Sviluppo sostenibile, accordo fra Cattedra Unesco "Parthenope" e Coldiretti Campania
Una collaborazione per tutelare natura, aree protette e riserve della biosfera
Redazione Irno24 31/07/2020 0
Ambiente, risorse e sviluppo sostenibile saranno al centro dell’accordo di cooperazione firmato dalla Cattedra Unesco del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e la federazione regionale della Coldiretti Campania. A sottoscrivere il protocollo sono stati il direttore del Dipartimento prof. Giorgio Budillon, il coordinatore della Cattedra Unesco prof. Pier Paolo Franzese e il presidente regionale di Coldiretti, nonché vicepresidente nazionale, Gennarino Masiello.
L’intesa prevede la collaborazione nella ricerca scientifica nell’ambito delle tematiche d’interesse della Cattedra Unesco: conservazione della natura, aree protette e riserve della biosfera; capitale naturale e servizi ecosistemici; contabilità e valutazione ambientale; modellistica ecologica e ambientale; oceanografia, meteorologia e cambiamenti climatici; fisica dell’ambiente e monitoraggio ambientale; informatica ecologica e ambientale; green economy ed economia circolare; metabolismo urbano e città sostenibili; Agenda 2030 ONU e obiettivi di sviluppo sostenibile.
Coldiretti Campania offrirà collaborazioni “in campo” al fine di realizzare ricerche comuni, divulgazione dei risultati scientifici, scambio e trasferimento di informazioni e materiali scientifici, cooperazione attiva per l’avvio di progetti di ricerca congiunti, anche insieme ad altri Enti ed organismi pubblici e privati, nazionali ed internazionali.
La lista dei Patrimoni Culturali dell’Umanità Unesco della Campania comprende la Dieta Mediterranea, l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, le Macchine a spalla di Nola, il Centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, il complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento, Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento (che include il Parco Archeologico di Paestum e la Certosa di Padula) e la Transumanza.
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Redazione Irno24 01/07/2021
Salerno "malata cronica" di inquinamento atmosferico, la denuncia ASV-Help Consumatori
"Apprendiamo dagli organi di stampa, ancora una volta, che all’improvviso l’amministrazione comunale di Salerno, costretta dagli eventi, ritorna a parlare della qualità dell’aria della nostra città. Ciò che stupisce ed indigna è che la si fa passare ciclicamente per “emergenza”, quando in realtà siamo di fronte ad una qualità dell’aria “malata cronica”, che vede la politica assente ed incapace di prevedere e programmare interventi risolutivi. Come sempre, ogni volta, la si definisce “emergenza”.
Eppure, è da anni che Salerno è classificata come una città ad alto rischio di inquinanti Pm10, Pm2,5 e biossido di azoto (NO2). Già nel 2014, infatti, il rapporto ISTAT sulla qualità dell’ambiente urbano, classificò Salerno tra le sette città italiane dove le emissioni di biossido di azoto nell’atmosfera avevano superato almeno una volta la soglia fissata per la media oraria. I superamenti si verificarono per ben quarantadue volte, ben al di sopra delle diciotto annue fissate come soglia massima dalla normativa nazionale in materia. Peggio di Salerno, fu soltanto Milano.
Ricordiamo poi, a conferma che non c’è stata negli anni successivi una politica ambientale attiva ed un piano strategico per ridurre le emissioni di biossido di azoto e polveri sottili, che nell’estate del 2019 il sindaco Napoli firmò un’inutile ordinanza che disponeva il divieto di circolazione per autoveicoli e veicoli commerciali diesel euro 1, euro 2, euro 3 ed euro 4 e ciclomotori e motocicli euro 1 ed euro 2, a seguito dei preoccupanti sforamenti delle centraline di via Vernieri e Fratte. Un’ordinanza che rimase in vigore poche settimane e che non fu certo determinante.
Questo è quello che denunciamo da anni: l’attuale amministrazione comunale non affronta il tema della qualità dell’aria. Siamo una delle città più colpite perché, sull’inquinamento atmosferico, non c’è alcuna politica attiva, come confermato anche nel report “Mal'aria” pubblicato lo scorso settembre, che confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e del biossido di azoto, con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha visto anche Salerno ben al di sotto della sufficienza.
Persino quando ci sono dati devastanti, come lo Studio SPES, che certifica che la fonte di avvelenamento nel sangue dei cittadini di una porzione del territorio, con mercurio, cadmio e diossina cinque volte superiori ai già drammatici livelli della Terra dei Fuochi, è la Fonderia Pisano, il sindaco e l’amministrazione comunale tacciono. Dagli impianti siderurgici obsoleti in città, passando al traffico urbano fino alla mancanza di un piano di mobilità sostenibile, assistiamo all’inadeguatezza di affrontare queste tematiche con scelte politiche radicali e ripiegando su soluzioni di facciata ben lontane dall’essere risolutive.
Questa incapacità di mettere al centro dell’agenda politica, per i cittadini di Salerno, l’emergenza della qualità dell’aria, è una colpa grave, in quanto anche nella nostra città vi è un aumento esponenziale di malattie respiratorie, allergiche e tumorali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, conferma gli aumenti delle morti attribuibili all’inquinamento atmosferico e che l’Italia è al nono posto nel mondo per i decessi causati da gas e polveri sottili. Anche l’Agenzia europea per l’ambiente ha stimato che in Italia le morti premature da esposizione a lungo termine a polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), biossido di azoto (No2) e ozono (O3) hanno superato quota 80.000 nell’anno 2019".
Nota stampa a firma Lorenzo Forte e Nadia Bassano, rispettivamente Presidente Associazione "Salute e vita" e Presidente Associazione "Help Tutela e Sostegno dei Consumatori"
Redazione Irno24 19/11/2024
Polichetti: "Al Ruggi di Salerno professionisti penalizzati, D’Amato si dimetta"
Una gestione aziendale definita "fallimentare" e un clima lavorativo insostenibile sono stati al centro della conferenza stampa tenuta questa mattina a Salerno da Mario Polichetti, responsabile nazionale Sanità e Politiche sociali dell’Udc. Polichetti ha lanciato un duro atto d’accusa nei confronti dell’Azienda ospedaliera "Ruggi" e del suo manager, Vincenzo D’Amato, chiedendone le dimissioni.
"Da quando è arrivato, il manager D’Amato è riuscito nell’impresa di svuotare il Ruggi dei suoi professionisti migliori, creando un clima di terrore e penalizzando chiunque osi esprimere un’opinione diversa dalla linea ufficiale". Un esempio emblematico di questo clima sarebbe, secondo Polichetti, il procedimento disciplinare avviato contro il dottor Giuseppe Allegro. "Il dottor Allegro è stato punito solo per aver avuto il coraggio di opporsi al pensiero unico che vige attualmente in azienda".
Polichetti non ha risparmiato critiche all’organizzazione generale del Ruggi: "È chiaro che questa azienda è priva di una visione per il futuro e di una gestione all’altezza della sua missione. Non si può continuare a mortificare così la sanità pubblica. È necessario un cambio di rotta immediato. Chiedo che D’Amato lasci il suo incarico per permettere una ricostruzione basata su trasparenza, competenza e rispetto per i professionisti che ogni giorno si sacrificano per i pazienti".
NOTA STAMPA MARIO POLICHETTI
Redazione Irno24 24/07/2023
Salerno, tecnica pediatrica innovativa per trattare cisti splenica su 13enne
Una tecnica pediatrica innovativa è stata praticata, all'Ospedale Ruggi di Salerno, ad una 13enne che presentava la formazione di una cisti splenica, una patologia poco diffusa e rarissima, che colpisce solo l’uno per cento della popolazione mondiale e che causa alterazione della struttura della milza con probabili infezioni ed emorragie.
La giovane è giunta nel reparto di Chirurgia Pediatrica, diretto dal dott. Umberto Ferrentino, con forti dolori addominali. Dopo i relativi esami, e repentini consulti con la Radiologia Interventistica, l’equipe di Ferrentino, supportata dai medici anestesisti, ha optato per procedere con una tecnica combinata in video laparoscopia assistita, durata due ore, che ha garantito l’ottima riuscita dell’intervento.
La paziente, dopo qualche giorno in osservazione, tornerà a casa con la milza integra, e senza alcuna conseguenza invalidante. La suddetta tecnica è stata oggetto di discussione durante l’ultimo Congresso Mondiale IPEG ESPES, relativo all’endoscopia pediatrica, riscuotendo notevole interesse.