Stato di crisi per l'agroalimentare, la protesta dei trattori a Salerno

Le delegazioni di Altragricoltura consegnano formalmente la lettera aperta al Ministro Lollobrigida

Redazione Irno24 28/10/2026 0

Oltre cento trattori in marcia da Battipaglia a Salerno e 70 dallo stadio di Casal di Principe verso Caserta. La mobilitazione del mondo agricolo, dell'allevamento e della pesca in Campania è partita con i mezzi in strada, che lungo i tragitti raccolgono nuove adesioni per convergere verso i punti di incontro e le Prefetture. Le delegazioni di Altragricoltura della Rete dei Municipi Rurali e del COAPI stanno consegnando formalmente la lettera aperta al Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, attraverso i Prefetti dei territori.

La protesta rilancia con forza una richiesta chiara di fronte a una situazione che è diventata insostenibile. Nel secondo trimestre del 2026, i prezzi agricoli nell'UE sono scesi del 58%, mentre i costi degli input sono saliti del 47%, con impennate del 22% per energia e lubrificanti e del 134% per i fertilizzanti. Per moltissime aziende non è neppure possibile mettere a coltura i terreni, mentre olio vino e altre produzioni restano invenduti.

"Chiediamo al Governo - scrive Altragricoltura in una nota - di aprire subito un tavolo di confronto per arrivare a una Dichiarazione formale dello Stato di Crisi o di Emergenza della Piccola e Media Impresa Agroalimentare, condivisa con le Regioni. Le priorità sul tavolo sono concrete: un intervento forte sull'indebitamento delle aziende tra moratorie e ristrutturazioni; lo stop alle importazioni selvagge e l'applicazione delle clausole di salvaguardia contro il dumping; tracciabilità vera, costi produttivi certi, un prezzo minimo garantito al campo e stop alle pratiche sleali; misure straordinarie per abbattere i costi di carburanti e fattori produttivi, affrontando al contempo le emergenze ambientali come la siccità e la fauna selvatica".

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Redazione Irno24 23/02/2022

Confesercenti Salerno: "Caro energia e burocrazia, la ripartenza non c'è"

"Non è certamente una novità, è soprattutto il mondo dell'impresa a saperlo, che la burocrazia, e gli eccessi di questa pratica cara alla politica italiana, opprime imprese ed imprenditori e ne determina spesso la loro estinzione economica. Addirittura, nello sforzo di interventi a sostegno dell’economia, notiamo una quantità sproporzionata di documentazione da produrre per poter accedere a crediti di imposta, finanziamenti a fondo perduto o in regime de minimis.

Abbiamo sempre sostenuto che, nel periodo emergenziale più preoccupante, qualche attività normativa aggiuntiva sarebbe stata necessaria, ma ancora oggi riscontrare questa pratica rappresenta un vero e proprio ostacolo alla crescita, alla ripartenza ed alla sburocratizzazione. Una nuova ondata di regole e normative a valere sul mondo delle imprese, nuovi e vecchi balzelli che finiscono inevitabilmente per fagocitare il tessuto economico e sociale, creando nuova povertà diffusa.

I venti di guerra provenienti dall'Ucraina, che hanno messo in risalto il deficit energetico di tutto il Paese, con aumenti esorbitanti per il mondo dell’impresa, stanno disintegrando le piccole attività commerciali; un ristorante che pagava 14mila euro ne pagherà 26mila, un bar che ne pagava 12mila ne pagherà 18mila, un fornaio che ne pagava 3mila ne pagherà 6mila, un parrucchiere che già pagava 8mila euro ne pagherà 12mila, rincari che - sempre se l’azienda non ritenga utile chiudere - si ripercuoteranno sull'utenza finale sui consumatori.

Questi dati che appartengono alla drammatica situazione dell'economia reale, unitamente agli impegni bancari extra, contratti proprio in epoca Covid, rappresentano un ulteriore aggravio di pressione su imprese e famiglie; proprio per questo, stiamo cercando di rappresentare tutto ciò in maniera puntuale ai nostri 'euroburocrati', sperando che a tutti i livelli capiscano le difficoltà del nostro tessuto economico e sociale, che si regge su comunità piccole, dove da sempre vige un equilibrio commerciale armonico.

Riconosciamo certamente un impegno istituzionale, così come sempre ribadito, ma non è bastato e non basterà per favorire un vero clima di ripartenza diffusa; abbiamo visto i dati nazionali sulle cessazioni e sulle chiusure di imprese, specie nel settore del turismo e del commercio tradizionale. Molti dei nostri associati, dai balneari, agli imprenditori del trasporto NCC, al settore dell’ospitalità, stanno ancora aspettando il cosiddetto poderoso piano socio-economico per una vera ripartenza, i fondi del PNRR sono ancora troppo “lontani” dalla realtà del quotidiano dei nostri esercenti.

Il nostro impegno è rivolto con ancora più vigore ed energia alle categorie più soffocate da questa crisi: ai pubblici esercizi, ai ristoratori, agli artigiani, ai piccoli commercianti delle nostre città, insomma ai veri rappresentanti dell’'economia reale, quella che noi in Confesercenti difendiamo quotidianamente, per questo diciamo a tutti coloro che hanno impegni di governo e di amministrazione di fare il possibile per tutelare gli attuali imprenditori, accompagnandoli davvero fuori dalla pandemia socio-economica".

Raffaele Esposito, Presidente Confesercenti Provinciale di Salerno

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Redazione Irno24 05/06/2020

Botteghe alimentari alla riscossa, si spende solo per mangiare

Si spende solo per mangiare con gli acquisti di prodotti alimentari che sono aumentati del 6,1% ad aprile in controtendenza al crollo generale fatto registrare dal commercio. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sul commercio al dettaglio nel mese di aprile. Le vendite di prodotti alimentari aumentano in tutte le tipologie di dettaglio, dalla grande distribuzione (+6,9%) ai discount (+9,3%) fino alle piccole botteghe alimentari che fanno segnare il record dell’11,2%.

Un aumento pari a quasi il doppio della media per il cibo, dovuto alla ricerca nel momento degli acquisti del rapporto personale di fiducia maggiormente garantito nei piccoli negozi in un momento di grande incertezza ma anche alla necessità di evitare lunghi spostamenti per rispettare le misure di sicurezza imposte e ridurre i rischi.

L’approvvigionamento alimentare degli italiani durante il lockdown è stato garantito grazie a 3 milioni di lavoratori che nonostante i rischi per la salute hanno continuato a lavorare in piena pandemia in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercato (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000).

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Redazione Irno24 06/09/2023

Confesercenti Salerno al fianco dei ristoratori: "Prezzi cresciuti ma no complotto"

"La ristorazione si conferma tra le eccellenze del nostro Paese e della nostra provincia, patria della dieta mediterranea. Siamo in linea con i dati elaborati a livello nazionale anche qui nella nostra provincia, il tasso di soddisfazione dei clienti premia il settore della ristorazione e del food per il quale lavoriamo quotidianamente. Per questo le polemiche estive sui cosiddetti scontrini pazzi ci hanno lasciato perplessi.

Disonesti e furbi ci sono purtroppo in ogni settore, ma le generalizzazioni sono sempre ingiuste: così si reca danno non solo agli imprenditori onesti, che restano la stragrande maggioranza, ma anche alla reputazione complessiva del nostro sistema di ristorazione, distorcendo percezioni e attese dei consumatori. D’altra parte, il settore è caratterizzato da una enorme concorrenza, sia in termini di tipologia che di varietà, e il cliente può scegliere quali ristoratori premiare.

È vero che i prezzi finali, in media, sono cresciuti, ma non è un complotto dei ristoratori: è l’effetto degli aumenti registrati da energia, logistica e prodotti alimentari, sia freschi che lavorati, e anche degli interessi sui prestiti, che praticamente tutte le imprese della ristorazione hanno dovuto prendere per sopravvivere in tempi di Covid. Aumenti che si riflettono ovviamente anche sul conto: i ristoranti sono perlopiù piccole imprese, che non possono certo vendere sottocosto". Così in una nota il presidente di Confesercenti Salerno, Raffaele Esposito.

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