Ospedali in affanno con influenza, Nursind Salerno: "Riforma Piano regionale"
Tomasco: "Serve collaborazione col privato, sulla scorta di quanto è accaduto nel periodo Covid"
Redazione Irno24 15/01/2026 0
L'attuale picco influenzale, conosciuto da tutti come variante K, ha messo a nudo ulteriormente le problematiche che, già da tempo, stanno portando al collasso i Pronto Soccorso degli ospedali salernitani. La denuncia arriva dalla segreteria provinciale del Nursind, che chiede ai privati di sostenere l'attività del comparto pubblico con l'avvio di una riforma del Piano ospedaliero regionale.
"Tutte le strutture provinciali - afferma Biagio Tomasco, segretario generale Nursind Salerno - stanno vivendo un momento davvero complesso e delicato. Certamente il 'Ruggi' di Salerno vive le difficoltà più importanti, visto che parliamo dell'ospedale più grande del nostro territorio. Se la Regione non cambia questo sistema, che ha dimostrato di essere fallimentare, continueremo a registrare le solite immagini di persone che aspettano per ore, in barella o su una sedia, prima di essere visitate. Serve una collaborazione col privato, sulla scorta di quanto è accaduto nel periodo del Covid".
Alla presenza del delegato Rsu del sindacato per l'ospedale di Mercato San Severino, Valerio Festosi Guida, è stato fatto il punto della situazione anche per le strutture sanitarie della provincia. "Da Battipaglia e Mercato San Severino riceviamo le segnalazioni più preoccupanti. Ribadisco che serve il supporto dei privati, con la Regione deve dare una svolta a un sistema che non funziona più".
Nota stampa Nursind Salerno.
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"Questa particolare condizione - dichiara il Prof. Iaconetta - è spesso misconosciuta e subdola, soprattutto perché esordisce inizialmente con sintomi apparentemente banali come ronzii persistenti alle orecchie (acufene), vertigini e instabilità. Con la progressiva crescita della massa tumorale, aggiunge, possono però comparire disturbi sempre più importanti, come perdita dell'udito fino alla sordità, compromissione del nervo facciale, vertigini invalidanti e, nei casi più gravi e trascurati, conseguenze potenzialmente letali. Proprio perché i primi segnali vengono frequentemente attribuiti a stress, traumi all'orecchio o ad un semplice tappo di cerume, la diagnosi può risultare tardiva".
Nel caso specifico però, dopo numerosi accertamenti e inevitabili momenti di incertezza e di sconforto, si è giunti all'identificazione della rara neoplasia localizzata alla base del cranio, una sede anatomica particolarmente delicata che rende l'intervento tecnicamente complesso. L'operazione, infatti, eseguita dall'equipe multidisciplinare, guidata dal Prof. Iaconetta, con il prezioso contributo di specialisti, anestesisti, infermieri e tecnici, ha richiesto elevata esperienza chirurgica, specifiche competenze e l'impiego di tecnologie all'avanguardia presenti nelle sale operatorie dell'Ospedale salernitano. Un approccio e un risultato straordinario che sottolinea e conferma gli standard qualitativi di eccellenza del Ruggi d'Aragona, in linea con i migliori centri nazionali.
Nel decorso post operatorio, il paziente ha presentato un temporaneo disturbo del nervo facciale, legato alla necessaria manipolazione delle strutture nervose durante l'intervento, oggi completamente superato. "In seguito alla diagnosi - spiega il 60enne - ho pensato di morire, ma il Prof. Iaconetta mi ha restituito una nuova vita. Sapevo che sottoponendomi a questa operazione avrei corso dei rischi, ma dal primo momento mi sono affidato a lui e alla sua all'equipe, dotata di grande abilità e di una rara umanità. Oggi mi sento benissimo, dopo appena 4 giorni di degenza ero già a casa con la mia famiglia, ho tanta speranza e posso raccontare tutto questo con profonda gratitudine, felice di affermare che la competenza, la dedizione e la professionalità che ho trovato al Ruggi hanno fatto davvero la differenza".