Salerno, nessun caso di vaiolo fra migranti: negativi i referti delle analisi ASL
L'Azienda ha provveduto immediatamente ad effettuare tutte le indagini epidemiologiche
Redazione Irno24 16/08/2025 0
In merito alle notizie diffuse nelle scorse ore, l’ASL Salerno conferma che non vi è alcun pericolo infettivo per la popolazione delle città in cui i migranti (sbarcati il 14 agosto a Salerno, ndr) sono stati ricoverati. Per garantire maggiormente la salute dei migranti, infatti, l’Azienda Sanitaria, tramite il Dipartimento di Prevenzione, ha provveduto immediatamente ad effettuare tutte le indagini epidemiologiche e le analisi del caso, anche attraverso il laboratorio specializzato dell’Ospedale Cotugno.
I referti risultano tutti negativi. Inoltre, dall’analisi epidemiologica, è da escludere che le persone migranti provengano da zone dell’Africa in cui è diffuso il vaiolo delle scimmie. Nessun sospetto quindi di malattia MPOX per le persone sbarcate. Non è quindi, allo stato, necessaria alcuna misura di contenimento sanitario collegata a tale patologia.
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Redazione Irno24 18/01/2022
Partorienti positive al Covid, la solidarietà della Uil Fpl Salerno
La Uil Fpl Salerno è vicina alle partorienti positive al Covid all’ospedale di Salerno. In una nota inviata ai vertici del “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, il segretario generale del sindacato di categoria, Donato Salvato, nell'esprimere attenzione alla tutela della maternità, chiede la corretta applicazione dei recenti chiarimenti ministeriali in materia.
“Le madri positive possono rimanere insieme al figlio dopo la nascita, come si evince da una nota del Ministero della Salute. Nonostante ciò, a Salerno, le madri affette da infezione Covid raccontano che, dopo il loro parto, viene tolta loro la possibilità di instaurare un rapporto con il figlio. Dopo l’ennesima segnalazione, la Uil Fpl ha deciso di intervenire, segnalando il problema all’attenzione della direzione sanitaria del “Ruggi” e di chi gestisce i ricoveri e l’organizzazione delle madri positive al virus.
A quasi tre anni dalla pandemia, le gestanti che afferiscono al Pronto Soccorso di Ostetricia e Ginecologia e che risultano positive al tampone, infatti, vengono poste in isolamento, così come da direttiva. Il problema sorge quando le pazienti partoriscono e, pur essendo asintomatiche, ritornano nella stanza d’isolamento, ma il loro piccolo viene ricoverato presso la Terapia intensiva neonatale.
Questi ricoveri non solo privano le neo mamme del loro piccino ma sottraggono, anche e soprattutto, posti dedicati ai neonati che necessitano delle cure che si possono ottenere nella Tin. Si sottolinea, in tal senso, che il reparto di gravidanza a rischio, diretto dal dottor Mario Polichetti, accoglie e gestisce con successo ogni giorno casi clinici importanti, che richiedono costantemente la disponibilità dei posti in terapia intensiva neonatale.
Si precisa che il Ministero della Salute, nella nota dell’ultimo aggiornamento dell’Istituto superiore della Sanità del 3 novembre scorso, nel merito dell’indicazione ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi da zero a due anni, in risposta all’emergenza Covid, raccomanda la continuità del rapporto madre-bambino, dell’allattamento e del contatto pelle a pelle con il neonato, poiché questo non costituisce una controindicazione per le donne positive al virus”.
Chiara Di Capua 20/01/2022
La gestione dello shock dopo aver subito una truffa o un furto
Dai carabinieri di Salerno e provincia arriva l’ennesimo avviso che mette in guardia non solo gli anziani, ma tutti i possessori di conti bancari: attenzione alle truffe telefoniche e via sms. In questi mesi si sta assistendo ad un aumento vertiginoso di denunce per truffe telefoniche, studiate alla perfezione per rendere credibile la richiesta d’accesso al conto bancario.
Ormai questa nuova frontiera del furto può essere inserita nella lista di eventi shockanti e traumatici che potrebbero interferire con il benessere psicologico, se non affrontati adeguatamente. A seguito di una truffa o un furto, la reazione più normale è quella di provare un mix di emozioni contrastanti verso se stessi, verso gli altri, verso le autorità preposte per la giustizia, ma provando a mettere ordine vedremo che è tutto normale ciò che si prova.
È molto importante ricordare che ogni persona reagisce agli eventi stressanti in modo diverso, quindi non c’è un modo giusto o sbagliato di reagire. La reazione ad un evento inaspettato e negativo dipende dalla personalità dell’individuo, dalla rete sociale su cui si appoggia e dalla resilienza. Vediamole una per una.
Personalità individuale: la personalità è un’organizzazione di modi di essere e di reagire nelle varie situazioni di vita ed è costituita dal temperamento (di base biologica) e dal carattere (di base ambientale). Per esempio, una persona dal carattere amichevole reagirà in modo sicuramente diverso da una persona dal carattere ostile.
Rete sociale: è l’insieme delle persone che interagiscono con l’individuo. Chi ha una scarsa rete sociale si sente meno stabile e meno supportato dall’ambiente circostante, più solo, soprattutto in momenti di difficoltà.
Resilienza: è la capacità di reagire e superare un evento traumatico o un momento difficile con le sole proprie risorse interne e di riorganizzare positivamente gli eventi.
Le fasi emotive dopo aver subito un evento negativo sono cinque, ma non è necessario che si verifichino tutte o in un ordine preciso, infatti la rielaborazione di un evento negativo richiede spesso il passaggio ripetuto su più fasi.
Shock emotivo: questa fase è caratterizzata da una forte confusione e disorganizzazione mentale e può durare fino a 72 ore dopo l’evento. Compare una sensazione di incredulità e irrealtà. Si cerca di ripercorrere l’evento mentalmente con il tentativo di dargli un senso. Le emozioni che si provano sono tristezza, rabbia, paura alternate in modo confuso.
Rifiuto: è una sorta di negazione delle proprie emozioni e le proprie preoccupazioni. Si evita di parlare dell’argomento e ci si dimostra forti all’esterno o come se non fosse successo nulla. Qui prevale una forte emozione di vergogna. Questo comportamento, se protratto, prolunga gli effetti negativi del trauma.
Tristezza: dopo aver accettato l’evento negativo, è probabile provare un forte senso di tristezza. È sconvolgente sentirsi truffati, la tristezza fa emergere il senso di perdita.
Rabbia: in questa fase è normale voler incolpare qualcuno per il danno subito, quindi ci si attiva con denunce e prevale il senso di giustizia. Qui potrebbe avvenire un passaggio delicato che non permette una sana elaborazione, cioè se la rabbia diventa negativa e connotata solo di sfumature di vendette. Ricordiamo che la rabbia non cambia il passato, non elimina ciò che ci è stato fatto, ma la si deve sfruttare positivamente per il futuro.
Paura: è l’ultima fase, quella in cui l’attivazione emotiva per il torto subito cala e in cui si prova a tornare alla vita di tutti i giorni. La fase della paura è normalmente la più difficile. Non è continua, compare spesso in situazioni che rimandano all’evento negativo o quando si è da soli. In questa fase restano i residui di vissuti di incapacità e vulnerabilità. Se sei stato vittima di una truffa o un furto, la prima cosa da fare è quella di chiedere sostegno: abbiamo già sottolineato l’importanza della rete sociale.
Il sostegno può essere trovato in modi diversi, chiedendo consigli alle forze dell’ordine, chiamando amici, familiari, vicini da casa o, nel caso in cui i sintomi siano troppo forti, uno psicologo. Non avere paura di chiedere aiuto ad altri per ricevere supporto emotivo e rassicurazioni. È altrettanto importante dare spazio alle emozioni: l’errore che commettono più spesso i familiari o gli amici è quello di minimizzare l’evento con frasi come “l'unica cosa che conta è che stai bene” o “sei stato fortunato, non ti hanno prosciugato il conto” o “dai, non è successo niente”.
Se si è vittima di un’esperienza scioccante si ha diritto di provare ed esprimere sentimenti negativi. Bisogna inoltre trovare i modi più pratici per reagire alla paura: attenzione a non subire passivamente l’evento, piuttosto attivati per sentirti più al sicuro in futuro, anche attraverso azioni pratiche. Infine è fondamentale mantenere la propria routine: cerca di tornare alla tua routine non appena possibile. Non perdere le tue abitudini e affronta le situazioni che ti creano paura, ricorda che più eviti le situazioni che temi, più la paura aumenta.
Redazione Irno24 10/03/2023
Salerno, nuova sede in Via dei Greci per la "Villa del Sole"
"La nuova Casa di Cura Villa del Sole - così scrive il management sui social - è una struttura a dimensione umana che ha scelto di puntare su un modello organizzativo flessibile, in cui sono privilegiate la migliore cura del paziente e l’empatia che da sempre ha caratterizzato i professionisti che vi operano.
Abbiamo pensato ad una progettazione degli spazi architettonici in chiave moderna, creando ambienti familiari e ospitali per le persone che necessitano delle nostre cure. Una struttura quindi accogliente e confortevole per vivere una nuova pagina della nostra storia, che ci vede pronti a vincere la sfida del presente e quella del futuro".
All'inaugurazione della nuova sede in Via dei Greci n° 1, nel quartiere Fratte di Salerno, erano presenti, fra gli altri: il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca; il VicePresidente Dem alla Camera, Piero De Luca; la senatrice Eva Longo (dalla cui pagina social è tratta la foto di copertina); il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra; il sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante; il presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri.