Tempi bui per la ristorazione italiana

La voce e le proposte di quattro ristoratori della Valle dell’Irno

Annamaria Parlato 28/03/2020 0

La pandemia da Coronoravirus ha messo a dura prova il comporto agricolo ed enogastronomico italiano, il più importante traino per la cultura e il turismo. In ogni angolo del Paese chef, pizzaioli, pasticcieri e produttori stanno facendo sentire la loro voce per esprimere la propria riluttanza alle drastiche misure di prevenzione che il Governo ha messo in atto per contrastare il diffondersi incontrastato del virus.

Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, attraverso misure ancora più restrittive, con l’ordinanza 13 del 12/03/2020 ha chiesto la chiusura totale e il divieto assoluto dell’asporto da parte di tutte le attività ristorative sino a data da destinarsi. Da tutte le regioni italiane, le Associazioni di categoria e i singoli privati si stanno mobilitando per chiedere al Presidente del Consiglio Conte di provvedere con l’emendamento di appositi decreti al sostentamento di tutte le aziende coinvolte nella terribile crisi finanziaria che sta collassando l’intera filiera dell’agroalimentare.

Iginio Massari, noto pasticciere e volto televisivo, si è fatto portavoce di tutti i pasticcieri italiani inviando una lettera a Conte; nell’Alto Casertano e nel Sannio i ristoratori hanno lanciato l’hasttag #iononresisto in cui l’appello è quello di “ricostruzione del futuro” rivolto alle istituzioni locali, ai sindaci, al sindaco di Benevento Mastella, al Governatore De Luca e al Presidente del Consiglio. Molti giornalisti enogastronomici, influencer, foodblogger dai propri profili social hanno chiesto a De Luca l’immediato ripristino del servizio di asporto per salvaguardare, anche se di poco, l’economia di ristoranti e pizzerie.

Questo il pensiero del giornalista de "Il Mattino" di Salerno Mario Amodio: “È come un granello questa pandemia. Un granello che ha inceppato il motore delle nostre certezze generando prima paura, poi ansia e angoscia. E non solo per questo isolamento forzato ma soprattutto per quel greve distacco dalle persone care e dagli amici. Già, perché in tutto questo la rinuncia ai nostri riti quotidiani, ridotti allo stretto necessario, passa in secondo piano.

Ora sta a noi trasformare tutto ciò in quella che gli psicoterapeuti definiscono paura consapevole. Quella che ci conferisce lucidità, contezza delle cose. Solo così si spalancheranno le porte al piano B del cervello, trasformando lo svantaggio in vantaggio. Il vantaggio di riprogrammare la vita. Perché la paura consapevole, oggi più che mai, è un flusso di idee che può diventare energia”.

Il protrarsi del lockdown porterà maggiori problemi per tutti: una cosa sarebbe tornare al lavoro all’inizio di maggio, altra se tutto si dovesse prolungare ancora. Ma come affrontare il presente e soprattutto come si potrà ripartire dopo con stipendi da pagare, fornitori da saldare, merce andata a male, aziende chiuse, export bloccato e turismo assente? A tutti questi interrogativi l’unica risposta è quella di riformulare i ristoranti come delle start-up, progettando nuove strategie, fare appunto dello svantaggio un vantaggio.

Investire in marketing e comunicazione, riorganizzarsi a livello familiare, prestare maggiore attenzione alla clientela italiana a dispetto di quella straniera, che inevitabilmente mancherà dopo questo periodo "post bellico", puntare al territorio e all’agricoltura certificata, prezzi bassi, rafforzamento dei servizi di delivery in previsione dell’incremento dello smart working, creare rete con altri ristoratori, fidelizzazione dei clienti, queste le carte vincenti.

Nel salernitano, alcuni chef e pizzaioli si sono riuniti in una community “Cucina Continua”, una piattaforma, totalmente gratuita, per le attività che vogliono promuoversi e re-incontrarsi con i propri clienti. Gli imprenditori del settore, attraverso un sito internet, hanno l’opportunità di raccogliere fondi attraverso la promozione di pacchetti a prezzo scontato, da poter richiedere a fine emergenza. Il cliente ci guadagna perché acquista un pacchetto a lui dedicato (dining bond) ad un prezzo di favore e il ristoratore acquisisce un po’ di liquidità per poter ripartire una volta che tutto questo sarà passato.

Quattro ristoratori della Valle dell’Irno dei comuni di Baronissi, Fisciano, Calvanico e Mercato San Severino hanno riportato nell’intervista le loro opinioni su come affrontare l’emergenza.

Rocco Napoli, general manager dell’Hotel Dei Principati con annesso ristorante La Sfera, noto per la buona cucina e la valorizzazione dei prodotti campani d’eccellenza attraverso cene a tema ed esperienza sensoriali, così si è espresso: “Questo è un momento di crisi ed è difficile ancora oggi immaginare cosa accadrà nei prossimi mesi. Il turismo in genere e la ristorazione sono stati fortemente compromessi da ciò che è avvenuto ed è un momento fatto di timori, ansie ed attese.

Ci sono decreti che si susseguono ma ogni volta è un’incognita per riuscire a decifrarli e a capire quali attività possano restare aperte o meno. Il picco del contagio anche dagli studiosi viene spostato sempre più in là nel tempo ed è tutto molto incerto. Credo che la stagione estiva ormai sia fortemente compressa e sarà difficile tornare ad una pseudo-normalità. Stiamo attendendo le procedure attuative per accedere agli ammortizzatori sociali e al contempo si cerca di guardare nei decreti alle liquidità per le imprese per cercare un paracadute per risollevarci da questa bufera.

Si potrà inoltre pensare ad un turismo di prossimità nel periodo autunnale e come Ristorante La Sfera cercheremo di riformulare le nostre proposte di “food and wine experience” e per quanto riguarda la cucina creeremo delle sinergie con i nostri partner-produttori. Abbiamo puntato alla territorialità da sempre e adesso più che mai sarà la nostra strategia”.

Lo chef Salvatore Donatantonio, contitolare con la moglie del Ristorante-Pizzeria-Braceria Belvedere in località Lancusi di Fisciano, presente da tre generazioni sul territorio, ha dichiarato: “Da titolare di una piccola azienda di ristorazione ci troviamo come tutti di fronte ad un evento ahimè negativo. Da giorni siamo chiusi in casa non potendo svolgere la nostra passione che ci lega al territorio, essendo in un posto per niente turistico ma collegato all’ambito universitario, questa situazione in questa zona si evidenzia fortemente.

Spero in una ripresa veloce per far si che l'economia territoriale possa portare benefici a tutte le attività che progettavano la bella stagione estiva lavorativa. Nel frattempo facciamo sentire la nostra presenza a chi ci conosce anche attraverso i social mantenendo alta la convivialità che si trovava nel nostro ristorante e del resto la parola ristorante deriva proprio da ristoro".

Michele Sica della Residenza Rurale Incartata a Calvanico, grande conoscitore della materia prima, nonchè produttore, formatore, allevatore e ristoratore, ha pensato ad un’interessante iniziativa in cui viene fuori anche qualche riflessione: “Stiamo tutti vivendo un momento di grande trasformazione. La quarantena, un evento epocale per questa generazione, sta coincidendo con la Quaresima. Un momento liturgico che ormai sembra appartenere al nostro passato carico di significati legati alla privazione dei piaceri superflui, della meditazione, del digiuno e dell’astinenza.

Un periodo ciclico dell’anno in preparazione dell’evento più importante per la tradizione cristiana: la Pasqua di Resurrezione, il giorno della Rinascita. E’ in questo contesto e in questo momento storico che la nostra azione di Residenza rurale assume su di sé oggi anche la responsabilità della Resistenza (alle avversità del momento storico), della Resilienza (nella capacità di saper trasformare le avversità in un’opportunità), della Restanza (nella continuità del nostro lavoro in questi luoghi) e della Relazione (con la grande comunità che siamo grazie a tutti voi che in questi anni avete alimentato questa storia).

In segno di buon auspicio e di speranza per il futuro, nella continuità di una tradizione millenaria, dedicheremo le prossime settimane alla preparazione della pastiera di grano pasquale, unione indissolubile dei simboli della terra che da sempre rappresentano il ciclo della vita, morte e rinascita. Condivideremo la preparazione di questo dolce e di altre pietanze tipiche di Calvanico con chi avrà voglia di seguirci, attraverso video, foto, immagini e racconti. Possiamo solo trasmettere positività, speranza e fiducia restando a casa in questo momento ma rendendoci utili per il territorio”.

Lo chef Gaetano Morese dell’omonimo Ristorante e Bistrot a Mercato San Severino, coadiuvato dalla moglie Marianna Saggese, è un eccellente maestro e ricercatore in cucina. I suoi piatti ancorati alla tradizione ma rinnovati nel tempo sino a seguire le ultime tendenze in cucina, hanno fatto scuola a molti ragazzi che hanno intrapreso il percorso di formazione per diventare chef. Così racconta:

"Già dai primi di Marzo avevamo notato un cambiamento nell'affluenza dei due locali, ma speravamo che la situazione migliorasse. Da subito siamo stati favorevoli al decreto che prevedeva la chiusura dei ristoranti, per diminuire i contagi. In seguito all'emanazione di quest’ultimo, abbiamo disposto immediatamente la chiusura sia del 'Ristorante Morese' (Piazza Del Galdo) sia del 'Bistrot', nonostante le disposizioni ci permettessero di restare aperti fino alle 18:00.

Decisione presa per la salvaguardia dei nostri clienti, di noi stessi e del nostro personale. Pensiamo che una volta finita la quarantena, i ristoranti non avranno la stessa affluenza di prima poiché la gente avrà timore nell'uscire e perché le conseguenze economiche della quarantena non lo permetteranno. Per aprire siamo fiduciosi nell'autorità, e confidiamo nel loro aiuto e supporto. Sicuramente apriremo le porte dei nostri ristoranti con la stessa forza, fiducia e professionalità di prima, se non di più. Il nostro obiettivo è quello di ripartire più forti di prima".

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Annamaria Parlato 21/03/2021

Ambiente, lavoro e viabilità a Salerno: intervista al Consigliere Rocco Galdi

Il consigliere comunale di maggioranza Rocco Galdi, rappresentante del gruppo Progressisti per Salerno, ha accettato di rispondere ad alcune domande in merito alle tematiche ambientali, culturali, infrastrutturali e di inserimento al lavoro relative alla città di Salerno. Ingegnere e Vice-Presidente della Commissione ambiente, cultura e politiche sociali, è anche membro della Commissione urbanistica, bilancio, sport e politiche giovanili.

In questi mesi difficili, in cui il Covid ha imposto tanti cambiamenti alla società, a Salerno sono stati messi in cantiere tanti progetti, e con buona volontà iniziati, e tanti altri invece suscitano qualche punto interrogativo. Ecco dunque le osservazioni del Dott. Galdi.

1) Nei giorni scorsi si è tanto parlato del deplorevole fenomeno dell'indifferenziato aperto e gettato in strada da persone alla ricerca, probabilmente, di pezzi elettronici da rivendere, anche "grazie" all'errato conferimento dei rifiuti da parte di alcuni cittadini. Come si sta muovendo il Comune per arginare il fenomeno e nel contempo sensibilizzare ad una corretta differenziata?

Purtroppo il fenomeno ha dato uno spaccato chiaro dell'errato conferimento, alcuni concittadini non seguono le indicazioni circa la differenziata. Questo si tramuta in un triplice problema: aumento dei costi, mercato parallelo per il materiale di recupero, che viene prelevato e rivenduto, sgradevole immagine della città. Ciò comporta, inoltre, un rallentamento della raccolta del materiale in strada da parte degli operatori di Salerno Pulita.

Abbiamo ritenuto necessario istituire un servizio di pattugliamento speciale della Polizia Municipale per prevenire tali incursioni ed eventualmente cogliere sul fatto i responsabili, allo stesso tempo stiamo rilanciando la raccolta con campagne di sensibilizzazione. In questa ottica, con il coinvolgimento dei cittadini, è stato proposto un questionario, attraverso l'app Junker, per giudicare il servizio di Salerno Pulita. Un'altra iniziativa rilevante è consistita nella distribuzione di 5000 eco-palette agli utenti per le deiezioni canine.

2) Luci d'Artista è saltata, per ovvi motivi legati ai contagi, anche nella versione pasquale; a questo punto c'è da pensare direttamente ad un rinvio nel 2022, riproponendo la versione scintillante che conosciamo, o è allo studio una versione più contenuta il prossimo Dicembre, tenendo conto che la problematica Covid potrebbe non essere del tutto risolta? Avete pensato ad una soluzione "localizzata", magari in Villa Comunale con ingressi contingentati? Sarebbe gestibile a livello di ordine pubblico?

Al momento, visto lo stato di pandemia, con l'aumento di contagi e il rallentamento del piano vaccinale, non è ipotizzabile immaginare la programmazione di Luci d'Artista, dalla Regione non sono pervenute indicazioni in merito. Qualunque ipotesi al momento sarebbe azzardata. Luci d'Artista resta una manifestazione importante sotto tutti i punti vista, per l'economia locale, per il numero di turisti che giungono a Salerno, per l'indotto; pertanto, appena saranno ristabilite le condizioni di sicurezza, certamente sarà ricalendarizzata.

3) Alcuni lettori residenti a Pastena ci hanno inviato le foto della nuova spiaggia tutta allagata in seguito a piogge o al mare mosso ed erano un po' preoccupati, cosa possiamo dire loro per tranquillizzarli?

Il ripascimento è una delle opere più importanti portate avanti dalla nostra amministrazione. Il completamento dell'ambito 3, nel tratto compreso tra Soccorso Amico e il Polo Nautico, con la realizzazione di scogliere sommerse a mantenimento della nuova colmata di sabbia e l'intubamento a largo dei torrenti sfocianti sulla spiaggia, consentirà il rilancio e la valorizzazione del rapporto con il mare, che è fondamentale per accrescere le potenzialità economiche delle nostre coste e consolidare la vocazione turistica della città di Salerno.

Mi sento di rassicurare i cittadini in merito all'allagamento della spiaggia: per come sono poste le scogliere, dal punto di vista ingegneristico, svolgeranno un ruolo determinante affinché tutti possano godersi la spiaggia. Sono sicuro che quando saranno completati tutti gli ambiti avremo il litorale più bello della costa tirrenica.

4) Non è chiaro come andrà a finire la questione Concorsone alla Regione e gli idonei sono stati coinvolti solo in parte per il tirocinio. Visto che il Comune di Salerno ha enormi carenze di organico, quali sono gli sviluppi o eventuali altre possibilità di assunzione nel medio termine?

E' evidente che le pubbliche amministrazioni in questi anni, con il blocco delle assunzioni, sono in grosse difficoltà. A ciò si è aggiunto il provvedimento per i pensionamenti della quota 100 che di fatto le ha messe in ginocchio. Il nostro Comune è tra quelli che ne hanno particolarmente risentito. Per scongiurare il black-out totale, l'arrivo di 189 lavoratori risultati idonei alla prima fase del Corso-Concorso della Regione ha consentito al nostro Ente di andare avanti.

E' chiaro che tutti questi ragazzi sono stati formati in questi mesi, pertanto perderli sarebbe un duro colpo. In questa ottica auspico che siano tutti assunti con modalità semplificate, visto lo stato di pandemia. A tal proposito, il nostro deputato di riferimento del Partito Democratico, l'on. Piero De Luca, ha presentato un'interrogazione parlamentare affinché queste assunzioni si concretizzino rapidamente.

5) Cosa ci può dire in merito al progetto Porta Ovest e al completamento del Trincerone con l'apertura del tratto all'altezza di Via Nizza/Via Volpe?

Per quanto riguarda Porta Ovest si sta procedendo all'affidamento dei servizi di progettazione per il completamento della viabilità retroporto, stralcio 2 da 40M €. Risulta difficile ipotizzare con certezza il tempo necessario per il completamento dell'opera a causa della palude burocratica che spesso determina rallentamenti per la realizzazione di grandi opere di ingegneria in Italia; anche questa opera, una volta terminata, consentirà di snellire il traffico con il collegamento diretto porto-raccordo autostradale. In sintesi non dovremmo più vedere le lunghe code di mezzi pesanti sul viadotto Gatto.

Altra opera importante, in fase di completamento è il Trincerone Est. Qui, purtroppo, era nato un contenzioso con le imprese che hanno rallentato i tempi di consegna. A breve i salernitani potranno godersi un altro pezzo di città completamente nuovo nell'ottica della riqualificazione urbana.

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Redazione Irno24 14/04/2020

Crisi economica da Covid-19, così la affrontano a Salerno e nella Valle dell'Irno

Crisi sanitaria, sociale, ma anche economica. Purtroppo, la pandemia da Covid-19, oltre a sconvolgere l'Italia sotto il profilo puramente sanitario, mietendo vittime e portando al collasso gli ospedali, ha ridisegnato lo scenario delle nostre abitudini quotidiane e l'intero panorama commerciale e imprenditoriale.

Abbiamo raccolto la testimonianza di 5 imprenditori del salernitano per comprendere meglio cosa significhi gestire un'attività in tempo di Coronavirus. L'ordine degli interventi è puramente alfabetico.

Queste le 3 domande: 1) Come hai affrontato l'emergenza? 2) Hai rimodulato i tuoi canali di vendita? 3) Quali sono le tue aspettative per il dopo?

CFA - centro di formazione di Via Guercio a Salerno

  1. Nei primi giorni di allarme abbiamo scelto di tutelare allievi e docenti, spostando tutte le attività didattiche sulla piattaforma e-learning. Le lezioni si sono svolte regolarmente online anche in questo periodo di quarantena
  2. La segreteria della scuola è rimasta ovviamente chiusa, ma in smartworking si è proseguito ad assicurare la continuità del servizio attraverso il web ed i canali social
  3. Speriamo tutto si risolva il prima possibile e si torni ad una vita normale; ci auguriamo di abbandonare paura, mascherine e guanti in fondo ad un cassetto per rituffarci nella solita routine, intensificando il nostro lavoro e cercando di recuperare il tempo perso guardando avanti con ottimismo

Deterplast SRLS - azienda di distribuzione di prodotti monouso a Mercato San Severino

  1. La nostra attività abitualmente svolge il lavoro di distribuzione, andiamo dai clienti a prendere gli ordini e poi consegnamo la merce a domicilio. Abbiamo dovuto limitare sia le uscite per far visita ai clienti (facendo tutto telefonicamente) che le consegne, organizzandole solo in giorni stabiliti e dotandoci di guanti e mascherine
  2. Poichè il settore della ristorazione - cui noi forniamo i prodotti - ora è in forte calo, ci siamo concentrati sui detersivi. Abbiamo poi spinto maggiormente l’utilizzo del nostro sito, pubblicizzandolo tramite i social
  3. Speriamo si ritorni alla normalità quanto prima, perché abbiamo ottimi rapporti con i clienti e abbiamo piacere di consegnargli i prodotti e trascorrere un po' di tempo con loro

Divina calzature - negozio del quartiere Pastena a Salerno

  1. Ho rispettato le regole, prima di tutto restando a casa il più possibile, a parte i motivi urgenti. E poi ho rispettato il distanziamento sociale, utilizzando sempre mascherina e guanti ogni volta che uscivo
  2. Ho utilizzato Facebook per effettuare vendite online
  3. Mi auguro il meglio ovviamente! Però temo che il post-Covid non sarà economicamente facile, vista già la situazione attuale che lascia molto a desiderare

Net Uno Informatica - software house del quartiere Torrione a Salerno

  1. La mia condizione di piccolo imprenditore nel settore delle telecomunicazioni non mi ha costretto ad una interruzione totale dell’attività, così come previsto dal Decreto Conte. Cosicché le difficoltà di spostamento e la riduzione delle ore di lavoro hanno determinato una situazione difficile per chi come me ha dovuto gestire, all’improvviso ed in modo totalmente diverso, i vari impegni, lavorativi e familiari. Inoltre, la condizione permanentemente precaria, soprattutto al Sud, delle piccole Partita Iva, è aggravata da una riduzione sostanziale degli incassi, talvolta addirittura azzerati, non ancora alleviata da aiuti statali o regionali. Quindi immagino che in questo momento ogni imprenditore stia approfittando del tempo disponibile per programmare una ripartenza con un utilizzo maggiore e più sapiente delle tecnologie a disposizione
  2. Nel mio settore l’uso della tecnologia informatica e telematica è una condizione che ha agevolato la continuità operativa nei rapporti con i clienti e questo ha rappresentato sicuramente un vantaggio rispetto ad altri settori. I canali di vendita online sono sicuramente quelli che continuano a dare il miglior risultato e gli sforzi per incrementare questo tipo di soluzioni dovranno ancora aumentare per favorire la promozione di prodotti e servizi
  3. Questa emergenza ha fatto affiorare tutta la fragilità di un mercato che si regge principalmente sugli enormi sforzi della piccola impresa. La ripresa economica ed il recupero di quanto perso in così poco tempo sarà davvero la sfida più importante che ci troveremo ad affrontare a breve per evitare una crisi sociale di dimensioni enormi. La politica deve farsi carico di aiutare imprese e famiglie nel più breve tempo possibile

Starnetwork - creazione siti web e agenzia di comunicazione del rione Carmine a Salerno

  1. Come azienda usiamo il telelavoro ma, purtroppo, la domanda si è disintegrata; si naviga a vista e si studiano nuove strategie in vista della ripresa, che sarà molto lenta con un impatto sulla vita economica molto grave. Gli aiuti statali sono non soddisfacenti anche considerando che ci sarà un'onda lunga della crisi. Stiamo cercando di cogliere nuove occasioni e pianificare nuovi modelli di business. Insomma non ci fermiamo, anche se in 26 anni di attività non abbiamo mai visto nulla del genere
  2. La nostra attività si occupa anche di marketing ed è rivolta in particolar modo al turismo, che sta soffrendo in maniera seria. Quindi se non vi è domanda, qualunque canale di vendita è perdente, bisogna aspettare le direttive del Governo e sperare che il mondo del turismo possa ripartire almeno da metà Giugno, anche se si lavorerà con un turista di prossimità
  3. Dopo ogni crisi ci dovrebbe essere la ripresa, ma nulla sarà come prima; dobbiamo capire come muoverci e come si muoverà il mondo economico. Avremo cambiamenti anche nel sociale e spero in meglio. Siamo fiduciosi
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Redazione Irno24 26/03/2020

Come affrontare la frustrazione del presente, i consigli del dr. Landi

Questa emergenza legata al Coronavirus sta mettendo a dura prova l'Italia sotto il profilo sanitario ma anche dal punto di vista psicologico. La quarantena così serrata è l'unica misura per limitare il contagio ma anche una "gabbia mentale" che non tutti riescono ad affrontare nel modo giusto. Molti enti hanno avviato attività di supporto proprio per alleviare il disagio della popolazione.

Noi abbiamo interpellato il dr. Paolo Landi (nella foto), psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.

Consigli per il quotidiano. "Ci siamo trovati all’improvviso catapultati tra le nostre mura domestiche, non tutti desideravamo restarci per così tanto tempo. Quindi, il senso di frustrazione che stiamo sperimentando è fisiologico.

Non dobbiamo arrabbiarci con noi stessi. La prima regola da seguire è quella di riconoscere le emozioni negative che proviamo: rabbia, paura, tristezza, disgusto. Sono tutte emozioni che possiamo provare a condividere con i nostri cari (per coloro che vivono soli sarà importante chiamare, video-chiamare o scrivere a persone care).

Un elenco di cose che potremmo fare in casa:

  • prenderci cura di noi, continuare a lavarci e vestirci come se dovessimo andare a lavoro
  • prenderci cura della casa o del proprio spazio (ad esempio, riordinare, pulire e sistemare angoli che non avevamo mai avuto tempo di riorganizzare)
  • ridurre al minimo la connessione con social e tv al fine di non cadere nella paura e nel terrore. Informarsi si, ma con limiti molto precisi di tempo durante la giornata
  • iniziare a leggere un libro: potrebbe capitare che la drammaticità dei nostri giorni provochi difficoltà di concentrazione, ma noi insistiamo perchè dopo le prime pagine il cervello si allineerà e proveremo piacere
  • iniziare a progettare qualcosa di nuovo per il nostro futuro: a lavoro potremmo cambiare qualcosa? In casa potremmo progettare un nuovo spazio?

Cosa cambierà dopo, nel riapproccio alla normalità. Dobbiamo riabituarci ad aver a che fare con i corpi dell’altro: gli odori, il loro movimento nello spazio (forse ci sentiremo invasi all’inizio), di nuovo tante voci, immaginate quanti clacson tutti insieme. Certamente dovremmo riprendere gradualmente.

Questa pandemia ci ha minato una delle piu belle sensazioni che siamo capaci di sperimentare: il con-tatto, dovremo anche qui imparare a ri-fidarci dell’altro; a volte anche di un nostro stretto familiare, rimasto lontano da noi per tutta la durata della quarantena.

Molti comuni hanno approntato un servizio di aiuto. Bisogna fare attenzione a distinguere tra psicoterapia e sostegno psicologico in caso di emergenza. La psicoterapia si basa molto sul rapporto continuativo e fiduciario, tantissimo sull’espressione corporea. Viceversa, nella psicologia dell’emergenza potrebbe addirittura creare una dipendenza dal salvatore.

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