Eruzione anomala dente del giudizio: sintomi da conoscere e come risolvere
Questo tipo di infiammazione, come spiega il dott. Cozzolino, è detta disodontiasi del terzo molare
Redazione Irno24 07/09/2026 0
Quando si parla di salute della bocca, le condizioni del dente del giudizio sono spesso oggetto di preoccupazione. Tra le evenienze più fastidiose che lo riguardano, troviamo senza dubbio l'eruzione anomala ed i suoi effetti. Il suo verificarsi porta all'insorgenza di sintomi come il mal di testa cronico, la sinusite e dolore che si irradia fino al collo. Oltre a conoscere questi segnali, è importante informarsi, così da affrontare tutto con la massima serenità, anche su come procede lo specialista per risolvere il problema.
Problemi al dente del giudizio, mal di testa (e non solo): i sintomi a cui fare attenzione
Il mal di testa costante è solo uno dei sintomi che devono far pensare a un problema al dente del giudizio. Per approfondire il tema, comprensibilmente oggetto di grande curiosità, soprattutto tra chi ha un po' di timore delle visite dal dentista, abbiamo contattato il dott. Fabio Cozzolino, odontoiatra e nome celebre sul web per l'alta qualità della sua divulgazione nell'ambito della salute orale: "Come sappiamo, quando un dente è incluso nell'osso ha la sua corona avvolta in un sacco chiamato 'pericoronarico'. Quando il dente del giudizio esce solo in parte, questo sacco si può infiammare anche solo per l'accumulo di cibo che si può avere mangiando.
Questa infiammazione è detta disodontiasi del terzo molare e si manifesta con 3 sintomi, o anche solo 1 o 2 di questi 3 segnali: otalgia, cioè dolore irradiato all'orecchio e alla testa; disfagia, cioè fastidio ad ingoiare; serramento, cioè difficoltà ad aprire molto la bocca. Nelle fasi acute è necessaria una terapia antibiotica e antinfiammatoria e soprattutto l'uso di un idropulsore per eliminare i detriti di cibo nel sacco che causano l’infiammazione. Poi, una volta che si sta meglio, si deve procedere all'estrazione".
L'esperto conferma che l'eruzione anomala del dente del giudizio può effettivamente innescare un quadro infiammatorio dai sintomi costanti e fastidiosi. Anche se il loro palesarsi può destare sorpresa, si spiega tutto con l'anatomia umana. Prendendo come esempio il caso della disfagia, ricordiamo la vicinanza fra il terzo molare e i muscoli masticatori, che sono interessati da contratture e spasmi. Conoscere i vari segnali del corpo e intercettarli in tempo è fondamentale, in quanto, come abbiamo appena visto, può essere indicata la somministrazione dell'antibiotico per gestire la fase infiammatoria acuta. L'intervento di estrazione del dente del giudizio può essere effettuato una volta conclusa la terapia antibiotica, anche quando sono presenti altri fattori di complessità, dei quali parleremo meglio nel prossimo paragrafo.
Estrazione del dente del giudizio in disodontiasi: come avviene?
L'estrazione del dente del giudizio in disodontiasi può avvenire anche in presenza di altre problematiche, a partire dalle radici curve e particolarmente vicine al nervo alveolare. In questi casi fa una grande differenza l'esperienza dell'odontoiatra. L'approccio chirurgico più efficace prevede tre step: durante il primo si separa la corona e nel corso del secondo e del terzo si lavora all'estrazione delle due radici, impossibili da rimuovere assieme a causa della curvatura.
Qualora dovesse essere necessario rimuovere anche porzioni di osso, si utilizza un manipolo sonico, strumento che ha contribuito a ridurre notevolmente il traumatismo dell'intervento di estrazione del dente del giudizio. Grazie ad esso è infatti possibile procedere con la massima selettività, limitando il coinvolgimento di nervi, mucose e arterie.
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Redazione Irno24 21/02/2024
ASL Salerno capofila nel concorsone unico per i Pronto Soccorso
È la prima procedura di questo tipo della Regione Campania, un concorso dai grandi numeri: 363 dirigenti medici da reclutare con avviso unico, il cui iter è partito poche settimane fa, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (n. 15 del 20 febbraio 2024). Un’innovazione organizzativa e rapida, voluta fortemente dalla Regione, con capofila l’ASL di Salerno, che ha lo scopo di consolidare le dotazioni organiche di tutte le Aziende Sanitarie regionali nella disciplina di medicina d’emergenza-urgenza.
L’obiettivo è quello di realizzare una graduatoria unica regionale da cui poi, una volta assunti i medici, tutte le Aziende potranno attingere per le esigenze future. La funzionalità di un concorso regionale è anche dettata dalla necessità di evitare il turnover e il tasso di licenziamenti volontari molto alto per la disciplina, di ridurre la frammentazione delle procedure, di garantire le sedi di Pronto Soccorso più periferiche e disagiate della Campania.
Oltre ai medici specializzati nella disciplina, ai requisiti del possesso della laurea in medicina e chirurgia e all’iscrizione all’ordine dei medici, la platea dei possibili partecipanti è ampia. Possono infatti partecipare al concorso, tramite il portale aslsalerno.iscrizioneconcorsi.it, coloro i quali siano regolarmente iscritti al corso di formazione specialistica, a partire dal secondo anno, anche se sprovvisti della specializzazione richiesta. Possono inviare domanda anche i dipendenti in servizio a tempo indeterminato, alla data del 2 febbraio 1998, presso le ASL e le Aziende Ospedaliere, che abbiano la qualifica di dirigente medico nella disciplina di concorso.
Inoltre, possono partecipare all’Avviso anche coloro i quali, all’interno del personale medico, abbiano maturato esperienza di almeno tre anni – anche non continuativi – nei servizi di emergenza-urgenza del Servizio Sanitario Nazionale, anche con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, con contratti di convenzione o altre forme di lavoro flessibile, o che abbiano svolto un documentato numero di ore di attività, equivalente ad almeno tre anni di servizio del personale medico del SSN.
Redazione Irno24 19/08/2024
Cardiochirurgia al collasso al Ruggi di Salerno, indignazione di Polichetti
La drammatica situazione nel reparto di Cardiochirurgia dell'ospedale Ruggi di Salerno, dove la carenza di specialisti ha portato i medici a dover scegliere chi salvare per primo, ha suscitato l’indignazione di Mario Polichetti, responsabile nazionale Sanità dell'Udc. "Non è più tollerabile - afferma - che la salute pubblica sia messa a repentaglio da situazioni del genere. Siamo di fronte a un reparto che, da fiore all'occhiello della sanità salernitana, è diventato la cenerentola. Non possiamo permettere che questo accada.
È inaccettabile che i colleghi, stremati dalla fatica, siano costretti a prendere decisioni così drammatiche, come accadde durante la pandemia da Covid, quando si doveva scegliere chi trattare a causa delle risorse limitate. Questo non dovrebbe accadere in un paese avanzato. Serve trovare una soluzione immediata a questo problema. Sono certo che, come persona responsabile ed eticamente sana, il direttore generale del Ruggi saprà gestire la situazione in maniera ottimale.
È necessario attivare tutte le procedure per reclutare nuovi medici e garantire l'assistenza alle persone che ne hanno bisogno. Non possiamo più permettere che la carenza di specialisti trasformi l'ospedale di Salerno in un luogo dove si rischia di morire in attesa di un intervento. È ora di agire con determinazione e responsabilità per ripristinare dignità e sicurezza a un reparto che deve tornare ad essere un punto di riferimento per la sanità salernitana e campana".
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Farmacie e Asl Salerno in campo per la prevenzione oncologica
Federfarma Salerno e l’Asl, in attuazione del protocollo regionale per la sperimentazione della “farmacia dei servizi”, hanno avviato una collaborazione per consentire ai cittadini di avvalersi delle attività di screening gratuiti di determinate malattie oncologiche anche grazie alle farmacie della provincia di Salerno.
L’obiettivo è incentivare l'adesione dei cittadini agli screening attraverso la capillarità territoriale della rete delle farmacie, la loro ampia fascia di apertura al pubblico, il rapporto sempre più consolidato tra farmacista e cittadino. Sono tre i tipi di screening: cancro della mammella (donne di età compresa tra i 50 ed i 69 anni); cancro della cervice uterina (donne di età compresa tra i 25 e 64 anni); cancro del colon retto (uomini e donne di età compresa tra 50 e 74 anni).
Per i tumori femminili, in farmacia sarà possibile prenotarsi per effettuare nei consultori e negli ospedali dell’Asl Salerno la mammografia e il pap test. I tempi di attesa sono estremamente ridotti, si va dai tre ai cinque giorni, limite massimo. Per il cancro del colon retto, attraverso l’esame del sangue occulto nelle feci, sarà possibile ritirare in farmacia il kit per la raccolta delle feci e consegnarlo successivamente sempre in farmacia. Sarà cura del farmacista far arrivare in tempi strettissimi il kit ai laboratori dell’Asl Salerno.