Salerno, concerto inaugurale della stagione AFI Falaut ETS 2026
Protagonista della serata del 16 marzo, al teatro Pasolini, sarà il violinista Quarta
Redazione Irno24 11/03/2026 0
Sarà il Teatro Pasolini di Salerno, affacciato sul suggestivo Lungomare Trieste, ad ospitare lunedì 16 marzo, alle ore 18:30, il concerto inaugurale della stagione artistica 2026 dell’Associazione AFI FALAUT ETS, intitolato "I 5 ELEMENTI". Un evento che segna l’inizio della nuova programmazione con un progetto musicale originale, capace di fondere linguaggi diversi, dalla tradizione classica alle sonorità contemporanee, in un’esperienza sonora accessibile e suggestiva per ogni tipo di pubblico. Il concerto inaugurale è organizzato in collaborazione con il Parco Storico Sichelgaita e con la partecipazione di molteplici associazioni culturali di Salerno.
Protagonista della serata del 16 (moderata dal giornalista Aniello Palumbo) sarà il violinista Alessandro Quarta, definito “il rocker della musica classica” e artista di fama internazionale riconosciuto per la sua capacità interpretativa e per la versatilità stilistica, accompagnato al pianoforte da Giuseppe Magagnino, musicista di grande sensibilità e raffinatezza.
Sul podio, il direttore Cristian Lombardi guiderà l’Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo, formazione attiva nella valorizzazione del repertorio classico e contemporaneo e impegnata nella promozione della cultura musicale sul territorio. Figura emergente nel panorama della direzione d’orchestra, Lombardi si distingue per una concertazione dinamica e una profonda sensibilità interpretativa, capace di guidare l’ensemble con un piglio moderno e una solida preparazione tecnica.
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Grande successo de "I fratelli De Filippo" con scene al Verdi di Salerno
"Ho visto con interesse e commozione il film "I fratelli De Filippo". Grande successo per l'opera di Sergio Rubini che sta battendo tutti i record di ascolto, dopo l'eccellente messa in onda nella prima serata di Rai Uno, sulla piattaforma Rai Play. È la storia ben narrata e recitata di grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo.
Ed è motivo di emozione ed orgoglio per il Comune di Salerno aver contribuito a questo successo mettendo a disposizione il Teatro Verdi di Salerno dove sono state ambientate numerose scene della pellicola. Suggerisco a tutti di vedere, o rivedere, il film disponibile gratuitamente su Rai Play". Lo scrive il sindaco Napoli in una nota.
Redazione Irno24 19/09/2022
Salerno, al Teatro Verdi un omaggio alla canzone d'autore francese
In occasione della Mostra multidisciplinare "Nouvelle Vague" che aprirà le porte a Palazzo Fruscione di Salerno il 23 Settembre, il Teatro Verdi omaggia, con la propria orchestra filarmonica, i registi che fecero parte di questa celeberrima e rivoluzionaria corrente cinematografica.
Il concerto, in programma il 22 settembre alle ore 20:00, sarà diviso in due tempi: il primo dedicato alle melodie struggenti del film "Jules e Jim", in cui rivivranno le atmosfere, ora cupe, ora gioiose, ora malinconiche, che hanno fatto da sfondo al racconto del “triangolo d’amore” più famoso della storia del cinema, tratto dal romanzo di Henri Pierre Rochè, cui seguirà un’incursione di vivacità con il tema musicale di "Tirez sur le Pianiste", secondo lungometraggio del celebre cineasta francese, e di Cartouche (1962) di Philippe de Broca.
Il secondo tempo sarà invece dedicato all’esecuzione delle maestose e solenni musiche del film "Le Meprìs-Il Disprezzo", che Jean-Luc Godard realizzò nel 1963, portando in scena l’omonimo romanzo di Alberto Moravia. La sezione centrale del concerto è invece un omaggio alla canzone d’autore francese.
La splendida voce di Ilaria Pilar Patassini, accompagnata dalla fisarmonica di Salvatore Cauteruccio, intonerà le melodie di brani come "Le tourbillion de la Vie" di Jeanne Moreau, "Les moulins de mon coeur" di Michel Legrand, "Avec le temps" di Leo Ferré, con un ulteriore omaggio a Charles Aznavour, con due brani, "La boheme" e "Sous le ciel de Paris", resa celebre dall’interpretazione storica di Yves Montand.
Andrea Montinaro 20/08/2026
Talankin a Visionnaire26, il cinema civile passa dal FRaC di Baronissi
Baronissi si prepara ad accogliere uno dei nomi più significativi del documentario internazionale contemporaneo. Venerdì 28 agosto, nell’ambito di Visionnaire26, il Museo FRaC ospiterà la proiezione di "Mr Nobody Against Putin", film diretto da David Borenstein e Pavel Talankin, con la presenza in sala dello stesso Talankin per un incontro con il pubblico. La rassegna, in programma dal 22 agosto al 25 settembre, conferma il ruolo del Museo FRaC come spazio culturale che va oltre la semplice programmazione estiva.
Cinema, musica, teatro e confronto pubblico diventano strumenti attraverso cui un luogo della Valle dell’Irno si apre a temi che attraversano il dibattito internazionale. Il film racconta la storia di Pavel "Pasha" Talankin, insegnante e videomaker in una scuola russa. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la vita scolastica cambia progressivamente: le lezioni si riempiono di retorica patriottica, aumentano le attività di propaganda e la scuola diventa uno dei luoghi in cui il potere prova a costruire consenso tra i più giovani.
Chiamato a documentare gli eventi ufficiali dell’istituto, Talankin decide di usare la videocamera anche in un altro modo: registrare ciò che accade davvero, trasformando un gesto quotidiano in una testimonianza civile. "Mr Nobody Against Putin" ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui il premio al Sundance Film Festival, il BAFTA come miglior documentario e l’Oscar 2026 nella stessa categoria. La presenza del film a Baronissi non è rilevante soltanto per il prestigio dei premi, bensì anche per il significato culturale e sociale dell’iniziativa: portare in un museo territoriale un’opera che parla di scuola, propaganda, libertà e responsabilità individuale.
In questo senso, Visionnaire26 offre una possibilità ulteriore: dimostrare che anche i luoghi culturali di provincia possono diventare spazi di discussione pubblica. Non semplici contenitori di eventi, ma presìdi in cui il cinema aiuta a interrogare il presente, a leggere i conflitti e a capire come le grandi questioni internazionali entrino nella vita quotidiana delle persone. La vicenda raccontata dal documentario parte da una piccola città russa, ma pone domande universali: che cosa accade quando l’educazione smette di essere uno spazio critico? Quale responsabilità ha chi osserva dall’interno un sistema che cambia? E quanto può essere politico un gesto apparentemente semplice come continuare a filmare?
Con la presenza di Pavel Talankin, il FRaC di Baronissi non ospita soltanto una proiezione cinematografica, ma un’occasione di confronto sul valore della testimonianza e sul ruolo della cultura come strumento di consapevolezza. In un tempo in cui le immagini scorrono rapidamente, e spesso si consumano senza lasciare traccia, il documentario ricorda che raccontare può essere ancora una forma di resistenza.