Salerno, Alfieri: "A 42 anni dal terremoto ci aspettano altre sfide"
"Dobbiamo lavorare tutti compatti per la tutela e valorizzazione delle nostre comunità"
Redazione Irno24 23/11/2022 0
Era il 23 novembre 1980 e alle 19:34 una scossa di 90 secondi cancellò dalla carta geografica interi paesi, seminando distruzione e morte, colpendo un’area di 17.000 chilometri che andava dall'Irpinia al Vulture, a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza.
Sono passati 42 anni dal quel terremoto che ha segnato in maniera indelebile i territori di Campania e Basilicata, seppellendo intere famiglie. Circa 3.000 i morti e un danno economico di oltre 26 miliardi di euro. In provincia di Salerno, il bilancio ufficiale delle vittime fu di 674 morti e 2.468 feriti, con interi paesi falcidiati.
“Oggi - dichiara il Presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri - la capacità che abbiamo avuto di risollevarci da quel terribile momento ci deve guidare a rialzarci da altre ferite profonde. Cambiamento climatico, crisi economica ed energetica sono le nuove sfide.
Come siamo ripartiti dopo il terremoto del 1980, così dobbiamo ripartire ora. Il PNRR affida a Province e Comuni il compito di programmare e gestire gli interventi che verranno finanziati per i territori. Ognuno di noi, con il proprio ruolo, è chiamato in causa. Dobbiamo lavorare tutti compatti per la tutela e valorizzazione delle nostre comunità, di tutto il nostro Sud”.
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"Le notti salernitane sono sempre più segnate da episodi di degrado e pericolo: corse di moto, assalti a negozi e a stazioni di servizio, aree urbane rese impraticabili dalla presenza di individui sospetti. Non mancano risse e tentativi di violenza. Emblematico l’episodio di questa mattina, quando un giovane, in evidente stato di alterazione, ha minacciato di ferirsi in strada con una bottiglia rotta (in via Iannelli, zona via Porta Elina, ndr).
La sicurezza a Salerno appare ormai compromessa: le forze dell’ordine, pur impegnate, non riescono a fornire risposte efficaci. È necessario un deciso incremento della presenza di uomini in divisa, per evitare che la città perda definitivamente quell’immagine di 'isola felice' che un tempo non lontano la contraddistingueva. La sicurezza del Paese sia allora priorità di chi governa, che da sempre ne ha fatto cavallo di battaglia in ogni propaganda elettorale".
Lo scrive Gianfranco Valiante, già sindaco di Baronissi e socio fondatore dell'associazione civica Ottantaquattrocento.
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Salerno, in Prefettura un "patto" per contrastare la dispersione scolastica
Ieri mattina, a Salerno, presso il “Salone Azzurro” del Palazzo del Governo, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa “per l’omogenea applicazione, nei Comuni della provincia di Salerno, della normativa in materia di vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione”.
Il patto, sottoscritto alla presenza del Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, e del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ettore Acerra, è stato stretto tra il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Salerno, Piero Avallone, il Procuratore della Repubblica per i Minorenni, Patrizia Imperato, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania (Ambito Territoriale di Salerno), Mimì Minella, e il Presidente dell’ANCI Campania – (Coordinamento di Salerno), Gianfranco Valiante.
Il protocollo è frutto di appositi incontri dedicati al fenomeno della dispersione scolastica, tenutisi nel novembre scorso presso la Prefettura e organizzati d’intesa con il Tribunale e la Procura della Repubblica per i Minorenni e l’Ufficio Scolastico provinciale, con il coinvolgimento dei Sindaci dei Comuni della provincia. Dalle riunioni è emersa l’esigenza di approfondire le recenti innovazioni normative in materia (Decreto Caivano), condividendo la necessità di uniformare le procedure che riguardano la segnalazione degli alunni inadempienti all’obbligo scolastico, per permettere una loro omogenea applicazione su tutto il territorio provinciale.
In particolare, si è pensato di valorizzare gli strumenti che consentano di prevenire l’abbandono scolastico, intercettando i bisogni e i problemi degli alunni inadempienti prima di arrivare al momento sanzionatorio nei confronti dei genitori. La procedura, che si compie nell’arco di un mese, stabilisce chi fa cosa ed è scandita in più fasi, proprio per favorire l’assistenza e il sostegno al minore e alle famiglie, in modo che possa esserci la ripresa della regolare frequenza scolastica senza giungere all’extrema ratio della denuncia e della sanzione nei confronti di chi è responsabile del minore. E’ stato evidenziato come la sigla del patto sancisca “un’alleanza educativa” e possa rappresentare un progetto pilota che nasce dalla provincia di Salerno.