Salernitana, tutte le tappe dello spinoso caso Boulaye Dia
Dopo una prima stagione da urlo, condita da 16 gol, il centravanti si è trasformato da risorsa a danno
Andrea Montinaro 14/03/2024 0
Boulaye Dia è stato e rimane uno dei flagelli sportivi ed economici più dolenti della tribolata stagione della Salernitana. Dopo un’annata da protagonista, nella quale ha trascinato i granata verso una serena salvezza con i suoi 16 gol, e dopo aver innegabilmente raddoppiato il suo valore di mercato, diventando uno dei profili più interessanti del panorama nazionale e internazionale, il numero 10 della Salernitana si è trasformato da risorsa a danno.
Il 17 agosto 2022, il senegalese venne acquistato da Iervolino con la formula del prestito oneroso da un milione di euro, con possibilità di riscattarlo a 12 milioni dal Villareal, diritto regolarmente esercitato quasi un anno dopo con il deposito dell’intera cifra pattuita. Durante la scorsa sessione estiva di mercato, Dia aveva raggiunto un valore tra i 25 e i 30 milioni, introito che sarebbe stato oro colato per le casse della società salernitana ma che si è tramutato in poche settimane nell’inizio della fine.
L’incrinatura del rapporto tra le due parti nasce a fine agosto 2023, quando l’attaccante senegalese, dopo aver trovato un accordo economico con il Wolverhampton, per un trasferimento in Premier League, senza il consenso a trattare da parte della dirigenza granata, presentò attraverso il suo entourage un’offerta a Iervolino decisamente al ribasso negli ultimi giorni di mercato.
La Salernitana ha, giustamente, fatto prevalere la sua posizione: sebbene non si fosse mai opposta ad una cessione a priori, fare a meno a di Dia senza possibilità di sostituirlo adeguatamente, a poche ore dal gong del calciomercato d'estate e con un conguaglio assolutamente non idoneo al valore del giocatore, sarebbe stato un autogol clamoroso.
Purtroppo non si è fatto i conti con i “picci” di un calciatore che si è dimostrato tutt’altro che un professionista serio. Dia si è impuntato contro la società che lo paga e lo ha pagato profumatamente e contro una piazza che gli ha dato la possibilità di poter fare quel “salto” di carriera tanto agognato, non venendo assolutamente incontro alle esigenze sportive ed economiche del club. Oggi, 14 marzo 2024, il senegalese non è più un patrimonio per questa società ma un problema economico e sportivo nel quale a perdere, nel sistema calcio attuale, è sempre la società titolare del cartellino.
Nel mondo reale, cioè in quello lavorativo extracalcistico, un professionista con regolare contratto se non ottempera ai suoi doveri può essere giustamente perseguito civilmente per danni, con annesso licenziamento per giusta causa; nel panorama calcistico ci stiamo sempre più avventurando in scenari distopici, nei quali le società sono sempre più ostaggio di calciatori e procuratori e dove i contratti hanno sempre più un valore formale che sostanziale. Dia, con il rifiuto di scendere in campo durante Udinese-Salernitana e il conseguente allontanamento dalla prima squadra, ha toccato il fondo.
Sembra che il club abbia depositato presso il Collegio Arbitrale un’istanza di arbitrato contro il senegalese: i legali della Salernitana avrebbero chiesto la conferma della sanzione già applicata dal club, ossia l’estromissione del calciatore dalla prima squadra, oltre alla multa aggiuntiva pari alla riduzione del 50% dello stipendio da qui a fine stagione, con cui la società risparmierebbe circa 300mila euro.
Il minimo in confronto a quello che il comportamento dell’attaccante ha negato sia sportivamente che economicamente alla Salernitana: ormai la perdita monetaria è certa, ma vedere Dia uscirne tranquillo e sereno, magari anche raggiungendo lidi più prestigiosi in estate, sarebbe uno scenario che non farebbe giustizia per quanto accaduto. In un calcio giusto, con le apposite istituzioni a tutela delle società, il numero 10 della Salernitana rimarrebbe “fuori rosa” fino a fine contratto, con salario minimo a disposizione, ma questa possibilità sempre più utopistica al giorno d’oggi, dove gli interessi e i “mal di pancia” di agenti ed assistiti valgono di più di qualsiasi altro valore sportivo e professionale.
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Infelice a dir poco il quarto debutto di Colantuono sulla panchina della Salernitana. A Reggio Emilia, contro il Sassuolo, arriva la sconfitta per 4-0, in occasione del 14° turno di B. Inizio incoraggiante della Salernitana, che al 10° spreca un'ottima chance in contropiede: ad un facile diagonale da distanza favorevole, Wlodarczyk preferisce l'assist a Verde e la difesa neroverde neutralizza.
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PORTIERI: 1 Fiorillo, 22 Salvati, 55 Sepe; DIFENSORI: 3 Bradaric, 15 Bronn, 5 Daniliuc, 2 Gentile, 42 Guccione, 17 Njoh, 4 Velthuis; CENTROCAMPISTI: 73 Amatucci, 18 Coulibaly L., 8 Coulibaly M., 45 Di Vico, 39 Iervolino, 99 Legowski, 25 Maggiore, 77 Sfait; ATTACCANTI: 24 Braaf, 10 Dia, 20 Jimenez, 11 Kallon, 9 Simy, 14 Valencia.
Indisponibili: 23 Dalmonte, 41 Ferrari, 29 Ghiglione, 6 Sambia, 7 Tongya.