Fit Cisl: "Rizzaggio al Porto di Salerno va affidato a personale formato"

Il sindacato: "Il modello portuale non si indebolisce con scorciatoie organizzative"

Redazione Irno24 23/02/2026 0

"Il modello portuale italiano non può essere messo in discussione da interpretazioni che rischiano di alterarne l’equilibrio normativo e operativo". Con questa posizione netta, il Segretario Generale Fit Cisl Campania, Massimo Aversa, il Segretario Generale del Presidio Fit Cisl Salerno, Massimo Stanzione, e il Coordinatore Regionale Porti Fit Cisl Campania, Gennaro Imperato, intervengono sulla sentenza del TAR Campania che ha autorizzato la società Cartour a svolgere, con personale proprio, le operazioni di rizzaggio e derizzaggio dei mezzi rotabili nel Porto di Salerno.

La decisione riporta al centro del dibattito il perimetro applicativo della legge 84 del 1994, architrave dell’organizzazione portuale italiana, che ha costruito nel tempo un sistema fondato sulla distinzione tra lavoro portuale e lavoro marittimo, su regole certe e su una distribuzione chiara di responsabilità. Non si tratta di un tecnicismo giuridico, ma di un assetto che incide direttamente sulla sicurezza delle operazioni, sulla qualità dei servizi e sulla stabilità occupazionale.

Pur configurandosi formalmente come autorizzazione ai sensi dell’articolo 16 e non come autoproduzione in senso stretto, il provvedimento apre una riflessione sostanziale: la possibilità che si determini una frammentazione del ciclo portuale con una competizione giocata esclusivamente sulla riduzione dei costi. "Una dinamica che - afferma la Fit Cisl Campania - non rafforza il sistema ma ne compromette la coesione. Il rizzaggio e il derizzaggio dei mezzi rotabili sono operazioni tecnicamente complesse, che incidono sulla stabilità del carico e sulla sicurezza delle navi. Affidarle a personale non inserito nel circuito ordinario del lavoro portuale significa intervenire su un segmento delicato della catena operativa, con potenziali ricadute organizzative e contrattuali che meritano massima attenzione".

Aversa, Stanzione e Imperato ribadiscono che "il lavoro di terra deve essere svolto da personale portuale adeguatamente formato e inquadrato secondo la normativa vigente, mentre i picchi di traffico devono essere gestiti attraverso gli strumenti previsti dall’articolo 17, che rappresenta il presidio di flessibilità regolata del sistema. La concorrenza tra operatori - sottolineano - deve svilupparsi sulla qualità e sull’efficienza dei servizi, non sulla compressione dei diritti né sull’interscambio di manodopera che finirebbe per deregolamentare l’assetto portuale".

Il sindacato chiede inoltre un rafforzamento dei controlli da parte di tutti gli organi competenti e l’attivazione immediata del protocollo di sicurezza SOI, Sistema Operativo Integrato, già sottoscritto in Prefettura, quale strumento concreto per garantire coordinamento, tracciabilità delle attività e tutela dei lavoratori. Lo sviluppo dei traffici marittimi e gli investimenti delle imprese rappresentano un elemento positivo per il Porto di Salerno e per l’intera economia regionale, ma devono inserirsi in un quadro di regole certe e di responsabilità sociale, evitando soluzioni che possano generare dumping contrattuale o squilibri strutturali.

Sarà ora il Consiglio di Stato a fornire un chiarimento definitivo sull’interpretazione della normativa e sui confini applicativi dell’articolo 16 rispetto all’impianto complessivo della legge 84 del 1994. In attesa di quel pronunciamento, la Fit Cisl Campania conferma il proprio impegno a tutela di un modello portuale fondato su legalità, sicurezza, professionalità e lavoro dignitoso, nella consapevolezza che la vera forza dei porti italiani risiede nelle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori che li rendono operativi ogni giorno.

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Redazione Irno24 01/04/2025

Confesercenti: "Settore viaggi in chiaroscuro, ma cresce interesse per Salerno"

In chiaroscuro il primo trimestre del turismo organizzato, secondo Assoviaggi. Quasi 800mila in viaggio, 600mila all’estero. Ma le imprese e i viaggiatori soffrono gli aumenti dei costi: pesano i ritocchi delle tariffe, in particolare dei trasporti (in aumento del +11,5%), di alloggio e ristorazione (+12%). Per i costi di gestione delle agenzie di viaggi, l’energia si paga il 13% in più, incrementi anche per le polizze obbligatorie di esercizio (+9,3%) e costo del lavoro (+4,2%). Gli italiani non perdono la voglia di viaggiare, ma i rincari pesano sia sui turisti che sulle agenzie di viaggio. È quanto emerge dall’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, per Assoviaggi Confesercenti, su un campione di 738 agenzie di viaggi.

"L’analisi non fa una piega - aggiunge il presidente della Confesercenti Salerno, Raffaele Esposito - quello che notiamo però è che la destinazione Salerno e la sua provincia sta crescendo in interesse e nella proposta dei viaggi per l'utenza estera, specie Francia, Germania ed Inghilterra. Questo è un bene ed i frutti del lavoro della promozione della nostra destinazione salernitana si vedranno concretamente dal 2026, anche se abbiamo già ottimi report, con la piena interconnessioni dell'aeroporto di Salerno e la strutturazione di importante strategia di promozione e marketing territoriale per i territori che necessitano maggiormente di flussi di turismo estero.

Un primo trimestre da luci ed ombre anche per la coordinatrice provinciale di Assoviaggi Salerno, Gisella Forte. "Il punto più positivo - afferma - è che i dati segnalano che la propensione al viaggio si mantiene alta: centinaia di migliaia di viaggiatori, su scala nazionale, generano reddito per il turismo organizzato. Ma questo dato non è veritiero se non viene messo in relazione alle molte ombre che incombono sul settore, specie per le agenzie di viaggio: alla crescita dei fatturati corrisponde un eccessivo rialzo dei costi, che di fatto abbassano, e di molto, i margini di guadagno. Aumentano i costi di trasporto, di alloggio, di ristorazione, legati all’aumento dei costi energetici, che influiscono anche direttamente nei costi di gestione delle agenzie, lievitati ancor di più a causa dell’aumento dei costi per le polizze assicurative obbligatorie".

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Redazione Irno24 15/05/2020

Una ricerca indica le scelte dei consumatori dopo il Covid-19

Nel corso di una diretta live, oggi pomeriggio, sono stati presentati i risultati della ricerca “Il Consumatore dopo il Covid-19”, promossa da Fondazione Saccone, Federalberghi Salerno e Confcommercio Campania - sede di Salerno, a cura della dottoressa in sociologia Lucia Landolfi, sotto la supervisione della tutor Giuseppina Cersosimo del DISPS (Dipartimento di Studi Politici e Sociali) dell’Unisa.

I dati sono il frutto della somministrazione di un questionario a due cluster di utenti, consumatori prevalentemente della provincia di Salerno e clienti di strutture ricettive e stabilimenti balneari. Complessivamente, sono stati somministrati 8541 questionari per un totale di 4414 unità valide per l’analisi (che hanno cioè completato il questionario).

Sugli stabilimenti balneari

Il 48% dei consumatori ha dichiarato che, nei prossimi mesi, trascorrerà almeno una giornata in uno stabilimento balneare, il 37% forse, il 15% no. Considerate importanti le misure sulla distanza tra gli ombrelloni, l’attesa in fila alle docce e l’utilizzo di mascherine da parte degli operatori, di meno i divisori in plexiglass tra gli ombrelloni. Il 50% degli utenti sarebbe disposto a prenotare per avere accesso a un lido, il 28% non sarebbe disposto a farlo, mentre il 22% forse lo farebbe.

Sul commercio

Il 71% di coloro i quali hanno dichiarato che faranno acquisti si concentreranno su abbigliamento e calzature, il 36% prodotti alimentari e bevande, il 24% arredamento per la casa, il 20% libri e materiale d’ufficio, il 17% apparecchiature tecnologiche, il 15% acquisterà elettrodomestici, mentre il 10% giocattoli. Il 9% dei rispondenti acquisterà farmaci, mentre l’8% articoli per lo sport e il 7% dei rispondenti ha indicato “altro” come opzione di risposta, specificando prevalentemente prodotti cosmetici e attrezzi da giardinaggio. Il 4% acquisterà vetture o componenti di vetture, il 4% tabacchi e il 3% dei rispondenti acquisterà gioielli.

Più della metà delle persone che ha dichiarato di fare acquisti si recherà in negozio, ossia il 79%. Il 12% acquisterà online, l’8% usufruirà della vendita a distanza con consegna a casa e il 2% acquisterà in altri modi. L’80% di coloro i quali hanno intenzione di ordinare cibo a domicilio lo farà contattando telefonicamente l’esercizio, mentre il 19% utilizzando un’applicazione.

Le misure considerate più importanti nei locali per i rispondenti sono l’utilizzo di mascherine e guanti da parte degli operatori, obbligo di distanza con gli altri clienti e presenza di gel igienizzanti per i clienti, segue con meno importanza la sanificazione del locale ogni qualvolta si raggiunge un numero di clienti. Il controllo della temperatura dei clienti all’ingresso è la misura considerata meno importante per i rispondenti. Quasi tutti gli utenti (circa l’85%) sarebbero disposti a sottoporsi al controllo della temperatura prima di entrare in un locale. Circa 1 utente su 2 è disponibile ad attendere il proprio turno per entrare in un negozio o in un ristorante.

Sulle palestre

La disposizione più importante per i rispondenti è la presenza di gel igienizzanti per i clienti, seguita dalla prenotazione per poter andare in palestra e l’utilizzo di guanti e mascherine da parte degli operatori.

Sul turismo

Tra coloro i quali hanno dichiarato che faranno una gita o un viaggio appena le restrizioni lo permetteranno, il 45% ha intenzione di visitare la propria regione, mentre il 40% ha intenzione di visitare l’Italia, ma che sia una regione diversa dalla Campania e il 15% vorrebbe spostarsi all’estero.

Sulle strutture ricettive

Il 27% degli utenti intervistati ha dichiarato di aver annullato una prenotazione in questo periodo. Il 21% degli utenti pensa di ritornare in una struttura ricettiva non appena le restrizioni termineranno, il 7% dopo un mese dalla fine delle restrizioni, 21% da uno a tre mesi dalla fine delle restrizioni. Il 20% degli utenti pensa di tornare in una struttura ricettiva da tre a sei mesi dopo il termine delle restrizioni, il 17% da sei mesi a un anno dopo il termine delle restrizioni dettate dal Coronavirus, mentre il 14% delle persone pensa di farlo dopo un anno dal termine delle restrizioni.

Il 43% dichiara che maggiori procedure di sicurezza lo convincerebbero ad andare in una struttura ricettiva, il 21% dei rispondenti sarebbe convinto da sconti, mentre il 19% da cancellazioni flessibili. I rispondenti sono molto d’accordo con la scelta di informare dettagliatamente i clienti sulle norme intraprese dalla struttura prima del check-in e sull’utilizzo di mascherine e guanti da parte degli operatori.

Il 32% degli utenti sceglierebbe il servizio in camera, il 27% il servizio al tavolo, mentre il 22% vassoi singoli con prodotti scelti la sera prima, il 15% buffet con prodotti confezionati singolarmente e il 3% altro. Per gli utenti le pratiche più importanti da adottare sono sanificazione delle superfici e la presenza di dispenser di gel igienizzanti nei luoghi comuni, seguite da kit per gli ospiti contenenti gel igienizzante, mascherina e guanti, oltre alla protezione al telecomando con imballaggio di plastica da cambiare a ogni cliente.

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Redazione Irno24 04/10/2022

Costi energia, Confesercenti Salerno invia nota rettifica per bando Regione

"Abbiamo letto con piacere dell'impegno regionale pari a 58 milioni di Euro per sostenere le imprese maggiormente danneggiate dagli aumenti dei costi energetici; una mano tesa, quella regionale, che non è mai venuta meno nemmeno nel periodo pandemico, ma che oggi sull'attuale decreto interesserà, con stima al ribasso, soltanto 5mila imprese.

Confesercenti Salerno - si legge nel comunicato - ha prontamente inviato una nota di rettifica al bando per includere anche le micro, piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi che hanno avuto rincari esorbitanti. Noi vogliamo che questo aiuto riguardi, in maniera proporzionale, anche tutti i soggetti che hanno avuto piccoli ma significativi e dannosi aumenti per le loro attività, pensiamo al mondo del commercio tradizionale oppure dei pubblici esercizi già distrutti dalla pandemia.

Abbiamo inviato, tramite i nostri uffici regionali, una nota al Presidente De Luca e all'assessore alle attività produttive, Marchiello, per ridisegnare la base dei soggetti beneficiari. Siamo certi che qualcosa di positivo verrà fuori da questa nostra interlocuzione. È nostro dovere cercare il massimo impegno istituzionale da parte di tutti perché le crisi stanno lacerando in maniera irreversibile il nostro patrimonio socioeconomico".

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