Salernitana impegnata a Bari, missione colpo grosso per risalire

Si gioca sabato 15 marzo alle ore 19:30, sulla carta non è un impegno favorevole

foto da pagina facebook Salernitana

Andrea Montinaro 13/03/2025 0

La Salernitana è ancora viva. Il gol di Soriano, decisivo per l’1-0 contro il Modena la settimana scorsa, tiene a galla una squadra che rimane attaccata con le unghie al treno per la salvezza; per salirvi in maniera consapevole, non si può render vana la pesante vittoria contro gli emiliani e bisogna assolutamente provare a fare risultato a Bari.

Sabato, alle ore 19:30, i granata saranno ospiti al San Nicola contro i “fratelli” baresi per la sfida della 30a giornata del campionato di B, nel quale entrambe si stanno giocando tanto, nonostante gli obiettivi diversi. Mancano 9 giornate alla fine e 2/3 di questa stagione sono volati via; resta da giocare il rush finale, quello decisivo, e la Salernitana si appresta a questo appuntamento con tanta pressione sulle spalle, visto il penultimo posto in classifica a 29 punti e una salvezza che - per fortuna - dista solo 2 lunghezze.

I granata dovranno affrontare questo match e le successive otto gare come vere e proprie finali, nelle quali si deve sbagliare il meno possibile e l’atteggiamento non potrà discostarsi da quel sentimento di lotta e caparbietà che deve contraddistinguere una squadra che si sta giocando tutto. A Bari la partita, storicamente, non è mai facile e poche volte ha dato soddisfazioni negli ultimi incroci, ma la Bersagliera ha bisogno di una vittoria per riaccendere l’ambiente e gli animi di coloro che ancora (giustamente) rimangono cristallizzati nel dubbio riguardo una possibile salvezza. La Salernitana, infatti, ancora non convince da troppi punti di vista.

Il Bari, d’altro canto, lotta per obiettivi un po' più nobili, vista la concreta possibilità di approdare ai playoff e un ruolino di marcia che segna 1 sola sconfitta nelle ultime 10 partite. In casa, nel nuovo anno, la squadra pugliese non ha ancora perso (l’ultima sconfitta risale al dicembre 2024 contro il Sudtirol) e nelle ultime 5 gare al San Nicola sono arrivate 2 vittorie e 3 pareggi, che hanno riportato i "galletti" nelle zone interessanti della classifica; il pareggio della scorsa giornata a Reggio Emilia, contro il fortissimo Sassuolo, che arrivava da 11 vittore casalinghe consecutive, ha confermato l’ottimo momento dei forma dei biancorossi, che non vorranno certamente interrompere la loro corsa.

Breda riconfermerà ancora una volta il solito 3-5-2 con Ruggeri centro-destra a sostituire lo squalificato Bronn, Ferrari centrale, anche se diffidato, e Lochoshvili braccetto di sinistra. Ghiglione e Corazza dovrebbero essere riproposti ad agire titolari sulle fasce, mentre a centrocampo Amatucci, anche lui in diffida, sarà l’inamovibile play con Soriano confermatissimo come mezzala, assieme ad uno tra Zuccon e Girelli, visto il probabile forfait di Caligara. In attacco ancora la coppia Verde-Cerri, con quest’ultimo che manca l'appuntamento col gol dalla partita contro la Reggiana del 14 gennaio. Raimondo in panchina.

Questo sarà il 42° confronto tra le due compagini e il bilancio non sorride alla Salernitana, che ha vinto soltanto in 9 precedenti contro i 17 del Bari; 15 i pareggi. Per ritrovare l'ultimo successo granata bisogna tornare addirittura al 2009, quando gli uomini di Brini, all'Arechi, superarono 3-2 i biancorossi di Antonio Conte coi gol di Scarpa, Ganci e Di Napoli. Da allora, tre pareggi e quattro sconfitte, l'ultima delle quali nel match di andata all'Arechi (0-2). L'ultima vittoria granata al San Nicola risale al 2004: 1-3 con gol di Bombardini e la doppietta di Palladino.

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Redazione Irno24 18/01/2023

Iervolino: "Nicola allenatore giusto per la Salernitana"

“Credo sia doveroso, anche rispetto a quello che avevo promesso inizialmente quando sono arrivato alla Salernitana, fare chiarezza in questo momento per dare con massima trasparenza un messaggio alla città e ai tifosi. Tutti crediamo che la squadra sia stata costruita bene, ma in questo periodo soffre di una mancanza di percezione del pericolo, di fiato, di fisicità e di concentrazione.

Nell’ultima partita abbiamo subito un’imbarcata fuori dal comune e la cosa che ci ha fatto venire l’idea che ci fosse qualcosa di grave è stata la non volontà di giocare a calcio. Quella di domenica è stata una disfatta dovuta alla mancata percezione di quello che stava accadendo. Ho pensato di dover cambiare il progetto tecnico attraverso il mister, una persona che stimo tantissimo e che ha un coraggio e un’umiltà fuori dal comune.

Nel frattempo si sono offerti a noi un centinaio di allenatori da ogni parte del globo, abbiamo pensato ad un identikit e avevamo iniziato dei colloqui come è giusto che faccia una squadra di calcio, senza l’ansia di dover portare subito qualcuno per i giornali. Volevamo prendere una decisione solamente dopo un’acquisizione di tutte le notizie necessarie per fare una scelta consapevole.

Nella giornata di ieri è successa una cosa unica nel calcio. Mister Nicola gradiva parlarmi e il Direttore Sportivo mi ha portato questo messaggio, spendendo mille parole positive. Ho sentito il mister che mi ha espresso la volontà di tornare immediatamente ad allenare la sua squadra. Questa è una storia di uomini che fanno cose importanti, come la salvezza dello scorso anno. Il mister mi ha detto cose importanti sulla città, sui tifosi e su ciò che può dare.

Penso che se non perdi una persona non sai mai quanto ti manca e ti mancherà. Ho pensato molto alle parole del mister e, per il bene della Società, dei calciatori e di tutti, è giusto che lui abbia un’altra chance con l’impegno di portare avanti una squadra che giammai deve patire una mortificazione come quella subita a Bergamo con l’Atalanta”. Queste le parole del Presidente della Salernitana, Danilo Iervolino, intervenuto in conferenza stampa a seguito della decisione di riportare il mister Davide Nicola alla guida tecnica della prima squadra.

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Redazione Irno24 22/05/2025

Brescia deferito per violazioni amministrative, Salernitana attende sviluppi

"Il Procuratore Federale, a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C., ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare la società Brescia (Serie B), nonché i rispettivi legali rappresentanti e dirigenti, per una serie di violazioni di natura amministrativa". Lo scrive la FIGC in un comunicato.

"Massimo Cellino ed Edoardo Cellino, presidente e consigliere delegato della società Brescia Calcio S.p.A., sono stati deferiti - spiega la Federazione - per non aver ritualmente assolto agli obblighi di versamento, entro il termine del 17 febbraio 2025, di quota parte delle ritenute Irpef e dei contributi Inps, relativi alle mensilità di novembre e dicembre 2024 e gennaio 2025, ed entro il termine del 16 aprile 2025 delle ritenute Irpef e di quota parte dei contributi Inps relativi alla mensilità di febbraio 2025.

La società è stata deferita a titolo di responsabilità diretta per le violazioni disciplinari ascritte ai propri legali rappresentanti pro-tempore, nonché a titolo di responsabilità propria".

Se al deferimento seguisse la penalizzazione di 4 punti nel campionato "attuale", come già da giorni si ipotizzava, il Brescia si ritroverebbe terzultimo e, dunque, retrocesso in C. Il Frosinone sarebbe salvo, la Salernitana, che si è mossa tempestivamente col suo pool legale, disputerebbe i playout con la Samp (avendo campo a favore nella partita di ritorno e il vantaggio di classifica in caso di situazione di pareggio).

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Andrea Montinaro 16/01/2024

Salernitana, Iervolino attacca gli arbitri ma il problema non sta nel favoritismo

La Salernitana per la terza volta in poche settimane si è vista scappare dalle mani dei punti pesantissimi in chiave salvezza per un gol oltre il 90° minuto. Questa volta è toccato al difensore kosovaro Rrahmani spegnere le speranze granata di tornare con 1 punto da Napoli, dopo un match dal quale probabilmente la Salernitana avrebbe sicuramente meritato qualcosa di più per impegno e determinazione, nonostante gli evidenti limiti di una rosa al momento "corta" e rimaneggiata.

Ma a far parlare, come è accaduto spesso in questi ultime giornate, sono stati i continui episodi arbitrali che perpetuano nella loro ambiguità di giudizio e che anche in Napoli-Salernitana hanno acceso i toni post-gara, rendendo ancora più sanguinosa la sconfitta. Il presidente Danilo Iervolino ha rilasciato pesantissime dichiarazioni in merito alle decisioni arbitrali nel derby campano, attaccando senza mezze misure tutta la categoria e in particolare Gianluca Rocchi, responsabile e disegnatore degli arbitri di A e B.

La via dell’imparzialità è sempre la strada da battere in questi casi, per rimanere attendibili e onesti intellettualmente; ma che ci sia un “problema VAR” è assodato dai continui errori, ma soprattutto dalla ricorrente mancanza di uniformità di giudizio nell’uso di uno strumento che si sta sempre più allontanando dal concetto di “ausiliarità”.

Ci può essere confronto e discussione sul discorso della “sudditanza psicologica verso le grandi” e sull’uso inadeguato degli strumenti, punti sui quali si è soffermato inizialmente Iervolino, presentando un problema da sempre presente all’interno del calcio come il diverso “trattamento” che gli arbitri applicano nella gestione dei cartellini e degli episodi cosiddetti “al limite”, nei quali vengono premiate più facilmente le big che le squadre di bassa classifica. Episodi in cui emerge l'utilizzo ambiguo del VAR.

“Prima la responsabilità era di un solo arbitro, ora di quattro o cinque, quindi è peggio", Iervolino riesce qui a centrare il focus che potrebbe portare a un confronto costruttivo: la divisione poco chiara delle responsabilità è probabilmente il problema principale della classe arbitrale in questo momento ed è la causa che determina maggiori polemiche e dubbi. Il protocollo attuale divide le responsabilità degli ufficiali in campo, fino a rendere quasi invisibile la linea di demarcazione tra chi effettua una prima valutazione e chi realmente dovrebbe prendere le decisioni; tale ambiguità porta ad un continuo scarico di colpe e ricerca di alibi, che non fanno altro che alimentare polemiche su episodi che allontanano sempre più dal calcio giocato.

Il Presidente, però, si discosta successivamente da quell’alone di critica costruttiva, per sfociare nel campo di un vittimismo inutile e fuori contesto, che non serve né per migliorare il regolamento né per difendere la Salernitana. Iervolino cade nella trappola, nella quale molti altri addetti ai lavori sono caduti in passato, della polemica spicciola, aggrappandosi a determinati episodi occorsi durante il match contro il Napoli.

"Errori così grossolani mi fanno pensare male, falsano i campionati. In occasione del 2-1, Demme dà una gomitata sul volto a Tchaouna mentre salta. Non tollero queste sviste: se tiri la maglia è fallo, è penalty e basta. E' successo a Simy con Rrahmani”. Iervolino, in questo modo, tenta giustamente di portar acqua al suo mulino, ma perde inesorabilmente credibilità, abbandonando i punti sui cui in realtà si dovrebbe battere.

Sarebbe stato giusto da parte sua chiedere un confronto con l’AIA per avere delucidazioni in merito a chiarezza ed uniformità di trattamento. Iervolino inciampa nella semplicistica retorica del “favoritismo”, ma il focus non deve essere sull’episodio a favore o sfavore, piuttosto bisogna far luce su lacune evidenti in questo sistema arbitrale per provare a diminuire sempre più la cadenza degli errori. Serve qualcuno che ci spieghi cosa effettivamente si intende per “chiaro ed evidente errore” e a chi tocca giudicare se un contatto, un fallo o qualsiasi episodio di campo sia un oggettivo errore.

Il regolamento sanziona sempre di più anche i minimi contatti in area di rigore; rivalutando gli episodi in Napoli-Salernitana, desta perplessità la poca chiarezza sulle modalità di decisione. Il “rigorino” su Simeone non è stato ravvisato dall’arbitro Marinelli in tempo reale, richiamato successivamente al monitor da Di Bello che ha quindi giudicato fallosa la tipologia e intensità del contatto tra l’attaccante del Napoli e Fazio. È qui che però sorge il dubbio: se la maggior parte dei contatti in area di rigore è sempre sotto la lente d’ingrandimento di un’analisi soggettiva da parte di uomini, di arbitri che non possono uniformare i giudizi perché i fattori e le variabilità di un contatto sono infinite, come si può rendere oggettivo questo processo?

Iervolino avrebbe potuto portare la discussione verso lidi più produttivi, ponendo quella che sarebbe stata la giusta domanda: perché sul contatto di Simeone è intervenuto il VAR e invece sullo scontro Demme-Tchaouna è l’arbitro di campo a giudicare l’intensità del contatto? Sarebbe importante riuscire ad avere un confronto realmente costruttivo, andando al di là del singolo episodio e riuscendo a togliersi per un po’ la maglia del tifoso da dosso.

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