Il patrimonio agroalimentare della Campania al SIAL di Parigi

Un tassello fondamentale delle strategie di internazionalizzazione del comparto

Salvatore Riela 03/06/2026 0

Sembrerebbe un’opportunità strategica per le imprese campane sui mercati internazionali, quella che vede ospiti 10 aziende al SIAL di Parigi, che si terrà dal 17 al 21 Ottobre 2026. La manifestazione, considerata uno dei più importanti appuntamenti mondiali dedicati al settore agroalimentare, offrirà alle imprese partecipanti di affacciarsi ad un pubblico ben più ampio e di allargare il posizionamento all’interno del mercato del lavoro.

In questo scenario di grande rilevanza economica e commerciale si inserisce l’iniziativa promossa dalla Regione Campania, che sostiene la partecipazione delle imprese regionali a un evento capace di offrire visibilità globale e concrete opportunità di business. La presenza campana al SIAL rappresenta un tassello fondamentale delle strategie di internazionalizzazione del comparto agroalimentare, uno dei settori più dinamici e identitari dell’economia regionale.

Il SIAL, giunto alla sua 61esima edizione, è riconosciuto come una delle principali fiere mondiali dedicate all’alimentazione. Secondo le stime degli organizzatori, l’edizione 2026 ospiterà circa 8.000 espositori provenienti da oltre 130 Paesi e attirerà quasi 295.000 visitatori professionali, tra importatori, distributori, e ristoratori. Gli spazi espositivi supereranno i 280.000 metri quadrati, con un livello di prenotazioni che ha già raggiunto l’85% molti mesi prima dell’apertura ufficiale.

Per le aziende campane, partecipare a una manifestazione di questa portata significa entrare in contatto con interlocutori provenienti da ogni parte del mondo e presentare le proprie eccellenze in una vetrina privilegiata. La Campania può vantare un patrimonio agroalimentare unico, caratterizzato da produzioni certificate, tradizioni secolari e una crescente capacità di innovazione. Dalle conserve vegetali ai prodotti lattiero-caseari, dai vini alle specialità da forno, passando per la filiera ortofrutticola e quella della trasformazione alimentare, il territorio regionale dispone di un’offerta in grado di rispondere alle nuove esigenze dei mercati internazionali.

Particolarmente interessante sarà anche l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici, pensati per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Gli organizzatori hanno annunciato una piattaforma di abbinamento commerciale supportata dall’intelligenza artificiale, progettata per favorire appuntamenti mirati tra espositori e acquirente, aumentando così le possibilità di sviluppare relazioni commerciali concrete e durature, abbattendo le barriere della distanza.

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Salvatore Riela 08/04/2026

Campania, nuova strategia per l'agricoltura coi Progetti Complessi di Filiera

La Regione Campania inaugura una nuova fase per lo sviluppo rurale con l’introduzione dei Progetti Complessi di Filiera (PCF), strumenti innovativi destinati a rafforzare la competitività del comparto agricolo. Presentati durante il convegno “Fare sistema nelle filiere agricole”, i PCF rappresentano una vera svolta rispetto alle politiche tradizionali, puntando su cooperazione, integrazione e visione strategica. L’obiettivo è superare la frammentazione storica del settore agricolo, favorendo un modello in cui le imprese non operano più isolate, ma come parte di un sistema coordinato e interconnesso.

Al centro dei PCF vi è il concetto di “fare sistema”. Il nuovo approccio promuove la collaborazione tra aziende agricole, trasformatori, distributori, cooperative, organizzazioni di produttori, enti di ricerca e università. Non si tratta più di una filiera lineare, ma di una rete territoriale integrata, capace di generare valore condiviso. Questo modello consente di affrontare in modo più efficace le sfide del mercato globale, migliorando la qualità dei prodotti, l’innovazione e la sostenibilità delle produzioni.

I dati confermano il grande interesse verso questo strumento. A fronte di una dotazione finanziaria di 60 milioni di euro, sono state presentate richieste per circa 148 milioni, coinvolgendo oltre 1.250 attività beneficiarie. Questa risposta dimostra la volontà degli operatori agricoli campani di intraprendere percorsi condivisi e di investire in progetti collettivi. Le filiere coinvolte - tra cui florovivaismo, olivicoltura e zootecnia estensiva - rappresentano settori strategici per l’economia regionale, con la possibilità di ampliare il proprio modello di imprenditoria sul mercato nazionale.

I Progetti Complessi di Filiera si inseriscono nella programmazione CSR Campania 2023-2027, con particolare riferimento all’intervento dedicato alla cooperazione per cibo, filiere e mercati locali. Innovazione tecnologica, tutela ambientale e valorizzazione delle risorse locali diventano elementi centrali per garantire crescita duratura. L’introduzione dei PCF segna un passaggio decisivo verso un’agricoltura più moderna, capace di competere sui mercati nazionali e internazionali. La collaborazione tra attori diversi consente di migliorare l’efficienza delle filiere, ridurre i costi e aumentare il valore aggiunto dei prodotti.

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Redazione Irno24 16/06/2021

Piero De Luca: "Salvi i fondi per l'Aeroporto Salerno-Costa d'Amalfi"

"Con l'approvazione anche al Senato del Decreto Riaperture - scrive sui social l'On. Piero De Luca - è stata confermata la norma che prevede la proroga al 31 dicembre 2022 dei 40 Milioni di euro stanziati nel 2014 per gli interventi di ampliamento dell'Aeroporto Salerno-Costa D'Amalfi.

Nei giorni scorsi, ho seguito personalmente l'iter della proposta normativa, confrontandomi anche con la Vice Ministra, Laura Castelli. È un risultato decisivo per il futuro dello scalo salernitano, che permetterà di non perdere i fondi stanziati per l'allungamento della pista e consentirà di continuare i lavori di completamento di questa infrastruttura essenziale per lo sviluppo del nostro territorio".

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Redazione Irno24 10/12/2025

Cancellazione voli Salerno-Milano, Ecstra: "Chiarezza per futuro del turismo"

"Apprendiamo con grande stupore e rammarico - scrive il consiglio direttivo di Ecstra Aps - la notizia che EasyJet ha rimosso dalla programmazione centrale dell'estate 2026 il collegamento Salerno-Milano, lasciando un vuoto incomprensibile proprio nei mesi clou di luglio e agosto. Si tratta dell’ultimo, preoccupante, tassello di una serie di cancellazioni che rischiano di penalizzare il nostro scalo.

Siamo consapevoli delle attuali criticità del mercato aeronautico, dalle difficoltà legate agli aeromobili Boeing e Airbus fino alla fisiologica flessione della domanda invernale. Riconosciamo, inoltre, che l'infrastruttura aeroportuale è ancora in fase di completamento. Tuttavia, i numeri dicono altro e rendono questa scelta inaccettabile. Dalla sua apertura, l'11 luglio 2024, lo scalo ha macinato circa 180.000 passeggeri solo nei primi sei mesi, con un coefficiente di riempimento medio (Load Factor) dell'83%, ben al di sopra delle aspettative per un nuovo aeroporto. Nello specifico, proprio EasyJet ha trasportato oltre 50.000 passeggeri nella sola prima estate, con la tratta su Milano spesso in sold-out.

Perché cancellare rotte che viaggiano piene? Perché tagliare proprio quando la richiesta turistica per il nostro territorio esplode e i dati dimostrano che il mercato c'è ed è solido? Abbiamo il dubbio che dietro queste scelte non ci sia solo il 'mercato'. Chiediamo pubblicamente a Gesac e alle Istituzioni di fare chiarezza. Il nostro bacino d'utenza serve Campania, Basilicata e Calabria. Gli operatori turistici (B&B, case vacanza, affittacamere) ce la stanno mettendo tutta per promuovere la destinazione. Non possiamo accettare che i nostri sacrifici vengano sprecati e che il territorio venga danneggiato".

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