Pistolettate e coltellate dopo lite, in arresto due salernitani

Contestati due distinti episodi, c'è l'aggravante del metodo mafioso

Redazione Irno24 23/12/2022 0

Nella serata del 22 dicembre, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Salerno hanno tratto in arresto, in esecuzione di fermo del Pubblico Ministero, emesso dalla Procura, A.D.L. ed E.F., cui sono stati contestati i reati di concorso in tentato omicidio e porto abusivo di armi, aggravati dal metodo mafioso.

I due indagati avrebbero, al culmine di una lite, in due distinte occasioni, esploso dei colpi di pistola all'indirizzo di un giovane (non attingendolo), ed accoltellato due uomini con numerosi fendenti, causandogli ferite agli arti superiori e inferiori.

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Salerno, minaccia bagnanti con bottiglia e cacciavite: marocchino denunciato

Nella giornata di ieri, personale della Squadra Volante della Questura di Salerno è intervenuto su una spiaggia libera, in quanto un cittadino marocchino, L.M. del 1998, in stato di ubriachezza, infastidiva e minacciava i bagnanti, impugnando una bottiglia di liquore e un cacciavite di lunghe dimensioni.

Lo straniero, che annoverava numerosi precedenti penali per furto e resistenza a pubblico ufficiale, è stato accompagnato in ufficio e denunciato per l’inosservanza a un Ordine del Questore di Torino di lasciare il Territorio Nazionale e per il reato di porto ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli, in quanto trovato in possesso, all’atto della perquisizione, anche di un piccolo pugnale con lama in acciaio, debitamente sequestrato.

Nella medesima giornata, è stato accompagnato presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Potenza, dove sarà trattenuto fino al completamento delle procedure per il rimpatrio.

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Spaccio, estorsione, metodo mafioso: 6 arresti fra Salerno e Napoli

Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno e Napoli, militari del Comando Provinciale, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e dal Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare - emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti di 6 indagati (1 in carcere, 4 agli arresti domiciliari ed 1 con obbligo di dimora nel Comune di residenza), gravemente indiziati, a vario titolo, di “detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, concorso in lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e porto abusivo di arma”.

I provvedimenti conseguono ad una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno nel maggio 2018, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Il procedimento trae origine dagli sviluppi delle investigazioni svolte a seguito delle denunce sporte dai titolari di un supermercato di Eboli, in relazione ad un tentativo di estorsione commesso nel 2018, che vide come principale autore Maiale Giovanni detto "a minaccia", che fu poi tratto in arresto - in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare - unitamente Prinzi Adolfo e Ammutinato Massimo, cui fu contestata l’aggravante del “metodo mafioso”, avendo essi richiamato l’appartenenza al sempre temuto clan Maiale per convalidare il proprio potere di intimidazione.

Maiale Giovanni, negli corso degli anni, si è reso protagonista di diversi, gravi episodi delittuosi commessi nel territorio ebolitano, grazie ai quali è riuscito a qualificare il suo profilo criminale e ad incutere forte soggezione nella popolazione locale. L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un articolato gruppo armato, con ruoli e competenze ben definite, dedito alla commissione dei suddetti delitti, con ingente disponibilità di cocaina, hashish e crack, promosso e diretto da Maiale Giovanni, con la collaborazione del figlio Michael, dalla compagna Marotta Antonella, dalla nipote Di Cunzolo Valentina e da Del Vecchio Mario, i quali vantavano un canale di rifornimento privilegiato delle sostanze illecite nel quartiere Barra di Napoli, per il tramite di Rizzo Claudia.

Agli indagati vengono contestate anche condotte estorsive, declinate con minacce personali rafforzate dalla figura violenta del Maiale, finalizzate a costringere alcuni “clienti” al pagamento immediato di somme di denaro come corrispettivo di pregresse forniture di stupefacenti non saldate. L’attività investigativa rappresenta il tassello terminale di una più vasta azione di contrasto nei riguardi del “clan Maiale” di Eboli, che recentemente aveva fatto registrare il tentativo di una sua riorganizzazione criminale sul territorio della Piana del Sele, grazie al ritorno del suo capo storico, Maiale Giovanni, alias “Giovanniello”, avvenuto alla fine dell’anno 2017, dopo aver scontato la pena inflitta ed essere stato per anni collaboratore di giustizia. Il fatturato mensile dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 50.000 €.

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Redazione Irno24 14/03/2023

Falsi prodotti "Apple" in negozio di Salerno, denunciato titolare

Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno sequestrato, in un negozio del centro, circa 300 accessori con marchio contraffatto "Apple", fra caricabatterie, cavetti ed auricolari. L'ottima fattura dei prodotti ha imposto una specifica perizia per constatare le sottili differenze con gli originali. Il titolare dell'attività è stato denunciato alla Procura di Salerno per contraffazione e frode nell’esercizio del commercio.

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