Export, siglata intesa fra Confagricoltura Salerno e Tesori d'Italia

L’accordo prevede step comuni e attività condivise, che porteranno ad una collaborazione intensa

Redazione Irno24 11/04/2024 0

È stato siglato stamane il protocollo di intesa tra il Consorzio Tesori d’Italia e Confagricoltura Salerno per la valorizzazione del territorio e l’internazionalizzazione delle imprese. Si tratta del primo importante accordo di sistema deciso da Tesori d’Italia Network per la promozione delle imprese e, soprattutto, delle aziende agricole: un percorso che parte dalla formazione, passa per la comunicazione, offre consulenza logistica e commerciale, per arrivare infine alla distribuzione dei prodotti direttamente dal produttore al rivenditore internazionale.

L’accordo prevede una serie di step comuni e di attività condivise, che porteranno ad una collaborazione sempre più intensa tra le due organizzazioni ed il coinvolgimento attivo delle aziende selezionate. Tra i Paesi cui verranno promosse le aziende e i relativi territori sono previsti il Giappone, che si prepara al prossimo Expo 2025 a Osaka, la Corea del Sud, Singapore, quindi la Francia e l’Europa settentrionale.

Tesori d’Italia inaugurerà all’interno del proprio portale una sezione dedicata a Confagricoltura Salerno e alle aziende che aderiranno ai progetti di internazionalizzazione. Lo stesso farà Confagricoltura Salerno, aprendo una nuova finestra sul mondo per i propri associati.

Non solo export di prodotti, ma di un intero contesto territoriale, in cui andranno a convergere le strutture ricettive, le agenzie di viaggio per le attività di turismo enogastronomico e l’intero indotto. Una nuova ed esclusiva opportunità di crescita, culturale e commerciale, per gli imprenditori. Un’ulteriore occasione di sviluppo per l’economia del Mezzogiorno.

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Complessivamente, l’export agroalimentare nei primi tre mesi dell’anno supera 1,2 miliardi di euro, con performance diverse nelle province campane. Quasi la metà dell’export arriva dalla provincia di Salerno, mentre un terzo della produzione alimentare si concentra nel napoletano. Ma, mentre la provincia partenopea cresce del 32% in esportazioni, quella di Salerno è la più lenta con solo il 6%.

Nelle province interne, nonostante i valori assoluti più bassi, si registra una interessante vivacità tra il casertano e il beneventano, che vedono una crescita rispettiva del 38% e del 41%, mentre la provincia di Avellino si ferma al +13%. I prodotti che trascinano l’export agroalimentare campano sono soprattutto la quarta gamma, l’ortofrutta, la pasta, il pomodoro da industria, il latte e la mozzarella di bufala. Anche il vino e l’olio si affacciano sempre più sul mercato mondiale, dove devono reggere la sfida della qualità contro competitor agguerriti.

“Questi dati – commenta Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania – sono uno spiraglio di luce, ma purtroppo la preoccupazione resta tutta. Il 2022 sarà un anno spartiacque su cui misureremo la tenuta del sistema regionale, dentro un quadro nazionale ed europeo fortemente condizionato dall’esplosione dei costi di produzione.

Mentre da una parte ci inorgoglisce la domanda crescente di cibo prodotto nella nostra regione, dall’altra dovremo fare i conti già in autunno con gli effetti negativi del caro energia e delle oscillazioni dei prezzi di mercato. La guerra in Ucraina e la guerra dell’energia rischiano di mettere piombo nelle ali ad uno dei settori bandiera del made in Italy.

Ci aspettano due grandi problemi da affrontare a breve, che la guerra ci ha messo davanti: l’urgenza di puntare alla sovranità alimentare, mettendo in sicurezza il nostro Paese, e la necessità di rispondere alla domanda crescente di cibo campano e italiano nel mondo. Tenere in piedi questo equilibrio, nel pieno di una tempesta economica e climatica, sarà la più grande prova che ci troveremo ad affrontare”.

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