Salerno, ASI-SVIMEZ: cresce occupazione al Sud, ma i giovani partono
Il paradosso del Mezzogiorno al centro di un convegno in Camera di Commercio
Redazione Irno24 21/02/2026 0
Il Sud cresce, ma continua a perdere i suoi figli migliori. Questa la contraddizione al cuore del convegno "La libertà di partire, il diritto di restare", svoltosi ieri mattina presso la Camera di Commercio di Salerno, su iniziativa di ASI Salerno, FICEI e SVIMEZ. Un vertice a porte aperte che ha riunito istituzioni regionali e nazionali, mondo accademico, imprenditori e rappresentanti del territorio in un confronto senza precedenti sul futuro industriale del Mezzogiorno.
I numeri del Rapporto SVIMEZ 2025, presentato dal direttore generale, Luca Bianchi, disegnano un Sud in accelerazione: tra il 2021 e il 2024, il PIL meridionale è cresciuto dell'8,5%, oltre il doppio del +5,8% registrato dal Centro-Nord. L'occupazione ha guadagnato quasi 500mila unità, con il Sud che ha contribuito per oltre un terzo alla crescita occupazionale nazionale. Una performance che non ha precedenti nella storia recente del Mezzogiorno.
Eppure, dietro questi dati positivi si nasconde una ferita aperta. Nello stesso triennio 22-24, 175mila giovani tra i 25 e i 34 anni, 7mila in più rispetto al periodo pre-pandemia, hanno lasciato il Mezzogiorno diretti al Centro-Nord o all'estero. A rendere il paradosso ancora più bruciante è il profilo di chi parte: il 50% degli uomini e il 70% delle donne nella fascia 25-34 anni che emigrano sono laureati. SVIMEZ stima una perdita secca per il Mezzogiorno di circa 6,7 miliardi di euro l'anno in termini di costo di formazione del capitale umano disperso.
Piero De Luca, Capogruppo in Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati, ha riportato la dimensione europea della questione meridionale al centro del dibattito politico nazionale, sottolineando come le sfide del Mezzogiorno siano ormai inscindibili dalle politiche di coesione dell'Unione Europea.
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Redazione Irno24 16/03/2022
Destinazione turistica Salerno, le proposte di Federalberghi al Sindaco
Una stagione turistica che si avvia, a Salerno, partendo dal confronto. Si è concluso l’incontro in programma, stamani, a Palazzo di Città, con gli albergatori cittadini. In un documento, sono state avanzate le proposte di Federalberghi Salerno all’attenzione del sindaco, Vincenzo Napoli, che con l’assessore al Turismo, Alessandro Ferrara, ha manifestato un interesse condiviso ad approfondire le problematiche in cui versa la categoria, nel tentativo di superarle.
Sono dieci i nodi da sciogliere ovvero le priorità da portare avanti, in un’ottica di crescita delle imprese alberghiere e, soprattutto, di rilancio del settore, dopo la battuta d’arresto dell’emergenza sanitaria. Guidare lo sviluppo, si può, soltanto attraverso: sicurezza e lotta all’abusivismo, in tutte le sue forme, per consolidare l’immagine turistica della città; ripristino della manutenzione urbana e del decoro, con annesse zone green e arredo;
mobilità e fruibilità del territorio, semplificando le modalità di accesso e spostamenti in città da parte degli ospiti (Salerno City Card, PUMS, mobilità elettrica a circuito); risorsa mare e acque, servizi balneari, aree di sosta; calendario eventi e fiere, nuovi format, potenziamento musei e cultura; formazione turistica della città, con un piano sviluppo continuo delle competenze, cittadinanza attiva; distretti del commercio e governance partecipata per le attività imprenditoriali; revisione imposte e tributi.
Quanto proposto, tuttavia, non può prescindere dall’efficienza della macchina amministrativa che renda fluidi i processi utili a fare impresa (rinforzo del SUAP, attivazione canale diretto uffici-imprese). Sulla questione accoglienza ai profughi ucraini, non in ultimo, è stato fatto presente ci sia una sola grande struttura immediatamente utilizzabile per ospitare degnamente le famiglie in fuga dalla guerra: l’Ostello della Gioventù Ave Gratia Plena, in via Canali.
Redazione Irno24 20/06/2020
Spegne 131 candeline la pizza Margherita, ma è una festa amara
Compleanno amaro per la pizza Margherita, che qualche giorno fa ha “festeggiato” la sue 131 primavere con le vendite praticamente dimezzate a causa del Coronavirus e del lungo periodo di lockdown che fanno sentire i loro effetti anche in questa prima fase di riapertura, mettendo a rischio il futuro di 63mila pizzerie e circa 200mila addetti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nei giorni in cui si celebra la nascita di uno dei simboli della cucina italiana nel mondo.
Proprio al giugno del 1889 risale, infatti, una lettera del capo dei servizi di tavola della Real Casa Camillo Galli che convocava il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi al Palazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue famose pizze. Nacque così la più nota delle pizze napoletane, condita con pomodoro, mozzarella di latte vaccino, basilico fresco, sale ed olio.
Da allora il fatturato della pizza nel mondo ha superato i 100 miliardi di euro, confermandosi un tesoro del Made in Italy e un simbolo del successo della dieta mediterranea nel mondo, tanto che l’Unesco ha proclamato nel 2017 l’arte dei pizzaioli patrimonio immateriale dell’umanità. La colonna portante di un sistema economico che la pandemia ha messo però in gravissime difficoltà.
Nel periodo pre-Covid 19 solo in Italia si sfornavano circa 8 milioni di pizze ottenute grazie all’utilizzo di 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. La chiusura forzata dei locali ha avuto dunque un impatto devastante non solo sulle imprese e sull’occupazione ma anche sull’intero sistema agroalimentare che ha visto chiudere un importante sbocco di mercato per la fornitura dei prodotti.
Durante il lockdown dovuto all’emergenza gli italiani non hanno comunque voluto rinunciare alla margherita provando a farla in casa con il raddoppio delle vendite di preparati per pizze (+101%) nei supermercati. Con le prime riaperture in molti sono ricorsi prima alla consegna a domicilio e poi all’asporto pur di non farsi mancare il piatto simbolo del Made in Italy, anche se la ripartenza per i locali resta comunque difficile a causa di una diffusa diffidenza da parte di chi ha ancora paura e dell’assenza totale dei turisti stranieri, da sempre tra i più accaniti consumatori di pizza.
Redazione Irno24 30/12/2020
Saldi in Campania, data ancora non fissata: riunione il 4 Gennaio
In relazione alla diffusione di notizie sulla data di inizio dei saldi invernali, la Regione ribadisce, come già annunciato, che sul tema è stata convocata insieme con le associazioni di categoria un'apposita riunione per Lunedì 4 Gennaio 2021. Pertanto, ad oggi, non è fissata alcuna data per l'inizio dei saldi in Campania.