Sacchi neri con rifiuti di ogni tipo, in arrivo multa salata per due bar di Salerno
Bennet ringrazia gli operatori di Salerno Pulita e la Polizia Municipale
Redazione Irno24 04/11/2021 0
"Anche oggi, purtroppo, dobbiamo segnalare nuovi casi di violazione delle norme sulla raccolta differenziata. Nel cuore del centro di Salerno, a pochi metri dal Comune, sacchi neri contenenti rifiuti di ogni tipo.
Per i due bar che hanno abbandonato i sacchi, in arrivo una multa salata. Grazie ai nostri operatori che, insieme alla Polizia Municipale, stanno fermando questa pessima abitudine di alcuni, per fortuna pochi, commercianti di Salerno". Lo scrive sui social l'amministratore di Salerno Pulita, Bennet.
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Redazione Irno24 06/07/2022
Premio per Salerno nell'edizione 2022 di "Comuni Ricicloni"
Il Comune di Salerno è stato premiato nell’ambito della XXIX edizione di Comuni Ricicloni, l'annuale manifestazione organizzata da Legambiente. Presente per il Comune di Salerno l'Assessore all'Ambiente, Massimiliano Natella, insieme all'Amministratore Unico di Salerno Pulita, Vincenzo Bennet.
Salerno ha ricevuto il premio startup per l’avvio del nuovo programma di raccolta differenziata e per la celere risposta all’offerta del PNRR con la presentazione di sette progetti di finanziamento, cinque dei quali per il miglioramento della raccolta ed i restanti due per gli impianti.
Molti dei comuni premiati hanno evidenziato l’importanza dei controlli per la buona riuscita della differenziata. Il Comune di Salerno si è mosso proprio in questa direzione, con l'istituzione della figura degli ispettori ambientali, che affiancheranno la Polizia Municipale nelle operazioni di contrasto al fenomeno dell'abbandono dei rifiuti e del mancato rispetto delle norme della raccolta differenziata.
Redazione Irno24 06/08/2020
Sanità campana, siglato accordo con specialisti ambulatoriali
A distanza di 19 anni dal primo accordo integrativo regionale, con il via libera dalla Giunta regionale della Campania, si è giunti alla firma del nuovo accordo con gli specialisti ambulatoriali. L’accordo regionale si inserisce nel processo di revisione e potenziamento della rete sanitaria territoriale campana.
Il nuovo accordo prevede, in linea con l’accordo Collettivo nazionale (ACN), una riorganizzazione distrettuale della specialistica ambulatoriale che, con la costituzione delle Aggregazioni Funzionali territoriali (AFT), assicura una concreta presa in carico del paziente attraverso l’utilizzo di specifici percorsi diagnostici e terapeutici (PDTA) e il potenziamento delle attività di cure domiciliari.
Particolare attenzione viene rivolta ai pazienti affetti da più patologie croniche (fino al 92% della popolazione anziana) che necessitano di interventi polispecialistici e alla possibilità di utilizzare la piattaforma regionale dedicata alle attività di teleconsulto, televisita e teleassistenza.
E’ ribadita la partecipazione degli specialisti ai processi di presa in carico dei pazienti nell’ambito di attività legate ad emergenze sanitarie e il fondamentale ruolo nei processi decisionali di diagnosi e cura dei pazienti affetti da Sars-COV 2. L’accordo prevede anche incentivi per i professionisti che decidono di svolgere la loro attività in aree particolarmente disagiate, e un potenziamento aziendale delle azioni di verifica e controllo delle attività veterinarie.
Redazione Irno24 01/07/2021
Mare Monstrum 2021, il triste primato della Campania con oltre 4mila illeciti
La pandemia non ferma l’assalto alle coste e ai mari italiani, ancora una volta preda di chi pretende di accaparrarsene “un pezzo” a proprio uso e consumo, incurante delle leggi, della tutela di ambiente e biodiversità e di un patrimonio comune che deve essere adeguatamente difeso nella sua integrità e bellezza.
Sebbene lo scorso anno, quello cruciale della pandemia, abbia fatto registrare una leggera flessione (-5,8% rispetto al 2019) nel numero complessivo di illeciti ai danni del patrimonio marino e costiero (22.248 quelli accertati, una media di 61 al giorno, 2,5 ogni ora), il cemento abusivo continua a spadroneggiare, mentre la pesca di frodo dilaga. E il virus ecocriminale non allenta la sua morsa sulle regioni costiere della Penisola.
In cima classifica del mare illegale 2020, troviamo infatti il ciclo del cemento, rimasto su valori assoluti altissimi (il 42,9% dei reati accertati). Migliori notizie sul fronte degli illeciti legati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento marino, diminuiti dell’11,6% per l’impatto del lungo periodo di lockdown sulle attività economiche, anche se i quasi 7 mila reati accertati nel settore, più di 19 al giorno, pesano sul totale nazionale per il 31%.
Balzo in avanti per la pesca di frodo (il 23,3% dei reati accertati) che ha cercato di “approfittare” della pandemia, come dimostra il numero impressionante di sequestri effettuati: 3.414 contro i 547 del 2019, dagli attrezzi usati illegalmente in mare alle tonnellate di prodotti ittici requisiti. Cresce, in generale, il numero di persone arrestate e denunciate per aggressioni alle coste e ai mari italiani, 24.797 (+24% rispetto al 2019), e quello dei sequestri che hanno toccato quota 8.044 (+9,9%) per un valore di 826 milioni di euro.
Questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’edizione 2021 del dossier “Mare Monstrum”, elaborato da Legambiente su dati di forze dell’ordine e Capitanerie di porto. Tra le regioni dove si concentra il maggior numero di reati, al primo posto troviamo la Campania (con 4.206 illeciti, il 18,9% di quelli registrati a livello nazionale), seguita da Sicilia, Puglia, Lazio e Calabria. Alla Campania, “raggiunta” questa volta dal Molise, spetta anche il poco ragguardevole primato nell’incidenza di illeciti per chilometri di costa: 9 i reati accertati per ogni km in entrambe le regioni (tre volte la media nazionale), seguite da Basilicata e Abruzzo.
Il segno meno davanti alla percentuale dei reati accertati nel 2020 non incide, tuttavia, in modo significativo sul trend negativo delle illegalità perpetrate ai danni di mare e coste, sottolinea Legambiente: dal 1999 al 2020, infatti, si sono registrati 378.068 illeciti, di cui 206.532 nelle sole quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, dove si è concentrato il 54,6% del totale nazionale. Un’incidenza che lo scorso anno è cresciuta, arrivando al 55,3% dei reati.
Un capitolo spinoso, anche per il 2020, è rappresentato dalle storie d’ordinario abusivismo edilizio, come evidenzia un altro dato inedito elaborato da Legambiente: quello sulle ordinanze di demolizione degli immobili abusivi eseguite che raggiungono appena il 24,3% nei Comuni costieri. Uno stallo che perdura ormai da troppi decenni, di fronte al quale l’associazione chiede a gran voce che della demolizione dell’abusivismo storico si occupi direttamente lo Stato, nella figura dei prefetti.