La pandemia non ferma "Dona con amore", l'appello delle associazioni coinvolte

Un anno fa il maxi evento alla Camera dei Deputati

Redazione Irno24 14/02/2021 0

La pandemia da Covid-19 non ferma “Dona con Amore” (www.donaconamore.com), la maratona tutta salernitana dedicata alla donazione del sangue giunta alla sua IX edizione. A distanza di un anno dal maxi evento (cui si riferiscono le foto) partito dalla Sala del Refettorio di Palazzo di via del Seminario della Camera dei Deputati in Roma, alla presenza dell’On. Luigi Iovino e del Sottosegretario di Stato, On. Angelo Tofalo, in occasione della giornata dedicata agli innamorati si rinnova l’appello di “Donation Italia” e “Rete dei Giovani per Salerno” a un autentico gesto d’amore quale è la donazione del sangue.

"Non dobbiamo dimenticare - affermano Luigi Bisogno e Gianluca De Martino, presidenti delle due associazioni - che non si muore solo di Covid e che il sangue è indispensabile nei servizi di primo soccorso e di emergenza/urgenza, nonché nella cura delle malattie oncologiche ed ematologiche e, in generale, in molti interventi chirurgici e trapianti di organo e di midollo osseo.

Per questo motivo è importante informare e sensibilizzare le nuove generazioni. È necessario stimolare in particolar modo i giovani a questo autentico gesto d’amore. Sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione del sangue, tra i più concreti gesti d’amore: questo il nostro obiettivo".

Un evento che ogni anno vede la forte collaborazione e sinergia di associazioni prestigiose come l’AVIS Comunale di Salerno, la Fondazione Comunità Salernitana ONLUS, l’Associazione Erasmus ESN Salerno, il Forum dei Giovani della Regione e di oltre ben 60 realtà sociali, culturali, studentesche e giovanili di tutta la Campania. A Salerno città è possibile donare tutti i giorni presso il Servizio Trasfusionale del "Ruggi" nonché presso la sede "Avis Comune di Salerno" in via Pio XI. Dato il momento emergenziale dovuto alla pandemia, si consiglia sempre di effettuare una telefonata prima di recarsi negli appositi centri.

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Redazione Irno24 18/06/2025

Ondate caldo, FILT-CGIL Campania chiede tutela lavoratori indoor e outdoor

Con l’arrivo delle ondate di calore e l’aumento delle temperature estive, la FILT-CGIL Campania richiama l’attenzione di aziende e istituzioni sulla necessità di garantire adeguate misure di protezione per tutti i lavoratori, sia quelli impiegati all’esterno che in ambienti chiusi. Il Decreto Legislativo 81/2008, che rappresenta il quadro normativo di riferimento in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si applica trasversalmente a tutti i settori, prevedendo tutele e misure preventive per ogni contesto lavorativo.

La FILT-CGIL Campania ha inviato una comunicazione formale a tutte le aziende del settore, sollecitando l’adozione tempestiva di misure concrete per prevenire infortuni e malori legati allo stress termico. Tra le proposte avanzate vi è l’istituzione di tavoli tecnici con la partecipazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), al fine di monitorare le condizioni lavorative e individuare interventi mirati. La FILT- CGIL Campania continuerà a vigilare affinché le norme vengano applicate e rispettate, promuovendo un confronto continuo con aziende e istituzioni per garantire ambienti di lavoro sicuri, anche nei mesi più critici dell’anno.

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Chiara Di Capua 28/11/2021

"Mio figlio vuole abbandonare la scuola", cosa c’è dietro la ribellione di un adolescente

Le riprese a singhiozzo della frequenza scolastica in presenza, alternate con la DAD o, talvolta, con la sospensione delle lezioni, sono una forte forma di demotivazione allo studio per la popolazione studentesca. Il Tavolo Interistituzionale della provincia di Salerno, dopo un censimento su oltre 300 istituti, ha fatto emergere un dato allarmante ma prevedibile: c’è un forte aumento dei casi di dispersione scolastica sul territorio salernitano e gli alunni più a rischio sono quelli con svantaggio sociale ed economico.

Sono sempre di più infatti le richieste di intervento che arrivano agli psicologi sul territorio da parte di genitori disperati e impauriti per la condizione culturale e sociale dei loro figli adolescenti. Certo, il “sintomo” visibile è la volontà di abbandonare gli studi o le frequenti assenze ingiustificate e spesso nascoste. Ma dietro questo sintomo, che pare che accomuni molti adolescenti salernitani, c’è l’individuo e la sua storia e quindi è fondamentale attenzionare eventuali episodi di bullismo, di evitamento delle situazioni sociali, di crollo dell’autostima, di attacchi di ansia o di panico.

Il peso delle aspettative

La problematica che viene più spesso riportata agli psicologi da parte dei ragazzi è il peso delle aspettative. Per capire di quali aspettative parlano i nostri ragazzi è necessario contestualizzare la loro condizione nel sistema scolastico italiano, fatto di interrogazioni talvolta programmate, programmi da rispettare entro la fine dell’anno (con la conseguente “corse agli armamenti” nei mesi finali per chiudere l’anno secondo il programma).

Ma come si fa a corrispondere alle aspettative dei professori, dei presidi, dei genitori in un periodo in cui il cambiamento è dietro l’angolo? Le aspettative generano ansia: proviamo ad immaginare di dover parlare di fronte ad un pubblico gremito, siamo ben consapevoli che il pubblico ha delle aspettative su di noi, che potrebbe giudicarci positivamente o negativamente, schernirci o applaudirci. Ecco, in molti adolescenti che dichiarano di voler lasciare la scuola i livelli di ansia e la sensibilità al giudizio altrui sono davvero molto alti. Spesso dietro quest’ansia c’è poca integrazione nel gruppo dei pari, professori molto severi o genitori troppo esigenti.

Il cambiamento destabilizza

Cambiare casa, lavoro o vita può essere fonte di forte stress per qualsiasi persona. Ora immaginiamo l’adolescente come un individuo che è in una fase di vita per definizione fatta di cambiamenti, di evoluzioni: sarà sicuramente spaventato e disorientato. Aggiungiamoci i repentini cambiamenti dovuti all’emergenza Covid-19 nelle modalità delle lezioni, delle interrogazioni, dei compiti in classe, della "performance”. Possiamo immaginare come la confusione possa aumentare.

Altro aspetto da tenere in considerazione è quello della socializzazione: i periodi di isolamento sociale hanno prodotto l’esito che i ragazzi non si rapportassero adeguatamente al gruppo dei pari. Il confronto con i pari è un passaggio fondamentale per un adolescente, gli permette di apprendere abilità sociali, di vedere riflesso negli altri cosa gli piace e cosa no, di affermarsi. Allora ci ritroviamo ragazzi che non credono in loro stessi, che pensano di non avere gli strumenti per stare con i compagni e di non poter essere al passo con il cambiamento.

Dove sono chiamati ad intervenire gli adulti?

Questa analisi ci serve per capire il fenomeno della dispersione, per comprendere perché alcuni ragazzi, quasi alla fine dei loro studi, propongono ai genitori di andare a lavorare, non a giustificare le loro scelte dettate dalla paura e dalla credenza di non essere abbastanza. Siamo risaliti all’origine delle loro insicurezze e la risoluzione potrebbe collocarsi proprio qui: nel potenziare l’autostima, la fiducia nelle proprie capacità e le abilità interpersonali.

Un'azione combinata tra sistema scolastico, genitori e figure di riferimento, con l’obiettivo di collaborare per il benessere del ragazzo lo farà certamente sentire più sicuro e fiducioso. Infatti se il giovane è circondato da persone che credono in lui, di riflesso lo farà anche lui stesso. È fondamentale mantenere regole in famiglia, non schierarsi per principio contro i docenti. È altrettanto importante per i professori declinare le aspettative ad hoc per ogni ragazzo, porre obiettivi realizzabili, stimolanti né troppo difficili da raggiungere, né estremamente semplici che potrebbero annoiarlo.

Infine, sarebbe opportuno dare al ragazzo uno spazio tutto suo dove poter essere sé stesso, esprimersi senza che venga giudicato e libero di dire la sua anche se si discosta dalla “norma”, ciò gli darebbe la possibilità di chiarirgli chi vuole essere, in una fase di vita in cui è fondamentale definire la propria identità. È certamente complicato per gli adulti riuscire a stare dietro ad un giovane adolescente nel pieno della sua definizione, non a caso Freud diceva “i mestieri più difficili in assoluto sono nell’ordine il genitore, l’insegnante e lo psicologo”, alla luce di ciò che ci siamo detti non faticheremo a capirne il perché, ma attraverso una potente sinergia delle figure di riferimento si può e si deve intervenire per assicurare ai nostri giovani un futuro degno di loro stessi.

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Redazione Irno24 08/02/2022

Donne in gravidanza, le rassicurazioni del ginecologo Polichetti sul vaccino

«Il vaccino è un'arma sicura per le donne in gravidanza». Lo afferma Mario Polichetti, responsabile nazionale Udc per il settore sanità. «Ritengo opportuno tornare su un argomento delicato per contribuire a fare chiarezza nell’interesse delle donne in dolce attesa che hanno dubbi a proposito della vaccinazione contro il Covid», spiega il ginecoloco Polichetti, che a tal proposito dissipa i dubbi sull'efficacia della vaccinazione:

«Oltre ad essere un obbligo morale e sociale, rappresenta una sicurezza anche per le gravide, che non devono avere alcun timore a farla e non corrono alcun rischio, avendo una doppia responsabilità sia nei confronti del nascituro che di se stesse. Ricordiamo che la pratica vaccinale è un atto medico e rappresenta l’unica arma realmente efficace per debellare la pandemia».

In chiusura, Polichetti lancia l'allarme sulla disinformazione: «Prendiamo le distanze da chi, con intento speculatorio e distorsivo vuole creare confusione e disorientamento tra le persone e soprattutto tra le donne in stato di gravidanza».

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