Sparisce targa Polichetti al Ruggi di Salerno, chiesta chiarezza ai manager

Il primario di Gravidanza a Rischio ha espresso la sua indignazione e preoccupazione per l'accaduto

Redazione Irno24 30/07/2024 0

La targa identificativa dell'ufficio di Mario Polichetti, primario del reparto di Gravidanza a Rischio dell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno, è misteriosamente scomparsa. Polichetti, che è anche coordinatore provinciale del comparto materno-infantile della Uil Fpl Salerno, ha espresso la sua indignazione e preoccupazione per l'accaduto, richiedendo chiarezza e un livello di sicurezza più alto all'interno dell'ospedale.

L'episodio richiama alla memoria un altro increscioso evento di quattro anni fa, quando la stanza del dottor Polichetti fu oggetto di un'incursione fraudolenta, con l'obiettivo di sottrarre documenti relativi alla gestione del reparto. Anche allora, Polichetti presentò denuncia contro ignoti.

"Questo nuovo atto di vandalismo non può essere ignorato - afferma Polichetti - La sparizione della targa non è solo un gesto di mancanza di rispetto verso la mia persona e la mia professione, ma rappresenta anche un grave problema di sicurezza all'interno dell'ospedale. È fondamentale che l'ospedale, luogo di cura e di sicurezza per i nostri pazienti, sia dotato di misure adeguate per prevenire simili atti e per tutelare il personale sanitario. Chiedo trasparenza e giustizia. La sicurezza dell'ospedale non è solo una questione di rispetto per chi ci lavora, ma anche una garanzia per i cittadini che qui vengono per essere curati".

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Redazione Irno24 14/08/2021

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Federica Garofalo 30/01/2021

Conversazioni Scuola Medica, ipotesi legame Salerno-Velia

È iniziato il 28 gennaio alle 18:00, sulla pagina facebook di Salerno Cultura (Comune di Salerno), il ciclo di appuntamenti on-line “Conversazioni sulla Scuola Medica Salernitana”, che, con cadenza settimanale, proseguirà fino al 18 marzo; questa iniziativa è frutto di una collaborazione tra l’Università di Salerno, in particolare del Centro Altea (centro interdipartimentale di studi sulla Scuola Medica Salernitana), il Comune ed altri enti.

Relatori del primo incontro due personalità di primo piano dell’Università di Salerno, Luigi Vecchio, docente di Storia ed Epigrafia Greca, e Amalia Galdi, ordinario di Storia Medievale: a introdurre, il prof. Luca Cerchiai, direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale presso l’Ateneo, e l’assessore alla cultura del Comune di Salerno Antonia Willburger.

«La rete che abbiamo messo in piedi sta portando avanti la candidatura della Scuola Medica a Patrimonio immateriale dell’Umanità sotto l’egida dell’UNESCO - sottolinea la dott.ssa Willburger - Questa è un’opportunità unica non solo per tramandare la memoria di questa importantissima pagina del nostro passato alle giovani generazioni, ma anche di renderla un’opportunità di valorizzazione e sviluppo per la città e il territorio. E questo soprattutto per l’attualità dei valori che la Scuola Medica ancora trasmette: integrazione delle culture, parità di genere, attenzione al benessere psico-fisico della persona, e all’educazione dei giovani».

«È un progetto ampio e generoso - osserva dal canto suo il prof. Cerchiai - perché parla sì della nostra identità cittadina, ma anche di valori universali, e può essere un potente aggregatore di interessi. Il nostro obiettivo come Università è dimostrare quanto sia bello studiare e attualizzare un mondo lontano solo nel tempo: la Storia è coinvolgente, e la cultura è coinvolgente, proprio per la sua dimensione trasversale e aperta».

Il tema di questo appuntamento sono le origini della Scuola Medica Salernitana: è possibile che esista un legame con la presunta scuola medica dell’Antichità individuata a Velia? «Non sappiamo nemmeno se a Velia ci fosse una vera e propria scuola medica, gli autori dell’Antichità non ne parlano - risponde il prof. Vecchio - Quel che è certo è che a Velia sono state trovate, tra gli anni ’50 e ’60, tre statue risalenti alla prima età imperiale che raffigurano tre medici vissuti in anni diversi, tutti e tre di nome Oulis, connotati dal curioso appellativo di pholarchos, che non trova riscontro da nessun’altra parte, e che letteralmente significa “capo della caverna”. Da qui si è voluta immaginare l’esistenza di una scuola medica, magari legata ad un santuario di Apollo o di Asclepio, con il suo “caposcuola”. La verità è che non lo sappiamo».

Anche le origini della Scuola Medica Salernitana sono avvolte nel mistero, come sottolinea la prof.ssa Galdi: «Al di là della leggenda dei quattro maestri, riportata dalla rinascimentale Chronica Elini, sulle origini della Scuola Medica Salernitana c’è un vuoto. E ci sono delle domande che ancora non hanno risposta, tra cui proprio il collegamento con la presunta scuola medica di Velia. Addirittura, fino al 1280, quando Carlo I d’Angiò la riconobbe ufficialmente come Università, non si può parlare di una vera e propria “Scuola Medica” salernitana, con una sua organizzazione, ma di “medicina salernitana” o di “medici di Salerno” che, bisogna sottolineare, sono presenti già dal X secolo nelle corti di Francia e Inghilterra».

Il prossimo appuntamento del ciclo è previsto per giovedì 4 febbraio e sarà incentrato sull’importanza dell’acqua nello sviluppo della Scuola Medica Salernitana.

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Redazione Irno24 15/12/2020

Morte sul lavoro a Salerno, le reazioni di Filca Cisl e Cisal Metalmeccanici

"Basta morti sui luoghi di lavoro, chiediamo dignità per tutti i lavoratori del nostro settore. Per la Filca Cisl Salerno è fondamentale inserire, in merito alla regolarità delle imprese, il discorso della patente a punti unitamente al Durc per consentire di salvaguardare le imprese virtuose, che hanno cantieri dove non si verificano infortuni, con delle premialità con cui potranno partecipare a gare ed aggiudicarsi appalti".

Così Giuseppe Vicinanza, dirigente sindacale della Filca Cisl Salerno, commenta l'ultimo incidente sul lavoro mortale nella zona industriale della città capoluogo, avvenuto nel primo pomeriggio del 14 dicembre presso il deposito ex Pennitalia. La vittima è il 47enne cavese Michele Santoriello.

"In questo modo, le imprese non in regola e che non rispettano i diritti fondamentali dei lavoratori devono essere escluse. Dobbiamo dare dignità a questo settore, non è più possibile commentare queste tragedie. Il lavoratore edile, al pari degli altri lavoratori, deve poter svolgere la sua attività in totale sicurezza. Bisogna promuovere la cultura della sicurezza e diffonderne la necessità. Al contempo vanno intensificati i controlli. I nostri enti bilaterali fanno formazione continua e inoltre sono qualificati e riconosciuti. Auspichiamo che le aziende li utilizzino sempre di più per mettere in sicurezza la vita dei lavoratori", ha concluso Vicinanza.

"L'ennesima morte sul lavoro in provincia di Salerno evidenzia che il Covid ha soltanto anestetizzato il problema, che dunque esiste ed è difficile da estirpare. Siamo vicini alla famiglia di Michele Santoriello. Come Cisal siamo pronti a fornire assistenza legale gratuita alla famiglia se ce ne sarà bisogno". Così Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria della Cisal Metalmeccanici.

"Vengo deriso dagli altri sindacalisti quando fotografo operai a diversi metri d'altezza senza le opportune misure di sicurezza", ha detto. "Oggi tutti piangiamo l'ennesima morte di un padre di famiglia che non era andato in guerra ma solo a lavorare. Questo nel 2020 succede ancora ed è inaccettabile. Come sindacalista mi auguro che la magistratura accerti le responsabilità di chi doveva vigilare ma non l'ha fatto: dall'imprenditore titolare del cantiere agli Enti che si occupano di vigilare che ci sia la massima sicurezza nei posti di lavoro".

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