Ruggi nel mirino di Rai 3, Nursind Salerno: "Rispetto per chi lavora in silenzio"

"Gravi accuse e testimonianze che non restituiscono un quadro veritiero e completo"

Redazione Irno24 23/06/2025 0

In seguito al servizio trasmesso da Rai 3 durante la puntata del programma “Far West”, che ha posto sotto i riflettori in modo critico l’Azienda Ruggi d’Aragona e, in particolare, il plesso di via San Leonardo, la Segreteria Territoriale del Nursind Salerno ritiene doveroso intervenire con alcune precisazioni.

"Il diritto di cronaca, di parola e di libera espressione è sacrosanto – dichiara Biagio Tomasco, Segretario Generale del Nursind Salerno – ma ciò non autorizza alcuno a manipolare la realtà o a sacrificare la decenza e la correttezza sull’altare della spettacolarizzazione mediatica". Nel servizio sono state riportate gravi accuse e testimonianze – alcune rese in anonimato – che, secondo il sindacato, non restituiscono un quadro veritiero e completo della situazione.

"Le dichiarazioni sulle presunte nomine illegittime – continua Tomasco – sono già state in passato smentite e considerate infondate. Se ancora oggi si ripropongono, lo si fa per alimentare una battaglia personale più che per contribuire realmente al miglioramento del sistema sanitario locale. Ogni giorno ci sono professionisti che affrontano turni massacranti, spesso senza nemmeno la possibilità di smontare per mancanza di sostituzioni, che subiscono aggressioni verbali e fisiche, ma che continuano a garantire assistenza con competenza, umanità e dignità, senza mai sottrarsi al proprio dovere.

Far passare alcune riprese come emblema di degrado, senza contestualizzare le condizioni cliniche dei pazienti o l’effettiva situazione del Pronto Soccorso, non è solo scorretto ma fuorviante. È lecito inoltre chiedersi in che modo quelle immagini siano state acquisite e se siano stati violati i diritti dei pazienti e la normativa sulla privacy. Noi non diciamo che tutto funzioni perfettamente, ma denunciare pubblicamente senza assumerne piena responsabilità, nascondendosi dietro l’anonimato, è un gesto che non appartiene alla cultura della trasparenza. Le denunce, se fondate, spettano alla magistratura, non alla tv del pomeriggio".

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Redazione Irno24 15/11/2022

Salerno, giornata di formazione Fp-Filt Cgil sull'uso del defibrillatore

E' partito a Salerno il progetto "Lavoro in sicurezza", promosso da Fp Cgil e Filt Cgil, in collaborazione con l'associazione GiVi. Il corso ha avuto come obiettivo quello di fornire ai lavoratori gli strumenti conoscitivi e metodologici per prevenire il danno anossico cerebrale e riconoscere in un paziente lo stato di incoscienza di arresto respiratorio e di assenza di polso, in una condizione di assoluta sicurezza per sé stessi e la persona soccorsa.

Alla giornata di formazione hanno partecipato decine di lavoratori impegnati in diverse attività: dipendenti delle amministrazioni pubbliche, operatori portuali, autisti del trasporto pubblico locale, operatori ecologici, lavoratori della logistica e delle attività ferroviarie. A conclusione del corso, ai partecipanti sono stati rilasciati gli attestati riconosciuti dalla Regione, su standard dettati dal Ministero della Salute e da Ilcor.

Questo il commento dei Segretari Generali di Fp Cgil, Antonio Capezzuto, e Filt, Gerardo Arpino: "Vogliamo che in tutti i luoghi di lavoro, a partire da quelli pubblici, siano predisposti defibrillatori e kit di primo soccorso. Chiediamo al Comune di Salerno di predisporre defibrillatori a Palazzo di Città e nelle diverse sedi comunali. Lo chiediamo agli Amministratori delle Società Partecipate salernitane e continueremo a chiederlo a tutte quelle aziende che ne sono ancora sprovviste. Su questo tema continueremo ad essere vigili e proporremo nei prossimi giorni ulteriori momenti di formazione".

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Redazione Irno24 01/06/2023

Asl Salerno, un percorso per accogliere chi è vittima di violenza

E’ stato presentato ieri il “Percorso aziendale sull’accoglienza delle persone vittime di violenza”. L’incontro, alla presenza dei rappresentanti dei Comuni dei territori su cui insistono i PP.OO. dell'Asl Salerno, Ruggi di Salerno, Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, Fucito di Mercato San Severino, Costa d’Amalfi di Castiglione di Ravello, si è tenuto nell’Aula Trotula De Ruggiero dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona.

“Il fenomeno della violenza, intesa come atto lesivo della dignità della persona - spiega il Direttore Generale Vincenzo D’Amato - continua ad essere un fenomeno grave e diffuso, che colpisce in modo particolare le donne, ma anche gli anziani, i minori e le fasce deboli in genere.

Per questo, abbiamo individuato un gruppo di lavoro aziendale, composto da referenti di tutte le aree interessate, assegnando loro l’obiettivo di definire congiuntamente le procedure e le azioni opportune, ed il contesto appropriato, al fine di garantire, alle persone vittime di violenza, che accedono in emergenza/urgenza negli Ospedali aziendali, il più efficace processo assistenziale protetto.

Questo percorso vedrà l’applicazione di un iter definito e condiviso, dall’accoglienza, con l’attivazione delle procedure sanitarie e medico-legali, sino alla dimissione e all’attivazione delle risorse territoriali finalizzate ad una presa in carico tempestiva e alla pianificazione di un progetto individuale di intervento”. L’iniziativa è fortemente sostenuta dall’amministrazione comunale di Salerno e di Cava, che stanno seguendo dall’inizio il progetto, mettendo in campo tutte le azioni necessarie per arginare fenomeni del genere.

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Francesca Guglielmetti 02/04/2023

Le 6 "bandiere rosse" che permettono la diagnosi preoce di autismo

Oggi, Domenica 2 aprile, è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day). Tale data è stata individuata nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU come occasione per richiamare l’attenzione di tutti sui diritti delle persone con disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD).

Gli ADS sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo, caratterizzati da compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione; modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività. I sintomi e la severità di tali disturbi del neurosviluppo possono manifestarsi in modo differente da persona a persona; pertanto, i bisogni specifici e la necessità di sostegno sono variabili e possono mutare nel tempo.

E’ dunque fondamentale progettare interventi individualizzati e calibrati sui bisogni specifici di ogni singolo soggetto. In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, 1 bambino su 77 di età compresa tra i 7 ed i 9 anni presenta un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza maggiore nei maschi, che sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Tali dati evidenziano la necessità di attivare politiche sanitarie, educative e sociali in grado di incrementare i servizi e migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie.

L’ambito territoriale S5 Salerno-Pellezzano, in collaborazione con l’UONPIA (Unità operativa di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) di Salerno, ha avviato un programma di sensibilizzazione e consapevolezza dell’Autismo, che ha visto impegnate diverse realtà locali per un’intera settimana. Le attività, iniziate a partire dal 27 marzo, termineranno oggi, domenica 2 aprile.

Ricco il programma che, grazie alla collaborazione con istituti scolastici, realtà del terzo settore, centri riabilitativi, associazioni di famiglie e associazioni sportive, ha cercato in più modi di sensibilizzare sul tema dell’Autismo e di far emergere l’importanza di fare rete per accompagnare processi costanti di inserimento e integrazione, a scuola e nella vita quotidiana, delle persone affette da disturbo dello spettro autistico.

Sicuramente, questo articolo ha semplicemente un valore informativo e vuole essere un piccolo ed umile contributo per stimolare sempre più persone a conoscere il lavoro di quanti, a vario titolo, con passione e tenacia, si dedicano al trattamento delle persone autistiche, ma rappresenta anche il tentativo di manifestare un sentimento di vicinanza alle persone con disturbo del neurosviluppo ed alle loro famiglie.

Tanto ci sarebbe da dire rispetto all’argomento, ma credo che la cosa più utile da fare, per utilizzare al meglio lo spazio a disposizione, sia divulgare il più possibile le “sei bandiere rosse” che permettono la diagnosi precoce di autismo e dunque l’attivazione di interventi tempestivi e mirati: 1) Non risponde al proprio nome dopo i 12 mesi; 2) Non indica gli oggetti per mostrare interesse dopo i 14 mesi; 3) Non gioca a fare finta (ad esempio fare finta di telefonare o fare finta di dare da mangiare ad una bambola) dopo i 18 mesi; 4) Non si volta verso gli oggetti quando una persona li indica; 5) Evita il contatto con gli occhi e vuole stare da solo; 6) Ha difficoltà a relazionarsi con gli altri o non presenta del tutto interesse verso le altre persone.

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