Turisti stranieri nel salernitano, Confesercenti: "Merito anche ad operatori"

"Nonostante le difficoltà, continuano a garantire accoglienza, professionalità e qualità dei servizi"

Raffaele Esposito

Redazione Irno24 03/11/2026 0

"I dati in nostro possesso, elaborati dalla segreteria Assoturismo, confermano un significativo incremento, seppur lieve, della presenza di ospiti internazionali nella provincia di Salerno. In bassa stagione non determinano flussi tali da poter spalmare ricchezza diffusa, ma contribuiscono a dare segnali positivi alle imprese ed agli operatori turistici indiretti". Lo afferma Raffaele Esposito, presidente di Confesercenti Salerno.

"Un risultato che non nasce per caso - spiega - ma che è il frutto di una combinazione di fattori positivi: condizioni climatiche favorevoli, la crescente operatività dell'Aeroporto e, soprattutto, l'intensa e costante attività di promozione turistica e territoriale che la CCIAA di Salerno, la Regione Campania e operatori privati hanno portato avanti con determinazione nell'ultimo triennio. Accanto a questo dato, però, ritengo doveroso evidenziare un altro aspetto, spesso sottovalutato: il grande impegno quotidiano degli imprenditori e dei lavoratori dell'ospitalità salernitana.

Donne e uomini che, nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, tra caro energia, difficoltà di recepire manodopera specializzata e costi in generale, continuano a garantire accoglienza, professionalità e qualità dei servizi, contribuendo in maniera decisiva alla crescita dell'attrattività della nostra destinazione. I nostri operatori sanno benissimo che bisogna assolutamente fare di più e meglio, ma rappresentano da sempre quella linfa vitale delle nostre comunità, che va tutelata ed accompagnata nei processi di riqualificazione e crescita.

Nel territorio a sud di Salerno, tra Cilento, Vallo di Diano e Golfo di Policastro, gli operatori sono chiamati ogni giorno a confrontarsi con criticità infrastrutturali e collegamenti non sempre adeguati. Nonostante servizi essenziali erogati a singhiozzo e una viabilità condizionata dalla presenza di numerosi cantieri, le imprese turistiche riescono comunque a sostenere una domanda crescente e ad offrire ai visitatori un'esperienza di qualità. Per questo motivo, i risultati registrati non devono essere letti esclusivamente come un successo dei numeri, ma anche come il riconoscimento della resilienza, della capacità imprenditoriale e del sacrificio di un comparto che continua a rappresentare uno dei principali motori economici della provincia di Salerno e del Cilento".

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Redazione Irno24 24/06/2021

Addio a una bottiglia d'olio made in Italy su 4, l'allarme Coldiretti

Con l’addio ad una bottiglia di olio extravergine Made in Italy su quattro per il crollo del 25% della produzione nazionale è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come nazionale il prodotto importato di minore qualità. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Ismea che stimano una produzione nazionale di 273mila tonnellate per effetto soprattutto del calo nelle regioni del Sud dove si concentrano i maggiori raccolti con Puglia, Calabria e Sicilia che fanno registrare contrazioni nella produzione rispettivamente del 45%, 36% e 5%.

In queste condizioni è importante verificare attentamente l’etichetta anche se - denuncia Coldiretti - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

La scritta - precisa Coldiretti - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.

Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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Redazione Irno24 18/07/2024

Salerno, a settembre la seconda edizione di "Agrifood Future"

Lunedì 22 luglio, alle ore 11:00, presso la Sala delle Conferenze della Camera di Commercio di Salerno, in via Generale Clark 19-21, si terrà la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione di "Agrifood Future", appuntamento organizzato dalla Camera di Commercio di Salerno e da Unioncamere, che dall'8 al 10 settembre coinvolgerà istituzioni, imprese ed enti di ricerca con l'obiettivo di promuovere un confronto aperto sul futuro dell'agroalimentare.

La conferenza sarà occasione per presentare alcuni appuntamenti chiave della tre giorni. Tra questi, la strategia "AI per il Made in Italy" di Google dedicata all'agroalimentare, che porterà a Salerno i rappresentanti della multinazionale tecnologica. Inoltre, focus sulla sostenibilità, il turismo, la cultura, l'innovazione scientifica.

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Redazione Irno24 07/01/2021

Ristorazione ko, i dati Fipe-Confcommercio: "Bisogna riaprire"

Come emerso dai dati elaborati dall’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, il 2020, l’annus horribilis della ristorazione italiana, si è chiuso nel peggiore dei modi: 37,7 miliardi di euro di perdite, circa il 40% dell’intero fatturato annuo del settore andato in fumo. Per questo la Fipe-Confcommercio ha scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, chiedendo un incontro urgente per elaborare insieme un piano organico di interventi destinato alle imprese e i lavoratori dei Pubblici Esercizi, anche con l’obiettivo di programmare una riapertura in sicurezza dei locali.

Il punto di partenza della discussione saranno proprio i conti di fine anno, che hanno messo in luce come il colpo più duro al settore sia arrivato dalle chiusure di novembre e dicembre. Storicamente, nel periodo delle festività dicembrine per una parte rilevante dei locali si arriva a generare fino al 20% del fatturato annuo: nel quarto trimestre 2020, invece, le perdite registrate hanno superato i 14 miliardi di euro, con un meno 57,1% dei ricavi, peggio ancora di quello che era successo nel II trimestre, quello del primo lockdown.

Questa fine d'anno ha di fatto vanificato gli sforzi estivi che pure avevano portato ad un contenimento delle perdite in alcune aree turistiche del Paese. Le grandi città, dove ha pesato di più l’assenza del turismo internazionale, non hanno invece beneficiato nemmeno della tregua estiva, registrando perdite complessivamente superiori all’80%.

“La ristorazione italiana - dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio - non ha pace: ogni volta che si avvicina la scadenza delle misure restrittive, ne vengono annunciate di nuove e si riparte da zero. Così anche il primo provvedimento del 2021 ha disposto la chiusura di bar e ristoranti nei fine settimana, lasciando gli imprenditori nell’incertezza dall’11 gennaio in poi, con i danni e le distorsioni che ne conseguono. Chiediamo a Governo e Comitato Tecnico Scientifico di dare prospettive diverse - più certe, ma anche più motivanti - ad un settore che ha pagato un prezzo altissimo, ma soprattutto che ha già dimostrato di poter lavorare in totale sicurezza”.

Da Confcommercio Salerno, rivendicando il senso di responsabilità di un settore che, sin dal primo istante, si è adeguato alle continue prescrizioni, gli fa eco il presidente, Giuseppe Gagliano: "La situazione provinciale è stata già evidenziata qualche settimana fa, a proposito del crollo del fatturato degli alberghi anche negli ultimi mesi dell’anno. Nel panorama dei pubblici esercizi salernitani, le cui dinamiche sono strettamente connesse al turismo, ci sono tendenze analoghe. Oltre alle limitazioni previste dalle normative vigenti, ad aggravare la condizione c’è l’assenza di Luci d’artista, evento che permetteva alle imprese di mettere un bel po’ di fieno in cascina.

E’ impensabile tamponare i danni, potendo lavorare con asporto e consegna a domicilio o con le aperture, laddove permesse, fino alle 18, escludendo la cena che è il momento di maggior consumo. Dalla pandemia si esce con il contributo di tutti, non sacrificando alcune categorie che vengono considerate alla stregua di untori. Non va mai dimenticato che, spesso, dietro un bar o un ristorante ci sono i sacrifici di una vita dell’imprenditore, e ci sono lavoratori e fornitori che soffrono per il blocco delle attività".

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