarisce Unioncamere, dal riordino del sistema camerale derivano importanti benefici per le imprese. Con gli accorpamenti, infatti, le Camere risparmieranno ogni anno oltre 50 milioni di euro in minori costi di gestione. Nelle circa 40 Camere che si sono già accorpate, i costi sono stati ridotti in media del 10% liberando così più risorse per gli investimenti e l’attività di sostegno alle imprese. Questo è evidente soprattutto per le Camere più piccole, che in un caso su due hanno potuto disporre di più risorse economiche (spesso anche oltre il 20%) per gli interventi promozionali rispetto a prima.

La crescita di dimensione, inoltre, ha consentito un maggiore accesso a risorse nazionali ed europee (in media il 10% in più) che hanno contribuito allo sviluppo dei territori e delle imprese. La riorganizzazione degli uffici poi ha permesso e permetterà di destinare alle funzioni di front office per le imprese anche personale prima addetto ai servizi amministrativi interni. Il tutto assicurando la stessa presenza territoriale e vicinanza anche fisica alle imprese, garantendo, con la nomina del presidente o del vice presidente, la rappresentanza dei diversi territori nei Consigli delle Camere e senza rallentamenti nei servizi offerti. La cui qualità, anzi, per due Camere su tre è anche migliorata rispetto a prima dell’accorpamento.

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Redazione Irno24 11/07/2021

De Luca ad artigiani Cna: "Un mese per aprire un’impresa, ok su Osservatorio regionale"

Dice sì alla proposta lanciata dal Presidente della Cna di Salerno, Lucio Ronca, di istituire un Osservatorio regionale sull’artigianato il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che ha partecipato alla riflessione sul futuro dell’artigianato in Campania, svolta nel corso dei lavori dell’assemblea elettiva della Cna di Salerno.

Facciamo subito l’Osservatorio - ha affermato De Luca - lavoriamo sui punti che come artigiani ritenete essenziali e soprattutto arriviamo insieme all’obiettivo di aprire un’impresa in un mese”, confermando anche la priorità di sburocratizzare. Il presidente regionale ha anche ribadito la sua proposta per superare l'empasse che si sta registrando nel reclutare lavoratori per impegni stagionali. “A chi riceve il reddito di cittadinanza, proponiamo l’obbligo di accettare lavori stagionali con la possibilità di guadagnare altri 500 euro messi a disposizione dalle imprese - ha detto De Luca - se rifiutano perdono entrambi i sostegni economici”.

De Luca ha rilanciato anche il tema della risorsa mare, per la quale il presidente Ronca aveva chiesto maggiore impegno per valorizzare tutti i mestieri che ruotano attorno alla nautica, trovando ovviamente d’accordo, tra gli interlocutori presenti, il comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Daniele Di Guardo. “In Campania c’è la necessità di creare ulteriori 10mila posti barca - ha dichiarato De Luca - questo è settore che dopo un periodo di stasi si sta rianimando”.

A concludere i lavori il presidente nazionale di Cna, Daniele Vaccarino: “Ora è il momento di ragionare sul futuro associativo, abbiamo ambizione di diventare ancora più riferimento. Ci servono coraggio, tempestività e anche un po’ di sfrontatezza per affrontare questo momento, non dobbiamo correre il rischio che il sistema delle piccole e medie imprese non sia pienamente coinvolto nella ripresa economica”.

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