Federalberghi Salerno propone un corso online sul "Digital Marketing Turistico"
Appuntamenti il 23 e 30 Marzo su piattaforma Zoom
Redazione Irno24 15/03/2021 0
In un anno ormai caratterizzato da molteplici difficoltà per chi è impegnato nel mondo dell’ospitalità e accoglienza, Confcommercio Campania con Federalberghi Salerno continua ad essere di supporto alle imprese del comparto turistico, attraverso molti modi, tra i quali la formazione continua, in cui crede fortemente.
Diventa, dunque, un’occasione imperdibile partecipare al corso online “Digital Marketing Turistico per Hotel e Strutture Ricettive” realizzato in due appuntamenti in programma martedì 23 e 30 marzo, dalle 14 alle 18, su piattaforma Zoom. Durante gli incontri, verrà affrontato il tema del Digital Marketing in compagnia di Armando Travaglini, uno dei maggiori esperti operanti in questo settore, autore tra l’altro di uno dei testi di riferimento più stimati.
Il professor Travaglini parlerà, nello specifico, degli strumenti e degli obiettivi di una ottimale strategia di Marketing Turistico, elaborata in particolare per una struttura ricettiva. Si partirà dalla definizione del brand, fino ad arrivare all’analisi dei dati di performance, per confrontarsi anche su best practices e case histories utili ad allargare la propria visione e prospettive.
“Il cammino di un imprenditore turistico - commenta Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio e Federalberghi Salerno - è segnato da piccoli o, a volte, grandi cambiamenti. Una evoluzione continua che, per poter restare al passo con i tempi, ci induce a non smettere mai di imparare. Soprattutto adesso che, in fiduciosa attesa della possibile ripresa dei viaggi, la concorrenza con le altre destinazioni sarà ancora più spietata rispetto agli anni passati. Il corso è soltanto il primo di una serie di appuntamenti riservati ai nostri associati”.
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Redazione Irno24 17/01/2022
Confesercenti Salerno, allarme economia: anche il "caffè sospeso" è a rischio!
"E' questo l'ultimo probabile campanello di allarme per un rialzo incontrollato dei prezzi, per i quali almeno in questo caso accanirsi semplicemente con i pubblici esercizi risulterebbe davvero troppo superficiale; è però questa una costante che va avanti da troppi mesi, da anni probabilmente, senza che vi sia mai stato un vero controllo dei prezzi da parte delle istituzioni, specie con l'avvento della moneta unica.
Commercianti costretti ad aumentare i prezzi perché il costo dell’energia è aumentato in maniera sproporzionata e le materie prime idem, perché la mano dello “Stato” è debole, inefficace, in alcuni casi inesistente, per far sì che ci possa essere davvero una ripartenza dell’economia reale e paradossalmente i nostri commercianti devono proporsi sempre più all’esercito dei “nuovi poveri”, che inevitabilmente cresce, per incamerare qualcosa e mandare avanti le proprie attività e le proprie famiglie con dignità. Certificazione evidente di una crisi devastante della quale conosciamo soltanto i primissimi aspetti.
Bisogna assolutamente fare qualcosa per ridurre i costi di energia, trasporti e materie prime che faranno inevitabilmente lievitare i prezzi dei nostri commercianti. Oggi che la crisi socio‐economica incalza, questo aspetto diventa più rilevante, più evidente, ma se torniamo indietro con un piccolo esercizio di memoria - dichiara il presidente provinciale di Confesercenti Salerno, Raffaele Esposito - è ben evidente che un controllo sui prezzi non è stato quasi mai praticato e, sempre facendo ricorso alla nostra memoria di consumatori, ci ricorderemo della mancata solidarietà che doveva esprimersi in questi mesi terribili di pandemia.
Occorrono politiche importanti e poderose per facilitare una ripresa vera e concreta, oggi con il rialzo dei prezzi delle materie prime e delle utenze le imprese sono in guai seri, mancate politiche energetiche strategiche probabilmente ci condanneranno sempre più in un vortice di oppressione fiscale fino a determinare un vero e proprio crack economico.
Dal canto nostro, il possibile e probabile aumento del prezzo del “simbolo” della convivialità ormai quasi dimenticata, e per la quale tutti vorremmo “lavorare” per riconquistarla, rappresenterebbe l’emblema e la certificazione forse di una crisi senza fine alla quale bisognerà trovare presto una soluzione.
Non saranno certamente le imprese dei settori del commercio e del turismo a determinare gli aumenti più sconcertanti; basti vedere oggi in tema sanitario, tra mascherine, terapie domiciliari e tamponi vari, quanto spende una famiglia media alle prese con il Covid. Ragioniamo su questo e magari un buon caffè può essere ugualmente dolce anche se leggermente più caro. Attenti pero allo spettro della speculazione. È sempre in agguato e mortifica oltre ogni modo i tanti commercianti onesti".
Redazione Irno24 14/01/2021
Fipe-Confcommercio Salerno dice "no" all'apertura di protesta dei ristoratori
“Il settore è stremato e la situazione grave e confusa, servono subito misure aggiuntive in grado di dare certezza agli imprenditori e adeguato ristoro alle perdite imposte alle loro aziende. Fipe Confcommercio continuerà a lavorare incessantemente per ottenerle, garantendo nel frattempo ai propri imprenditori il massimo dell’ascolto e del supporto”.
Questo il commento della Federazione Italiana Pubblici Esercizi in risposta all’iniziativa #ioapro che ha promosso, attraverso i social, l’apertura dei ristoranti per la giornata di domani, venerdì 15, oltre gli orari consentiti dai provvedimenti governativi di gestione dell’emergenza epidemiologica.
Continua Mario Ventura, coordinatore Fipe Confcommercio Salerno: “La disobbedienza civile, adesso più che mai, è inadeguata. Condividiamo la frustrazione e il senso di spaesamento di tanti esercenti, che possono indurre a gesti radicali, ma come rappresentanza del settore più grande e diffusa dell’intero Paese, esercitiamo il nostro ruolo e la nostra responsabilità, cercando di difendere e di rappresentarne gli interessi reali, valorizzandoli per la loro capacità di contribuire al bene e al futuro del territorio”.
E, considerando le eventuali conseguenze, aggiunge: “Se in seguito ad aperture forzose si dovesse casualmente registrare un nuovo picco nei contagi, l’intera categoria sarebbe ulteriormente danneggiata anche da questo punto di vista. Gli italiani, come i salernitani, hanno sempre manifestato grande attaccamento e vicinanza ai loro Pubblici Esercizi, ma sarebbe difficile solidarizzare con atti così distanti dal comportamento condiviso che penalizzano tutti. Necessitiamo di co-partecipazione.
Porteremo, quindi, ancora ai tavoli sindacali e istituzionali le nostre necessità, rappresentandole con la forza delle nostre ragioni e il peso della nostra serietà. A differenza di quello che si dice, i ristori sono arrivati, certamente in ritardo e, certamente, non sono sufficienti a sanare quanto abbiamo finora perso. Non smetteremo di batterci per chiederne ancora per il prossimo trimestre”.
Dà manforte Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Salerno: “Da 70 anni, attraverso le sue federazioni di categoria, Confcommercio svolge con grande responsabilità e nel pieno rispetto delle regole il suo ruolo, che è quello di tutelare le imprese. Nel merito, condividiamo appieno le ragioni di chi vuol prolungare l’apertura oltre gli orari consentiti, ma il disagio, sebbene legittimo, non è un buon motivo per violare le norme in vigore. Questa modalità di protesta espone i pubblici esercizi non solo al rischio di sanzioni pecuniarie, ma soprattutto alla sospensione dell’attività stessa. La dignità dei ristoratori va difesa strenuamente e, su questo, siamo tutti d’accordo.
Pertanto, con fermezza e senza esitazioni, ogni giorno confrontandoci con le istituzioni e ai tavoli sindacali rappresentiamo le problematiche del settore e l’incongruenza di provvedimenti che penalizzano oltremodo i ristoratori, trattati alla stregua di untori. Tuttavia, se vogliamo continuare a farci apprezzare come una categoria che nei mesi scorsi si è resa disponibile e pronta ad adeguare l’offerta ai protocolli garantendo il rispetto delle norme, non si può protestare infrangendo le stesse, per quanto siano insostenibili. Così facendo si creerebbe soltanto pregiudizio per l’intera categoria”.
Redazione Irno24 28/07/2026
Feneal Uil: "Salerno cresce, vera sfida è trasformare il lavoro in sviluppo"
"I numeri raccontano una provincia che continua a dimostrare dinamismo. Secondo il sistema Excelsior della Camera di Commercio di Salerno, nel mese di luglio le imprese hanno programmato 16.510 nuove assunzioni, mentre nel trimestre luglio-settembre le entrate previste raggiungono 33.770. A sostenere la domanda sono soprattutto turismo, ristorazione, servizi, agroalimentare e costruzioni, comparti che confermano la vivacità del sistema produttivo e la capacità del territorio di generare nuove opportunità occupazionali.
Sono dati positivi, che testimoniano la fiducia delle imprese e la solidità di un'economia che continua a investire. Tuttavia, oggi non basta fermarsi al numero delle assunzioni. La domanda che dobbiamo porci è un'altra: che qualità ha il lavoro che stiamo creando? La risposta arriva dagli stessi dati. Il 90% delle assunzioni previste sarà a tempo determinato o con altre forme di lavoro non stabile, mentre solo il 10% riguarderà contratti a tempo indeterminato o apprendistato.
È un elemento che impone una riflessione: se cresce l'occupazione ma continua a prevalere la precarietà, il rischio è quello di aumentare il numero dei lavoratori senza migliorare realmente le loro condizioni di vita. Questo scenario trova conferma anche nell'analisi nazionale elaborata sui dati INPS e INL. La Campania registra una crescita dell'occupazione, ma continua ad avere una delle retribuzioni medie più basse del Paese: 18.710 euro annui contro i 25.387 euro della media nazionale, con una differenza superiore ai 6.600 euro.
A questo si aggiunge una minore diffusione del lavoro a tempo pieno e dei rapporti a tempo indeterminato rispetto alle regioni economicamente più forti. È il segno che il problema non è più soltanto creare posti di lavoro, ma fare in modo che il lavoro permetta alle persone di vivere con dignità. Un contratto breve, un salario insufficiente e una carriera frammentata rendono difficile acquistare una casa, costruire una famiglia, accedere al credito o maturare una pensione adeguata.
In questo modo cresce il fenomeno del lavoro povero, che rappresenta oggi una delle principali emergenze sociali. Questa condizione pesa soprattutto sui giovani. Se il loro ingresso nel mercato del lavoro continua ad avvenire attraverso rapporti temporanei e discontinui, il rischio è alimentare la fuga delle competenze verso territori capaci di offrire maggiori prospettive professionali ed economiche. Una provincia che investe nelle infrastrutture, nell'innovazione, nel turismo e nelle costruzioni non può permettersi di perdere il proprio capitale umano. Lo stesso vale per il lavoro femminile. Le difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro, la maggiore incidenza del part-time involontario e retribuzioni ancora inferiori limitano la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro e frenano la crescita dell'intero sistema economico.
Rafforzare i servizi per l'infanzia, il welfare territoriale e gli strumenti di conciliazione significa investire non solo nell'equità sociale, ma anche nello sviluppo. Un segnale positivo arriva dalla riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Le imprese dichiarano oggi minori difficoltà nel reperire personale rispetto agli anni precedenti. È un risultato importante, ma che deve rappresentare un punto di partenza. Occorre consolidare il rapporto tra scuola, università, ITS, enti bilaterali, formazione professionale e sistema produttivo, costruendo un vero Patto territoriale per le competenze.
Anche la crescente richiesta di lavoratori stranieri conferma come molti comparti dell'economia salernitana abbiano ormai un fabbisogno strutturale di manodopera. Servono politiche che favoriscano ingressi regolari, percorsi di qualificazione professionale e piena integrazione, valorizzando il lavoro regolare e contrastando ogni forma di sfruttamento. Se la qualità del lavoro è la vera sfida, la risposta passa anche attraverso la qualità delle relazioni industriali. Accelerare il rinnovo dei contratti collettivi, rendere strutturale la detassazione degli aumenti contrattuali per rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie, estendere la contrattazione di secondo livello e contrastare il dumping contrattuale significa redistribuire i benefici della crescita e premiare le imprese che investono in innovazione, sicurezza e valorizzazione delle competenze.
La produttività non cresce comprimendo il costo del lavoro, ma investendo nelle persone. Più formazione, più sicurezza, più innovazione e una migliore organizzazione del lavoro rappresentano la strada per rendere le imprese più competitive e creare occupazione stabile e qualificata. Salerno dispone oggi di tutte le condizioni per consolidare il proprio sviluppo. Le grandi opere, gli investimenti del PNRR, il turismo, l'agroalimentare, il manifatturiero e le costruzioni possono rappresentare un'opportunità straordinaria. Ma questa occasione non può essere misurata soltanto dal numero delle assunzioni.
Il vero salto di qualità sarà trasformare la crescita economica in sviluppo sociale. Ciò significa creare lavoro stabile, sicuro e ben retribuito, investire nelle competenze, sostenere giovani e donne, rafforzare la contrattazione e redistribuire i benefici della crescita attraverso salari più alti e maggiore produttività. È questa la sfida che deve unire istituzioni, imprese e parti sociali. Perché una provincia è davvero competitiva quando la crescita delle imprese si traduce anche in una migliore qualità della vita delle persone che lavorano".
Lo dichiara Patrizia Spinelli, segretario generale Feneal Uil Salerno.