Controlli NAS, cinque mense scolastiche irregolari nel salernitano

Campagna di controlli avviata a livello nazionale d'intesa col Ministero della Salute

Redazione Irno24 15/03/2023 0

Con la prosecuzione del corrente anno scolastico, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha realizzato una campagna di controlli a livello nazionale, finalizzata alla verifica dei servizi di ristorazione e delle imprese di catering assegnatari della gestione delle mense presso gli istituti scolastici. L’esecuzione delle attività ispettive ha interessato 1.058 aziende di ristorazione collettiva operanti all’interno di mense scolastiche di ogni ordine e grado, dagli asili nido fino agli istituti superiori, sia pubbliche che private.

Tra le ditte controllate, 341 (cioè il 31%) hanno evidenziato irregolarità; sono state accertate 482 violazioni penali e amministrative, con conseguente irrogazione di sanzioni pecuniarie per 240mila euro: anomalie nella gestione degli alimenti e nelle condizioni d’igiene nei locali di preparazione dei pasti, nella mancata rispondenza in qualità e quantità ai requisiti prestabiliti dai capitolati d’appalto, nella regolarità di impiego delle maestranze e relativo possesso di adeguata qualifica e preparazione professionale.

Nel medesimo contesto è stata disposta la sospensione dell’attività o il sequestro di 9 aree cucina operanti all’interno delle mense scolastiche per rilevanti carenze igienico-sanitarie e strutturali, come la presenza diffusa di umidità e formazioni di muffe. Sequestrati oltre 700 kg di derrate alimentari (carni, formaggi, frutta e ortaggi, olio) sprovvisti di tracciabilità, scaduti di validità e custoditi in ambienti inadeguati nonché destinati all’impiego nelle pietanze sebbene di qualità inferiore a quanto previsto.

Relativamente al territorio salernitano, sono state controllate 11 mense; le non conformità sono emerse in cinque di esse.

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Francesca Guglielmetti 27/04/2022

Riconoscere lo stalking e "gestirlo" con il comportamento appropriato

L'ultima si chiamava Anna, aveva trent'anni, un lavoro, una famiglia, degli amici, un amore. No scusate, un amore no, un amore non lo aveva. L'amore è altra cosa da quello che Anna credeva di aver incontrato. Qualcuno, sbagliando ad individuare l'origine etimologica, ritiene che la parola "amore" significhi letteralmente "a mors" e cioè "senza morte". Visto così l'amore è una romanticheria da foglietto dei cioccolatini, un desiderio forse ingenuo: poter incontrare qualcuno con cui celebrare la vita, costruire una reciprocità che aiuti a crescere, a migliorarsi.

Quella in cui tante donne si imbattono è una relazione che, invece, rende loro la vita impossibile e che porta le più sfortunate addirittura a trovare la morte in quello che pensavano fosse un sentimento gioioso e vitale. Oggi questa forma malata d'amore, perpetrata per lo più (ma non sempre) dagli uomini a danno delle donne, ha un nome: stalking. Era il 1996 quando per la prima volta l’australiano Meloy, nei suoi studi in ambito psichiatrico e forense, utilizzò il termine per individuare “un comportamento ostinato e reiterato di persecuzione e molestie nei confronti di un’altra persona”.

Prima di allora "stalking" era solo una parola usata nel gergo venatorio per individuare la "caccia in appostamento", o "caccia furtiva" o, a partire dagli anni '60, per riferirsi al continuo e molesto assedio di ammiratori psichicamente disturbati ai danni di persone famose (star-stalking). Successivamente, anno dopo anno, vittima dopo vittima, il termine stalker è stato utilizzato per individuare chi è affetto dalla "sindrome da molestatore assillante". Perché di questo si tratta: non di "eccesso di amore", non di "carattere", non di "un periodo difficile" ma di una sindrome, ossia di una patologia caratterizzata da una serie variegata di sintomi che, anche se in misura diversa da soggetto a soggetto, fanno dello stalker un "molestatore assillante".

Grazie agli studi effettuati soprattutto nei Paesi anglosassoni, è possibile riconoscere cinque diverse tipologie di stalker. C'è il "risentito", generalmente un ex partner che non accetta la rottura della relazione vissuta come immotivata o comunque ingiusta. Lo stalker "risentito" vuole danneggiare, far soffrire la vittima (l'ex partner), svilendone l'immagine, rovinando oggetti di sua proprietà o arrivando ad attacchi diretti (sia verbali che fisici). Le motivazioni logiche e razionali con lui sono del tutto vane poiché egli è profondamente convinto di aver subito un torto inaccettabile.

Il "bisognoso d'affetto": presenta carenze affettive o una fragilità psicoemotiva (che spesso sfociano in vere e proprie patologie psichiatriche). Egli non è in grado di sintonizzarsi correttamente con l'altro. Empatia, atteggiamenti di accoglienza e gentilezza sono interpretate da costoro come il segno di un interesse affettivo/sessuale. Anche la negazione esplicita da parte della vittima dell'interesse supposto non scoraggia questo tipo di stalker, poiché egli ritiene che il rifiuto sia legato a una qualche difficoltà psicologica della vittima, non certo sua, a riconoscere l'esistenza di un sentimento. Pertanto, nonostante i rifiuti, egli ritiene che, attraverso la pazienza e la determinazione, alla fine raggiungerà il suo scopo.

Il "corteggiatore incompetente": inizialmente la persecuzione messa in atto da questo tipo di stalker è blanda e può essere confusa con un maldestro tentativo di corteggiamento. Ritroviamo tra questo tipo di stalker il vicino di casa, il collega di lavoro, il conoscente che con i suoi reiterati ed inopportuni tentativi di aggancio generano malessere, ansia e timore per la propria incolumità nel destinatario; attenzioni né richieste né incentivate. Si tratta dello stalker forse più facile da gestire: impulsivo e assillante nella fase iniziale, appare meno determinato nel tempo e, in assenza del riscontro atteso da parte della vittima, tende a stancarsi abbastanza in fretta.

Il "respinto" è generalmente un ex che oscilla tra il desiderio di ristabilire la relazione e quello di vendicarsi per l’abbandono. Per questo tipo di stalker la persecuzione rappresenta comunque una forma di relazione in grado di rassicurarlo rispetto alla perdita totale della persona amata, percepita come intollerabile. Costoro non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima.

Il "predatore": è forse lo stalker più pericoloso, dal momento che il suo scopo primario è riuscire ad avere rapporti sessuali con la vittima che egli provvede a pedinare, inseguire e spaventare in vario modo. I comportamenti atti a far sentire in pericolo la vittima, ed esercitare su di essa un potere, generano in questo soggetto una irrinunciabile sensazione di esaltazione mista ad eccitazione. Questo genere di stalking assume la forma di una vera e propria "caccia alla preda" che si può indirizzare anche verso i bambini. Spesso lo stalker "predatore" è affetto da disturbi psicopatologici che interessano la sfera sessuale.

Tutti hanno in comune una caratteristica: la vittima è considerata come priva di ogni diritto e diviene solo un oggetto da “utilizzare” per soddisfare i propri bisogni. Essere stata oggetto di stalking mina ovviamente in maniera incisiva l'equilibrio della vittima, che viene violata nella sua dimensione privata. Spesso, la paura per quello che sta accadendo favorisce l’isolamento e, di conseguenza, rende più difficile chiedere aiuto. Il senso di pericolo e di insicurezza, soprattutto se reiterato nel tempo, può evolvere in una vera e propria sintomatologia nelle vittime di stalking: isolamento sociale, distacco emotivo dall’ambiente, affettività ridotta e una visione negativa del futuro sono le difficoltà che queste persone possono dover affrontare anche per molto tempo.

È bene ricordare che dal 2009 la legge tutela le vittime di stalking e punisce gli autori di atti persecutori. È fondamentale però che, prima ancora della legge, sia la vittima stessa a porsi in una condizione di protezione e tutela attraverso dei necessari accorgimenti: se ci si trova da sole con lo stalker (cosa che andrebbe sempre evitata) è molto importante evitare di urlare o imprecare, poiché la rabbia potrebbe essere interpretata come passione.

Dal momento che anche un sorriso però potrebbe essere inteso come un segno di affetto, bisognerebbe assumere un comportamento caratterizzato da una fredda calma. Soprattutto se si tratta di una persona che ha bisogno di cure, le risposte possono essere completamente fraintese, tanto che anche la restituzione di un regalo, una risposta negativa a una telefonata o a una lettera vanno evitate. La vittima dovrebbe interrompere il prima possibile anche i contatti indiretti (rendendo tutti i profili sui social visibili solo agli amici e non pubblici e bloccando il numero dello stalker nella rubrica del telefono) in modo da non alimentare, anche se inconsapevolmente, il comportamento persecutorio, favorendone un crescendo devastante.

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Redazione Irno24 14/02/2021

La pandemia non ferma "Dona con amore", l'appello delle associazioni coinvolte

La pandemia da Covid-19 non ferma “Dona con Amore” (www.donaconamore.com), la maratona tutta salernitana dedicata alla donazione del sangue giunta alla sua IX edizione. A distanza di un anno dal maxi evento (cui si riferiscono le foto) partito dalla Sala del Refettorio di Palazzo di via del Seminario della Camera dei Deputati in Roma, alla presenza dell’On. Luigi Iovino e del Sottosegretario di Stato, On. Angelo Tofalo, in occasione della giornata dedicata agli innamorati si rinnova l’appello di “Donation Italia” e “Rete dei Giovani per Salerno” a un autentico gesto d’amore quale è la donazione del sangue.

"Non dobbiamo dimenticare - affermano Luigi Bisogno e Gianluca De Martino, presidenti delle due associazioni - che non si muore solo di Covid e che il sangue è indispensabile nei servizi di primo soccorso e di emergenza/urgenza, nonché nella cura delle malattie oncologiche ed ematologiche e, in generale, in molti interventi chirurgici e trapianti di organo e di midollo osseo.

Per questo motivo è importante informare e sensibilizzare le nuove generazioni. È necessario stimolare in particolar modo i giovani a questo autentico gesto d’amore. Sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione del sangue, tra i più concreti gesti d’amore: questo il nostro obiettivo".

Un evento che ogni anno vede la forte collaborazione e sinergia di associazioni prestigiose come l’AVIS Comunale di Salerno, la Fondazione Comunità Salernitana ONLUS, l’Associazione Erasmus ESN Salerno, il Forum dei Giovani della Regione e di oltre ben 60 realtà sociali, culturali, studentesche e giovanili di tutta la Campania. A Salerno città è possibile donare tutti i giorni presso il Servizio Trasfusionale del "Ruggi" nonché presso la sede "Avis Comune di Salerno" in via Pio XI. Dato il momento emergenziale dovuto alla pandemia, si consiglia sempre di effettuare una telefonata prima di recarsi negli appositi centri.

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Redazione Irno24 13/05/2024

Asl Salerno, liste infinite per Neuropsichiatria Infantile: allarme di Polichetti

La situazione delle liste d'attesa nella Neuropsichiatria Infantile presso l'Asl di Salerno è allarmante e richiede un intervento urgente. Con tempi di attesa che possono raggiungere fino a 200 giorni, i bambini che necessitano di cure cruciali sono costretti a subire ritardi inaccettabili nell'accesso ai servizi sanitari.

Mario Polichetti, sindacalista della Uil Fpl provinciale e Primario di Gravidanza a Rischio presso il Ruggi di Salerno, è stato chiaro sulla vicenda: "Le liste d'attesa nell'Asl di Salerno per la Neuropsichiatria infantile sono davvero preoccupanti. Non possiamo permettere che i bambini e le loro famiglie debbano aspettare così a lungo per un appuntamento cruciale.

Ogni giorno di ritardo può significare perdere l'opportunità di intervenire tempestivamente e di iniziare le cure necessarie. È fondamentale che la Regione intervenga immediatamente. I bambini non possono aspettare fino a dicembre per ricevere la cura di cui hanno bisogno".

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