Eletta la Giunta della Camera di Commercio di Salerno

Prete: "La squadra saprà muoversi in sinergia con le altre istituzioni"

Redazione Irno24 13/05/2022 0

Il Consiglio della Camera di Commercio di Salerno, nel corso della seduta di oggi, venerdì 13 maggio 2022, ha eletto la Giunta dell’Ente. Sono sette i componenti, oltre al presidente Andrea Prete, in rappresentanza dei diversi settori economici: Pasquale Giglio - Commercio, · Sabato Pecoraro - Commercio, Giuseppe Gallo - Industria, Lucio Ronca - Artigianato, Rosario Rago - Agricoltura, Annarita Colasante - Trasporti e credito, Assunta Gambardella - Servizi alle imprese.

Al termine della seduta del Consiglio si è riunita la Giunta, che ha proceduto all'elezione dei due vice presidenti previsti dallo Statuto. All’unanimità sono stati eletti Giuseppe Gallo con funzioni di vicario e Pasquale Giglio.

"Le tensioni geopolitiche in atto nell’Europa dell’Est, con le pesanti ricadute economiche già in atto, penso in primis all’approvvigionamento di energia e di materie prime, e i segnali di risveglio di fenomeni da tempo dimenticati come l’inflazione - dichiara il presidente CCIAA Salerno, Andrea Prete - richiedono massimo impegno ed enorme senso di responsabilità nelle scelte che la Giunta, eletta oggi, sarà chiamata a operare.

Sono convinto che la squadra, animata da spirito di collaborazione, saprà muoversi in sinergia con le altre istituzioni, le associazioni datoriali, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei consumatori e gli ordini professionali, perché solo così sarà possibile incidere positivamente sul sistema economico del nostro territorio".

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Redazione Irno24 20/09/2022

Confesercenti Salerno: "Economia stagnante, aumentano preoccupazioni"

"Pandemia, venti di guerra, carovita e caro energia stanno lentamente ma inesorabilmente facendo lievitare le distorsioni economiche e sociali. Nel raccontare puntualmente i mesi terribili della pandemia - si legge in una nota di Confesercenti Salerno - avevamo tracciato con precisione e puntualità le infinite spirali negative verso le quali, in assenza di politiche condivise e poderose, sarebbe naufragata l'economia reale, con famiglie sul lastrico e con migliaia di attività economiche "fragili" come gli ambulanti, i fieristi, i pubblici esercizi e le imprese a conduzione familiare sotto i 10 dipendenti.

Un dato amaro, anzi una certificazione di quanto ribadito mesi addietro, un aumento vertiginoso di piccoli reati, anche per disperazione, ai danni di famiglie e piccole attività commerciali di Salerno e provincia. L'economia è stagnante e le preoccupazioni aumentano. Da un lato una campagna elettorale spietata, che forse dovrebbe comprendere maggiormente le difficoltà dell'elettorato, sfiduciato e deluso, dall'altro uno spaccato sociale sempre più delineato e - secondo le ultime stime ISTAT - tendente sempre più alla povertà.

Il carovita ed il caro bolletta evidenziano una speculazione sempre più deleteria per il mondo economico, che non può più sopportare il carico fiscale e contributivo generale; bene le ultime opportunità regionali, ma non basteranno se non suffragate da politiche nazionali convincenti e "poderose".

La sensazione è quella di non restare più stupiti se qualche anziano è costretto a rubare il pane o i dolci da portare a casa; le pensioni sono spesso insufficienti, cosi come gli stipendi ed i margini delle piccole attività, prezzi fuori controllo e costi energetici proibitivi favoriranno le mafie e la criminalità organizzata, pronte a sostituirsi allo Stato illudendo famiglie, commercianti ed imprenditori.

Il nostro è l'ennesimo monito alle istituzioni, per un maggiore impegno socioeconomico e di presìdi sui territori, ma anche alla politica: dal prossimo 26 Settembre ci vorranno davvero priorità serie e certe per disinnescare nuovamente la bomba socioeconomica che continua pericolosamente ad essere accesa. Famiglie ed imprese lo stanno gridando da tempo, è il momento di capire davvero ed intervenire velocemente".

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Redazione Irno24 04/12/2020

Fenailp: "Governo condanna a morte l’economia, pagheremo le tasse nel 2022"

“Le tasse le pagheremo nel 2022” lo avevamo annunciato già durante la prima fase di pandemia, lo scorso Aprile, da quando da oltre due mesi la gran parte delle Imprese Italiane erano chiuse, fatte salve quelle poche beneficiarie della “lotteria” dei codici ATECO che hanno potuto continuare l’attività e lo ribadiamo alla vigilia del periodo commercialmente più importante dell’anno. Senza clienti, senza incassi, ma con dipendenti, contributi, tasse, affitti, bollette, mutui ed impegni pregressi, per non parlare della merce e delle scorte.

Poi è arrivata la seconda fase, temuta da tutti gli Operatori Commerciali, ed il Governo non ha fatto altro che rinviare di qualche mese solo alcune scadenze fiscali e dare per taluni Settori Merceologici dei veri e propri palliativi. La situazione è diventata ormai esplosiva, con risvolti non solo economici, ma anche sociali e umani pesantissimi.

Le aziende sono attonite, atterrite e disorientate da una situazione mai vista prima, che sta producendo effetti disastrosi ben al di là di ogni peggiore previsione, gli esercenti che hanno chiesto sempre e soltanto di poter lavorare al servizio dei propri clienti e delle proprie città si trovano oggi nella impossibilità di farlo per motivi non certo imputabili a loro responsabilità. Ma mentre gli è di fatto impedito, per legge, di lavorare e quindi di fatturare e di incassare, chi governa non si è preoccupato di fermare i costi a cui le aziende devono far fronte e che invece devono continuare a correre.

Gli Operatori del Commercio, dell’Artigianato del Turismo e dei Servizi sono allo stremo. Ed è per questo che la FeNAILP ed i suoi Associati non pagheranno fino al 31 dicembre 2021 nessuna Tassa. Questa è la forma di protesta estrema, alla quale la categoria si sente costretta per mille validissimi motivi, ultimo dei quali uno che supera e comprende tutti gli altri: le aziende non hanno più risorse e preferiscono continuare a pagare prioritariamente dipendenti e fornitori rispetto ad uno Stato che non comprende, anzi calpesta, le ragioni di esistere delle Categorie Commerciali da sempre traino della Economia Nazionale.

Non pagare le Tasse vuole essere una ribellione pacifica e silenziosa contro un sistema statale che continua a trattare le imprese e i professionisti come bancomat, senza tutela né rispetto. Soprattutto, senza riconoscerne l’importanza prima dell’era Covid-19 e poi, nel 2020 il brusco stop imposto dalla pandemia, che già ha portato i consumi indietro di trent'anni e che ora rischia di compromettere l’esistenza di un intero sistema. Mentre il Governo emana Dpcm di “ristori” spesso irrisori, e la sospensione per qualche mese della contribuzione fiscale, non considerando che non lavorando, e quindi non incassando, le Aziende non avranno risorse per far fronte a questi impegni.

In base a criteri che francamente appaiono incomprensibili, il sacrificio che viene chiesto ricade sulle spalle di alcuni e non di tutti col rischio di vanificare il sacrificio e, soprattutto, di spostare arbitrariamente i consumi da un settore all’altro. Perché è evidente che se un negozio di abbigliamento o di articoli per la casa non potrà stare aperto in questo periodo, gli acquisti di Natale saranno concentrati su altri settori ai quali invece è concesso di lavorare. È mai possibile che, solo per fare alcuni esempi, “i centri commerciali e la grande distribuzione possano trattare la vendita di prodotti che ai negozi di vicinato non è consentito vendere, i commercianti su aree pubbliche non siano autorizzati a vendere, per esempio, fiori o calzature per bambini, mentre invece lo sia concesso alle analoghe attività a posto fisso?”.

Una disparità di trattamento che causa incredulità, rabbia e sconforto. Per questo, la FeNAILP ha deciso di alzare la voce e fare di tutto per impedire il progetto di liquidazione di un intero settore economico, quello del commercio al dettaglio. La Federazione Nazionale Imprenditori e Liberi Professionisti si batterà fino all’ultimo per la sopravvivenza non solo delle attività associate ma anche di quel pezzo importante del sistema che rappresenta, senza il quale l’evasore fiscale è un ladro della collettività e come tale va condannato, chi protesta contro l’iniquità dello Stato adottando uno strumento legittimo come lo sciopero fiscale compie un atto ben diverso e ben più condivisibile anche da un punto di vista sociale.

NOTA STAMPA FENAILP

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Redazione Irno24 29/07/2021

Delegazione angolana a Palazzo Sant'Agostino per parlare di sviluppo e investimenti

Si è tenuto a Palazzo Sant’Agostino l’incontro con la delegazione dell’Angola guidata dal Segretario di Stato alla pesca Esperança Maria Francisco Eduardo da Costa e dall’Ambasciatrice in Italia Maria De Fatima Domingas Jardim.

Hanno accolto e salutato la delegazione il Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’International Legal Advisor Giuseppe La Sala e il Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale Alfredo Carmine Cestari, che ha collaborato alla realizzazione dell’appuntamento.

“Salerno e la sua provincia – dichiara Strianese – sono un importante hub di interscambio fra Europa e Africa. Confronto e collaborazioni con realtà economiche, sociali e culturali diverse sono fondamentali per noi e le nostre imprese. Soprattutto ora che è necessario ripartire e creare sviluppo, è bene cogliere in pieno le possibilità offerte dall’internazionalizzazione. Il mercato angolano può essere un ottimo sbocco economico.

L’Angola è un paese ricco di risorse e si configura come una rilevante destinazione di investimenti soprattutto nei settori della pesca, dell’agricoltura e dell’edilizia. In particolare oggi il Paese sta vivendo il momento più florido della sua storia, la guerra ormai è solo un ricordo del passato visto che è stato avviato un processo di ricostruzione che ha consentito una valida riorganizzazione in tutti i settori. L’Angola è un luogo più dinamico e sicuro, stabile sia politicamente che economicamente e presenta un grande potenziale di sviluppo”.

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