Goletta Verde, su costa campana 17 punti inquinati: foce Irno a Salerno entro i limiti
Si cercano criticità legate a cattiva depurazione dei reflui
Redazione Irno24 17/07/2021 0
Sono 29 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, tra il 23 giugno e il 7 luglio, lungo le coste della Campania, 16 foci di fiumi e 13 punti a mare. Di questi, 17 sono risultati fortemente inquinati o inquinati. Le criticità riguardano soprattutto le foci dei fiumi: sono infatti 10 a risultare fortemente inquinate. Solo 12 punti campionati rientrano nei parametri di legge.
I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.
Nel salernitano, i punti fortemente inquinati sono la foce Reginna Minor sul Lungomare a Minori, la foce del fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano, la foce del Tusciano tra Pontecagnano e Battipaglia, il canale di scarico a Marina di Eboli e il Solofrone tra Capaccio e Agropoli. La foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, la foce del Rio presso via Posidonia a Capaccio e la spiaggia di fronte al Rio Arena tra Castellabate e Montecorice sono risultati inquinati.
Entro i limiti di legge la spiaggia di fronte al Rio Caca Fave a Villammare a Vibonati, il mare di fronte alla foce del Rio presso la spiaggia a Caprioli a Centola, la foce del fiume Testene ad Agropoli, la foce Capo di Fiume a Torre di Paestum Licinella a Capaccio, la spiaggia presso via Mantegna e la foce del fiume Irno sul Lungomare Tafuri a Salerno.
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Cresce raccolta tessile in Campania, Legambiente: "Servono impianti moderni"
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I dati ISPRA, aggiornati al 2024 ed elaborati da Legambiente Campania, mostrano una tendenza chiara: i rifiuti tessili raccolti in Campania crescono nel medio periodo. Dal 2020 al 2024, il totale regionale è passato da circa 10.704 a circa 16.496 tonnellate (t), con un incremento complessivo di circa il +54,1% e una crescita media annua nell’ordine del 6,4%. L’ultimo dato disponibile conferma il trend: tra 2023 e 2024 l’aumento è stato di circa il +6,8%. La quantità raccolta a livello territoriale nel 2024 è concentrata nelle aree più popolose. La provincia di Napoli pesa per oltre la metà del totale regionale, con circa 8.700 t (52,8%), seguita da Salerno con circa 3.000 t, (18,5%) Caserta con circa 2.800 t, (17,5%), Benevento con circa 970 t (5,9%) e Avellino con circa 870 t (5,3%).
Di maggiore utilità è il dato pro capite, in quanto restituisce un’informazione sulla capacità di intercettazione della raccolta tessile comparabile tra territori. A livello regionale la media è pari a 2,95 kg/abitante (16.495,68 t su 5.582.337 residenti). La provincia con il valore più alto è Benevento con 3,74 kg/abitante, seguita da Caserta con 3,18 kg/abitante. Napoli, pur rappresentando la quota maggiore in termini assoluti, presenta un dato pro capite più modesto con 2,94 kg/abitante, mentre Salerno si attesta a 2,89 kg/abitante. Il valore più contenuto è quello della provincia di Avellino pari a 2,21 kg/abitante.
Questi dati tuttavia devono spingere ad incrementare di misura la raccolta, in quanto si stima che al solo inceneritore di Acerra nel 2024 siano finite oltre 135.000 tonnellate di rifiuti tessili e che in totale ne siano finite nell’indifferenziato oltre 155.000 tonnellate. È proprio qui che il dossier si inserisce nel solco di "Facciamo secco il sacco": migliorare la differenziata dei tessili significa infatti ridurre la quantità di materiali impropriamente smaltiti nel secco residuo, alleggerire il carico sull’indifferenziato e aumentare il corretto conferimento delle singole frazioni di rifiuto.
Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania, dichiara: "I dati mostrano una crescita della raccolta, ma anche criticità ancora aperte su qualità, tracciabilità e sbocchi. Per questo è fondamentale agire a monte, riducendo la ‘montagna’ dei rifiuti tessili attraverso eco-design, durabilità e una reale responsabilità dei produttori lungo tutta la filiera. È sul terreno locale che si misura la credibilità della transizione: chiediamo alla Regione, attraverso gli Enti d’ambito, di sostenere con decisione i Comuni per migliorare la valorizzazione degli scarti tessili con attività di sensibilizzazione e comunicazione ambientale, perché la qualità della raccolta dipende dalla chiarezza delle regole, dalla fiducia nel sistema e dalla consapevolezza delle persone.
Accanto al lavoro dei territori serve però un tassello imprescindibile: investire in impianti moderni e trasparenti, capaci di trattare i tessili in modo sicuro e tracciato. Senza un’impiantistica adeguata non si vince la sfida della sostenibilità e si lascia spazio agli ecocriminali, che sfruttano le falle del sistema, con danni ambientali e rischi per la salute delle cittadine e dei cittadini, in Campania e nei Paesi dove i rifiuti finiscono illegalmente. Solo filiera, controlli e impianti insieme possono costruire un modello davvero circolare e legale".
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Salerno, segnalato uso improprio dei carrellati per il vetro
In questi giorni i facilitatori, muniti di pettorina con i loghi del Comune e di Salerno Pulita, e di cartellino identificativo, stanno consegnando, oltre al materiale informativo, i bidoni carrellati o i mastelli per il conferimento del vetro. "I nostri operatori - fa sapere Salerno Pulita in una nota - ci segnalano che, purtroppo, alcuni condomini stanno utilizzando i bidoni carrellati destinati al vetro per conferire l’organico o i rifiuti non differenziabili.
Si tratta di un uso improprio e non consentito, questi bidoni devono essere utilizzati, a partire da lunedì 18 luglio, esclusivamente per il conferimento del vetro. Per le altre frazioni che pure si conferiscono nei bidoni carrellati, cioè l’organico e il non differenziabile, vanno utilizzati i bidoni a suo tempo consegnati in comodato gratuito dal Comune.
I condomini e gli esercizi commerciali che ne siano sprovvisti, perché nel frattempo si sono usurati, devono provvedere ad acquistarli autonomamente. La consegna di bidoni carrellati per l’organico e i rifiuti non differenziabili è prevista solo per gli edifici di nuova costruzione o per le nuove attività commerciali che, però, dovranno farne richiesta al Comune".