L'uva Sanginella primo prodotto De.Co. di Salerno, nel weekend si gusta il gelato

L'importanza del Comitato per la valorizzazione agroalimentare

Redazione Irno24 19/06/2021 0

Nei giorni scorsi, presso Libramente Caffè Letterario, è stato presentato l'evento "Il futuro è De.Co." unitamente al primo prodotto De.Co. della città di Salerno: l'uva Sanginella. Nello scorso mese di Ottobre, parlammo già del Comitato per le De.Co., dunque in quell'articolo (ecco il link) ci sono tutte le informazioni per comprendere questa particolare qualificazione di un prodotto.

Intanto, nel fine settimana 19-20 Giugno è possibile degustare il gelato al gusto Uva Sanginella presso: Bar Centrale Iacuzzo, Pontecagnano; Bar Europa, Colliano; Bar delle Sirene, Salerno; L'isola del Gelato, Campagna; Bar Primavera, Pontecagnano. L'iniziativa vede in prima linea Claai Salerno e l'Azienda Agricola Antico Fondo Beneficio (dalla cui pagina facebook è tratta la foto di copertina), col patrocinio del Comune di Salerno.

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Redazione Irno24 24/06/2021

Addio a una bottiglia d'olio made in Italy su 4, l'allarme Coldiretti

Con l’addio ad una bottiglia di olio extravergine Made in Italy su quattro per il crollo del 25% della produzione nazionale è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come nazionale il prodotto importato di minore qualità. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Ismea che stimano una produzione nazionale di 273mila tonnellate per effetto soprattutto del calo nelle regioni del Sud dove si concentrano i maggiori raccolti con Puglia, Calabria e Sicilia che fanno registrare contrazioni nella produzione rispettivamente del 45%, 36% e 5%.

In queste condizioni è importante verificare attentamente l’etichetta anche se - denuncia Coldiretti - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

La scritta - precisa Coldiretti - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.

Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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Redazione Irno24 06/08/2020

Cucine agriturismi potranno lavorare miele, marmellate e salumi

Marmellate, salumi, legumi, miele, vino, carni si potranno lavorare anche nella cucine delle aziende agricole e degli agriturismi. La Giunta regionale della Campania ha dato il via libera al regolamento di attuazione per la lavorazione, trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli per il sostegno dell’agricoltura contadina che introduce la possibilità di trasformare, lavorare e confezionare i prodotti agricoli da destinare alla vendita e alla degustazione direttamente nelle cucine delle aziende agricole e agrituristiche.

“Una svolta per tante imprese agricole - sottolinea il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo - questa semplificazione della filiera di trasformazione favorirà tante aziende familiari che vendono e fanno degustare prodotti agricoli che non si prestano ad una lavorazione industriale. Un’agricoltura di basso impatto ambientale che contribuirà alla difesa della campagna e al rilancio delle aree interne”.

Il regolamento definisce i prodotti per i quali è possibile la lavorazione e la trasformazione: frutti, fiori, vino ed olive, erbe officiali, castagne, frutta a guscio, funghi, tartufi e zafferano, cereali e legumi, prodotti di origine animale, confetture, miele, prodotti della panetteria. Un regolamento che integra bene territorio e agricoltura, semplifica il lavoro degli agricoltori e che favorirà il rilancio delle aree interne a rischio spopolamento.

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Redazione Irno24 30/04/2021

Fipe Confcommercio Campania chiede la riapertura di tutte le attività

A circa una settimana dalla zona gialla, con lo sblocco delle aperture in Campania per il comparto della ristorazione, giungono le considerazioni di Mario Ventura, responsabile FIPE Salerno per Confcommercio Campania:

“Siamo molto amareggiati, inutile girarci intorno. Quello che sarebbe dovuto essere un Decreto Aperture, in realtà appare come un Decreto Chiusure già annunciato, in quanto il 50% delle attività non ha potuto rialzare le serrande, non disponendo degli spazi esterni, senza tenere conto del fatto che, molti altri esercizi si sono dovuti adeguare ad accogliere un numero ridotto di clientela distribuita a un numero esiguo di tavoli”.

A questo, Ventura aggiunge: “Viviamo l’incombenza della serrata, da un momento all’altro, con la politica del cambio-zona-colore che determina la nostra precarietà”. Per quanto riguarda le proteste portate avanti a supporto di una categoria continuamente messa in ginocchio, sottolinea: “Ci siamo sempre schierati in modo altruista e costruttivo, pertanto, ancora una volta non resteremo in silenzio, continuando a dimostrare il malcontento a sostegno di chi ancora aspetta di poter ripartire. Restando in primis dalla loro parte, non smetteremo di avanzare proposte e richieste, sia per la questione coprifuoco che per l’anticipazione delle riaperture che abbraccino tutti, indistintamente dalla disponibilità delle aree all’esterno”.

Una lucida analisi, figlia di un bilancio in cui vengono tirate le somme, ormai da un anno a questa parte: “Non molleremo, nel rispetto delle regole, come abbiamo fatto sin dal primo momento ma, soprattutto, manteniamo ferma la nostra posizione: ristori ad hoc e indennizzi sicuri e subito che garantiscano la sopravvivenza a chi non ha potuto riprendere servizio, assieme a una prospettiva di organizzazione destinata a tutti i ristoratori che sia unica e definitiva”.

Per concludere, Ventura avanza una riflessione su tutte: “Sembrerebbe una mossa politica tesa a spaccare una categoria che, adesso più che mai, deve mantenere non solo i nervi saldi, ma una compattezza necessaria, affinché la propria voce arrivi più forte al punto”.

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