Impegno, idee, stimoli: a Salerno è vincente la visione "Embarcadero"
Il nuovo percorso dello storico locale nel racconto di Alessandro Vicidomini, uno dei titolari
Redazione Irno24 20/05/2025 0
Avamposto della ristorazione, vedetta del gusto sul lungomare di Salerno, l'Embarcadero è in pieno rilancio dopo una fase di stallo. Il semplice chiosco degli anni '60, con l'approdo del traghetto per la Costiera, ha ormai lasciato spazio ad un locale moderno ed arioso, dove la sosta per un caffè può trasformarsi in un ricco aperitivo e sublimare in un'appagante cena.
"Quest'avventura - racconta Alessandro Vicidomini, uno dei titolari - nasce da un'amicizia di oltre 20 anni con Ivan Guzzo. C’è sempre stata empatia. Io avevo il bar 'Goccia' in centro, lui 'Vino e cappuccino' a Torrione. Parliamo degli inizi del 2000. Due situazioni imprenditoriali separate, che successivamente abbiamo ceduto nello stesso periodo. In seguito, un percorso estivo comune fino al 2018 in un'enoteca di Acciaroli, nel Cilento. Poi l'opportunità Embarcadero, insieme a Filippo Bove, la 'terza anima' del gruppo, che si occupa di tutta l'ostica parte burocratica, fra permessi ed autorizzazioni.
Quando l'abbiamo preso, il locale era fermo. Siamo qui dal 2019, ritengo sia stato fatto un buon lavoro, mettendo in moto situazioni nuove: come il terrazzo, che noi utilizziamo anche d'inverno. Abbiamo aperto il locale un po' a tutti, senza fare 'selezione' come in precedenza, in fondo si tratta di un locale dei salernitani. Il presupposto è stata la semplificazione della ristorazione: siamo partiti un po' più 'gourmet', pian piano ci siamo resi conto che 'spume e spumette' avevano fatto il loro tempo. La pandemia, sopraggiunta dopo un anno dal nostro arrivo, ha dato una spinta a questi cambiamenti.
Il nostro obiettivo è migliorare di continuo, cercare nuovi stimoli. Si può sempre fare di più, la struttura ha bisogno di molta manutenzione. Prevediamo un restyling, che richiederà particolare accuratezza, principalmente nella scelta dei materiali, dal momento che ci troviamo sul mare. Stiamo pensando di inserire anche un po' di pizzeria, sulla scorta dell'esperienza di 'Fàmmila' a Torrione, ampliando l'offerta alla clientela, che ci segue con affetto: ad una notevole quota di fedelissimi, che frequentano l’Embarcadero anche 4-5 volte a settimana, si affiancano stranieri, turisti, persone da fuori regione, cui il locale viene consigliato attraverso il passaparola, cosa che ci gratifica molto.
Per luglio e agosto, l’idea è un aperitivo al tramonto con una selezione musicale curata da un dj. In definitiva, siamo soddisfatti: prendere un'attività del genere, con tutte le sue complessità, era una sfida. Basti pensare che, in estate, con noi ci sono più di 30 collaboratori. Un'azienda a tutti gli effetti, non facile da gestire ma ci stiamo riuscendo, nonostante una situazione economica che penalizza tante attività. All'inizio, 'misurarsi' con l'Embarcadero, icona di Salerno, ci preoccupava. Anche perché veniva da una ristrutturazione lunga e importante. Il peso lo sentivamo, tuttavia ci siamo buttati senza pensarci due volte. E non possiamo lamentarci".
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In occasione del 25° "compleanno", la Festa della Pizza, per tanti anni itinerante, torna a Salerno. L'evento, organizzato dall'associazione Alimenta, presieduta da Maurizio Falcone ed Alfonso Aufiero, si terrà dal 12 al 16 luglio 2023 in piazzale Salerno Capitale, a pochi metri dal Grand Hotel.
Sapori e tradizioni della Campania, accompagnati da musica e spettacolo. La presentazione sarà affidata a Pippo Pelo e Adriana Petro, direttamente da Radio Kiss Kiss. Sul sito ufficiale tutti gli aggiornamenti.
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Salerno, alla stazione marittima l'evento "Panettone d'Artista"
A Salerno, dal 7 al 9 dicembre, arriva l'evento enogastronomico più atteso della stagione natalizia: "Panettone d'Artista", organizzato dall'Associazione Erre Erre eventi. I due soci fondatori, Roberto Jannelli e Rosario Augusto, con la loro ventennale esperienza, hanno ideato un evento che riunisce per la prima volta al Sud oltre 30 maestri dei lievitati natalizi, in tre giorni di gusto nella Stazione Marittima di Salerno.
Il percorso interno sarà un tripudio di luci, colori e appuntamenti imperdibili, tra cui diversi talk che vedranno giornalisti e maestri pasticceri a confronto. Non mancheranno le masterclass dedicate al vino dolce, arricchendo l'esperienza con la conoscenza di abbinamenti eccellenti.
Panettoni d’Artista abbraccia la sostenibilità, impegnandosi in pratiche eco-friendly, dalla riduzione dei consumi energetici alla gestione responsabile dei rifiuti. Panettone d'Artista si impegna anche a regalare un sorriso a chi affronta il Natale in difficoltà. Grazie al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e del Banco Alimentare Campania, saranno realizzate iniziative di solidarietà. Le aziende espositrici avranno l'opportunità di donare panettoni alla Caritas Salerno, contribuendo a rendere il Natale più gioioso per chi ne ha più bisogno.
Annamaria Parlato 23/05/2020
La "spernocchia" di Bracigliano e il dolce omaggio alla ciliegia di Giuseppe Palumbo
La ciliegia è tipica del bacino del Mediterraneo, forse proveniente da territori compresi fra l’Anatolia e il Mar Caspio. Ha preso il nome da Cerasunte, città del Ponto e da qui fu portata a Roma da Lucullo. Il Comune di Bracigliano nella Valle dell’Irno, ricco di storia e terra di antichi mestieri, quali la lavorazione del rame, e città della musica è famoso per i suoi prodotti gastronomici, tra cui il mallone e soprattutto la ciliegia soprannominata “spernocchia”, unica, inconfondibile, succosa, dal bel colore rosso vivo.
La produzione di ciliegie era già attestata a Bracigliano durante la prima metà del XVIII secolo e non ha mai avuto interruzioni, neanche durante la carestia del 1764. Negli anni '50, si produceva circa un terzo delle ciliegie della Campania, che era, a quel tempo, la prima regione cerasicola italiana. E’ il prodotto agricolo per eccellenza di Bracigliano, infatti è definita “oro rosso”, in dialetto “a cerasa”. Essa matura in primavera inoltrata e contiene un elevato numero di flavonoidi.
Si differenzia da quella di Siano detta “pagliaccia”, "pallaccia" o "pazzaccia", che matura tra fine maggio e la prima settimana di giugno, di color porpora, con un sapore tendente all’acidulo, quasi agrodolce. Il frutto braciglianese, maturando in ritardo, consente di averlo sulle tavole sino a luglio, oltreché in inverno, conservato sotto spirito o in confetture. Le ciliegie vengono sistemate in cassette forate da circa 20-25 Kg e trasportate ai centri di lavorazione e commercializzazione entro due giorni dalla raccolta; trascorso tale termine, devono essere conservate in locali refrigerati.
Nel 2011 ha ottenuto dall’A.N.D.M.I. (Associazione dei direttori di mercati ortofrutticoli all’ingrosso) la denominazione di “Migliore d’Italia”, durante la manifestazione Città delle ciliegie, svoltasi a Vignola in provincia di Modena. La ciliegia poi è un contenitore di principi benefici per il corpo umano; se assunta ad inizio giornata (circa 25), bevendo molta acqua, depura l’organismo favorendo la diuresi e regolarizza l’intestino. Ha un numero limitato di calorie, quindi è ottima per la dieta in quanto riduce il senso della fame, poiché essendo ricca di fibre solubili, queste giunte nello stomaco ed impregnandosi d’acqua provocano sazietà.
Particolari studi presso l’Università di Lisbona hanno anche attestato che i polifenoli contenuti nelle ciliegie sono anticancro e combattono l’invecchiamento cellulare. La composizione della buccia previene la carie, inoltre le ciliegie sono diuretiche, lassative, contengono vitamina A, C, fosforo, sali minerali e potassio. In epoca medievale queste cose erano note, giacché nel Regimen Sanitatis della Scuola Medica Salernitana si scrive: “Se mangerai ciliegie, tre doni ne avrai. La ciliegia monda lo stomaco, il nocciuolo toglie la pietra, e la suo polpa genera abbondante sangue”.
Il pasticciere Giuseppe Palumbo nella sua pasticceria-laboratorio “GP-Giuseppe Palumbo” a Roccapiemonte utilizza solo prodotti del territorio e di stagione e tra questi vi è la ciliegia di Bracigliano. Inventore della “zizzinella”, Palumbo ama sperimentare di continuo, partendo da solide basi ancorate nella pasticceria tradizionale, e per esaltare al meglio la ciliegia ne ha ideata una dolce che racchiude un piccolo e tondo babà imbottito di crema che lui chiama “cilentana”, a base di ricotta di bufala e panna addizionata a crema alle nocciole di Giffoni IGP, e ciliegia intera messa sotto spirito sempre di sua produzione.
Il babà viene intinto prima nel cioccolato rosa detto "ruby", modaiolo ma anche aromatico e fruttato, e infine in una glassa a specchio di color rosso acceso per rendere ancora più accattivante questo mini bonbon unico nel suo genere. Questo tipo di cioccolato, come caratteristica principale del suo colore, ha la presenza di pigmenti naturali contenuti nelle fave di cacao che si coltivano esclusivamente in Ecuador, Brasile e Costa d'Avorio. Il dolce viene abbellito aggiungendo un sottilissimo picciolo di cioccolato fondente. Queste idee vanno senza ombra di dubbio appoggiate e premiate ora più di prima perché in questo particolare momento storico c’è bisogno di promuovere l’artigianalità e chi la usa per dare visibilità al territorio e al Made in Italy.