La Mein Schiff 5 arriva a Salerno, crocieristi visitano la città
Nave fra le più moderne e ricercate, a bordo soprattutto tedeschi e statunitensi
Redazione Irno24 01/11/2024 0
Più volte, anche in questa stagione crocieristica, al Molo Manfredi nel porto di Salerno ha attraccato la Mein Schiff con le navi della sua flotta: la Mein Schiff 2, la Mein Schiff 4, la Mein Schiff 7. Sono, tra le navi da crociera che solcano le rotte del Mediterraneo, le più moderne e ricercate, a bordo viaggiano soprattutto tedeschi e statunitensi.
All’appello mancava la Mein Schiff 5, che stamattina all’alba è arrivata al Terminal Crociere Zaha Hadid. Sono 2615 i crocieristi (911 i membri dell’equipaggio) a bordo: oltre la metà ha scelto per la mattinata di visitare in tour le località della Costiera Amalfitana (Amalfi e Positano) e c’è chi ha preferito recarsi agli scavi di Pompei, mentre circa 800 passeggeri sono in uscita “libera”. Nel pomeriggio invece un nutrito gruppo di turisti farà una visita a piedi, e con guide, a Salerno.
Lo scrive sui social la pagina ufficiale della Stazione Marittima di Salerno.
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Redazione Irno24 30/09/2021
Frodi, Uecoop: in Italia +24% pesce straniero, Sos a tavola
Con il balzo delle importazioni di pesce straniero in Italia, che fanno registrare un +24% in quantità nei primi 6 mesi del 2021, è SOS truffe a tavola con la flotta tricolore che negli ultimi 35 anni ha perso quasi 4 imbarcazioni su 10 con un impatto devastante su economia e occupazione.
È quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat, in occasione del lancio del Piano nazionale delle cooperative Uecoop per il consumo di pesce Made in Italy a miglio zero nell’ambito del “Programma Nazionale Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura” in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole.
Gli italiani mangiano circa 28 chili di pesce all’anno, superiore alla media europea ma un quantitativo più basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne consumano quasi 60 chili. Ma in Italia la crisi dei pescherecci diminuisce la possibilità di portare in tavola pesce Made in Italy, favorendo gli arrivi dall’estero di prodotti ittici che non hanno le stesse garanzie di sicurezza di quelli tricolore.
Per combattere le frodi è fondamentale prevedere l’obbligo di indicazione in etichetta del giorno in cui il pesce è stato pescato in modo da garantire la massima informazione e trasparenza sulla freschezza del prodotto e l’indicazione di origine va inserita oltre che sui banchi del mercato o dei supermercati anche per i piatti proposti nei menù dei ristoranti, un po’ come avviene per la segnalazione sull’uso di prodotti freschi oppure surgelati.
Nel 2021 le importazioni di pesce straniero rischiano di superare gli 860 milioni di chili secondo le proiezioni di Uecoop sull’anno, con il rischio di un aumento di truffe e inganni: dalla vendita di specie meno pregiate al posto di quelle migliori, all’uso di sostanze per far sembrare il pesce più fresco o per gonfiarlo d’acqua e speculare sul peso. È frequente l’utilizzo di sostanze in grado di ritardare o mascherare i fenomeni alterativi. In alcuni casi sono sostanze il cui utilizzo sarebbe anche consentito, ma che non vengono dichiarate in etichetta, come l’acido citrico o il citrato di sodio o i solfiti, altre volte invece si tratta di sostanze vietate come l’acqua ossigenata con cui si “sciacqua” per sbiancarli, calamari, seppie e polpi.
Una “furbata” per speculare sul peso ai danni dei consumatori è la “glassatura”, in cui l’acqua utilizzata per mantenere idratata la superficie del pesce viene fatta congelare, creando uno strato superficiale di ghiaccio oppure mediante salamoia o iniezioni possono essere aggiunti additivi alimentari, come i polifosfati o la glicina, che pur non essendo in genere nocivi per l’uomo, tendono a trattenere l’acqua aumentandone il peso del prodotto.
Un discorso a parte meritano poi i pesci da consumarsi crudi (o poco cotti) come nel Sushi, con il rischio della presenza del parassita Anisakis se non viene praticato l’abbattimento termico a meno 20 gradi per almeno 24 ore oppure a meno 35 gradi per almeno 15 ore.
Fra le truffe più diffuse c’è poi lo “scambio” di specie di minor valore al posto di quelle più pregiate: l’Acciuga o Alice viene spesso sostituita da Spratto o Papalina, la Sardina può essere anch’essa rimpiazzata con Papalina o Spratto oppure con Alaccia, mentre in sostituzione del Bianchetto sia fresco che lavorato, ma anche al posto del Rossetto, vengono usate specie, molto diffuse nei paesi asiatici, generalmente importate dalla Cina come prodotto congelato. Il Merluzzo spesso viene sostituito, soprattutto se commercializzato in forma di filetti, con specie meno pregiate ma molto simili nelle dimensioni e nel colore della carne, come il Pollak o il Merluzzo carbonaro.
La Sogliola, molto apprezzata per le sue carni magre e facilmente digeribili, viene scambiata con molte specie dalla forma simile ma di valore commerciale inferiore come la Sogliola turca, la Sogliola atlantica o la Sogliola indo-pacifica con lievi differenze nell’aspetto della pinna pettorale. Il Pesce Persico è una specie di acqua dolce autoctona dell’Italia molto richiesta dal mercato europeo ed italiano e commercializzato in notevoli quantitativi, in particolare sotto forma di filetti. Queste pesce Made in Italy viene largamente sostituito con Persico Africano proveniente principalmente dal Kenya e dalla Tanzania, zone in cui si verificano talvolta gravi problemi di inquinamento.
La Platessa, venduta soprattutto in forma di filetti congelati e ampiamente utilizzata nelle mense, è spesso sostituita con altre specie i cui filetti sono simili, come la Passera, la Passera del Pacifico, la Platessa del Pacifico e la Limanda. Il Nasello è una specie pregiata, venduta prevalentemente fresca ma anche in forma di filetti, che può essere sostituita, in particolare a livello di ristorazione, con pesci di valore commerciale inferiore come per esempio il Capellano o Busbana, il Merlano o Molo, il Melù o Potassolo. Un “classico” degli scambi è quello del Pesce Spada con lo Squalo Smeriglio.
E anche i calamari italiani sono molto spesso sostituiti con “cugini” di minor pregio come il Calamaro del Pacifico, il Calamaro indiano, il Calamaro atlantico o il Calamaro sudafricano mentre al posto di un’ottima Rana Pescatrice si rischia di mangiare un Pesce Rospo, un Pesce Prete o una Gallinella, mentre è molto pericolosa la sostituzione con il Pesce Palla che comprende specie velenose a causa della presenza di una potente neurotossina, la tetrodotossina. Senza pescherecci non ci può essere vero pesce Made in Italy a tavola, per questo è strategico utilizzare parte delle risorse del Recovery Plan per rinnovare la flotta italiana, salvare i 28mila posti di lavoro che garantisce al Paese e promuovere la sovranità alimentare italiana anche nel settore ittico a tutela di imprese e famiglie.
Redazione Irno24 18/07/2025
Aeroporto Salerno, Filt Cgil: "Grande successo nel 1° anno, ora infrastrutture"
"L’aggiunta della dicitura “del Cilento” accanto al nome dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi segna un passaggio storico per l’intero territorio provinciale, non si tratta solo di un aggiornamento formale ma del riconoscimento concreto di un’identità territoriale ampia e condivisa, che unisce vocazioni turistiche produttive e culturali in un’unica prospettiva di sviluppo.
L’inaugurazione della nuova insegna al terminal rappresenta per noi della Filt-CGIL Salerno un traguardo simbolico e politico, è il segno tangibile di un nuovo corso in cui finalmente le logiche di divisione lasciano spazio alla cooperazione tra i territori; per troppo tempo il campanilismo ha ostacolato la crescita della nostra provincia, ma oggi l’aeroporto si fa portabandiera di un’idea di comunità più forte integrata e coesa.
Esprimiamo apprezzamento per il lavoro svolto in questo primo anno da GESAC, che ha dimostrato capacità gestionale visione e attenzione all’ambiente; i dati parlano da soli, con oltre 400.000 presenze in 12 mesi lo scalo ha superato le aspettative, accendendo entusiasmo e fiducia in un progetto infrastrutturale strategico per l’intero Mezzogiorno.
Tuttavia, il successo ottenuto deve essere consolidato e reso strutturale, è indispensabile ora procedere con decisione sul completamento delle infrastrutture già previste, fondamentali per garantire accessibilità, sostenibilità e competitività: prolungamento della Metropolitana di Salerno fino all’aeroporto, per un collegamento urbano rapido diretto e sostenibile; realizzazione della stazione aeroportuale civile definitiva, moderna ecosostenibile e modulare, pensata per affrontare la crescita del traffico passeggeri e rispondere ai criteri green; completamento della bretella Aversana, necessaria per collegare in modo efficiente lo scalo con la SS18 e la rete autostradale, decongestionando il traffico locale e migliorando l’intermodalità.
Queste opere non devono subire rallentamenti, sono la condizione essenziale per trasformare l’aeroporto in un vero hub del Sud, capace di attrarre investimenti, creare lavoro stabile e qualificato, potenziare l’offerta turistica e sostenere la logistica regionale. Come Filt-CGIL continueremo a seguire con attenzione ogni fase di questo percorso con spirito costruttivo e visione d’insieme, al centro della nostra azione ci saranno sempre la dignità del lavoro, la partecipazione delle comunità locali e il diritto alla mobilità come leva di progresso economico sociale e ambientale. Il futuro è già in volo, ora servono infrastrutture e coraggio per sostenerlo".
Nota stampa Filt-Cgil Salerno, a firma di G. Arpino e G. Petrone.
Redazione Irno24 15/06/2023
Alluvione Emilia-Romagna, la solidarietà di Confesercenti Salerno
Nelle ore immediatamente dopo i tragici eventi causati dal maltempo in Emilia Romagna, la rete Confesercenti, in primis quella emiliana, ha attivato un fondo dedicato alle donazioni, al fine di far ripartire nel più breve tempo possibile territori ed imprese.
"Anche Confesercenti Salerno ha aderito all'iniziativa - dichiara il presidente provinciale, Raffaele Esposito - abbiamo donato mille euro agli amici dell'Emilia Romagna; un piccolo gesto certamente, che, unitamente agli altri, siamo certi favorirà una rapida ripartenza di imprese e territori duramente colpiti dalla recente ondata di maltempo.
Speriamo si capisca definitivamente che le grandi criticità italiane, come il rischio idrogeologico e l'erosione costiera, debbano poter occupare i primissimi posti nelle agende degli interventi risolutivi a favore delle comunità italiane. Risultano essere sempre troppi i disastri legati ai cambiamenti climatici in corso, per i quali molti ancora ne ignorano le conseguenze; bisogna necessariamente alzare l'asticella della prevenzione e facilitare, con controlli rigidi ma senza eccessi di burocrazia, i doverosi interventi di mitigazione del rischio, che molte comunità italiane attendono ormai da anni".