Lotta al carcinoma endometriale, convegno a Salerno il 16 dicembre
Appuntamento dalle ore 9:00 nel Salone dei Marmi del Comune
Redazione Irno24 12/12/2022 0
Il tumore dell’endometrio rappresenta la neoplasia più comune dell’apparato riproduttivo femminile, con oltre 88mila diagnosi all’anno in Europa. Nonostante la prognosi sia strettamente legata alla precocità della diagnosi, attualmente non esiste uno screening di massa per la diagnosi precoce di questo tumore.
Di nuove ed esaltanti tipologie diagnostiche e di prevenzione si parlerà durante il convegno “Metabolomica in sanità pubblica: nuove metodiche di screening per il carcinoma endometriale”, che si terrà venerdì 16 dicembre, negli spazi del Salone dei Marmi del Comune di Salerno, dalle ore 9.
Per combattere efficacemente questa patologia, Theoreo e Hosmotic, due realtà campane impegnate nella ricerca scientifica in ambito biotecnologico, hanno unito gli sforzi con autorevoli istituzioni universitarie e cliniche campane, tra cui l’università di Salerno, l’università di Napoli Federico II, l’Irccs fondazione “G. Pascale” e la sezione di Avellino della Lilt (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), per creare un tool che possa essere utilizzato come strumento di prevenzione secondaria, quindi per uno screening di popolazione.
Questo strumento, denominato MEDEA (Metabolomics approach for the Early Detection of Endometrial Adenocarcinoma), è basato su una signature metabolomica e uno strumento di intelligenza artificiale che ne consente la sua analisi.
L’idea di fondo è che una patologia complessa come il cancro non possa essere studiata utilizzando singoli biomarcatori, cioè molecole alle quali attribuire l’onere di rappresentare un fenomeno complesso che a volte impiega anni per potersi compiere. Il cancro deve quindi essere studiato attraverso una dettagliata e profonda analisi di centinaia di molecole, che tutte insieme concorrono a descrivere il profilo biochimico di questa condizione.
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Partnership fra Salerno e Philadelphia per la cura dei neonati prematuri
Il reparto di Gravidanza a rischio e Diagnosi prenatale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, sotto la guida del dott. Mario Polichetti, si distingue per essere sempre all'avanguardia nella ricerca e nella tecnologia. Dopo una fruttuosa collaborazione col reparto di Chirurgia fetale dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, guidato dal dott. Leonardo Caforio, è stato recentemente inaugurato un nuovo capitolo di innovazione grazie a una partnership con il Children’s Hospital di Philadelphia, negli Stati Uniti.
Il progetto, fortemente voluto da Polichetti, mira a potenziare le attuali procedure di chirurgia fetale e a ridefinire il modo in cui concepiamo la vita fetale. Le ultime ricerche, condotte presso il centro di Philadelphia, hanno rivoluzionato l'approccio ai bambini gravemente prematuri, trattandoli come feti anziché neonati. In un modello animale, i ricercatori hanno creato un ambiente unico simile all'utero, ricco di liquido, che potrebbe rappresentare una svolta nel passaggio critico dal grembo materno al mondo esterno, riducendo la mortalità e la disabilità per i neonati estremamente prematuri.
L'innovativo sistema, denominato Extend, cerca di replicare il più fedelmente possibile la vita nell'utero, basandosi sulla conoscenza derivata da precedenti ricerche neonatali. Sebbene non ancora pronto per l'applicazione clinica, i ricercatori puntano a integrare questa tecnologia nelle unità di terapia intensiva neonatale entro il prossimo decennio, fornendo un sostegno vitale ai neonati estremamente prematuri.
Il professor Alan W. Flake, direttore del Center for Fetal Research del Children’s Hospital di Philadelphia, ha accettato di condurre uno studio proposto dalla d.ssa Maria Antonietta Castaldi, Research Collaborator presso il Fetal Research Center del Children’s Hospital di Philadelphia, nell'ambito dell'Exchange Visitor Program (Evp). Attualmente unico al mondo, il modello Extend promette risultati che potrebbero avere un impatto globale sulla salute neonatale.
Redazione Irno24 06/02/2023
Nursind chiede tavolo tecnico sui Pronto Soccorso della provincia di Salerno
Istituzione di un tavolo tecnico permanente sui Pronto Soccorso della provincia di Salerno. A chiederlo, in una nota inviata al Prefetto di Salerno, vertici di Azienda Ruggi e Asl, Ordine dei Medici e Ordine delle Professioni infermieristiche di Salerno, è Biagio Tomasco, segretario territoriale del Nursind provinciale.
“E’ sotto gli occhi di tutti che la situazione che vivono i Pronto Soccorso della provincia di Salerno non sia delle migliori, né presenti soluzione di continuità rispetto alle tante precedenti segnalazioni effettuate dal sindacato rispetto alla piaga delle aggressioni, verbali e non, al personale sanitario in servizio, alla mancanza di percorsi idonei a fronteggiare tanto la crisi epidemica che abbiamo vissuto quanto quelli tesi a contenere, se non debellare, il fenomeno del sovraffollamento.
Tutte questioni delicate mai affrontate con la giusta e dovuta attenzione, cui si è aggiunta la carenza di personale medico specializzato ad affrontare tali situazioni, che non possono essere definite emergenziali, bensì vanno ricollocate in tutte quelle situazioni in cui la programmazione, l’efficacia e l’efficienza servono a ridurre al minimo il rischio di errore da parte dei sanitari.
Eppure, gli strumenti operativi esistono e la loro mancata applicazione può essere ascritta ad un’unica componente, ovvero in capo a chi, per istituzione, è deputato all’analisi dei fenomeni ed alla loro correzione attraverso gli strumenti messi a disposizione, come le linee di indirizzo nazionali per lo sviluppo del piano di gestione del sovraffollamento in Pronto soccorso o l’organismo paritetico per l’innovazione, come previsto dal Contratto nazionale di lavoro del comparto sanità”.
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L'Asl Salerno assume 14 diabetologi per potenziare la rete assistenziale
L’Asl Salerno ha portato a completamento la procedura per l’assunzione di 14 diabetologi, che sono stati immessi in servizio la scorsa settimana. Il concorso era stato inizialmente bandito per 9 posti, ma nell’ottica della politica di rafforzamento della rete diabetologica aziendale, voluta dalla Direzione Generale, è stato deciso di aumentare il numero degli assunti da 9 a 14. Tutti i nuovi medici assunti, inoltre, opereranno su 38 ore settimanali, in modo da rispondere meglio alle esigenze dell’utenza di tutto il territorio provinciale.
Inoltre, sono in arrivo le linee guida della Regione Campania per la prescrizione di sensori, linee che permetteranno ai diabetologi di prescrivere ai pazienti sensori a basso costo. Nelle unità operative complesse di Medicina degli ospedali, i medici operanti potranno prescrivere i presidi terapeutici solo per trenta giorni (successivi alle dimissioni ospedaliere).
Successivamente, il paziente verrà indirizzato ai Centri Diabetologici territoriali che rientrano nella rete aziendale (la cui responsabile è la dott.ssa Paky Memoli) per lo scarico e l’inserimento dati nella cartella informatizzata, la valutazione della terapia e l’ingresso in Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale.