Altri bivacchi rimossi a Salerno su sponde Irno, intervento in via Caterina

Liberata l'area da suppellettili, masserie, derrate alimentari e rifiuti

Redazione Irno24 08/06/2023 0

"Proseguiamo nell'attività di rimozione di bivacchi ed accampamenti abusivi. Dopo l'intervento di ieri, nei pressi della foce, la Polizia Municipale di Salerno è intervenuta anche oggi lungo le sponde del fiume Irno, all'altezza di via Eugenio Caterina.

Anche in questo caso, gli agenti, guidati dal capitano Mario Elia, con il supporto di Salerno Pulita, hanno provveduto a liberare l'area da suppellettili, masserie, derrate alimentari e rifiuti. Nessuno è stato trovato all'interno dell'accampamento abusivo.

Sono in corso ulteriori indagini per identificare i responsabili di una situazione molto preoccupante di degrado urbano, ambientale e sicurezza. Ha seguito l'operazione il Capo Staff Vincenzo Luciano. Proseguiremo l'intervento con la completa bonifica ambientale della zona. Ed interverremo in altri punti della città per criticità analoghe". Lo scrive il sindaco Napoli sui social.

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Salvatore Riela 29/07/2026

Terapia genica per emofilia B, svolta epocale nella sanità in Campania

Un passaggio epocale per la sanità campana e un messaggio di profonda speranza per i pazienti affetti da malattie rare. La Regione, infatti, ha annunciato un traguardo di straordinaria rilevanza scientifica e assistenziale: l'introduzione e la somministrazione della terapia genica per il trattamento dell'emofilia B. Un risultato che posiziona la rete sanitaria regionale ai vertici nazionali nell'ambito delle terapie avanzate, dimostrando come l'eccellenza medica possa integrarsi con l'organizzazione pubblica e possa rappresentare una speranza accessibile a tutti.

L'emofilia B è una patologia genetica rara e invalidante, caratterizzata dalla carenza del Fattore IX della coagulazione. Fino a oggi, la gestione di questa condizione ha imposto ai pazienti un percorso terapeutico complesso e gravoso, basato sulla somministrazione periodica e a vita di infusioni endovenose per prevenire emorragie spontanee o post-traumatiche. Un regime che, pur garantendo la sopravvivenza, condiziona pesantemente la quotidianità, l'autonomia e la qualità della vita di chi ne è affetto, con un impatto significativo anche sulle famiglie e sulla psicologia del paziente.

La vera svolta è rappresentata dal meccanismo d'azione della terapia genica: attraverso un'unica somministrazione, viene veicolato un gene funzionale all'interno delle cellule epatiche del paziente, mettendole in grado di produrre autonomamente il Fattore IX mancante. I dati clinici mostrano una drastica riduzione delle emorragie e, nella maggior parte dei casi, l'eliminazione della necessità di ricorrere alle profilassi tradizionali. Non si tratta semplicemente di una cura, ma di una concreta possibilità di restituire ai pazienti una libertà fino a ieri del tutto impensabile.

Questo traguardo nasce dal lavoro sinergico dei centri di riferimento regionali e delle strutture universitarie della Campania, da sempre in prima linea nella ricerca e nella cura delle malattie emorragiche ereditarie. L'adozione di questi farmaci ad altissima tecnologia testimonia l'impegno concreto delle istituzioni locali nell'investire in innovazione e nell'assicurare un accesso equo alle cure più all'avanguardia a tutta la popolazione. La Campania dimostra di saper coniugare ricerca scientifica di alto profilo e capacità organizzativa, mettendo a disposizione della popolazione i risultati ottenuti per offrire un catalogo sanitario sempre più aggiornato.

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Redazione Irno24 18/02/2026

Scarti ittici per la cura delle ustioni, la Campania presenta PEPECO

La Regione Campania, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon e la Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno presentato ad Aquafarm di Pordenone (fiera internazionale dell’acquacoltura, della molluschicoltura, dell’allevamento dei pesci e delle tecnologie innovative applicate all’intera filiera ittica) il progetto Pepeco, che esplora l’utilizzo della pelle di pesce per la produzione di fogli biocompatibili destinati al trattamento delle ustioni nonché per la produzione di collagene marino da utilizzare nella chirurgia plastica ricostruttiva, come nella correzione della labiopalatoschisi.

Il progetto è finanziato dal FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura) ed è nato da un accordo di collaborazione tra la Regione Campania, l’AORN Santobono-Pausilipon e il Dipartimento di Biotecnologie Marine Ecosostenibili della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. L’iniziativa si inserisce pienamente nella strategia regionale di promozione della bioeconomia circolare e punta a dare nuova vita ai sottoprodotti della filiera acquicola, in particolare pelle e collagene di pesci mediterranei allevati, trasformandoli in materiali ad alto valore aggiunto destinati al settore biomedicale.

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Redazione Irno24 30/09/2020

Report "Mal'aria" di Legambiente, città campane non raggiungono la sufficienza

Che aria si respira nelle città italiane e che rischi ci sono per la salute? Di certo non tira una buona aria e con l’autunno alle porte, unito alla difficile ripartenza dopo il lockdown in tempo di Covid, il problema dell’inquinamento atmosferico e dell’allarme smog rimangono un tema centrale da affrontare.

A dimostrarlo sono i nuovi dati raccolti da Legambiente nel report Mal’aria edizione speciale nel quale l’associazione ambientalista ha stilato una “pagella” sulla qualità dell’aria di 97 città italiane sulla base degli ultimi 5 anni – dal 2014 al 2018 – confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2.

Limiti quelli della OMS che hanno come target esclusivamente la salute delle persone e che sono di gran lunga più stringenti rispetto a quelli della legislazione europea (limite medio annuo 50 µg/mc per il Pm10, 25 µg/mc per il Pm2,5 e 40 µg/mc per il NO2) e il quadro che emerge dal confronto realizzato da Legambiente è preoccupante: solo il 15% delle città analizzate ha la sufficienza contro l’85% sotto la sufficienza.

Delle 97 città di cui si hanno dati su tutto il quinquennio analizzato (2014 – 2018) solo l’15% (ossia 15) raggiungono un voto superiore alla sufficienza: Sassari (voto 9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (6). Città campane tutte al di sotto della sufficienza: Avellino voto 4, Salerno, Napoli, Caserta e Benevento voto 3.

IL REPORT COMPLESSIVO

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