Salerno, al "Ruggi" restituita mobilità a paziente con anchilosi bilaterale anca
L'equipe di Ortotraumatologia ha eseguito un intervento chirurgico di altissima complessità
Redazione Irno24 27/01/2026 0
Un intervento chirurgico di altissima complessità, eseguito dall'equipe di Ortotraumatologia dell'AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, diretta dal dottore Mauro Nese, ha restituito la mobilità e una nuova qualità di vita ad un paziente che da anni era fortemente limitato nelle relazioni sociali e nei movimenti quotidiani. Quest'ultimo era affetto da una grave coxartrosi bilaterale, patologia progressivamente aggravata da un peso corporeo superiore a 150 kg. Proprio l'obesità severa, insieme a numerose comorbidità, aveva reso estremamente rischioso il necessario intervento chirurgico, tanto che in precedenza nessuna struttura ospedaliera aveva ritenuto possibile procedere all'operazione.
Di conseguenza, l'assenza di trattamento ha portato la patologia ad evolvere fino alla diagnosi di una subentrata anchilosi bilaterale delle anche, condizione in cui la testa del femore risulta fusa all'interno dell'acetabolo, determinando una completa perdita di mobilità articolare e quindi un diffuso ed intenso dolore. Di fronte ad un quadro clinico così complesso, l'equipe ortopedica del Ruggi ha messo in campo una scrupolosa pianificazione multidisciplinare e una vera e propria regia organizzativa.
"Abbiamo valutato attentamente ogni rischio e ogni possibile strategia terapeutica - dichiara il dott. Nese - e l'intervento, durato 5 ore, è stato eseguito con successo grazie al supporto dell'anestesista, d.ssa Milito, del dott. De Cicco al mio fianco in questa complicata e stressante situazione, del fisioterapista Alfredo Rizzo, e insieme, sostenendoci reciprocamente, abbiamo raggiunto un risultato assolutamente brillante". Il paziente, già nei giorni successivi all'operazione, grazie anche al supporto delle terapie riabilitative, ha iniziato a recuperare la mobilità con la scomparsa del dolore che per anni aveva condizionato pesantemente la sua vita quotidiana.
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La paziente aveva trascorso gran parte della sua gravidanza in ospedale a causa dei rischi connessi alla sindrome di Kartagener. La tenuta dei vasi sanguigni nel retroperitoneo, che normalmente è prevedibile durante una gravidanza, risultava incerta a causa dell'unicità della sua situazione. Prima del parto, i medici del Bambin Gesù di Roma avevano consigliato un taglio cesareo.
La nascita è avvenuta all'ospedale di Salerno, nel reparto guidato dal dott. Mario Polichetti, senza complicazioni significative, e la madre ha dato alla luce una bambina sana con un peso di oltre 3 chilogrammi. Questo successo è stato possibile grazie alla collaborazione tra i medici di Salerno e quelli del Bambin Gesù di Roma, che hanno lavorato insieme per garantire la sicurezza della madre e del neonato in questa situazione unica.
Il caso di questa madre coraggiosa assume un significato ancor più straordinario quando si considera la rarità statistica della sindrome di Kartagener e l'incidenza delle nascite in Italia. Nel 2022, sono nati in Italia 393.000 bambini, il che rende questa condizione estremamente rara. Statisticamente, ci si aspetterebbe che un solo caso di sindrome di Kartagener si verifichi ogni 20.000 nascite. Dunque, a Salerno si è registrato uno dei 20 ipotetici casi che avvengono in Italia.