Gal Colline Salernitane partecipa a dibattito su coesione territoriale
Incontro in programma il 16 settembre in Piazza Municipio a Castiglione del Genovesi
Redazione Irno24 10/09/2025 0
Nell’ambito del ricco programma del "Festival Civiltà Cultura Antonio Genovesi", in programma dal 14 al 20 settembre a Castiglione del Genovesi, il 16 settembre, ore 19:00 in piazza Municipio, è in programma la tavola rotonda dal titolo “Il Cammino dei Picentini come infrastruttura d’identità: sviluppo comune, coesione territoriale e turismo rigenerativo”.
Ne dibatteranno, oltre al Sindaco di Castiglione, Carmine Siano, il Direttore del GAL Colline Salernitane, Eligio Troisi, la Presidentessa dell’Ecomuseo dei Picentini, Daniela Sibilio, il Presidente del Centro Universitario Europeo Beni Culturali-Ravello, Alfonso Andria, e la Direttrice Generale, Assessorato Regionale al Turismo, Rosanna Romana.
Potrebbero interessarti anche...
Redazione Irno24 07/10/2024
Tutti i premiati nell'edizione 2024 del festival "Salerno in CORTOcircuito"
Dal 4 al 6 ottobre 2024, presso il Teatro Nuovo di via Laspro, si sono tenute tre serate all’insegna del cinema indipendente e sociale per la XV edizione del Festival "Salerno in CORTOcircuito", organizzato dalla Rete dei Giovani per Salerno in collaborazione con diverse realtà territoriali. Alla selezione finale hanno partecipato 15 lavori in gara e 3 fuori concorso.
Il premio "Elvira Notari" al MIGLIOR LAVORO AUDIOVISIVO per la giuria popolare e il Premio "UGO PIRRO" al MIGLIOR CORTOMETRAGGIO per la giuria tecnica entrambi assegnati al corto "Human Experience" di Gaia Troisi, che tratta il drammatico fenomeno sociale dell’atelofobia, disturbo d’ansia che influenza le relazioni personali e che si traduce in un costante senso di inadeguatezza; il premio "Aurelio Laino" al MIGLIOR DOCUMENTARIO per la giuria tecnica assegnato al documentario "Api" di Luca Ciriello; il premio "Marta Naddei" al miglior lavoro audiovisivo per il giornalismo salernitano assegnato al cortometraggio "Il mondo è nostro" di Marco Vinz Pinnavaia & Gabriele Aldo Lo Cascio, che vince anche il premio "delle Arti – Vitruvio Entertainment".
Il premio "Trotula De Ruggiero" per il MIGLIOR LAVORO AUDIOVISIVO DELLE SCUOLE assegnato al corto "Salerno tutto ancora da scrivere" delle classi 3aB e 3aD del liceo "Alfano I" di Salerno; il premio "Temistocle Marzano" per la MIGLIOR COLONNA SONORA assegnato al cortometraggio "ECS Junior" di Mario Mele; il premio "Beatrice Vitoldi" alla MIGLIOR RECITAZIONE a tutto il giovanissimo cast del corto "A piedi nudi" di Luca Esposito; il premio "Pasquale Stanzione" per la miglior fotografia assegnato al corto "Incipit" di Beatrice Elena Festi.
Menzione "La Divina" per la miglior PROMOZIONE TURISTICA DI UN LUOGO assegnata al corto "Frammenti di vita" dell’Istituto Comprensivo "Dante Alighieri" di Sapri (SA); menzione alla CARRIERA DELLA PERSONALITÀ/REALTÀ LOCALE del mondo artistico salernitano assegnata agli artisti Claudio De Bartolomeis e Diana Ronca.
Annamaria Parlato 10/05/2026
"È un pasticcio saporito": la ricetta perfetta di Rossini al Verdi di Salerno
C’è una battuta ne Il signor Bruschino che sembra racchiudere l’intera filosofia rossiniana: "È un pasticcio saporito". Non è soltanto un passaggio brillante della farsa giocosa andata in scena venerdì 8 maggio al Teatro Verdi di Salerno, ma una vera dichiarazione poetica. Perché il giovane Gioachino Rossini, appena ventunenne quando compose quest’opera nel 1813 per il Teatro San Moisè di Venezia, aveva già intuito che il teatro musicale potesse funzionare come una grande cucina alchemica: ingredienti diversi, equivoci, ritmo, leggerezza, sorpresa, sapientemente amalgamati fino a creare un meccanismo perfetto.
E Rossini, del resto, fu gastronomo autentico prima ancora che gourmet celebrato. La sua esistenza è disseminata di ricette leggendarie, tournedos dedicati al suo nome, maccheroni sublimati, foie gras, tartufi, champagne e convivialità elevate ad arte. La cucina, per lui, era sicuramente semplice piacere sensoriale, ma anche costruzione drammaturgica: equilibrio fra sapidità e dolcezza, fra tempi lunghi e accelerazioni improvvise. Esattamente ciò che avviene ne "Il signor Bruschino", autentico soufflé teatrale dove ogni personaggio entra in scena come un ingrediente destinato a modificare la temperatura dell’intreccio.
Il nuovo allestimento del Teatro Verdi coglie con intelligenza questa natura "culinaria" della partitura, restituendo una macchina scenica agile, brillante e perfettamente calibrata. La regia di Raffaele Di Florio evita ogni pesantezza farsesca e punta invece su un’eleganza mobile, fatta di tempi serrati, gestualità precise e un raffinato gioco di dinamiche teatrali. La comicità non viene mai caricata: emerge spontaneamente dal ritmo interno della musica, rispettando quella leggerezza illuministica che rende Rossini così modernamente crudele e ironico. Le scene e i costumi di Alfredo Troisi accompagnano questa visione con gusto cromatico e fluidità narrativa, senza trasformare la farsa in caricatura. L’impianto visivo resta sempre funzionale alla rapidità drammaturgica, qualità indispensabile in un’opera che vive soprattutto di movimento e precisione.
Sul piano musicale, la direzione di Jordi Bernàcer si distingue per brillantezza e controllo architettonico. Bernàcer comprende che "Il signor Bruschino" non è soltanto una "piccola" opera giovanile, ma un laboratorio rossiniano straordinario, nel quale sono già presenti molte intuizioni del futuro autore del Barbiere di Siviglia. L’orchestra valorizza con chiarezza le trasparenze timbriche e gli slanci ritmici della partitura, evitando sonorità eccessivamente corpose. Ne emerge un Rossini luminoso, quasi cameristico, ma già capace di invenzioni dirompenti. E proprio l’ouverture rimane uno dei momenti storicamente più rivoluzionari dell’opera: il celebre battito degli archetti sui leggii, gesto percussivo inaudito per l’epoca, conserva ancora oggi una freschezza sorprendente. È il segnale di un compositore disposto a giocare con il teatro e con il pubblico, rompendo continuamente le convenzioni. Ottima la prova dell'Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno, chiamata a sostenere una scrittura piena di trappole ritmiche, crescendo improvvisi e dialoghi serratissimi fra buca e palcoscenico. L’ensemble risponde con compattezza e vivacità, mantenendo sempre limpida la linea rossiniana.
Nel cast spicca Carlo Lepore nel ruolo di Gaudenzio, interprete di grande esperienza rossiniana, capace di cesellare fraseggio e tempi comici con naturalezza scenica. Maria Sardarian offre una Sofia vocalmente luminosa, elegante nelle agilità e convincente nella costruzione del personaggio. Di rilievo anche Fabio Capitanucci come Bruschino padre, autorevole e musicalmente saldo, mentre Giulia Lepore tratteggia una Marianna vivace e ben inserita nel tessuto dell’ensemble. Ciò che rende ancora oggi speciale "Il signor Bruschino" è la sua modernità strutturale. La trama, derivata dalla commedia francese "Le fils par hasard, ou Ruse et folie" di Alissan de Chazet e Maurice Ourry e adattata da Giuseppe Maria Foppa, è costruita su identità scambiate, debiti, menzogne e manipolazioni sentimentali. Ma sotto la leggerezza farsesca si intravede già il gusto rossiniano per il caos organizzato, per il vortice sociale in cui nessuno controlla davvero gli eventi.
Ed è qui che ritorna quella frase: "È un pasticcio saporito". Perché Rossini trasforma il disordine in piacere estetico. Ogni equivoco si amalgama all’altro come in una ricetta perfetta; ogni crescendo aggiunge spezie emotive; ogni ensemble diventa una portata sempre più ricca. Alla fine il pubblico non assiste soltanto a una commedia musicale, ma viene invitato a un banchetto teatrale dove ironia, virtuosismo e intelligenza si fondono in un unico sapore. La replica di domenica 10 maggio al Verdi offrirà dunque un’ulteriore occasione per riscoprire un Rossini giovane ma già pienamente consapevole del proprio genio: un compositore capace di trasformare una "farsa giocosa" in un sofisticato laboratorio di teatro musicale moderno.
Redazione Irno24 22/05/2020
Riaprono al pubblico i Musei e le Biblioteche provinciali
Con disposizione del Presidente della Provincia di Salerno, vengono riaperti i Musei Provinciali a decorrere dal 21 maggio 2020, con l’accesso al pubblico dei siti museali a partire da sabato 23 maggio. Invece l’apertura delle Biblioteche Provinciali decorre da lunedì 25 maggio.
“Riapriamo al pubblico i nostri spazi museali e le biblioteche - dichiara Strianese - nel pieno rispetto della normativa nazionale e regionale e dopo adeguata sanificazione fatta nei giorni scorsi. Bisogna seguire le raccomandazioni solite di distanziamento sociale e igienico-comportamentali finalizzate a contrastare la diffusione del Covid-19.
Per quanto riguarda i Siti museali, invitiamo il pubblico a programmare la visita informandosi sulle modalità e orari di accesso telefonando alla struttura, oppure inviando una mail all’indirizzo museibiblioteche@provincia.salerno.it. È bene ricordare poi che bisogna consentire agli operatori la misurazione della temperatura corporea prima di accedere al sito. Poi è ovviamente obbligatorio indossare le mascherine per la protezione individuale. Sono consigliati guanti monouso fino al termine della visita e bisogna seguire con attenzione le indicazioni fornite per l’accesso al sito e per il percorso di visita. Naturalmente vanno rispettate le misure di distanziamento sociale sia durante il percorso di visita che nell’area di attesa per l’accesso.
Lunedì 25 maggio, invece, riaprono sia la Biblioteca Provinciale che la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte. Ma verranno erogati solo alcuni servizi, ad esempio non sarà possibile la consultazione in loco dei volumi. È consentito il prestito dei volumi solo attraverso prenotazione telefonica o mail. Inoltre sono previste le informazioni bibliografiche, che è possibile richiedere sempre attraverso telefono o mail.
Infine sono possibili le riproduzioni, richieste però sempre da remoto, via telefono o mail (089250621 - biblioteca@provincia.salerno.it; 089614289/089614359 - museibiblioteche@provincia.salerno.it). I volumi restituiti dopo il prestito non saranno subito disponibili per altri prestiti. Non potendo sanificare fondi documentari e collezioni librarie, metteremo in quarantena i libri. Infatti al momento della restituzione saranno posti in isolamento preventivo per almeno 15 giorni, per cui il materiale consultato non sarà fruibile di nuovo nei 15 giorni successivi.
Vi aspettiamo nei nostri Musei e nelle nostre Biblioteche con lo spirito di collaborazione che ormai molti cittadini hanno dimostrato e sono convinto che la nostra cultura, il nostro patrimonio culturale ci guiderà in questo complesso momento di ripartenza”.