Coldiretti, bene stop falsa mozzarella: "tarocco" vale 100 miliardi

"Pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti diversi è inaccettabile"

Redazione Irno24 20/01/2021 0

Con l’emergenza Covid e la frenata del commercio internazionale sale il rischio di falsi Made in Italy sulle tavole straniere che hanno raggiunto l’astronomica cifra di 100 miliardi di euro, sottraendo risorse e opportunità di lavoro all’Italia. E' quanto stima la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per lo stop alla falsa mozzarella di bufala dop catalana.

Nel mondo – ricorda Coldiretti – più due prodotti agroalimentari Made in Italy su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese. A taroccare il cibo italiano sono soprattutto i paesi emergenti o i più ricchi, con i formaggi che si classificano tra gli alumenti più colpiti.

Molti dei formaggi di tipo italiano sono “tarocchi” nonostante il nome richiami esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dalla Mozzarella alla Ricotta, dal Provolone all’Asiago, dal Romano al Parmigiano, fino al Gorgonzola. Fra le brutte copie dei prodotti caseari nazionali in cima alla classifica c’è proprio la mozzarella di bufala campana, seguita dal Parmesan, dal provolone, dalla ricotta e dal Romano realizzato però senza latte di pecora.

La pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi – conclude Coldiretti – è inaccettabile e rappresenta un inganno per i consumatori ed una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori.

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Redazione Irno24 03/12/2022

Salerno, in Provincia la "Guida ai locali" del nostro direttore Parlato

Venerdì 9 Dicembre, presso il Salone Bottiglieri di Palazzo Sant'Agostino, sede della Provincia di Salerno, nuova tappa del fortunato tour di presentazione del libro "Guida a centoventi locali di Salerno e provincia", redatto dal nostro direttore Annamaria Parlato, giornalista specializzata nel settore enogastronomico.

All'evento, programmato per le ore 17:00, interverranno, insieme all'autrice: il Presidente della Provincia Franco Alfieri, il Consigliere con delega al turismo, Pasquale Sorrentino, per i saluti istituzionali; Maura Ciociano, di edizioni Ippogrifo; Lucia Giannattasio, agrichef e responsabile Donna Impresa di Coldiretti Salerno; Silvia Siniscalchi, docente di geografia all'Università di Salerno. Conclusioni di Mina Felici, presidente CTG Gruppo Picentia Salerno. Conduce e modera il giornalista Paolo Romano.

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Annamaria Parlato 22/08/2021

Il pane col soffio è "o' Sciusciello di Pellezzano"

Pellezzano deriva da “fundus Pellitianus”, di proprietà del patrizio romano Pellitius o Pelitius con l’aggiunta del suffisso “anus” che indica appartenenza. Il territorio ha vissuto tutta la storia del meridione, dalla civiltà degli etruschi a quella greco-lucana (dall’inizio deil VI secolo a.C. alla metà del III secolo a.C. come dimostra il complesso archeologico di Fratte), dall’avvento dei Picentini alla dominazione romana, come testimoniano la villa romana di Sava e i vari rinvenimenti in tutta la Valle dell’Irno, dalle invasioni barbariche alle incursioni saracene, dalla dominazione longobarda a quella borbonica.

Col passare dei secoli, in questo territorio, situato nella media Valle dell’Irno, si erano formati Casali, ben distinti fra loro, di essi cinque incorporati nella Università di Salerno. I Casali ad occidente della Valle erano: S.Nicola, Coperchia, Pellezzano, Capriglia, Cologna, Nofilo e Casal Barone. Il Consiglio d’Intendenza della Provincia, con deliberazione in data 3 febbraio 1819, si pronunciò per il distacco dei Casali dall’Università di Salerno. Nel mese di dicembre del 1819, nacque, così, il Comune di Pellezzano.

Proprio a Pellezzano quest’anno l’Associazione “Sagra do’ Sciusciello” avrebbe organizzato la 34esima edizione del maestoso evento che raduna dal 1987 buongustai da tutta la Campania, se non ci fossero state le restrizioni dovute alla pandemia da Covid. Ancora un anno di silenzi a Pellezzano, dove proprio nella seconda metà del mese di agosto tanti curiosi sarebbero sopraggiunti per assaggiare questa prelibatezza locale, il sciusciello per l’appunto, con una lunga ed interessante storia alle spalle.

Era un tempo il principale piatto locale; oggi è un cibo tradizionale celebrato nelle feste estive ma che stava per scomparire se non fosse stato per gli abitanti e il Comune di Pellezzano che hanno ben pensato di recuperarlo e valorizzarlo. È un pane gustoso a base di farina integrale, sale, acqua e lievito di birra, impastato in modo semplice, riempito e cotto nel forno a legna. Sciusciello deriva il suo nome da "sciuscio", il suono sussurrante che fa il gas uscendo dai fori sulla superficie del pane sbuffato.

Il pane è vuoto dentro e ha una superficie irregolare. Il colore è bianco cenere con piccole macchie scure fatte durante la cottura. Il sciusciello classico si riempie di strutto e pepe, ma il ripieno può variare con formaggio, carne, pancetta, verdure, patate cioccolato e ciò che delizia i palati più esigenti. Ma di sciuscielli in provincia di Salerno ne esistono altri due e precisamente in Cilento e nel Vallo di Diano, ad Atena Lucana.

Quello cilentano deriverebbe dal latino “iuscellum”, che significa brodo. Infatti è una tradizionale zuppa calda, servita come piatto unico con uova, pane raffermo e cacioricotta che si prepara in primavera quando spuntano i pregiati asparagi di montagna. Ad Atena invece è un grande gnocco a base di pane raffermo, farina, uova e formaggio e una volta impastati, gli sciuscielli vengono cotti in un brodo di pomodoro e patate, insaporito con cipolla e basilico.

Il pane rappresenta tutt’oggi per l’uomo il riscatto dalla fame ma anche la capacità di evolversi. Lo si ritrova come elemento portante di tutta quella ritualistica relativa al ciclo della vita e ai cicli stagionali. Ovunque la sua produzione, preparazione e consumo sono accompagnati da gesti, preghiere, formule e riti di propiziazione e ringraziamento. Allo stesso tempo, questo alimento riveste una grande importanza nel consumo comunitario del pasto, nella necessità di dividerlo e di offrirlo agli altri.

Il sciusciello infatti nasceva come alimento povero nelle campagne, si cuoceva su pietre roventi e si farciva con quello che si aveva a disposizione, diventando un momento di festa e aggregazione. Potrebbe derivare da alcune tipologie di pani mediorientali come la pita greca o il Khobez arabo che è possibile trovare con forme, spessori e nomi diversi. In Egitto ad esempio prende il nome di aish, e il suo impasto viene aromatizzato con i semi di cumino. Utilizzato per insaporire verdure, pesce o carne, la particolarità di questo pane è il suo impasto morbido e profumato, che durante la cottura in forno si gonfia a palloncino, creando al suo interno un vuoto tutto da farcire come nel sciusciello.

Il pane è uno degli alimenti più ricchi di significati, di funzioni e di valenze culturali. Se ci si spinge al di là dell’idea che sia un semplice cibo che si ottiene mescolando acqua e farina, lasciato più o meno a lievitare, e poi cotto al forno si scoprirà subito che il pane porta con sé memorie,valori simbolici, tradizioni che vanno oltre al semplice sfamare il corpo: il pane sfama anche lo spirito. E’ questa la sua peculiarità: essere al tempo stesso cibo e segno.

Conoscere il pane implica quindi imparare quali sono le sostanze di cui è fatto, le tecniche e i saperi necessari alla sua produzione e al suo consumo e, infine, le reti di relazioni sociali e i significati culturali che caratterizzano le tante forme che assume. La storia di questo alimento narra di tecniche di panificazione già presenti nel Neolitico, dove i cereali più usati, l’orzo e il miglio, davano vita ai pani più antichi, quelli azzimi, non lievitati. Il sciusciello ha una forte valenza antropologica e culturale e come tale va custodito e tutelato affinché non si perda la sua sacralità.

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Annamaria Parlato 03/08/2026

Da Candlelight a Candlenight, a Salerno notte di emozioni con l'alta cucina

​Quella del 30 luglio non è stata semplicemente una cena sul mare. È stata un’esperienza immersiva che ha trasformato il tramonto in una lunga notte di emozioni. Se il format internazionale del Candlelight nasce per creare atmosfere intime e suggestive attraverso la luce delle candele, alla Terrazza – Poniente di Marina d’Arechi Port Village (Salerno) quel concept si è evoluto in qualcosa di ancora più coinvolgente: una vera e propria Candlenight, dove la magia non si è fermata al momento dell’accensione delle candele, ma ha accompagnato gli ospiti fino a tarda sera tra musica dal vivo, cucina d’autore e il fascino del mare.

Negli ultimi anni, il fenomeno Candlelight ha conquistato le principali città del mondo, trasformando concerti ed eventi in esperienze emozionali, capaci di restituire centralità alla bellezza dei dettagli. A Salerno questa filosofia ha trovato una nuova interpretazione grazie all’intuizione di Mirko Notaro, che ha fatto della sua Terrazza – Poniente il primo ristorante sul mare della città a proporre una cena gourmet immersa nella luce di centinaia di candele. Quando il sole ha lasciato spazio alla sera, la terrazza affacciata sulla darsena di Marina d’Arechi si è trasformata in una scenografia dal forte impatto visivo. Le candele hanno illuminato ogni angolo della location, riflettendosi sull’acqua e creando un’atmosfera che ha ricordato i set dei grandi film romantici. La brezza marina, il panorama, la luce soffusa e la musica hanno dato vita a un racconto sensoriale unico, trasformando una cena in un’esperienza da vivere e ricordare.

"Volevamo regalare ai nostri ospiti – ha raccontato Notaro – qualcosa che andasse oltre una semplice cena; oggi chi sceglie un ristorante cerca emozioni, momenti da condividere e ricordi da portare con sé. La luce delle candele ha una forza straordinaria: crea intimità, eleganza e un’atmosfera speciale. Per questo abbiamo voluto trasformare il Candlelight in una vera Candlenight, una notte in cui mare, musica, cucina e accoglienza potessero fondersi in un’unica esperienza". L’allestimento scenografico è stato curato dal Maestro Tiziano Citro, direttore artistico dell’Associazione Rachmaninov, che ha saputo interpretare il fascino della location valorizzandone gli spazi attraverso un gioco di luci, che esaltasse, senza sovrastarla, la bellezza naturale del panorama.

Centinaia di candele hanno accompagnato gli ospiti in un percorso raffinato e romantico, creando un’atmosfera sospesa tra eleganza e suggestione. La colonna sonora della serata è stata affidata a due artisti che hanno scritto una pagina importante della musica italiana. Mariano Onorato, voce e chitarra dei Soleado, insieme al maestro Casimiro Erario alle tastiere, ha ripercorso i grandi successi dell’indimenticato Pino Daniele, regalando al pubblico un tributo intenso e partecipato. Le melodie del cantautore napoletano, capaci di unire blues, anima mediterranea e poesia, hanno accompagnato il passaggio dal tramonto alla notte, rendendo ancora più emozionante la Candlenight.

Protagonista assoluta è stata anche la cucina dello chef resident Gabriele Martinelli, che ha firmato un percorso gastronomico contemporaneo fondato sul rispetto della materia prima, sulla stagionalità e sulla valorizzazione del territorio. Una cucina che nasce dall’esperienza maturata nelle migliori realtà italiane e francesi e che trova equilibrio tra tecnica, memoria e ricerca. Il menù ha raccontato un viaggio tra mare e creatività: dall’insalatina di seppie, mela verde e sedano al raviolo caprese con ricotta, crostacei e limone, fino al trancio di ombrina scottato con carpaccio di pesca e pomodoro, per concludersi con un raffinato tiramisù all’italiana. Una prova particolarmente significativa, considerando il grande successo dell’evento. La serata ha registrato il tutto esaurito, ma, nonostante l’elevato numero di ospiti, la brigata guidata da Martinelli ha lavorato con precisione e grande coordinamento, riuscendo a far arrivare ogni piatto in sala con tempi impeccabili e una cura esecutiva costante. Ogni portata è stata presentata mantenendo intatta la qualità del progetto dello chef: dalla temperatura corretta alla composizione del piatto, fino all’equilibrio dei sapori. Un risultato che ha dimostrato come dietro un’esperienza di alto livello ci sia soprattutto il lavoro di squadra, la capacità organizzativa e la sinergia tra cucina e sala.

A completare il racconto della serata è stata una selezione enologica di grande prestigio, curata attraverso il catalogo di Agenzia Curcio 1980. Gli ospiti hanno iniziato il percorso con l’eleganza dello Champagne Bollinger Special Cuvée, una delle cuvée più rappresentative della maison francese, apprezzata per la sua complessità aromatica, la struttura raffinata e il perfetto equilibrio tra freschezza e carattere. La degustazione è proseguita con Jento Bianco Vivace Puglia IGP, espressione fresca e dinamica del territorio pugliese, capace di raccontare una viticoltura contemporanea attraverso profumi delicati e una piacevole vivacità. In assaggio anche Ebalia 2025 Salento IGP di Tenuta Giustini, etichetta che interpreta con eleganza il patrimonio vitivinicolo salentino, caratterizzata da equilibrio, identità territoriale e grande bevibilità.

La scelta dell’affinamento in cemento rappresenta un elemento distintivo del progetto enologico: una tecnica sempre più apprezzata dai produttori, che consente al vino di evolvere in un ambiente capace di favorire una lenta maturazione, preservando freschezza, finezza aromatica e naturale identità varietale. Il cemento, grazie alla sua capacità di mantenere condizioni termiche più stabili e di accompagnare il vino in una fase di affinamento, senza cedere aromi esterni come avviene con il legno, permette di valorizzare la purezza del frutto e la personalità del territorio. Una scelta che restituisce un sorso elegante, equilibrato e caratterizzato da una piacevole profondità, espressione del legame tra innovazione tecnica e rispetto della materia prima. Ebalia si inserisce così nella filosofia di Tenuta Giustini, realtà salentina impegnata nella valorizzazione delle varietà del territorio attraverso una lettura moderna della tradizione vitivinicola pugliese, un’etichetta capace di raccontare il Mediterraneo attraverso freschezza, armonia e identità.

A chiudere il percorso è stato Arcano Primitivo Salento IGP, vino dalla personalità intensa e avvolgente, espressione autentica del vitigno simbolo della Puglia. Una selezione che ha arricchito ulteriormente l’esperienza della Candlenight, confermando il ruolo del vino come elemento fondamentale di un racconto fatto di cultura, territorio, convivialità e ricerca della qualità. Fondamentale anche il lavoro della sala, coordinata dal direttore Giovanni Cucco, esperto sommelier, che insieme al suo staff ha gestito con professionalità e attenzione sia il servizio della cena gourmet sia l’area lounge dedicata agli aperitivi à la carte.

La serata ha rappresentato pienamente la filosofia di Mirko Notaro, quinta generazione di ristoratori, che con il progetto La Terrazza – Poniente continua a costruire un modello di ospitalità capace di unire gastronomia, paesaggio e cultura. Il nome stesso "Poniente", ispirato al vento d’occidente, racconta una visione aperta alle contaminazioni internazionali, dove la tradizione partenopea dialoga con suggestioni mediterranee e spagnole. La collaborazione con Gabriele Martinelli nasce proprio da questa ricerca: una cucina contemporanea che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, rispettando le materie prime e valorizzando la stagionalità.

Il contributo del Maestro Tiziano Citro e dell’Associazione Rachmaninov, fondata nel 1998 a Mercato San Severino, ha completato il progetto, trasformando la musica in parte integrante dell’esperienza. Da anni, l’associazione promuove importanti rassegne musicali e appuntamenti culturali, creando occasioni di incontro tra arte e territorio. La serata del 30 luglio ha così raccontato una nuova idea di ristorazione: non solo un luogo dove mangiare, ma uno spazio dove vivere emozioni. Alla Terrazza – Poniente il Candlelight si è trasformato in una Candlenight, una notte di luce, musica, alta cucina e convivialità che ha portato sul mare di Salerno un nuovo modo di interpretare l’ospitalità.

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