La nuova maglia della Salernitana richiama gli anni '80 del mitico Vestuti
Riferimento al senso di appartenenza, alle radici che più sono forti e più aiutano a stare in piedi
Redazione Irno24 05/08/2025 0
Piedi nel passato, testa nel futuro. La Salernitana svela il nuovo home kit 2025/26 firmato PUMA ed è pronta a scendere in campo assieme a Capo Plaza, tra i trapper italiani di riferimento che sulla carta d’identità e nel cuore ha un nome da portare sempre in alto, quello di Salerno. Un tocco di bianco nella parte superiore ispirato alla lontana stagione 83/84, ai tempi del vecchio Vestuti. La nuova maglia gara è realizzata in tessuto dryCELL traspirante PUMA per assicurare agli atleti la migliore performance.
Colore granata vero, intenso, che con i calzoncini forma un blocco unico. Stessa tinta per i calzettoni, naturalmente. Il nuovo home kit nasce dalla voglia di segnare la partnership tecnica PUMA-Salernitana con un riferimento al senso di appartenenza, alle radici che più sono forti e più aiutano a stare in piedi, a crescere forti, a saper innovare. Valori in comune con Capo Plaza, che qualche giorno fa ha già “spoilerato” la nuova felpa black PUMA esibendosi nella sua città e “digitando” il suo prefisso sulle spalle, lo 089.
Il nuovo home kit Salernitana 25/26 sarà acquistabile presso i rivenditori autorizzati PUMA, tramite lo store online dell’U.S. Salernitana 1919 e – dalle prossime settimane – anche alla riapertura dello store ufficiale granata a Salerno, in piazza Caduti Civili di Guerra 2. Il costo della maglia gara è di 80 euro (più 10 per la personalizzazione).
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Il primo dei due incontri ravvicinati tra Juventus e Salernitana è ormai archiviato. La sfida di Coppa Italia all’Allianz Stadium di Torino si è conclusa con un tennistico 6-1 in favore dei bianconeri, sancendo per i granata la prematura interruzione del percorso nella competizione.
Rileggendo le formazioni a confronto, affermare di essere sorpresi dalla sconfitta sarebbe sicuramente un eufemismo, ma il roboante risultato è un’umiliazione cocente che, se da un lato può essere giustificata nascondendosi dietro il dito della “partita difficile da giudicare”, dall’altro ha evidenziato i limiti tecnici e mentali di una rosa sicuramente non adeguata, soprattutto se falcidiata anche da assenze importanti.
L’analisi del match deve rimanere in costante equilibrio sulla linea che divide la realtà e l’illusione, cercando di trovare quei pochi spunti costruttivi che la serata di ieri può aver lasciato. L’illusione sarebbe sicuramente il cercare di far passare l’umiliazione di ieri come inevitabile, racchiudendo la partita contro la Juventus nella categoria di “quelle che non fanno testo”. Sarebbe troppo facile ridurre tutto alla mancanza di stimoli (squadra concentrata sulla salvezza) e di uomini per giustificare la gita che i granata hanno fatto a Torino.
La realtà è che la Salernitana, al di là delle assenze, non si è presentata sul rettangolo di gioco, rendendo la partita della Juventus di Allegri troppo facile da condurre fino al 90°: i bianconeri non infliggevano 6 gol ai suoi avversari dal gennaio 2015 (sempre in Coppa Italia) e non vincevano da ottobre contro il Torino con almeno 2 gol di scarto, ad evidenziare che la Vecchia Signora non è sicuramente una macchina da gol.
L’obiettivo principale rimane quello della salvezza, ma l’atteggiamento non può essere quello visto contro la Juventus e domenica all’Arechi andrà in scena il replay, nel quale servirà tutt’altra Salernitana: recupererà Candreva e probabilmente ritroveranno spazio dall’inizio Costil, Fazio e Gyomber, ma la lista degli assenti non sarà poi tanto più corta rispetto al match di Coppa.
Qui subentra il lavoro di Inzaghi, che dovrà trovare la giusta chiave di lettura della sconfitta e riuscire a trasmettere ai ragazzi tutto quello che non hanno fatto vedere nel match di ieri: il capitale umano a disposizione dell’allenatore piacentino è limitato, ora più che mai servirebbero nuovi innesti per poter affrontare un gennaio ricco di impegni difficili e probanti contro Juve, Napoli, Genoa e Roma.
Le falle di una rosa non adeguata sono sotto gli occhi di tutti e la partenza di Mazzocchi ha aumentato ancora di più questa percezione; tocca a Sabatini rattoppare quello che di sbagliato è stato fatto nella campagna acquisti estiva, nella quale con troppa superficialità non si è provato a migliorare una difesa già non impermeabile durante la stagione scorsa (terza difesa più battuta), un centrocampo e un attacco costruiti in maniera approssimativa e senza uomini di qualità ed esperienza che potessero realmente dare una mano.
La salvezza è possibile e il gap è tutt’altro che incolmabile ma adesso, oltre che sul campo, bisogna dare una risposta anche sul mercato, per cercare di raddrizzare una stagione finora minata da troppi errori e peripezie.