Salerno, Fonderie Pisano: "Profondamente delusi per il NO della Regione"

"L'inerzia ci costringe ad intraprendere la dolorosa iniziativa del licenziamento collettivo"

Redazione Irno24 02/11/2026 0

L’amministratore delegato delle Fonderie Pisano, Ciro Pisano, che era assistito dall’avvocato Lorenzo Lentini, dichiara quanto segue in merito all’incontro che si è svolto stamattina negli uffici regionali di Salerno, con il dott. Antonello Barretta, direttore generale del Settore Ambiente della Regione, coadiuvato dalla d.ssa Giuseppina Sessa: "Siamo profondamente delusi dall’esito. Siamo intervenuti a questo appuntamento su invito del Ministero delle Imprese che, in un recente incontro a Roma, aveva sollecitato l’avvio di colloqui costruttivi tra la nostra azienda e la Regione Campania per definire percorsi condivisi per la salvaguardia dei livelli occupazionali (circa 88 lavoratori).

Dal 30 ottobre 2026, infatti, gli 88 lavoratori sono senza reddito, lo stabilimento è fermo dal 25 marzo, i cubilotti sono stati già dismessi ed il relativo camino soppresso, per cui Fonderie Pisano chiede che la Regione Campania decida subito solo sulla Fase 1 di ripresa delle attività produttive, con un unico forno elettrico esistente, già autorizzato e valutato positivamente in fase ambientale (VINCA 2020). Abbiamo trovato, però, un muro; un NO aprioristico ed immotivato alla nostra semplice richiesta di una Conferenza dei Servizi che si pronunci motivatamente solo sulla Fase 1, con riserva di autorizzare gli altri due forni elettrici (Fasi 2 e 3), a valle di eventuali procedure VIA, che hanno un tempo di conclusione di oltre 12 mesi.

Tale soluzione, che contempera tutela della salute e lavoratori, per una ripresa della produzione e del lavoro in tempi brevi, non ha trovato nessun ascolto negli interlocutori regionali. Abbiamo richiesto, pertanto, alla Regione di proporci una soluzione alternativa ma, ancora una volta, al di là di burocrazia e formalismi, non è pervenuta alcuna risposta concreta, diretta a garantire la ripresa delle attività in sicurezza ed i livelli occupazionali. Tenere fermo l’impianto, senza decidere, non protegge nessuno. A questo punto, l’inevitabile attivazione delle procedure di licenziamento collettivo degli 88 lavoratori di Salerno, per cessata attività, è imputabile solo all'inerzia ed all'inazione regionale, che costringe la Fonderie Pisano, suo malgrado, ad intraprendere tale dolorosa iniziativa".

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Redazione Irno24 16/09/2021

Sicurezza delle cure e delle persone assistite, Asl Salerno illumina strutture

L’Asl Salerno aderisce alla Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, che si celebra il 17 settembre 2021, illuminando a giorno alcune sue strutture per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza dei pazienti nell’assistenza sanitaria. Il tema scelto quest’anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è “Cure materne e neonatali sicure”, cui fa da sfondo lo slogan “Agisci adesso per un parto sicuro”.

A risplendere per una notte saranno la sede centrale di Via Nizza, che si occupa della comunicazione e divulgazione agli operatori sanitari ed ai cittadini di tutte le iniziative messe in campo, l’ospedale di Nocera Inferiore, sede della Terapia Intensiva Neonatale e Punto Nascita con maggiore volume di attività, e l’ospedale di Vallo della Lucania, sede del Servizio Pubblico di Procreazione Medicalmente Assistita. Nell’occasione, vi saranno Open Day per le donne in gravidanza e allattamento in tutti i punti vaccinali dell’Asl Salerno.

Sarà presentato, inoltre, un video relativo ai percorsi assistenziali realizzati nell’Asl Salerno, dedicati alla mamma e al bambino, e sono state avviate le procedure per l’allestimento di un centro di simulazione per l’addestramento e la formazione degli operatori sanitari addetti ai punti nascita aziendali, per la gestione delle emergenze/urgenze ostetrico-ginecologiche al fine di rafforzare le competenze individuali, relazionali e migliorare la risposta integrata del team di sala parto, in ottemperanza alle specifiche Raccomandazioni Ministeriali.

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Redazione Irno24 12/06/2026

Caldo estremo e sicurezza sul lavoro, Cisl Salerno chiede tavolo urgente

Le temperature sempre più elevate che stanno interessando il territorio salernitano impongono una risposta immediata e coordinata da parte delle istituzioni. Il caldo estremo non rappresenta più un'emergenza occasionale, ma una condizione strutturale che incide sulla salute e sulla sicurezza di migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati nei cantieri edili, in agricoltura, nella logistica, nei servizi ambientali e in tutti i settori maggiormente esposti.

Per questo, la Cisl Salerno chiede al Prefetto la convocazione urgente di un tavolo provinciale sulla sicurezza sul lavoro e sull'emergenza caldo, coinvolgendo organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, Asl, Ispettorato del Lavoro, Inail e tutti i soggetti competenti. "Non possiamo limitarci a intervenire quando l'emergenza è già esplosa - dichiara Marilina Cortazzi, segretaria generale Cisl Salerno - occorre una strategia condivisa che metta al centro la prevenzione e la tutela delle persone. Chiediamo alla Prefettura di assumere un ruolo di coordinamento, affinché si definiscano misure concrete e uniformi per tutti i comparti maggiormente esposti. La salute e la sicurezza dei lavoratori devono rappresentare una priorità assoluta dell'agenda istituzionale del territorio".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giuseppe Marchesano, segretario generale Filca Cisl Salerno: "In tutti i cantieri lavorare sotto il sole e con temperature che superano ampiamente i 35 gradi significa affrontare rischi concreti per la salute e la sicurezza. Per questo chiediamo la riattivazione delle misure di tutela già sperimentate negli anni scorsi e l'avvio di un confronto stabile, che consenta di definire regole certe per la gestione del rischio da stress termico. Non possiamo continuare ad affrontare ogni estate come un'emergenza. Servono strumenti permanenti, criteri oggettivi di intervento e una maggiore attenzione alla prevenzione".

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Redazione Irno24 24/02/2023

Filiera rifiuti marini, convegno a Napoli: fra comuni della "rete" anche Salerno

Bottiglie e utensili di plastica, reti da pesca fantasma e vetro sono solo alcuni dei rifiuti che ogni giorno vengono abbandonati nel mare, mettendo a serio rischio la sopravvivenza della biodiversità marina e costiera. Un problema che ancora oggi è causato da comportamenti scorretti nella gestione dei rifiuti, e che può essere efficacemente contrastato attraverso la generazione di una cultura alla sostenibilità, consapevolezza e responsabilità ambientale.

Partito ad ottobre 2021, il progetto FIRM “Una rete da pesca per la filiera dei rifiuti marini” è nato proprio con l’obiettivo di sperimentare e creare le basi per lo sviluppo di una innovativa filiera dei rifiuti marini in Campania, partendo dalla creazione di una rete collaborativa tra il settore della pesca, il mondo della ricerca, le pubbliche amministrazioni e le comunità locali.

Promotore e capofila è l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRISS), in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell'Alimentazione (ISA) di Avellino e l’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB) di Pozzuoli.

Le Organizzazioni regionali dei pescatori, partner del progetto, includono: UNCI Campania; Federpesca; FedAgriPesca Campania; AGCI Campania; LEGACOOP Agroalimentare; Coldiretti Impresa Pesca. Tra i partner anche le Associazioni AICS Napoli, Assoutenti Campania e Hippocampus. Il progetto è patrocinato da Legambiente Campania e MareVivo onlus.

Una grande lavoro di costruzione della “rete” che ha visto la partecipazione di 22 Amministrazioni comunali della Campania e società di raccolta e smaltimento rifiuti, nonché delle rispettive capitanerie di porto: Amalfi, Camerota, Castellabate, Cetara, Ischia, Massa Lubrense, Meta e Piano di Sorrento, Maiori, Montecorice, Napoli, Palinuro, Pollica/Acciaroli, Portici, Positano, Pozzuoli, Procida, San Giovanni a Piro (Scario), Salerno, Santa Marina, Sorrento, Torre Annunziata e Vico Equense.

Dal mese di maggio 2022 a gennaio 2023, le cooperative di pescatori hanno potuto raccogliere e conferire i rifiuti marini in aree opportunamente predisposte dalle amministrazioni comunali. Successivamente, alcuni campioni sono stati analizzati dai ricercatori del CNR, attraverso diverse metodologie e processi di trattamento, al fine di identificare le soluzioni innovative più efficaci per le attività di recupero e riciclo, nella logica della costruzione di alcune filiere innovative dei rifiuti marini.

Il 28 febbraio, dalle 10:30 alle 13, si svolgerà il Convegno “Innovazione, governance e sfide future per la filiera dei rifiuti marini in Campania” nella meravigliosa chiesa di Santa Maria di Portosalvo di Napoli (conosciuta anche come la chiesa dei marinai), fondata nel XVI secolo da un marinaio, Bernardino Belladonna, salvatosi da un naufragio; la chiesa è stata recentemente restaurata e restituita alla comunità.

All’evento saranno presentati i dati della raccolta dei rifiuti marini realizzata nei 22 comuni durante il periodo giugno 2022 - gennaio 2023, nonché alcune soluzioni innovative che consentono di sostenere il settore della pesca, di salvaguardare il nostro mare e di trasformare lo “scarto” in risorsa per il nostro territorio.

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