Anche in Campania sciopero dei benzinai dal 14 al 16 Dicembre
Imprese di gestione non inserite fra categorie beneficiarie dei Decreti Ristori
Redazione Irno24 12/12/2020 0
A partire dalle 19 di lunedì 14 dicembre, fino alle 15 di mercoledì 16, la Federazione Italiana Gestori Impianti Carburanti della Campania, così come i colleghi degli impianti di rifornimento delle altre regioni, saranno chiusi per sciopero. La decisione si è resa indispensabile per l’indisponibilità del Governo ad inserire le piccole imprese di gestione tra le categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi Decreti Ristori.
La distribuzione carburante è classificata come servito pubblico essenziale, dovendo garantire la circolazione dei mezzi di emergenza e per consentire lo spostamento delle persone ed il trasporto delle merci e, pertanto i gestori, oltre a subire cali drastici del proprio fatturato dovuti alla limitazione della mobilità e al coprifuoco notturno, non hanno in nessuno modo potuto contenere i costi di gestione.
Una scelta dovuta, in quanto tutto questo sta portando al progressivo fallimento delle piccole imprese, con conseguenze drammatiche per i livelli occupazionali del settore.
Potrebbero interessarti anche...
Redazione Irno24 17/05/2020
Conte ha firmato il decreto, comincia ufficialmente la fase 2
"Abbiamo approvato il decreto-legge che da lunedì 18 maggio ci consente di entrare a pieno regime nella fase due; abbiamo anche ultimato il dpcm con le norme attuative di questo decreto-legge. Affrontiamo questa fase due con voglia di ricominciare ma con prudenza". Così aveva esordito, Sabato sera, il Premier Conte nel messaggio alla nazione in streaming. Domenica pomeriggio è arrivata la firma sul nuovo DPCM (link in fondo a questo articolo) dopo una serrata trattativa con le Regioni.
"I dati della curva epidemiologica sono incoraggianti, ci confermano che gli sforzi collettivi fin qui fatti hanno prodotto i risultati attesi: è sceso il numero dei malati, dei contagiati, dei decessi, è aumentato il numero dei guariti. Abbiamo inoltre potenziato le nostre strutture ospedaliere: abbiamo nuovi posti in terapia intensiva e subintensiva. Abbiamo anche incrementato i controlli con i tamponi e con i test sierologici; stiamo adesso per sperimentare la nuova app Immuni. In definitiva, siamo nella condizione di affrontare questa fase due con fiducia ma anche senso di responsabilità.
Da lunedì ci si sposterà all'interno della regione senza nessuna limitazione: quindi via le autocertificazioni. Questo significa uscire di casa senza più dover giustificare i motivi dello spostamento. Si potrà andare dove si vuole: in un negozio, in montagna, al lago, al mare. Riprende anche la vita sociale, riprendono gli incontri con gli amici. Rimane naturalmente il divieto di uscire di casa per chi è positivo al virus, per chi viene posto in quarantena. Rimangono anche limitazioni per chi ha sintomi riconducibili al Covid-19, che dovrà rimanere a casa.
Resta il divieto di creare assembramenti di persone in luoghi pubblici. In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro e, anche, raccomandiamo di portare con sé la mascherina che peraltro va indossata obbligatoriamente in alcuni specifici luoghi. In ogni caso raccomandiamo sempre di indossarla al chiuso o anche all'aperto nell'eventualità - immaginate - di una strada particolarmente affollata in cui ci fosse il rischio o l'impossibilità di rispettare le distanze".
Il Presidente ha quindi spiegato che fino al 3 giugno gli spostamenti interregionali saranno possibili solo per motivi di lavoro, salute e urgenza. A partire da tale data, se i dati continueranno ad essere incoraggianti, oltre che su tutto il territorio italiano, sarà possibile viaggiare all’interno degli Stati dell’Unione europea, senza obbligo di quarantena per chi arriva in Italia.
Per quanto riguarda le attività commerciali, dal 18 maggio riapriranno i negozi di vendita al dettaglio (quali ad esempio abbigliamento, calzature), le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici), così come le attività per la ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub). Il tutto a condizione che le Regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e che vengano adottati protocolli di sicurezza. Sempre a partire da lunedì potranno riprendere la loro attività gli stabilimenti balneari, così come potranno riprendere gli allenamenti degli sport di squadra e riapriranno i musei. Il tutto sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza specifici.
Dal 18 maggio è prevista anche la ripresa delle celebrazioni liturgiche e religiose in ossequio alle disposizioni di sicurezza stabilite nei protocolli firmati nei giorni scorsi dal Governo e dalle rappresentanze delle varie comunità religiose. Il Presidente Conte, infine, ha annunciato che dal 25 maggio è stata programmata la riapertura di palestre, piscine, centri sportivi e che dal 15 giugno potranno riprendere le loro attività cinema e teatri. Il Presidente ha quindi spiegato che le singole Regioni avranno la possibilità di decidere se ampliare o restringere le misure in base alle valutazioni sui dati epidemiologici dei loro territori.
Redazione Irno24 18/05/2026
Tratta di persone e sfruttamento, misure cautelari anche nel salernitano
Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, con il supporto dell’Arma territoriale, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nelle province di Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco. Il provvedimento, scaturito da una complessa attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) di Potenza, ha interessato 12 persone (fra italiani e indiani), destinatarie: 2 della custodia cautelare in carcere, 5 degli arresti domiciliari e 5 dell’obbligo/divieto di dimora.
Sono gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante della transnazionalità. L’indagine trae origine da un’ispezione in materia di legislazione sociale e sicurezza sul lavoro eseguita nell’agosto 2023 presso un’azienda agricola di Grumento Nova (PZ), durante la quale veniva accertato l’impiego - in condizioni di grave sfruttamento - di numerosi cittadini extracomunitari.
L’intuizione investigativa dei Militari del Comando Provinciale di Potenza e di quelli del Comando per la Tutela del Lavoro ha consentito di non limitarsi alla sola contestazione delle sanzioni amministrative e del delitto di sfruttamento del lavoro, fornendo alla Magistratura Distrettuale i primi elementi per ipotizzare l’esistenza di un fenomeno criminale ben più radicato e strutturato, caratterizzato da una gestione verticistica e da una ramificazione internazionale.
Il meccanismo era suddiviso in fasi distinte e interdipendenti: gli intermediari all’estero selezionavano i lavoratori, spesso giovani vulnerabili e in condizioni di bisogno, inducendoli a versare somme variabili tra gli 8.500 e i 13.000 euro per ottenere il visto. Tale esborso, spesso finanziato dalle famiglie d’origine, anche attraverso un pesante indebitamento, costituiva il primo e più stringente anello della catena di assoggettamento, che li costringeva ad accettare degradanti condizioni lavorative.
Infatti, una volta giunti sul territorio nazionale, i braccianti venivano privati della libertà di scelta e costretti a turni estenuanti, spesso eccedenti le 10-12 ore giornaliere, in cambio di paghe irrisorie non conformi ai contratti collettivi nazionali di categoria. La soggezione, non solo fisica ma soprattutto economica e psicologica, era legata alle precarie condizioni alloggiative in strutture fatiscenti (spesso prive di servizi essenziali) ed al timore di non poter onorare il debito contratto con l’organizzazione. Tutto ciò era accompagnato dalle continue minacce fatte dagli indagati alle vittime di non far ottenere loro il permesso di soggiorno.
Redazione Irno24 03/08/2024
Ruggi Salerno, Colser accoglie le osservazioni sollevate dalla Fiadel
Ieri, 2 agosto, si è tenuto un incontro di aggiornamento relativo al "nuovo programma" di lavoro, successivo allo sciopero del 18 giugno, durante il quale gli addetti della cooperativa Colser, impegnati nel servizio di pulizie presso l'ospedale Ruggi di Salerno, avevano espresso forte opposizione al piano aziendale inizialmente proposto. La Colser ha comunicato di aver accolto sostanzialmente le osservazioni sollevate dalla Fiadel provinciale, elaborando un nuovo piano di lavoro che tiene conto delle esigenze dei lavoratori, pur ribadendo le necessità aziendali.
Da lunedì 5 agosto, quindi, inizierà la nuova organizzazione che, grazie all'impegno e alle richieste della Fiadel Salerno, non prevede più il doppio riposo con annessi rientri pomeridiani e il turno "spezzato". Inoltre, sarà programmato senza la "mezz’ora", che verrà richiesta solo dove strettamente necessario. Si è già concordato un incontro di aggiornamento per metà settembre, al fine di verificare l’andamento di questo nuovo programma.
Tuttavia, la vertenza continuerà per risolvere ulteriori problematiche, come la riassunzione dei lavoratori precari, il consolidamento dell'orario effettivo di lavoro per gli operatori part-time e il miglioramento delle condizioni di lavoro (spogliatoi, visite mediche preventive e dispositivi di protezione individuale).
"La lotta non è finita. Abbiamo ottenuto un risultato significativo, ma continueremo a batterci per la riassunzione dei lavoratori precari e per il consolidamento degli orari di lavoro. Non ci fermeremo finché non avremo garantito condizioni di lavoro dignitose per tutti", ha detto Angelo Rispoli, segretario generale Fiadel Salerno.