Sequestrati oltre 10mila articoli irregolari in negozio di Salerno, anche mascherine

Il titolare è stato segnalato alla Camera di Commercio e rischia sanzioni fino a 43mila euro

Redazione Irno24 29/01/2022 0

Nell’ambito degli ordinari controlli sulla sicurezza dei prodotti in commercio, nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Salerno ha sottoposto a sequestro oltre 10.000 articoli non a norma, rinvenuti presso un negozio del capoluogo. Il titolare del punto vendita, un 33enne di nazionalità spagnola, esercitava la sua attività su una delle principali vie del centro. Giunti sul posto, i militari hanno passato al setaccio tutta la merce presente nel locale, costituita soprattutto da cover e accessori di telefonia.

All’esito dei riscontri, eseguiti anche mediante il confronto con la relativa documentazione contabile, i Finanzieri hanno così constatato che, contrariamente a quanto disposto dalla normativa in materia, i prodotti erano privi di qualsiasi informazione in ordine alla denominazione merceologica, nonché alle modalità di utilizzo e – circostanza più grave – circa l’eventuale presenza di materiali o sostanze nocive per la salute.

Tra i vari articoli irregolari, anche alcune decine di mascherine in assenza della marcatura “CE”, la certificazione che attesta la conformità ai requisiti di sicurezza. Il responsabile è stato intanto segnalato alla competente Camera di Commercio per le specifiche violazioni di carattere amministrativo, per le quali rischia sanzioni fino a 43.000 euro.

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Redazione Irno24 03/05/2024

Arrestato a Salerno un 44enne che perseguitava il suo avvocato

Nella giornata di ieri, la Polizia ha eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di V.R., 44 anni, indagato per atti persecutori nei confronti di un professionista salernitano che aveva prestato assistenza legale a suo favore.

L’indagato si sarebbe reso responsabile di minacce nei confronti della vittima e dei suoi familiari: si sarebbe presentato presso l’abitazione di famiglia, assumendo atteggiamenti minacciosi, e avrebbe incendiato alcuni veicoli in uso alla famiglia stessa.

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Redazione Irno24 02/12/2020

Quartiere Canalone e Università interessate da nuove corse Busitalia

Busitalia comunica, attraverso il proprio sito, che da venerdì 4 e fino al 7 dicembre 2020 verranno attivate le seguenti corse: Linea 1 corsa feriale delle ore 06:20 Dragonea-Canalone; Linea 1 corsa feriale delle ore 07:10 Canalone-Dragonea; Linea 1 corsa feriale delle ore 07:50 Dragonea-Canalone; Linea 1 corsa feriale delle ore 08:40 Canalone-Vietri (iniz. Costiera);

Linea 1 corsa feriale delle ore 11:55 Vietri (Piazza)-Canalone; Linea 1 corsa feriale delle ore 12:40 Canalone-Vietri (Piazza); Linea 1 corsa feriale delle ore 13:08 Vietri (Piazza)-Canalone; Linea 1 corsa feriale delle ore 13:50 Canalone-Dragonea;

Linea 17 corsa feriale Lun-Ven delle ore 08:50 Fisciano Università-Fuorni capolinea; Linea 36 corsa feriale Lun-Ven delle ore 06:35 Vallo della Lucania-Fisciano Università; Linea 36 corsa feriale Lun-Ven delle ore 13:15 Fisciano Università-Vallo della Lucania.

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Redazione Irno24 03/11/2020

GdF Salerno scopre maxi frode alla banca, 9 arresti: c'è anche un direttore di filiale

Questa mattina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza del GIP del locale Tribunale che, su richiesta della Procura, dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 9 persone. Si tratta di S.A. (classe 1974), direttore della filiale di una banca di rilievo nazionale; di N.F. (classe 1961) e D.G.M. (classe 1963), entrambi funzionari di banca all’epoca impiegati presso la medesima sede del direttore; di R.G. (classe 1979), M.M. (classe 1969), C.D. (classe 1968), C.D. (classe 1960), I.M. (classe 1985) e A.V. (classe 1951), i rimanenti componenti del sodalizio, tutti di Salerno e provincia.

Le ipotesi di reato vanno dalla truffa al falso, al riciclaggio ed all’autoriciclaggio. Viene prefigurata, infatti, l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, il cui unico scopo era quello di frodare l’istituto di credito, attraverso l’erogazione di finanziamenti che, una volta elargiti, venivano restituiti soltanto in minima parte. Il sistema escogitato sfruttava, dall’interno, le maglie larghe delle istruttorie per il cosiddetto credito al consumo, che nel caso di specie portava alla concessione del prestito nell’arco di 24 ore (si parla, infatti, di finanziamenti “easy”).

Ben definiti i compiti dei membri dell’organizzazione, nell’ambito della quale il direttore della filiale ed i due funzionari con lui in servizio predisponevano il carteggio necessario per autorizzare l’accreditamento delle somme, con tanto di buste paga e dichiarazioni dei redditi false, attestanti fittizi rapporti di lavoro. Altri cinque degli arrestati, invece, avevano il compito di reclutare gli “pseudo clienti”, persone disposte a presentarsi allo sportello per aprire il conto corrente e richiedere il prestito, che venivano assistite passo dopo passo nell’iter istruttorio e alle quali erano forniti i documenti necessari per accedere ai finanziamenti.

Bisognava scegliere bene i complici ai quali proporre "l’affare", chiamati a prestarsi al raggiro ai danni della banca, dietro la promessa di qualche migliaia di euro. Parliamo, per lo più, di persone prive di fonti di reddito, talvolta senza fissa dimora, anche con precedenti penali, che mai avrebbero avuto il riconoscimento del credito, se la loro pratica non fosse stata istruita con documentazione del tutto “farlocca”. Ed infatti, la gran parte dei formali beneficiari dei prestiti venivano proprio dai Comuni di residenza dei cinque incaricati di intercettarli, Salerno e altri centri della provincia, Eboli, Battipaglia, Montecorvino Pugliano e, addirittura, Castelnuovo Cilento, distante 60 km (più di un’ora di auto) dalla filiale di Bellizzi (SA), base dell’organizzazione. Neppure sono mancati un paio di nuovi correntisti giunti direttamente dalla provincia di Napoli.

Questa attività di intermediazione tra i clienti e l’istituto di credito, svolta nella totale assenza delle abilitazioni di legge, integra peraltro un’ulteriore fattispecie di delitto, sanzionata con la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 10.000 euro. Per l’ultimo dei nove arrestati, A.V. (classe ’51), legale rappresentante di una società di comodo, è scattata la più pesante accusa di riciclaggio, in quanto si è prestato a simulare la vendita di un’autovettura per giustificare il trasferimento dei fondi concessi dalla banca, così da farne perdere definitivamente le tracce.

Per non far partire subito i controlli interni, venivano adottati alcuni semplici accorgimenti, come quello di lasciare sul conto, almeno all’inizio, una giacenza minima, con cui pagare regolarmente le prime rate del rimborso. Dopo alcuni mesi, però, è arrivata una segnalazione di anomalie, direttamente dalla Direzione Centrale dell’istituto. Il responsabile della filiale si è trovato costretto quindi, suo malgrado, a denunciare alla locale Stazione dell’Arma la probabile truffa, di cui egli stesso era, in realtà, uno dei principali artefici.

Nel corso delle successive indagini, i militari delle Fiamme Gialle hanno così ricostruito che, a fronte di una novantina di finanziamenti concessi, per un’erogazione complessiva di oltre 800.000 euro, alla banca sono state rimborsate rate per neanche un decimo (meno di 80.000 euro). Considerato che agli “pseudo clienti” veniva lasciata grosso modo la metà delle somme, l’organizzazione ha potuto così incassare, nel brevissimo arco temporale di tre mesi, profitti illeciti nell’ordine di 350.000 euro. Nella stessa giornata, infine, sempre i Finanzieri di Salerno hanno proceduto al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di liquidità per circa 73.000 euro, nella disponibilità di tre degli indagati, nei cui confronti sono formulate anche le accuse di riciclaggio ed autoriciclaggio.

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