Attività di prostituzione nella casa data in affitto, denunciato salernitano 51enne
Irruzione dei Falchi della Squadra Mobile dopo appostamenti
Redazione Irno24 05/06/2020 0
Nell’ambito dei controlli antidroga e antiprostituzione già avviati nelle zone periferiche e nei comuni a sud della provincia, le indagini da parte della Polizia si sono incentrate sul fenomeno della prostituzione esercitata all’interno di appartamenti apparentemente “normali”. Nella tarda serata di ieri, i Falchi della Squadra Mobile di Salerno effettuavano diversi servizi di osservazione nella zona di Pontecagnano, dove era stata segnalata la presenza di numerose persone che s’intrattenevano all’interno di uno stabile sia nelle ore diurne che notturne.
Dopo una serie di appostamenti si è avuto il fondato sospetto che all’interno dell’appartamento si esercitasse la prostituzione. Durante gli appostamenti venivano identificati tutti gli avventori per riscontrare le ipotesi investigative e, una volta acclarati i fatti, i poliziotti facevano irruzione all’interno dell’appartamento, dove veniva identificato un transessuale 30enne di nazionalità colombiana, che fruiva periodicamente dell’appartamento in fitto per consumare prestazioni sessuali a pagamento.
Dalla successiva perquisizione è stato rinvenuto materiale utilizzato per l’esercizio della prostituzione ed un telefono cellulare utilizzato per ricevere i contatti dei clienti. Dagli accertamenti esperiti si riusciva a risalire al proprietario dell’immobile, un salernitano di anni 51 che percepiva circa 350 euro a settimana per l’affitto; è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per favoreggiamento della prostituzione e l’appartamento veniva posto sotto sequestro.
Potrebbero interessarti anche...
Redazione Irno24 17/06/2022
Salerno, in Prefettura la sottoscrizione del "protocollo legalità settore edile"
Mercoledì 22 giugno, alle ore 10:00, presso il Salone Azzurro, il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, e il Presidente dell’Ance Aies Salerno, Vincenzo Russo, sottoscriveranno l’Accordo attuativo del Protocollo per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nel settore edile, stipulato a livello centrale tra il Ministero dell’Interno e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili.
L’iniziativa - che costituisce un ulteriore tassello del percorso avviato dalla Prefettura a tutela dell’economia legale della filiera edilizia - nasce con l’obiettivo di prevenire e contrastare possibili tentativi di infiltrazione criminale nel settore edile, per consentire alle imprese aderenti di accreditarsi presso la Banca Dati Nazionale Antimafia del Ministero dell’Interno e contrattare esclusivamente con soggetti per i quali sia accertata l’insussistenza di motivi ostativi.
Redazione Irno24 25/08/2026
Raddoppio illuminazione in Via Guercio a Salerno, sopralluogo De Luca
Questa sera, alle ore 20:30, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, effettuerà un sopralluogo in via Luigi Guercio, dove è stato completato il raddoppio della pubblica illuminazione nel primo tratto (l'intervento riguarderà poi l’intera arteria cittadina). Rientra in un programma di opere pubbliche che ha previsto, fra le altre cose (ad esempio, il restyling di Piazza San Francesco), il rifacimento della pavimentazione in 37 strade cittadine.
Redazione Irno24 28/05/2024
Dodici arresti per traffico illecito di rifiuti, CC in azione anche nel salernitano
Nelle province di Napoli, Avellino e Salerno, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e della Sicurezza Energetica di Napoli stanno dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 soggetti, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, furto aggravato ai danni della Città Metropolitana di Napoli e corruzione.
L’indagine, condotta anche con l’ausilio di attività tecniche quali intercettazioni di conversazioni, riprese video e pedinamenti, ha avuto origine nel gennaio 2023, a seguito delle segnalazioni della SAPNA s.p.a., società interamente partecipata dalla città metropolitana di Napoli, che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani dell'area metropolitana del capoluogo, in merito ad anomalie nel trattamento dei rifiuti all’interno dell’impianto di Tufino, nel quale venivano smaltite tipologie di rifiuti di provenienza industriale e dunque estranee al ciclo di raccolta dei rifiuti urbani.
Nel corso delle investigazioni, il Reparto Speciale dei Carabinieri ha accertato l’esistenza di un'associazione che vedeva coinvolte diverse figure professionali, tra cui gli amministratori di alcune aziende di rifiuti speciali delle province di Napoli e Salerno, autisti di automezzi adibiti alla raccolta di rifiuti urbani e alcuni dipendenti infedeli dell’impianto di Tufino, che avevano organizzato, nei minimi dettagli, un articolato “modus operandi” che consentiva loro di smaltire illecitamente rifiuti speciali, di provenienza industriale, nell’impianto pubblico, a spese dell’Ente pubblico.
Essenziale il ruolo degli addetti al TMB di Tufino, perfettamente organizzati per bypassare il rigido sistema di controllo previsto dalla SAPNA e consentire agli autisti degli automezzi di operare indisturbati e scaricare i rifiuti illecitamente. Una intera squadra forniva i propri turni di servizio ai complici esterni, che dunque pianificavano in totale tranquillità gli illeciti sversamenti, nella certezza della compiacenza di tutti i componenti di quel turno, remunerati dal caposquadra, ciascuno in proporzione del contributo fornito. Al fine di incrementare ulteriormente gli illeciti profitti, alcuni degli indagati, sia dipendenti dello STIR che autisti, dopo aver effettuato gli smaltimenti illeciti, completavano la loro illecita collaborazione rendendosi protagonisti del furto delle bobine di ferro, del valore di circa 20.000 euro, utilizzate nell’impianto di Tufino per imballare i rifiuti, occultando le stesse all’interno degli stessi autocompattatori.
Nel corso dell’attività, sono stati accertati smaltimenti illeciti per oltre 1000 tonnellate di rifiuti speciali, che hanno determinato un aggravio di costi alla SAPNA per circa 500mila euro, oltre i danni spesso causati all’impiantistica dallo sversamento di rifiuti anche ferrosi, che hanno bloccato anche per lunghi periodi il ciclo di trattamento dell’impianto pubblico. Nello stesso contesto investigativo, i militari dell’Arma hanno sottoposto a sequestro le due aziende private produttrici di rifiuti industriali.
Comunicato stampa Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica