Ex Tribunale Salerno, Piero De Luca: "Fra idee polo museale e spazio multimediale"
"L'obiettivo è che questo importante edificio sia messo pienamente a disposizione di tutti i cittadini"
Redazione Irno24 07/02/2022 0
"L'ex Tribunale di Salerno - scrive Piero De Luca, Vice Presidente del Partito Democratico alla Camera - è un edificio di assoluta rilevanza storica, architettonica e culturale. Dopo gli incontri avuti nei mesi scorsi, sto continuando a lavorare costantemente, mettendo insieme tutte le istituzioni interessate, a partire dall'Agenzia del Demanio, per individuare la più appropriata valorizzazione funzionale di questo luogo che ha un inestimabile pregio simbolico.
Un polo museale, uno spazio di aggregazione multimediale, soprattutto per i giovani, ed un centro di alta formazione professionale, legata al Consiglio dell'Ordine degli avvocati, ed universitaria che consenta anche di rafforzare il legame tra l’Universita e la comunità salernitana.
Queste sono alcune delle idee e proposte condivise stamattina in un incontro informale con il Presidente della Provincia, Michele Strianese, il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, e l'Assessore regionale alle attività produttive, Antonio Marchiello. L'obiettivo è che questo importante edificio, nei prossimi anni, sia messo pienamente a disposizione di tutti i cittadini e di tutto il territorio".
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ll provvedimento ha riguardato somme di denaro e beni immobili nella disponibilità dei responsabili del danno erariale. Gli accertamenti contabili, svolti dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Salerno, sono originati da precedenti indagini di polizia giudiziaria, nel cui ambito erano state accertate ipotesi delittuose afferenti ad un'appropriazione indebita di fondi di pertinenza della Provincia, posta in essere tramite la duplicazione di mandati di pagamento relativi a lavori appaltati, conclusi e già pagati, ovvero attraverso la produzione di mandati di pagamento facenti riferimento a causali giustificative per l’esecuzione di lavori pubblici totalmente inesistenti.
Tali importi furono costretti a liquidati, in denaro contante, da due dipendenti dell’istituto di credito incaricato - in quel periodo - dell’attività di tesoreria dell’ente provinciale, a favore di un imprenditore, il quale, a sua volta, procedeva ad una successiva suddivisione dei proventi illeciti tra i compartecipi all’accordo delittuoso.
Sulla base delle due evidenze investigative, oltre alle responsabilità a carico dei pubblici ufficiali, specifici addebiti sono stati mossi alla banca tesoriere, in considerazione anche del ruolo dei soggetti della propria organizzazione, i quali hanno, con lampante coscienza e volontà, reso possibile l'esborso di denaro. Pertanto, l’istituto di credito coinvolto sarà chiamato a rispondere in via sussidiaria anche dell’intero importo contestato.