Salerno, start ufficiale il 7 novembre per Luci d'Artista: due gli ospiti
Il primo appuntamento è alla Casa del Combattente con Giuliana De Sio e Beppe Convertini
Redazione Irno24 06/11/2026 0
Sabato 7 novembre, alle ore 17:30, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, inaugurerà le Luci d'Artista 26/27. Il primo appuntamento è alle ore 17:00, nella Sala Convegni della Casa del Combattente, per l'inaugurazione di Extinction, il progetto di Max Papeschi a cura di Stefania Morici e Antonio Calbi. Ospite d'onore l'attrice Giuliana De Sio, che torna nella sua Salerno per dire no alla guerra. Sarà presente anche Beppe Convertini, conduttore e autore Rai.
Alle ore 17:30, il sindaco De Luca inaugurerà le Luci d'Artista nella Villa Comunale. A seguire, il percorso proseguirà nel centro storico cittadino, con tappe in via dei Mercanti e piazza Flavio Gioia, per concludersi in piazza Caduti di Brescia, a Pastena.
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Redazione Irno24 20/11/2021
Salerno, inaugurata la quinta edizione di "In Vino Civitas"
“Il vino è socialità e convivialità. Dobbiamo riprenderci insieme ma, al tempo stesso, tenere alta l’attenzione. Anche per le imprese che hanno subito grossi danni dalla pandemia. Per questo motivo dobbiamo impegnarci per far ripartire a pieno l’economia. L'evoluzione di questi tempi non ci rassicura del tutto”.
Con queste parole il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, ha ringraziato l’associazione Createam e la Cna che hanno deciso di assegnargli il Premio EccellenSA 2021, per l’impegno e la tenacia profusi nella battaglia contro il Covid. Il riconoscimento, una creazione di ceramica artistica artigianale realizzata dal maestro Lucio Ronca, che fin dalla prima edizione è stato sempre attribuito ad una cantina distintasi per impegno sociale, per la prima volta è stata assegnata ad una personalità istituzionale.
“Questa edizione celebra la ripartenza - ha spiegato Lucio Ronca, presidente provinciale di Cna Salerno - e la necessità di unire le forze per poter andare avanti, con il sostegno delle istituzioni, la tenacia degli imprenditori e la collaborazione di tutti”. A rimarcare l’entusiasmo, in occasione del taglio del nastro, è stato anche Sergio Casola, presidente di Createam che ha parlato di “gioia nel poter accogliere in presenza gli espositori provenienti da tutt’Italia”.
All’inaugurazione dell’edizione 2021 di In vino civitas, tra gli altri, anche il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata, il consigliere regionale Franco Picarone, l’assessore al turismo del Comune di Salerno, Alessandro Ferrara, il consigliere comunale Fabio Polverino, il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra, l’amministratore di Salerno Stazione Marittima, Orazio De Nigris, l’amministratore unico di Salerno Pulita, Enzo Bennet, il presidente del Consorzio Asi, Antonio Visconti.
Domani, domenica 21 novembre, apertura dedicata ad una verticale di cinque annate Castel Giocondo, storico Brunello di Montalcino di Frescobaldi” e poi “Immersione nella storica Doc del Marsala con Pellegrino” e conclusioni affidate a “Il primitivo di Trullo di Pezza, verticale di Licurti Primitivo di Manduria DOP. Il programma prevede l’apertura della mattinata, con la sfilata di moda realizzata dagli acconciatori, truccatori, stilisti ed orafi di Cna Salerno che da Piazza della Libertà alla stazione marittima porteranno in passerella la creatività ispirata al mondo del vino.
Per chi non è in possesso del Greenpass sarà possibile sottoporsi a tampone rapido presso l’apposita postazione allestita da Avis Pellezzano e Centri Verrengia.
Redazione Irno24 19/03/2021
Aspetti della grafica d'arte del XX secolo al FRaC di Baronissi
Sabato 20 marzo alle ore 18:00, apre al pubblico on line, sui canali del Museo FRaC, del Comune di Baronissi e della Gutenberg Edizioni, la mostra "Il Segno, La Matrice", curata da Pasquale Ruocco. La mostra rientra nella rassegna “Contemporanea 2020: le arti, l’oggetto” ed è finanziata dalla Regione (Iniziative per la valorizzazione patrimonio culturale regionale D.D. 42 del 25/09/2020).
Annamaria Parlato 31/05/2026
Salerno, al Verdi "Il barbiere di Siviglia" tra leggerezza e perfezione rossiniana
Con il Barbiere di Siviglia, il Teatro Verdi di Salerno ha salutato il pubblico prima della pausa estiva, affidando all'opera più celebre di Gioachino Rossini il compito di chiudere la metà stagione nel segno del sorriso e della grande tradizione melodrammatica italiana. Un capolavoro che continua a parlare al presente, conservando intatta la sua freschezza teatrale e musicale. Opera buffa per eccellenza, "Il barbiere di Siviglia" possiede infatti una straordinaria capacità di apparire sempre nuova. La scrittura rossiniana, apparentemente semplice e immediata, nasconde una sofisticata costruzione musicale, nella quale ogni personaggio è delineato con assoluta precisione psicologica e musicale.
Nessuna figura è secondaria, nessun intervento è casuale: tutto concorre a costruire quell'ingranaggio perfetto che ha reso immortale il capolavoro tratto dalla commedia di Beaumarchais. Sul podio il maestro Daniel Oren, protagonista di una direzione energica e brillante, capace di valorizzare tanto la leggerezza quanto la complessità della partitura. L'Orchestra del Verdi ha seguito con precisione le continue variazioni ritmiche, restituendo al pubblico tutta la vitalità di una musica che sembra non conoscere il trascorrere del tempo. Oren ha privilegiato la fluidità narrativa, evitando qualsiasi enfasi superflua e lasciando emergere la naturale teatralità della scrittura rossiniana.
Particolarmente interessante la collaborazione, per la prima volta su questo titolo, tra Oren e il regista Riccardo Canessa. La lettura scenica proposta da Canessa sceglie di rendere omaggio al compositore attraverso l'evocazione della Napoli spagnola del suo tempo, collocando la vicenda in un contesto visivo ricco di suggestioni mediterranee. Una scelta che si rivela efficace perché non sovrasta mai la musica, ma la accompagna con discrezione, restituendo colore e atmosfera senza tradire lo spirito dell'opera. Le scene e i costumi di Alfredo Troisi contribuiscono a creare un ambiente vivace e credibile, nel quale i personaggi si muovono con naturalezza. La regia evita ogni forzatura contemporanea e punta invece sulla forza del racconto, sugli equivoci, sui travestimenti e sulla comicità delle situazioni, elementi che costituiscono il cuore stesso del teatro rossiniano.
A emergere con particolare evidenza è il Figaro di Maxim Lisiin, autentico motore dell'azione. Il celebre factotum sivigliano domina la scena con energia e disinvoltura, incarnando quella figura di mediatore universale che tutto vede, tutto sa e tutto organizza. La sua presenza imprime ritmo alla narrazione e trova nel celeberrimo "Largo al factotum" uno dei momenti più applauditi della serata. Accanto a lui si distingue il Conte d'Almaviva di Yaroslav Abaimov, elegante nella linea di canto e convincente nella caratterizzazione del giovane innamorato, disposto a ogni stratagemma pur di conquistare Rosina. Proprio Rosina, interpretata da Francesca Di Sauro, si rivela una protagonista vivace e intelligente, lontana dall'immagine della fanciulla passiva. La sua è una donna capace di guidare gli eventi con determinazione e arguzia, qualità che Rossini sottolinea attraverso una scrittura vocale ricca di sfumature.
Di grande efficacia scenica il Don Bartolo di Misha Kiria, figura sospesa tra autorità e ridicolo, continuamente vittima dei propri timori e delle proprie ossessioni. Al suo fianco il Don Basilio di Francesco Milanese offre una presenza solida e autorevole, trovando nella celebre aria della calunnia uno dei momenti più significativi dell'opera. Completano efficacemente il cast Miriam Artiaco nel ruolo di Berta, Costantino Finucci in quello di Fiorello e Antonio De Rosa nei panni dell'Ufficiale. Fondamentale, come sempre nelle opere rossiniane, il contributo del Coro, preparato da Francesco Aliberti, chiamato a sostenere alcuni dei momenti più complessi della partitura. La compattezza delle sezioni corali e l'attenzione agli equilibri sonori hanno contribuito alla riuscita complessiva dello spettacolo.
Ma il vero protagonista della serata resta Rossini. La sua musica procede come un meccanismo perfetto, nel quale il disordine apparente degli eventi trova continuamente una propria armonia. I grandi concertati, le accelerazioni improvvise, i celebri crescendo e i finali d'assieme rivelano ancora oggi una modernità sorprendente. Ogni personaggio possiede una voce propria, un carattere riconoscibile, una precisa funzione drammaturgica all'interno di una costruzione che non conosce cedimenti. Gli applausi finali hanno salutato calorosamente artisti e maestranze, premiando una produzione che ha saputo coniugare fedeltà alla tradizione e vivacità teatrale. Un modo ideale per chiudere la stagione prima dell'estate, affidandosi a un'opera che continua, dopo oltre due secoli, a insegnare come la leggerezza possa essere una delle forme più alte dell'intelligenza. E mentre il sipario del Verdi calava sulle ultime note del finale, restava la sensazione di aver assistito non soltanto a una rappresentazione di successo, ma all'ennesima dimostrazione della vitalità di un capolavoro che continua a rinnovarsi ad ogni incontro con il pubblico.