Sindaci del salernitano affrontano il tema della dispersione scolastica

Riunione in Prefettura col Procuratore per i minorenni Patrizia Imperato

Redazione Irno24 04/07/2023 0

Il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, insieme al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno, Patrizia Imperato, ha presieduto nella mattinata odierna, nel “salone azzurro” del Palazzo di Governo, una riunione sul delicato e attuale tema della dispersione scolastica.

Hanno preso parte all’incontro il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Mimì Minella, il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra - quale rappresentante provinciale ANCI Campania - e i sindaci ed assessori all’istruzione dei comuni di Agropoli, Angri, Baronissi, Battipaglia, Campagna, Cava de’ Tirreni, Eboli, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Palomonte, Pagani, Pontecagnano Faiano, Roccapiemonte, Salerno, Scafati e Vallo della Lucania.

Il fenomeno della dispersione scolastica in questa provincia delinea un quadro meno allarmante rispetto ad altre realtà metropolitane, ma nell’ultimo periodo ha fatto registrare dati in crescita, in trend con il resto del Paese, anche per effetto degli strascichi dovuti alla pandemia da Covid. In particolare, su un totale di circa 90.000 alunni iscritti alla scuola dell’obbligo, per l’anno scolastico in corso sono arrivate circa 400 segnalazioni di inadempienza sul tavolo del Procuratore Imperato, a fronte di 127 del periodo scolastico 2021-2022.

La dispersione è comunque considerata un sintomo di una situazione complessiva di disagio e disadattamento dei giovani e giovanissimi che, se correlata a peculiari contesti familiari e cause di natura socio-economica-culturale, può condurre a fenomeni di rischio, marginalità e devianza, come purtroppo si sta verificando in alcune situazioni, che vedono i ragazzi sempre più protagonisti di episodi di violenza in occasione della movida notturna.

I sindaci presenti al tavolo hanno assicurato massima collaborazione per mettere a punto un sistema efficace di monitoraggio e contrasto del fenomeno, che in provincia affonda le proprie radici principalmente su motivi socio-economici, ma rischia di diventare trasversale. La strategia condivisa prevede di far leva innanzitutto su un’attività preventiva e di raccordo che, per il tramite dei comuni di riferimento, possa intercettare i giovani a rischio abbandono scolastico, prima che il fenomeno possa degenerare in devianza sociale.

I convenuti si sono soffermati anche sul rafforzamento della rete di rapporti istituzionali, che consenta di intercettare meglio le segnalazioni degli alunni inadempienti all’obbligo di istruzione e affinare una procedura che possa coinvolgere e sensibilizzare direttamente le famiglie.

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la crisi energetica che si prospetta gravida di drammatiche conseguenze per la vita economica e sociale del nostro paese, con il fondato rischio di chiusure di imprese ed esercizi commerciali; un forte aumento dei costi per le famiglie e le singole persone; l’aumento esponenziale delle situazioni di povertà e il rischio di una conflittualità sociale sempre più marcato.

Tutto ciò, sicuramente, è vero e la soluzione non è certamente quella di chiudere gli occhi e non pensarci, oppure passare il tempo a lamentarsi contro tutto e tutti. Tutto ciò ci lascerebbe soltanto più vuoti e senza speranza. Un sacerdote che ho conosciuto - di cui ricorrono i 100 anni dalla nascita e che ha guidato alla fede migliaia di giovani - spesso ripeteva: «Le circostanze per cui Dio ci fa passare sono fattore essenziale e non secondario della nostra vocazione, della missione a cui ci chiama» (don Luigi Giussani).

Questo vuol dire che tutto, ma proprio tutto, ciò che costituisce l’ambito in cui le nostre persone sono chiamate a vivere, può rappresentare un’occasione per scoprire di più chi siamo, quali sono le esigenze più profonde che teniamo nel cuore e verificare, allo stesso tempo, ciò che ci aiuta a vivere con entusiasmo e impegno, e quello che – al contrario – prima o poi delude, lasciandoci più smarriti di prima.

Papa Francesco, all’inizio della Quaresima del 2019, si fermò a commentare un’espressione profonda del Vangelo di San Matteo: «Gesù ha detto: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”. Il nostro cuore punta sempre in qualche direzione, è come una bussola in cerca di orientamento. Possiamo anche paragonarlo a una calamita: ha bisogno di attaccarsi a qualcosa. Ma se si attacca solo alle cose terrene, prima o poi ne diventa schiavo: le cose di cui servirsi diventano cose da servire. L’aspetto esteriore, il denaro, la carriera, i passatempi: se viviamo per loro, diventeranno idoli che ci usano, sirene che ci incantano e poi ci mandano alla deriva. Invece, se il cuore si attacca a quello che non passa, ritroviamo noi stessi e diventiamo liberi.

[...] Abbiamo bisogno di liberarci dai tentacoli del consumismo e dai lacci dell’egoismo, dal voler sempre di più, dal non accontentarci mai, dal cuore chiuso ai bisogni del povero. Gesù, che sul legno della croce arde di amore, ci chiama a una vita infuocata di Lui, che non si perde tra le ceneri del mondo; una vita che brucia di carità e non si spegne nella mediocrità. È difficile vivere come Lui chiede? Sì, è difficile, ma conduce alla meta».

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