Accordo per vaccini in aziende, Uil Campania: "Essenziale per far ripartire economia"

La firma a Palazzo Santa Lucia con De Luca e i segretari generali dei sindacati

Redazione Irno24 26/04/2021 0

"Si rimodula l'accordo nazionale sui vaccini nelle aziende e, a livello territoriale, in Campania, Cgil Cisl e Uil hanno aggiunto un elemento innovativo, quello di vaccinare non solo i dipendenti ma anche i familiari, dopo aver vaccinato le categorie prioritarie e i fragili".

E' quanto afferma Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Campania, a margine dell'incontro tenutosi oggi pomeriggio a Palazzo Santa Lucia. L'accordo è stato siglato dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, dal presidente Confindustria Campania, Vito Grassi, e dai tre segretari generali Cgil Cisl e Uil Campania, Nicola Ricci, Doriana Buonavita e Giovanni Sgambati.

"E' un accordo importante - sottolinea Sgambati - lo strumento essenziale per mettere in sicurezza i lavoratori, i cittadini e far ripartire l'economia. Dopo le categorie fragili e gli anziani, passando per le categorie cosiddette 'economiche' e quelle legate al rilancio del turismo, possiamo sperare di poter ritornare gradualmente alla normalità e superare questo periodo complicato e difficile. Tutto questo è possibile solo se arrivano i vaccini nella nostra regione".

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Redazione Irno24 06/02/2021

Fipe Confcommercio, si attende ok per riaperture serali

Dopo l’incontro dello scorso 18 gennaio con il Ministro Patuanelli e la Sottosegretaria Morani, si era aperto un articolato e serrato confronto tra le principali sigle sindacali del mondo della ristorazione (fra cui Fipe Confcommercio), il Ministero dello Sviluppo economico e i vertici del Comitato Tecnico Scientifico per vagliare la possibile riapertura dei pubblici esercizi, entro l’orario consentito.

Oggi, questo dialogo porta i primi risultati concreti, una svolta per il settore: il CTS ha infatti condiviso di valutare in modo differente i diversi profili di rischio all’interno del variegato settore della ristorazione, privilegiando chi ha a disposizione spazi e sedute per la consumazione di cibi e bevande.

Tale possibilità - ha nondimeno sottolineato il CTS - dovrà essere accompagnata dal massimo rigore sull’applicazione delle misure di sicurezza sanitaria: distanziamento di un metro non solo tra i tavoli, ma anche nelle aree di passaggio, l’utilizzo sistematico dei dispositivi di protezione individuale per gli addetti al servizio, l’esposizione di una chiara informativa all’esterno dei locali con l’indicazione della capienza massima.

"E’ un risultato significativo che arriva grazie ad un confronto molto intenso e propositivo – commenta Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio - Dopo un anno nel quale le nostre attività sono state costrette a rimanere chiuse o a lavorare in condizioni proibitive, ci auguriamo che il Governo che si sta costituendo in questi giorni provveda nel più breve tempo possibile all’emanazione di un nuovo Dpcm per consentire di aprire a cena fino alle 22 in fascia gialla e durante le ore diurne in fascia arancione a chi ha spazi con tavoli".

Dal distretto provinciale di Fipe Confcommercio Salerno, arrivano le considerazioni del Presidente Giuseppe Gagliano: "È noto che gran parte del fatturato dei pubblici esercizi venga realizzato nelle ore serali. Le imprese sono in piena emergenza economica e hanno bisogno di riprendere a lavorare.

Ma per evitare che l’apertura fino a sera per quei locali che possono garantire la sicurezza ai clienti, privilegiando il distanziamento e le sedute ai tavoli, sia solo un passo avanti temporaneo, va assicurato il massimo rigore nel rispetto delle misure. Questa è la posizione che abbiamo sempre rappresentato alle Istituzioni, con cui non è mai venuto meno il confronto. Sempre fermo, propositivo e rispettoso dei ruoli, di certo, mai urlato".

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Redazione Irno24 09/04/2020

Fondo per piano socio economico della Campania portato a 900 milioni

"Con un ulteriore straordinario sforzo nel reperimento di risorse - afferma in una nota il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca - il fondo per il Piano Socio Economico della Campania è stato portato a 900 milioni di euro. L'incremento di altri 300 milioni in aggiunta ai 600 già stanziati consentirà di aumentare tutte le pensioni al minimo e gli assegni sociali.

Intanto si sta completando il lavoro per la definizione della platea dei beneficiari di tutte le misure di sostegno previste dal Piano e per l'attivazione della piattaforma informatica che consentirà di accedere alle stesse.

Inoltre, a conclusione di un lungo lavoro cominciato nei mesi scorsi, si è chiuso l'iter per un'altra misura straordinaria di sostegno alle imprese, con l'operazione finanziaria dei 'mini bond' garantiti dalla società della Regione 'Sviluppo Campania'. Un'operazione di sostegno al credito importante che va a integrare il Piano Socio Economico della Campania, e che sarà utilissima nei prossimi mesi".

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Redazione Irno24 01/06/2021

Pil, Coldiretti: con +3,9% il record è in agricoltura

A far segnare la maggiore crescita del PIL è l’agricoltura con un balzo del 3,9% del valore aggiunto in termini congiunturali ma ad aumentare è anche l’occupazione nei campi. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al primo trimestre del 2021 rispetto a quello precedente. Si tratta - sottolinea Coldiretti - della migliore performance tra tutti i settori produttivi con l’agricoltura che cresce dell’1,3% anche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’agricoltura italiana è una risorsa fondamentale per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e lavoro per il Paese come evidenzia l’indagine Coldiretti/Notosondaggi secondo la quale più di otto italiani su dieci (83%) considerano l’agricoltura importante per il rilancio dell’economia del Paese, con una percentuale di consensi che balzata del 19% nel 2021 rispetto a prima della pandemia.

Le aziende agricole italiane - prosegue la Coldiretti - non hanno mai smesso di lavorare per garantire la continuità delle forniture alimentari sugli scaffali di negozi e supermercati e consentire quindi alle famiglie di fare la spesa. Un ruolo ricoperto con responsabilità e dedizione da quasi 740mila imprese agricole impegnate per la tutela del paesaggio, lo sviluppo economico del Paese, la sicurezza e la salute attraverso la produzione di cibo.

A pesare su quasi una azienda agricola su cinque (18%) è stata la riduzione della domanda di prodotti provocata soprattutto dal crollo del turismo e dal taglio degli acquisti da parte dei bar, ristoranti e pizzerie costretti alla chiusura ma tra le preoccupazioni delle aziende c’è l’impatto dell’aumento dei costi di produzione (7,5%) secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

“Siamo di fronte ad cambiamento epocale – commenta Gennarino Masiello, vice presidente nazionale di Coldiretti – che vedrà l’agricoltura sempre più al centro di scelte strategiche intersettoriali, come presidio ambientale e sociale del territorio. Produrre cibo diventa cardine di una nuova visione dell’economia, dove qualità, salubrità, tracciabilità, innovazione, circolarità e sostenibilità sono concreti strumenti di sviluppo.

Occorre accompagnare questo processo con un profondo processo di sburocratizzazione, accelerando e rendendo efficiente la macchina amministrativa. È un treno che non possiamo perdere, in particolare in una regione come la Campania, superando inefficienze e ostacoli”.

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