Stagionalità e consapevolezza: il rombo chiodato del Golfo di Salerno

Forse è poco usato in casa perché è percepito come "pesce da ristorante"

Annamaria Parlato 24/02/2026 0

Il mare non è una dispensa infinita, ma un ecosistema complesso che va conosciuto e rispettato. Nel Golfo di Salerno, la tradizione gastronomica è profondamente legata al pescato locale, e in questo periodo dell’anno sui banchi dominano alici, seppie, totani, mazzancolle e branzini. Sono specie identitarie, amate e versatili, ma concentrare la domanda sempre sugli stessi pesci significa esercitare una pressione selettiva che nel tempo impoverisce la biodiversità e altera gli equilibri marini.

Sfruttare il mare in maniera corretta implica invece seguire la stagionalità ittica, diversificare il consumo e valorizzare specie abbondanti ma meno richieste. Tra queste spicca il rombo chiodato, scientificamente noto come Scophthalmus rhombus, una presenza costante nei fondali sabbiosi e fangosi del Golfo, troppo spesso relegata alla sola ristorazione. Il rombo chiodato è un pesce piatto dalla forma romboidale, con occhi posizionati sul lato sinistro del corpo e una pelle caratterizzata da piccoli tubercoli ossei che gli conferiscono la tipica superficie ruvida da cui deriva il nome “chiodato”, ricordando la testa di minuscoli chiodi conficcati nella pelle. Questa caratteristica lo distingue dal rombo liscio e rappresenta un elemento identificativo fondamentale anche per i pescatori.

Vive generalmente tra i 5 e i 70 metri di profondità, mimetizzandosi perfettamente sul fondale, dove caccia piccoli pesci, crostacei e molluschi. Può raggiungere dimensioni considerevoli, anche oltre i 50 centimetri, e presenta carni bianche, compatte, sode, con una lisca centrale facilmente gestibile. Dal punto di vista nutrizionale, è un pesce magro e altamente digeribile: apporta mediamente 80-95 kcal per 100 grammi, con un contenuto proteico elevato (17-19 grammi) e una quota lipidica molto contenuta. È ricco di Omega-3, fosforo, potassio, iodio e vitamina B12, risultando ideale per regimi ipocalorici, per l’alimentazione sportiva e per diete destinate a bambini e anziani.

Nel Golfo di Salerno viene pescato principalmente con reti a strascico costiero e reti da posta, mentre più raramente con palangari di fondo. La sostenibilità della sua cattura dipende dal rispetto delle taglie minime e dei periodi riproduttivi, oltre che dalla valorizzazione della piccola pesca locale. Proprio la sua discreta abbondanza stagionale lo rende una valida alternativa a specie molto richieste, contribuendo a distribuire in modo più equilibrato la pressione di pesca. Eppure, nelle case è ancora poco utilizzato, probabilmente perché percepito come un pesce “da ristorante” o perché la sua pulizia appare meno immediata rispetto al pesce azzurro.

In realtà, una volta eviscerato e spellato, si presta a preparazioni semplici e di grande resa. In cucina, il rombo chiodato esprime al meglio la propria qualità con cotture che ne rispettano la struttura: al forno con patate ed erbe mediterranee mantiene succosità e compattezza; alla griglia, inciso lateralmente, sviluppa una piacevole nota tostata senza perdere delicatezza; in padella, sfilettato e appena scottato con olio extravergine e una lieve sfumatura di vino bianco, offre un equilibrio elegante tra dolcezza e sapidità marina. Ottimo anche al cartoccio con pomodorini, olive e capperi, oppure in preparazioni più tecniche come tartare (previo abbattimento) o cotture a bassa temperatura. La sua carne compatta regge bene anche brodetti leggeri e interpretazioni contemporanee.

Dal punto di vista enologico, la scelta del vino deve sostenere la finezza della carne senza sovrastarla. Preparazioni semplici trovano equilibrio con bianchi a buona acidità e struttura come Fiano, Falanghina o Greco, mentre versioni più aromatiche o con componenti mediterranee possono dialogare con Vermentino o Chardonnay non barricato. Interessante anche l’abbinamento con uno spumante metodo classico brut, capace di ripulire il palato e valorizzare la componente iodica del piatto.

Educare al consumo consapevole significa comprendere che la vera modernità gastronomica non consiste nel replicare sempre le stesse scelte, ma nell’aderire alla disponibilità reale del mare, rispettandone cicli e biodiversità. Il rombo chiodato rappresenta un esempio concreto di questa visione: è locale, nutriente, versatile e relativamente abbondante, ma ancora sottovalutato in ambito domestico. Portarlo più spesso in tavola non è soltanto una scelta culinaria, ma un atto culturale e ambientale che contribuisce a tutelare il patrimonio marino del Golfo di Salerno ed a restituire equilibrio tra ciò che il mare offre e ciò che l’uomo decide di consumare.

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Redazione Irno24 13/02/2024

Salerno, a scuola di giornalismo enogastronomico "Di bottega in bottega"

Il Liceo Scientifico "Severi" di Salerno, in collaborazione con l'Associazione "CTG Gruppo Picentia" di Salerno, guidata dalla Presidente Dott.ssa Mina Felici, propone un percorso di alternanza scuola-lavoro coordinato dalla Prof.ssa e tutor Rosa Noce, dal titolo "Di bottega in bottega CTG#". L'iniziativa, strutturata su 10 incontri per un totale di 30 ore extracurricolari, vuole rispondere alla crescente richiesta delle giovani generazioni di acquisire maggiori competenze nel settore enogastronomico: comunicazione, giornalismo e marketing aziendale.

Durante il percorso, al via il 16 febbraio, gli alunni saranno guidati dalla giornalista di settore e vicepresidente del CTG Gruppo Picentia Dott.ssa Annamaria Parlato, alla scoperta di storiche botteghe artigianali specializzate in enogastronomia, per poi cimentarsi nell'allestimento di un food blog scolastico, con annessa campagna social. Si comincia con la pasticceria Romolo e il panificio Tranchino, cui faranno seguito altre rinomate attività.

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Redazione Irno24 04/12/2025

Alici, pizza e Mediterraneo: brunch con Armatore da "Le Parule" di Salerno

Marina d’Arechi di Salerno, uno degli hot spot più esclusivi del Mediterraneo, torna a essere palcoscenico di gusto, cultura e convivialità grazie a "Le Parùle", la pizzeria di Giuseppe Pignalosa, Maestro della pizza mediterranea entrata nella Guida 2026 di Identità Golose per la categoria Piazza e Cocktail.

Sabato 6 dicembre (12:00-15:00) ospiterà Luigi Della Monica, CEO e Founder di Armatore, e Andrea Perotti, Export Sales Manager di Armatore, azienda nota per l’eccellenza campana del pesce azzurro, per un evento unico: il “Brunch con Armatore”, una festa di piatti e memorie, dedicata alla regina del mare di Salerno: l’alice.

Il menu del brunch

  • Chips alle alici
  • Patate con olio Evo e colatura di alici
  • Scarola saltata con acciughe, olive e colatura
  • Pan del Mar con ricotta e lemon zest
  • Focaccia burro e alici
  • Pizza tonno e cipolle
  • Pizza napoletana classica
  • Pizza provola, bottarga e lemon zest
  • Panettone dello chef Gennaro Esposito
  • Calice di Biancolella d’Ischia – Casa D’Ambra

Info e prenotazioni: 377 342 4734

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Annamaria Parlato 03/08/2026

Da Candlelight a Candlenight, a Salerno notte di emozioni con l'alta cucina

​Quella del 30 luglio non è stata semplicemente una cena sul mare. È stata un’esperienza immersiva che ha trasformato il tramonto in una lunga notte di emozioni. Se il format internazionale del Candlelight nasce per creare atmosfere intime e suggestive attraverso la luce delle candele, alla Terrazza – Poniente di Marina d’Arechi Port Village (Salerno) quel concept si è evoluto in qualcosa di ancora più coinvolgente: una vera e propria Candlenight, dove la magia non si è fermata al momento dell’accensione delle candele, ma ha accompagnato gli ospiti fino a tarda sera tra musica dal vivo, cucina d’autore e il fascino del mare.

Negli ultimi anni, il fenomeno Candlelight ha conquistato le principali città del mondo, trasformando concerti ed eventi in esperienze emozionali, capaci di restituire centralità alla bellezza dei dettagli. A Salerno questa filosofia ha trovato una nuova interpretazione grazie all’intuizione di Mirko Notaro, che ha fatto della sua Terrazza – Poniente il primo ristorante sul mare della città a proporre una cena gourmet immersa nella luce di centinaia di candele. Quando il sole ha lasciato spazio alla sera, la terrazza affacciata sulla darsena di Marina d’Arechi si è trasformata in una scenografia dal forte impatto visivo. Le candele hanno illuminato ogni angolo della location, riflettendosi sull’acqua e creando un’atmosfera che ha ricordato i set dei grandi film romantici. La brezza marina, il panorama, la luce soffusa e la musica hanno dato vita a un racconto sensoriale unico, trasformando una cena in un’esperienza da vivere e ricordare.

"Volevamo regalare ai nostri ospiti – ha raccontato Notaro – qualcosa che andasse oltre una semplice cena; oggi chi sceglie un ristorante cerca emozioni, momenti da condividere e ricordi da portare con sé. La luce delle candele ha una forza straordinaria: crea intimità, eleganza e un’atmosfera speciale. Per questo abbiamo voluto trasformare il Candlelight in una vera Candlenight, una notte in cui mare, musica, cucina e accoglienza potessero fondersi in un’unica esperienza". L’allestimento scenografico è stato curato dal Maestro Tiziano Citro, direttore artistico dell’Associazione Rachmaninov, che ha saputo interpretare il fascino della location valorizzandone gli spazi attraverso un gioco di luci, che esaltasse, senza sovrastarla, la bellezza naturale del panorama.

Centinaia di candele hanno accompagnato gli ospiti in un percorso raffinato e romantico, creando un’atmosfera sospesa tra eleganza e suggestione. La colonna sonora della serata è stata affidata a due artisti che hanno scritto una pagina importante della musica italiana. Mariano Onorato, voce e chitarra dei Soleado, insieme al maestro Casimiro Erario alle tastiere, ha ripercorso i grandi successi dell’indimenticato Pino Daniele, regalando al pubblico un tributo intenso e partecipato. Le melodie del cantautore napoletano, capaci di unire blues, anima mediterranea e poesia, hanno accompagnato il passaggio dal tramonto alla notte, rendendo ancora più emozionante la Candlenight.

Protagonista assoluta è stata anche la cucina dello chef resident Gabriele Martinelli, che ha firmato un percorso gastronomico contemporaneo fondato sul rispetto della materia prima, sulla stagionalità e sulla valorizzazione del territorio. Una cucina che nasce dall’esperienza maturata nelle migliori realtà italiane e francesi e che trova equilibrio tra tecnica, memoria e ricerca. Il menù ha raccontato un viaggio tra mare e creatività: dall’insalatina di seppie, mela verde e sedano al raviolo caprese con ricotta, crostacei e limone, fino al trancio di ombrina scottato con carpaccio di pesca e pomodoro, per concludersi con un raffinato tiramisù all’italiana. Una prova particolarmente significativa, considerando il grande successo dell’evento. La serata ha registrato il tutto esaurito, ma, nonostante l’elevato numero di ospiti, la brigata guidata da Martinelli ha lavorato con precisione e grande coordinamento, riuscendo a far arrivare ogni piatto in sala con tempi impeccabili e una cura esecutiva costante. Ogni portata è stata presentata mantenendo intatta la qualità del progetto dello chef: dalla temperatura corretta alla composizione del piatto, fino all’equilibrio dei sapori. Un risultato che ha dimostrato come dietro un’esperienza di alto livello ci sia soprattutto il lavoro di squadra, la capacità organizzativa e la sinergia tra cucina e sala.

A completare il racconto della serata è stata una selezione enologica di grande prestigio, curata attraverso il catalogo di Agenzia Curcio 1980. Gli ospiti hanno iniziato il percorso con l’eleganza dello Champagne Bollinger Special Cuvée, una delle cuvée più rappresentative della maison francese, apprezzata per la sua complessità aromatica, la struttura raffinata e il perfetto equilibrio tra freschezza e carattere. La degustazione è proseguita con Jento Bianco Vivace Puglia IGP, espressione fresca e dinamica del territorio pugliese, capace di raccontare una viticoltura contemporanea attraverso profumi delicati e una piacevole vivacità. In assaggio anche Ebalia 2025 Salento IGP di Tenuta Giustini, etichetta che interpreta con eleganza il patrimonio vitivinicolo salentino, caratterizzata da equilibrio, identità territoriale e grande bevibilità.

La scelta dell’affinamento in cemento rappresenta un elemento distintivo del progetto enologico: una tecnica sempre più apprezzata dai produttori, che consente al vino di evolvere in un ambiente capace di favorire una lenta maturazione, preservando freschezza, finezza aromatica e naturale identità varietale. Il cemento, grazie alla sua capacità di mantenere condizioni termiche più stabili e di accompagnare il vino in una fase di affinamento, senza cedere aromi esterni come avviene con il legno, permette di valorizzare la purezza del frutto e la personalità del territorio. Una scelta che restituisce un sorso elegante, equilibrato e caratterizzato da una piacevole profondità, espressione del legame tra innovazione tecnica e rispetto della materia prima. Ebalia si inserisce così nella filosofia di Tenuta Giustini, realtà salentina impegnata nella valorizzazione delle varietà del territorio attraverso una lettura moderna della tradizione vitivinicola pugliese, un’etichetta capace di raccontare il Mediterraneo attraverso freschezza, armonia e identità.

A chiudere il percorso è stato Arcano Primitivo Salento IGP, vino dalla personalità intensa e avvolgente, espressione autentica del vitigno simbolo della Puglia. Una selezione che ha arricchito ulteriormente l’esperienza della Candlenight, confermando il ruolo del vino come elemento fondamentale di un racconto fatto di cultura, territorio, convivialità e ricerca della qualità. Fondamentale anche il lavoro della sala, coordinata dal direttore Giovanni Cucco, esperto sommelier, che insieme al suo staff ha gestito con professionalità e attenzione sia il servizio della cena gourmet sia l’area lounge dedicata agli aperitivi à la carte.

La serata ha rappresentato pienamente la filosofia di Mirko Notaro, quinta generazione di ristoratori, che con il progetto La Terrazza – Poniente continua a costruire un modello di ospitalità capace di unire gastronomia, paesaggio e cultura. Il nome stesso "Poniente", ispirato al vento d’occidente, racconta una visione aperta alle contaminazioni internazionali, dove la tradizione partenopea dialoga con suggestioni mediterranee e spagnole. La collaborazione con Gabriele Martinelli nasce proprio da questa ricerca: una cucina contemporanea che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, rispettando le materie prime e valorizzando la stagionalità.

Il contributo del Maestro Tiziano Citro e dell’Associazione Rachmaninov, fondata nel 1998 a Mercato San Severino, ha completato il progetto, trasformando la musica in parte integrante dell’esperienza. Da anni, l’associazione promuove importanti rassegne musicali e appuntamenti culturali, creando occasioni di incontro tra arte e territorio. La serata del 30 luglio ha così raccontato una nuova idea di ristorazione: non solo un luogo dove mangiare, ma uno spazio dove vivere emozioni. Alla Terrazza – Poniente il Candlelight si è trasformato in una Candlenight, una notte di luce, musica, alta cucina e convivialità che ha portato sul mare di Salerno un nuovo modo di interpretare l’ospitalità.

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